Se la musica è la tua passione lasciati consigliare da noi e scopri gli album che non possono assolutamente mancare nella tua collezione. Ogni mese nuove proposte per veri appassionati!

 

 

 

Riletture e featuring provenienti da personaggi quali Adrian Sherwood, probabilmente il dub producer più seminale ed innovativo del mondo; Dennis Bovell, produttore e bassista di Linton Kwesi Johnson; Gaudi, riconosciuta star internazionale della scena dub-elettronica; Vibronics, assoluto dominatore nell’ambito della “Sound-System culture”; Lee “Scratch” Perry, una delle figure più importanti della musica giamaicana dell’ultimo mezzo secolo, produttore di Bob Marley. E poi ancora da Londra un contributo consapevole e pieno di passione come quello di Manasseh, le atmosfere afro-future di Khalab & Messmorize, fino alle derive più sperimentali del produttore italiano forse più interessante presente oggi sulla scena quale è Mario Conte. Grandi producer che sentiamo essere sulla nostra stessa lunghezza d’onda oltre che amici di vecchia data.

 

 

 

 

Lo Château d'Hérouville è un castello francese del XVIII secolo acquistato nel 1962 dal compositore Michel Magne e convertito in uno studio di registrazione. Reso famoso come The Honky Château dal grande Elton John, che ha registrato 3 album lì, lo Château d'Hérouville è stato il luogo di un epico e leggendario live dei Dead nell'estate del 1971.
 

 

 

 

Per molti versi questo è il perfetto successore del precedente ed acclamato The Machine Stops. Come in quell'occasione il corpo lirico della storica formazione psych-prog inglese è stato informato dal lavoro concettuale di E.M. Forster, che proprio nei suoi testi aveva ipotizzato un futuro distopico affatto distante dai più catastrofici presagi odierni.
 

 

 

 

Registrato in California il 1 ° ottobre 1994, questo è un classico dell'era grunge di Neil coi suoi Crazy Horse. Inciso a meno di due mesi dalla pubblicazione del seminale "Sleeps With Angels", questo broadcasting è incentrato su alcuni dei brani più raffinati dell'album, tra cui una versione epica di 18 minuti di "Change Your Mind" . Di spicco anche la versione di "Piece Of Crap" eseguita con i Pearl Jam, gruppo d'apertura in quell'occasione.
 

 

 

 

L'eccezionale live radiofonico del '73 inciso a cavallo dei primi due album in studio.

 

 

 

È "core/coração" il nuovo album di Maria Pia De Vito registrato tra Roma e Parigi, che uscirà a maggio con l'etichetta Jando Music in collaborazione con Via Veneto Jazz. Nuova fatica discografica, una delle più sentite, ed una delle più chiaramente transculturali: il titolo va ad indicare espressamente un lavoro del cuore, la cui scintilla è stata accesa dall’incontro con il compositore e chitarrista brasiliano Guinga ed il successivo incontro poetico con Chico Buarque, ospite del disco in due brani "Todo sentimento" e “O Meu Guri" (quest'ultimo un duetto in napoletano).

 

 

 

Con estratti da concerti registrati a cavallo tra il 1989 ed il 1992, quando il gruppo era nel pieno della forma, il disco documenta una serie di passaggi radiofonici esclusivi, la cui impeccabile qualità fa fede all’omonima serie. Presenti tutti i singoli dell’ epoca come ‘Hands All Over’, ‘Big Dumb Sex’,’Jesus Christ Pose’,’Outshined’, ‘Rusty Cage’ e ‘Come Together’. Di spicco anche la loro revisione di ‘Into The Void’ dei Black Sabbath.

 

 

 

Con una carriera che ormai abbraccia un trentennio, Jamie Saft si è conquistato un posto tra i visionari della musica contemporanea americana. Come compositore, pianista, innovativo tastierista e collaboratore di icone come Donovan, John Zorn, Bad Brains, Beastie Boys, B-52s e molti altri, ha senza paura perseguito il suo intento di elevazione spirituale attraverso la musica. Una delle più celebrate è stata la collaborazione con due giganti del jazz come Steve Swallow e Bobby Previte, a titolo “The New Standard”. Lo stesso trio ritorna ora con l'ideale seguito di quell'album e per questo “Loneliness Road” a loro si aggiunge, per le uniche tre tracce cantate, Iggy Pop.