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  • Listino€ 19,99EtichettaRca Label Group [Rca Label Group]Data uscita19/03/2013Nr Pezzi1
  • EAN0887654704825

Brani

  • Disco 1

    • L'essenziale
    • Non Me Ne Accorgo
    • Non Passerai
    • Un'altra Botta
    • La Vita Non Ascolta
    • Pronto A Correre
    • Bellissimo
    • La Valle Dei Re
    • I Got The Fear
    • Avessi Un Altro Modo
    • Evitiamoci (La Soluzione)
    • 20 Sigarette
    • Spari Nel Deserto
    • Una Parola
    • Natale Senza Regali

Scelti per voi dai nostri librai

laFeltrinelli Express - Milano

Scritto da il 30 aprile 2013

Hai vent'anni e la tua vita si divide tra studi universitari e cappuccini che prepari al mattino per mantenerti. Sai però di avere un dono, unico, che ti spinge a superare ogni incertezza e a vincere premi e riconoscimenti che t'incoronano come il fenomeno musicale più importante degli ultimi anni. Perchè Mengoni è un "Re matto" "Pronto a correre"!

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Recensioni

MARCO MENGONI È PRONTO A CORRERE. Il nuovo disco a due anni da “Solo 2.0”, arriva dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2013.

Scritto da FrancescoCurci il 22 marzo 2013

Il giorno della festa del papà, il 19 marzo, è uscito “#Prontoacorrere”, il nuovo album di Marco Mengoni, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo. Il titolo, con la presenza nel number sign, è un richiamo al mondo dei social network a cui lo stesso artista deve tanto. Un sorta di “tweet” che diventa poi il riassunto, quasi profetico, dell’intero progetto che si apre con il brano che ha permesso a Mengoni di vincere la 63° edizione del Festival della Canzone Italiana. Si tratta de “L’essenziale”, un’intensa ballad d’amore interpretata, già sul palco dell’Ariston, in modo convincente ed emozionante, raccogliendo i consensi di pubblico e critica. Un cambio decisivo di genere già a partire dalla seconda traccia dell’album “Non me ne accorgo” che coinvolge tra gli autori l’ex allievo di Amici Piero Romitelli. Un brano rock, a tratti negramarescho nell’arrangiamento fatto di chitarre elettriche e percussioni ed inevitabilmente adatto alle corde dell’artista. Si ritorna poi alle ballad, perché questo disco è fatto proprio così. Consta di tre fasce sonore diverse, distribuite in modo intelligente nella tracklist. “Non passerai”, questo il titolo, è una presa di coscienza per la fine di una relazione, dove però, a perdurare in eterno, resta il ricordo, vivo ed indelebile. “Un’altra botta” è un’allegra canzone reggae che parla di un amore che “entra ed esce dal cuore con un click”. Un brano estivo che “alleggerisce” il mood delle prime tre tracce del disco. Poi è la volta di “La vita non ascolta”, altro brano rock dell’album che presenta un arrangiamento ancora una volta negramaresco. Un testo pedagogico, che arriva quasi in risposta a tutte le critiche che l’artista ha ricevuto in questi quattro anni di carriera. “Non mi fido più di chi dice/ nella vita o ci sei o ci fai”. Arriva “Pronto a correre”, che dà il titolo all’intero disco. Il brano, che vanta per la parte musicale la straordinaria partecipazione di Mark Owen dei Take That, è l’inno alla Una crescita/rinascita interiore ed allo stesso tempo artistica del cantante ed uno schiaffo morale a chi, in altri tempi, non ha creduto in questo indubbio talento, concedendosi a critiche o ad inutili giudizi. “Grazie per avermi fatto male/ Non lo dimenticherò…Grazie io riparto/ Solo controvento ricomincerò/ Sono pronto a correre per me” Settima traccia è “Bellissimo”, brano firmato da Gianna Nannini e Pacifico e già ascoltato sul palco dell’Ariston nel corso della prima serata del Festival. Che la Nannini e Pacifico fossero un duo imbattibile sotto il profilo autoriale, non c’erano dubbi. Ma c’è da aggiungere che una loro produzione, unita alla voce di Mengoni, si rivela un indiscusso successo. Un brano estremamente radiofonico che potrebbe essere il prossimo singolo estratto dall’album. Si passa poi ad un altro grande autore che ha collaborato a questo disco. Si tratta di Cesare Cremonini che firma “La valle dei re”. Il titolo allude certamente all’aggettivo che da sempre descrive Marco Mengoni, “re”. Un brano straordinariamente importante, che nell’intro ricorda il brano di una sua collega, Annalisa, nella sua “Diamante lei e luce lui”. Già dalla strofa però il mood prende un’altra direzione, approdando all’r’n’b’ moderno, quale può essere, per esempio, quello di “Apologize” dei One Republic nella versione feauturing Timbaland. Un testo onirico, facilmente riconducibile alla penna di Cremonini. Un altro grande connubio artistico, dunque. “I got the fear” è l’unica traccia del disco interamente in inglese. Un brano estremamente britannico nell’arrangiamento che ricorda vagamente quello di “Rolling in the deep” di Adele. La pronuncia impeccabile di Mengoni fa ben sperare alla possibile esportazione del prodotto all’estero, presumibilmente nei paesi anglosassoni, con una versione interamente in lingua inglese dell’album. È la volta poi di “Avessi un altro modo”, una delle più belle tracce del disco. Una ballad intensa, dal sapore cantautorale. Ricorda molto le produzioni di Tiziano Ferro per la scansione ritmica, le produzioni di Neffa nell’inciso e le produzioni di Max Gazzè nell’uso della chitarra e degli archi. Un’interpretazione degna del brano. Una voce che arriva all’anima, che emoziona, commuove, ma soprattutto racconta. Perché il significato primo di una canzone è quello di raccontare qualcosa. E Marco in questo è bravissimo, perché ha la capacità di scandire bene il testo, lasciando comprendere ogni singola parte di esso. “Evitiamoci (la soluzione)” è un brano rock, simpatico ed originale. Una lontananza voluta da una persona che rappresenta la causa dei mali fisici e morali che si possono provare nel corso di una relazione. “20 sigarette” è un altro brano sofferto. La voce di Marco ancora una volta arriva dritta al cuore. Un’interpretazione mozzafiato. Una tecnica impeccabile che alterna voci piene a falsetti, per un risultato eccellente. “Spari nel deserto” vanta la prestigiosa collaborazione con Ivano Fossati, uno dei maggiori poeti musicali italiani. Un testo filosofico che conferma lo straordinaria valenza artistica di Fossati. Un arrangiamento molto oltreoceano curato direttamente da Mengoni, con la supervisione artistica dello stesso Fossati e di Michele Canova che ha prodotto ed arrangiato l’intero album. “Una parola” è la voce fuori campo del disco. Una sperimentazione techno/dance, a tratti rap, un po’ Fabri Fibra, un po’ J-Ax, con una sola differenza: la voce. Perché Marco anche qui è impeccabile. Il suo timbro e la sua straordinaria tecnica trovano degna celebrazione anche in un genere fino ad ora inesplorato dall’artista ma che sarebbe piacevolmente accolto in future produzioni. A chiudere il tutto la bellissima “Natale senza regali”, il brano più introspettivo ed autobiografico del disco che richiama la data del compleanno dell’artista in quale si ritrova, ogni anno, a dover festeggiare il giorno della sua nascita solo, perché tutti sono presi dal Natale che, si sa, vede riunirsi intere famiglie per la celebre tradizione dello “scambio dei regali.” Un disco eccellente. Una maturità fuori dal comune quella del giovane Marco Mengoni, ventiquattrenne, il quale, ad un mese dalla meritatissima vittoria a Sanremo, ci regala questo prestigioso progetto discografico inedito sotto ogni punto di vista. Per le sperimentazioni musicali, vocali, per il rinnovo del team di lavoro, per le lodevoli collaborazioni che si spingono oltre i confini nazionali, approdando addirittura in America ed in Gran Bretagna. Marco Mengoni resta sicuramente la più alta forma di talento mai uscita da un talent, che unisce passione e stile, tecnica e sofisticatezza, bravura ed umiltà, per quello che sicuramente sarà uno dei nomi che di qui a qualche anno, si andrà ad aggiungere ai grandi della musica italiana.

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