
Lioness: Hidden Treasures
di Winehouse Amy
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Descrizione
Dopo la tragica morte di Amy Winehouse lo scorso Luglio, alcuni dei produttori e musicisti che hanno lavorato a stretto contatto con Amy (tra cui Mark Ronson e Salaam Remi) hanno ascoltato molte delle registrazioni che l'artista aveva realizzato prima, durante e dopo l'uscita dei due album “Frank” e “Back To Black”. Così è nato “Lioness: Hidden Treasures“, una sorta di testamento di Amy come artista e, più importante, come loro amica. “Lioness: Hidden Treasures“ è il terzo album di Amy Winehouse, senza dubbio una tra gli artisti più talentuosi, originali e più amati della musica degli ultimi decenni.
Altre informazioni
- Genere:pop rock internazionaleParole chiave laFeltrinelli:SceltiPerVoiMusica SupportoCompact disc
- Listino€ 20,99EtichettaIsland Records [Island Records]Data uscita06/12/2011Nr Pezzi1
- EAN0602527903330
Brani
Disco 1
- Our Day Will Come
- Between The Cheats
- Tears Dry
- Will You Still Love Me Tomorrow?
- Like Smoke
- Valerie
- The Girl From Ipanema
- Half Time
- Wake Up Alone
- Best Friends, Right?
- Body And Soul
- A Song For You
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Scritto da il 07 dicembre 2011
Dodici canzoni "rare", recuperate tra registrazioni fatte tra il 2002 e il 2009 che rivisitano grandi classici come "The Girl From Ipanema" che passa dal classico sound sensuale della samba a un beat più sentito: un mix tra bossa nova e trip-hop. Degna di nota anche la cover di "Will You Still Love Me Tomorrow", incisa originariamente da The Shirelles e riproposta da Amy in una versione quasi acustica
Recensioni
Lioness: Hidden Treasures, di Amy Winehouse
Scritto da FraDeSantis il 06 aprile 2012
Il primo album postumo della cantante è più soul che mai, ma lascia l'amaro in bocca Ci voleva davvero un nuovo album di Amy Winehouse, dopo la sua morte? Non sarebbe bastato un sentito e consono tributo alla cantante bianca dalla voce nera, magari eseguito dalle personalità del mondo della musica più legate a lei? Niente affatto. L'Universal Music Group, casa discografica dell'artista deceduta nel luglio 2011, sulla scia del successo dell'album postumo di Michael Jackson pubblicato l'anno prima, ha deciso piuttosto di seguire le perverse logiche di mercato e di lanciare una raccolta di inediti della Winehouse, “dei tesori nascosti”, come recita il titolo. Ed ecco che, giusto in tempo per le vendite di Natale, il disco è uscito il 5 dicembre dello stesso anno, acclamato come un lavoro che Amy avrebbe fortemente desiderato far venire alla luce. Ma come possono dei pezzi incompiuti, pescati dagli archivi discografici e poi completati per l'occasione da produttori, come possono rappresentare una vera fatica discografica della famosa cantante soul inglese? Non è corretto parlare di un album vero e proprio, e nemmeno ci si dovrebbe riferire a Lioness: Hidden Treasures come ad un testamento artistico della Winehouse che, tragicamente, ci ha lasciati troppo presto. Certo, non si può discutere sulla qualità delle tracce che compongono il disco, arricchite dagli ottimi arrangiamenti di Salaam Remi e Mark Ronson, produttori di fiducia della chanteuse inglese; dal caldo reggae di Our Day Will Come, alla malinconica tristezza di A Song for You, la voce di Amy è un vortice di emozioni, una cascata di note musicali traboccanti di sentimenti, siano essi gioia, dolore o pentimento; un modo di cantare profondo e intenso, a metà tra il jazz dei vecchi tempi e il soul più moderno di Marvin Gaye o Billie Holiday. Insomma, la vera essenza della musica black c'è nell'album, e si sente: ma alla fine della dodicesima traccia, l'ascoltatore ha come l'impressione che l'incanto provato fino a pochi istanti prima sia cessato; ci si rende conto di quanto il mercato discografico speculi sui propri artisti, e del fatto che probabilmente Amy non avrebbe approvato la pubblicazione di brani scartati in vita da lei stessa: brani che forse sarebbero stati meglio negli archivi di uno studio di registrazione, nel rispetto delle sue decisioni. O forse no.






