Scusa se ti chiamo libro..
Scritta il: 08 febbraio 2010
Ho dovuto faticare per portare a termine la lettura. Il fatto che sia stato incensato come "caso letterario" da non perdere, mi avrebbe dovuto mettere in guardia. Libro scontato e melenso.
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Una portinaia, all'apparenza sciatta, scorbutica e teledipendente, assiste allo scorrere della vita in un palazzo elegante abitato da famiglie dell'alta borghesia. Ma all'insaputa di tutti Renée è una coltissima autodidatta che incontrerà Paloma, una dodicenne geniale e brillante che stanca di vivere ha deciso di farla finita.
Scritta il: 08 febbraio 2010
Ho dovuto faticare per portare a termine la lettura. Il fatto che sia stato incensato come "caso letterario" da non perdere, mi avrebbe dovuto mettere in guardia. Libro scontato e melenso.
Scritta il: 04 febbraio 2010
Non riesco a spiegarmi il successo avuto.
Scritta il: 23 gennaio 2010
Delicato, sottile, capace di trasmettere quel "qualcosa di buono" che ispira. Che rigenera. Nel corso del testo, però, mi sembra che la promessa venga un po' tradita. Peccato. Nel complesso, comunque, una lettura consigliata.
Scritta il: 11 gennaio 2010
Mi sono tanto affezionata a Renèè. Vorrei tanto avere o avere avuto una portinaia (un'amica)come lei,e la possibilità di entrare nel suo nascondiglio, di prendere un the e dei pasticcini insieme a lei, di poter condividere opinioni su libri e film...l'ho trovata umana, divertente, generosa. Bello il suo personaggio, bello il libro, lo consiglio.
Scritta il: 04 gennaio 2010
Ci troviamo di fronte ad un libro davvero affascinante! La storia potrebbe sembrare banale e poco intrigante, ma ciò che rende interessante questo libro è la sua eleganza, che si manifesta nello stile, nelle parole, nella narrazione, nei personaggi, nell'ambientazione...E' un libro riflessivo, in cui non è difficile seguire le meditazioni pseudo-filosofiche delle protagoniste;è un libro delizioso, in grado di rendere concreto un odore, un'immagine, una visione, una percezione;è il libro del movimento del mondo, del pensiero... Una lettura gradevole, seducente, leggera ma non ordinaria!
Scritta il: 03 gennaio 2010
parti decisamente poetiche e cariche di intensità..altre invece troppo altisonanti e decisamente noiosi..bello ma non da restare colpiti
Scritta il: 05 dicembre 2009
un meraviglioso mondo nascosto in una portineria
Scritta il: 27 ottobre 2009
Molto carino. Si legge bene, la storia è emozionante e interessante. Ha un taglio filosofico che ho apprezzato molto e lo percorre una sottile e gradevole ironia.
Scritta il: 17 ottobre 2009
Entrare nell'intimità di Reneé, Paloma, monsieur Ozo mi ha lasciato una sensazione di benessere!
Scritta il: 16 settembre 2009
E' un libro che tocca le parti più intime del tuo essere, con un ritmo lento che quasi tu culla all'interno dei personaggi e di te stessa. Peccato per il finale che sembra appartenere ad un altro libro, lì proprio non ci sta. Nonostante questo "errore" non si può non dare un voto alto e non consigliarlo!
Scritta il: 15 settembre 2009
Una brillante descrizione delle affinità tra culturali, ma di una cultura celata e a volte scomada alla vista dei più, di una portinaia (che tutti vogliono credere ignorante e priva di ogni rispetto) e una ragazzina( che tutti giudicano essere troppo piccola e sciocca). Sarà Mr Ozu a scoprire quale grande intelligeza si nasconda dietro queste persone e sarà proprio lui a farle incontrare. Barbery Muriel ci incanta con questo dolce romanzo e ci invita a scoprire quali straordinarie personalità si nascondano dietro vite apparentemente banali. Francesca Colica
Scritta il: 14 settembre 2009
- "Stasera, ripensandoci,con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse la vita in fondo e' cosi': molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non e' piu' lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai. Si', e' proprio cosi', un sempre nel mai." - "Non preoccuoparti, Renee, non mi suicidero' e non daro' fuoco proprio a un bel niente." - "Perche' d'ora in poi, per te, andro' alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo."
Scritta il: 10 settembre 2009
Elegante, coinvolgente, una storia emozionante. Adoro questa elegante scrittrice
Scritta il: 18 agosto 2009
L'eleganza-del-riccio...elengante, delicato, raffinato e allo stesso tempo commovente, emozionante... meraviglioso!!!
Scritta il: 18 agosto 2009
Anche il mio libro rimarrà a metà: noioso, saccente e insulso.Anche se i lettori dicono che nel finale si salva non credo che ne valga la pena. Mi farei anche restituire i soldi. E' la riprova che non bisogna fidarsi dei libri troppo osannati
Scritta il: 05 agosto 2009
Romanzo ma anche diario letterario a quattro mani, "L'eleganza del riccio" racconta le tappe di un viaggio esistenziale, un percorso interiore che porterà le due protagoniste, cosi' diverse eppure così simili, verso una nuova consapevolezza di sè e del mondo. Nonostante gli ostacoli della quotidiana ipocrisia di una società perbenista e gretta, due anime riusciranno a riconoscersi ed incontrarsi. Scritto in uno stile gradevolissimo, elegante e arguto, è un testo che commuove, diverte, fa riflettere e... sorprende nell'inaspettato finale.
Scritta il: 25 giugno 2009
Bellissimo!!! Elegante e pungente fino alla fine.
Scritta il: 22 giugno 2009
e un libro molto particolare.....la divisione e l'intreccio di due visioni cosi vicine,ma diametralmente opposte gerarchicamente, catturano il lettore ad una riflessione profonda... si prende finalmente coscienza di quanto siamo ancora legati a schemi sociali impropri, fatti soprattutto di false credenze e ipocrisie....
Scritta il: 20 giugno 2009
Un concatenarsi misterioso e limpido di realtà interiori parallele. E'insieme ironico e intenso, drammatico e avventuroso. Un vero viaggio nella galassia dell'umano sentire.
Scritta il: 03 giugno 2009
E' vero che almeno per metà libro si fa fatica ad andare avanti con la lettura soprattutto perchè... non succede niente (ma non è così noioso, è più un'introduzione psicologica dei personaggi), ma la seconda parte e soprattutto il finale sono assolutamente imperdibili. Non nascondo che, dopo aver letto il finale, sono rimasto "scioccato" per un paio di giorni. E' un libro che rimane nel cuore e nell'anima.
Scritta il: 28 maggio 2009
Condivido appieno la recensione di VenerediMilo, anche io ho accompagnato la lettura di questo libro con un dizionario. Bellissimi e attuali i temi trattati, dal disagio giovanile, all'arroganza dei ricchi snob. Finale a sorpresa...
Scritta il: 14 maggio 2009
sarà pure scorrevole nel modo di scrivere ma la narrazione è tutt'altro che avvincente. Non scorre e faticosa risulta la lettura. Non amo lasciare i libri letti a metà ma proprio non riuscivo ad andare avanti
Scritta il: 02 maggio 2009
solitamente faccio una distinzione sui libri: ci sono libri che pur nella loro semplicità lessicale e linguistica spiccano per contenuti e per le emozioni e riflessioni che ci permettono di affrontare; altri libri invece hanno una tale ricchezza lessicale, una scorrevolezza letteraria e una sonorità e piacevolezza nell’accostamento delle parole che risulterebbero capolavori anche se parlassero dell’argomento più futile del mondo… a volte poi capita di leggere libri che racchiudono entrambi gli aspetti… è il caso de “L’eleganza del riccio” che racchiude in sé un linguaggio forbito, denso di riferimenti, citazioni e la profondità dei contenuti, la caratterizzazione dei personaggi… ho letto questo libro con un dizionario sempre accanto a me, e con un diario su cui ho annotato tutte le mie lacune che, presto o tardi, cercherò di colmare…. Già questo basterebbe ad amare un libro che pagina dopo pagina ci arricchisce e ci insegna qualcosa di nuovo… Adoro il tema dell’amicizia, l’intrecciarsi di vite così apparentemente diverse eppure così profondamente legate… il passaggio nell’esistenza di ognuno di noi di persone che, seppure transitando per un breve periodo di tempo lungo il nostro cammino, lasciano un segno indelebile nelle nostre vite… Per 2 giorni interi ho abitato, assieme agli altri inquilini, al numero 7 di Rue de Grenelle….e mi è sembrato davvero di essere là….tra i simpatici felini dai nomi decisamente impegnativi, e le facoltose famiglie borghesi. Ho amato Paloma fin dalle prime righe …. La sua ironia mi ha contagiato immediatamente e i suoi “pensieri profondi” mi hanno fatto riflettere e sorridere contemporaneamente… La delicatezza, la sensibilità e la classe di monsieur Ozu mi hanno incantata…. E che dire di Renée? Potrei scrivere pagine su questa portinaia la cui vita scorre all’insegna di una finta apparenza, di una facciata da mostrare agli altri costruita sul modello di ciò che la società si aspetta da una portinaia: una persona sciatta e ignorante. Renée nasconde dentro di sé, sotto gli aculei da riccio, un’eleganza, una cultura, una passione e un mondo che solo pochi hanno la sensibilità di notare… quei pochi amici che hanno l’accortezza di andare oltre la sua corazza e di guardarla per quello che è, non per gli stereotipi che la società ha definito per lei.
Scritta il: 09 marzo 2009
Coinvolgente e senza dubbio ben scritto. Il finale inaspettato lascia senza fiato... consigliato!
Scritta il: 17 febbraio 2009
onestamente è un libro ben scritto, l'autrice si vede che è una persona di grande cultura, ma questo è allo stesso tempo il pregio ed il difetto del romanzo, sicuramente ci sono notevoli spunti di filosofia disseminati nell'arco di tutto il romanzo, ma a me appare pretestuoso il disegno divulgativo di tale filosofia attraverso le parole di una portinaia che dissimula la sua vera natura di donna colta, e di una dodicenne della borghesia bene che si sente inadatta per questo mondo a causa della sua stabiliante intelligenza (davvero poco comune e poco credibile, finendo con l'assomigliare piuttosto ad una lisa simpson), e poi l'intervento del nuovo inquilino giapponese come deus ex machina per far avvicinare le 2 protagoniste che non si conoscono pur abitando nello stesso condominio...è cosi artificioso...insomma, l'autrice voleva dare sfoggia della sua cultura e ci è riuscita...ma al prezzo di essere lei stessa il riccio e punirci un pò troppo con i suoi aculei...voto complessivo : 6 meno.
Scritta il: 22 gennaio 2009
arguto, ironico e, a tratti terribilmente drammatico. L'oppressione del contesto e del pregiudizio contrapposta allo slancio intellettuale di ogni individuo. Due ritratti dettagliati e minuziosi, due anime in conflitto con chi un'anima forse nn ce l'ha. L'eleganza del riccio fa sorridere, riflettere, e anche piangere. Da provare, sicuramente.
Scritta il: 20 gennaio 2009
Libro stupendo.... ci sono momenti descritti nel libro di una tale poesia da non poterne non essere colpiti.... tanti messaggi che fanno riflettere e, tanti episodi di un ironia accattivante.... Ho riflettuto molto dopo averlo letto credo che bisognerebbe gradare la realtà con occhi più attenti....... chissà quanti piccoli tesori ci sono attorno a noi d cui non ce ne accorgiamo. Affascinanti le figure delle protagoniste
Scritta il: 15 gennaio 2009
Avete passeggiato per Parigi, al mattino, in un giorno feriale?Avete sbirciato nell'androne di qualche palazzo elegante prima di infilarvi in un vicolo odoroso di verdura e formaggi, già insegnato dall'Amelié cinematografica?E' questa la Parigi che viene raccontata,nella vita di un condominio che, in Italia,banalmente ed efficacemente definiremmo "pariolino". Fra lo snobismo e la grettitudine interiore di tanti inquilini, tre anime nobili si incontrano: la riservata portinaia Renée,l'antiborghese adolescente Paloma -dotata di vera indifferenza moraviana. E un nuovo, delicato e gentleman inquilino giapponese, che attrae entrambe per la nobiltà della persona, e fra un the e una cena orientale, fra una discussione sull'Opera e un sorriso complice,si fa anello di congiunzione fra la matura portinaia e la nichilista adolescente, che capiscono di parlare la stessa lingua, fino a provare un sincero affetto. Il trio sarà legato fino al colpo di scena finale, necessaria nemesi. La situazione finale è sorprendente e forse non necessaria ai fini della morale, in un racconto che, partito lento e non entusiasmante, incalza soltanto dalla metà in poi divertendo, bisogna ammetterlo, e commuovendo.
Scritta il: 12 gennaio 2009
Muriel Barbery narra le vicende di Renée, portinaia grassa e antipatica sottovalutata dai condomini a causa dell'attività che svolge, e di Paloma, una dodicenne che deve affrontare il giudizio della sua famiglia che la considerano egocentrica e mediocre. Entrambe, oltre a vivere nella stessa palazzina d'alto borgo di Parigi, hanno in comune una caratteristica rara: sono appassionate di arte, filosofia e cultura in generale. Il loro approccio nei confronti delle persone con le quali vivono è differente. Entrambe si preoccupano di nascondere i loro reali interessi, considerandoli come un motivo di disprezzo per la gente comune, ma Renée accetta sostanzialmente il ruolo assegnatole dalla società mentre Paloma, forse per l'età giovane, non accetta questo destino e programma il suicidio nel giorno del suo tredicesimo compleanno. Il racconto segue l'ottica dei due personaggi che si conoscono realmente solo quando arriva monsieur Kakuro Ozu, un nuovo condomino di origine giapponese che capisce il talento delle due protagoniste e che inizia una vera e propria relazione con la portinaia, affascinato dalle sue doti intellettuali. Ma la commedia iniziale lascia il posto ad una triste conclusione. "L'eleganza del riccio" ha avuto molto successo sia in Francia che in Italia. L'autrice è docente di filosofia. Per questo romanzo, le sono stati riconosciuti numerosi premi tra cui il Prix Georges Brassens 2006, il Prix Rotary International 2007 ed il Prix des Libraires 2007.
Scritta il: 12 gennaio 2009
l'intuizione del "sempre nel mai", impagabile.
Scritta il: 12 gennaio 2009
Semplicemente meraviglioso. Poesia. Letto in un momento drammatico della mia vita, mi ha trasmesso serenità (anche se il finale è un po' triste). Lo consiglio.
Scritta il: 08 gennaio 2009
C'è chi è ricco è fa di tutto per farlo notare; c'è chi è povero e fa di tutto per non sembrarlo. E c'è chi è un'animo sensibile e colto e fa di tutto per nasconderlo dietro al suo stereotipo di portinaia ignorante e rozza. E' la dimostrazione che niente è come appare: è l'eleganza del riccio che, dietro le spine, nasconde un corpicino fragile e un tenero musetto. Questo libro mi è piaciuto moltissimo perchè spiega perfettamente come non si debba solamente guardare qualcosa dall' esterno ma andare oltre l'apparenza.
Scritta il: 05 gennaio 2009
Meraviglioso... Parigi è la città ideale in cui ambientare un romanzo fatto di filosofia, rito del te, scrittori russi, grammatica, Giappone, Anna Karenina, camelie e amore! Adesso anche io amo le virgole e gli hokku e so che dentro ad un fiore c'è molto altro. E poi due nomi bellissimi: Palome e Lisette.
Scritta il: 27 novembre 2008
Una libro che riesce a rapirti con il suo linguaggio più che per la sua storia, che non è da scartare, anzi! Pochi Personaggi che rappresentano tutto l'Universo umano, con una tale semplicità che rimani sconvolta. Piacevole, ma non lo regalerei, ad esempio, a coloro che in un libro prediligono l'aspetto della storia, piuttosto che quello delle riflessioni che la lettura riesce a suscitarti. Federica
Scritta il: 24 novembre 2008
Un libro che mi ha sorpreso enormemente...sarà per il fatto che adoro i romanzi "filosofici", se così si possono chiamare, ma questo libro mi è piaciuto tantissimo... il finale è sorprendente e commovente...
Scritta il: 08 novembre 2008
Bellissimo ambiente di un condominio parigino... con due personaggi descritti con un'eleganza e un'arguzia davvero niente male.
Scritta il: 31 ottobre 2008
sono a metà libro e viaggio con fatica. non so proprio dove si voglia andare a parare. mi sembra solo un lungo sproloquio su come può essere complessa una lingua. lo sappiamo che ci sono stili e modi diversi ed eleganti di parlare ed esprimersi. ma io sono per la semplicità e chiarezza. e poi chi si meraviglila di una portinaia colta? magari noi laureati trovassimo un lavoro, questo non è il più degradante! lo finirò.. ma lo boccio già
Scritta il: 30 ottobre 2008
Elegante,raffinato,impreziosito dagli odori tangibili di cucina francese,gatti,fiori,libri ingialliti e nascosti,detersivo per pavimenti,delicati effluvi orientali. Condivisibili o meno le digressioni su arte e filosofia sono squisite e indispensabili per delineare dei personaggi che sono perfettamente riusciti.
Scritta il: 28 ottobre 2008
Una bella storia, incentrata su un personaggio che vuole restare anonimo ma ha una sete di emozioni e conoscenza incurabile...per fortuna. E il finale, per quanto quasi grottesco, è il segno di una eredità tramandata in modo quasi inconscio che lascia il segno. La vita di una persona che ne salva un'altra e così preserva quella sete originale.
Scritta il: 25 ottobre 2008
Muriel Barbery, insegnante di filosofia, nata nel 1969 a Casablanca, è l’autrice del caso letterario del 2007. Il suo secondo libro, “L’eleganza del riccio”, complice anche il passaparola, ha scalato in brevissimo tempo le classifiche e ha vinto numerosi premi ( Prix George Brassens 2006, Prix Rotary International 2007, Prix des libraires 2007). In un signorile condominio parigino, sito in Rue de Grenelle numero 7, costituito da otto ampi e lussuosi appartamenti abitati da famiglie della medio-alta borghesia francese, vive e lavora Renè Michel, l’atipica portinaia dello stabile. La sua apparenza “corrisponde fedelmente al paradigma della portinaia forgiato dal comune sentire”. E’ “vedova, bassa, brutta, grassottella e in certi giorni ha l’alito di un mammut”. Vive sola con Lev, un grosso e pigro gattone che quando si indispettisce ha le zampe puzzolenti. La sua televisione è sempre accesa su programmi nazional-popolari e dalla sua cucina escono gli effluvi tipici dei cibi considerati dall’immaginario collettivo “cibi da guardiola”. In realtà Renè è un’eruditissima autodidatta che vive la sua cultura nascondendola accuratamente con l’uso di una personale strategia difensiva, volta soprattutto verso i ricchi con cui ha a che fare, i quali secondo i suoi ragionamenti ed i suoi pensieri, in un clichè animato da un vero e proprio “odio di classe”, vengono presentati al lettore come figure stereotipate, antipatiche, insulse e vuote e con un lessico così imperfetto da provocare consistenti sussulti letterari. La vita di Renè è immersa in citazioni di Marx, Proust, Kant, negli studi di Hassel, nell’Arte e nella Musica ( uno dei suoi preferiti è Purcell, principe della musica barocca) e nell’amore per la cultura e il cinema d’essai giapponese (gli improbabili film di Ozu). Anche il nome del gatto, Lev, è un omaggio alla letteratura russa e a Tolstoj. La sua unica amica è straniera. Si chiama Manuela ed è, secondo Renè, un’aristocratica dentro ma di fatto fa la colf ad ore in vari appartamenti della palazzina. Qui abita anche Paloma Josse, geniale e saggia dodicenne, dotata di una cultura al limite della credibilità e di una intelligenza veramente fuori norma. La ragazzina, figlia di un diplomatico sbrigativo, appartiene ad una famiglia descritta come superficiale: madre maniaco-compulsiva e sorella finto impegnata. Il libro è narrato a due voci, quella di Renè e quella di Paloma. Due sono le traduttrici: Cinzia Poli per Renè ed Emanuelle Caillat per Paloma ed anche il carattere di stampa usato è differente per ognuna delle protagoniste. Anche Paloma, come Renè, cerca di tenere basse le sue prestazioni mentali e di esternare agli altri molto meno del suo minimo intellettivo. Nonostante ciò, anche a scuola, è sempre la migliore. Ormai è arrivata all’amara conclusione che la sua intelligenza, che la fa sentire superiore a tutti gli altri, non possa farle trovare alcuna bellezza nel mondo, per affrontare il quale sente la necessità di rintracciare in esso qualcosa o qualcuno di bello per cui valga la pena di esistere. Paloma vuole discostarsi dalla gente comune che “ crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso in una boccia” e quindi, per salvarsi da questa fine che non trova consona alla sua persona, ha deciso di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno. L’arrivo di un nuovo condomino, un ricco giapponese, raffinato, colto, enigmatico e certamente equilibrato, Monsieur Kakuro Ozu, porterà alla luce tutta l’eleganza d’animo delle protagoniste, soprattutto quella di Renè, ben nascosta e difesa come fa il riccio, che con pungenti aculei e finta indolenza protegge una solitudine fatta di rara semplicità e di delicatezza. E’ un romanzo che si avvale di uno spunto originale ed abbastanza inconsueto, che regala molte pagine tenere, divertenti e anche profonde. La prima parte del libro, però, esibisce un esagerato sfoggio pseudo-filosofico, sfoggio che ha tutto il sapore di un autentico, convinto e autocelebrante narcisismo che partendo da una deformazione professionale dell’autrice (che certo non nasconde le sue conoscenze con la stessa eleganza delle sue protagoniste) diventa fastidioso, pieno di frasi fatte e di elucubrazioni a volte al limite della comprensibilità. Il lettore deve quindi bere a piene dosi tutta questa filosofia spicciola, troppo rigida e molto schematizzata, con ripetizioni prolisse e ridondanti. Le protagoniste, poi, sembra che parlino e pensino nello stesso modo e in particolar modo la figura di Paloma, alla luce di una confusione totale tra cultura ed intelligenza, è talmente artefatta e innaturale da non riuscire a provocare neanche un brivido di empatia. La conclusione, infine, per quanto possa coinvolgere per l’amarezza di un destino ingrato, ha un po’ il sapore di una “soap opera” televisiva e come tale non ci esime dalla lacrimuccia finale che ha pur sempre un bell’effetto catartico, evitandoci così disturbi psicosomatici peggiori. Ma questo è solo il mio punto di vista. Tanti infatti hanno apprezzato questo microcosmo condominiale, assaporandone il connaturato universo. Hanno accolto con entusiasmo le riflessioni filosofiche ampiamente esemplificate che la docente Barbery ha escogitato per un maggior intendimento del testo, le rabbie verso la superficialità e la vanità borghese, certe chicche di pensiero buttate qua e là, la dolcezza e l’amarezza di alcune pagine che anch’io ho ritenuto valide così come è apprezzabile il concetto di saper intendere, attraverso la quotidianità, la bellezza e la poesia delle piccole cose per sapere sempre coglierne l’essenza attraversando la barriera dell’apparenza. Il libro rivela così un grosso potenziale che non viene espresso in pieno per il mancato fluire di una naturalezza che avrebbe potuto, nella semplicità e nel garbo dei contenuti rinvenuti, essere più genuino e spontaneo.
Scritta il: 24 ottobre 2008
Certo non il libro "indimenticabile", "entusiasmante" che ti aspetti, però un libro diverso dal solito, capace di creare una atmosfera particolare e suscitare simpatia verso i due personaggi principali (ma quanto poco credibile la tremenda ragazzina!). Decisamente migliori, comunque, la seconda parte e il finale... giusto premio per chi ha avuto la forza di sopportare il peso, a tratti la noia, delle argomentazioni che infarciscono una buona metà del libro...
Scritta il: 21 ottobre 2008
Per quanto possa sembrare banale, l'unica "scena" che mi ha fatto veramente sorridere è stata quella dell'incontro tra i due cani, Neptune e Atena. Ho odiato profondamente le digressioni della portinaia, e tutti i suoi pensieri filosofici -e non- "gonfiati" dall'autrice.
Scritta il: 18 ottobre 2008
...bello e sicuramente da regalare!
Scritta il: 24 settembre 2008
...fino a trovarlo di estrema coinvolgenza nella lettura... e trovarsi con lacrima finale, anche perchè è terminato. Ottimo regalo...!
Scritta il: 18 settembre 2008
Ironico ma profondo, di quei libri scivolano via in fretta ma ti lasciano il segno. Ogni volta che vedo qualcuno sulla metro che lo legge mi viene da sorridere e pensare "è una persona fortunata ad averlo scelto".
Scritta il: 16 settembre 2008
...in bilico tra la pesante erudizione e la leggerezza di alcuni pezzi
Scritta il: 09 settembre 2008
Questo dovrebbe essere il titolo del libro, visto che per buone duecento pagine il lettore deve sorbirsi i "profondi" pensieri a carattere filosofico della protagonista, che poco o nulla hanno a che vedere con la storia principale, la quale si evolve quindi lentissima e costantemente interrotta. Lo stile mi sembra troppo poco scorrevole, e finisce per appesantire ulteriormente un libro che, già di suo, non ha nulla di emozionante. Migliora un po' sul finale, ma senza intrigare particolarmente. Alla fine lascia soltanto un vago senso di frustrazione per la perdita di tempo. Lo sconsiglio vivamente.
Scritta il: 04 settembre 2008
Troppo pretenzioso e storia inconsistente. Noioso a parte due o tre momenti di leggero divertimento.
Scritta il: 28 agosto 2008
Un libro avvincente e commovente...non ho parole...da leggere assolutamente.
Scritta il: 28 agosto 2008
l'ho trovato molto divertente e allo stesso tempo commovente, alla fine mi ha lasciato una sensazione gradevole e una voglia matta di leggere un altro bel libro come questo.
Scritta il: 24 agosto 2008
Due identità delineate in modo emozionante, con riflessioni spontanee ed atteggiamenti artefatti. Il comune senso di inadeguatezza le farà riconoscere ed avvicinare, grazie alle intuizioni di un acuto e garbato osservatore di anime. Libro arguto, limpido, ironico e commovente.
Scritta il: 19 agosto 2008
Un capolavoro.Una commedia francese che cattura il cuore del lettore,lo appassiona,lo coinvolge nella vita di due incomprese,clandestine nella loro stessa quotidinità e di chi saprà leggere nella loro anima.Lo consiglio vivamente.Chi è scettico non ci pensi troppo su e lo compri.Anche io mi aspettavo qualcosa di estremamente scontato e noioso,invece sono sorpresa.
Scritta il: 19 agosto 2008
Finalmente un libro che si divora, di quelli che saresti disposto a saltare la cena, a spegnere la luce del comodino sempre più tardi, a mancare la tua fermata del metrò pur di leggerne un'altra pagina, e poi un'altra ancora. La scena è statica: un palazzo, una portineria. Ma quanto movimento di pensieri, riflessioni ed emozioni ..... come se il palazzo in cui è ambientata la storia fosse casa tua, da sempre.
Scritta il: 06 agosto 2008
a me ha convinto proprio. Originale l'idea, e molto "fine" nel complesso! da non perdere!
Scritta il: 06 agosto 2008
Falso, pretenzioso, costruito male, saccente. Senza nulla da dire se non banalità (per giunta dette male). Sconnesso, incoerente. A volte irritante per quanto stupide siano le argomentazioni. Non leggetelo e soprattutto non regalatelo!!!!!
Scritta il: 03 agosto 2008
Con tutte queste recensioni, un lettore fatica a decidere di leggere o non leggere questo libro: in effetti all'inizio non è un granchè ma quando arriva il giapponese cambia tutto.Penso che comunque sia bene leggerlo anche perchè non ha rivali in quanto a scrittura e a trovate geniali: se tutti gli scrittori fossero così!Siamo immersi in un mondo di spazzatura letteraria e trovare un libro decente è dura! buona lettura
Scritta il: 02 agosto 2008
L'eleganza del riccio. Questo libro è venuto da sè. Spinto da un sms pieno di entusiasmo: leggilo che è bellissimo. La condivisione è una forte spinta alla progressione. Quindi è partito l'acquisto del libro. Dopo la cugina, che ha spedito il messaggio a mia moglie, dopo Roberta e sua sorella, l'ho letto anch'io. Con ben 3 pareri femminili favorevoli con cui raffrontarmi. Ci potevan essere dubbi? No! Il libro è bello per davvero, ed è scritto bene. Riesce a renderti partecipe degli avvenimenti. La fine mi ha commosso, grazie anche all'ascolto di "Langsamer Satz für Streichquartett 1905" di Anton Webern in loop. note: devo dire che la lettura s'è fatta interessante dopo pagina 62. Non concordo con la definizione d'Arte che l'autrice mette sulle labbra dei suoi protagonisti. Si rileva, sempre, un certo odio, o invidia, verso l'arte italiana del '400 e oltre.
Scritta il: 31 luglio 2008
Abbastanza statica la narrazione, molto deludente il libro. Sembra che alcune frasi siano state scritte per il solo scopo di impreziosire il linguaggio. Uno stile di scrittura pesante e poco elegante.
Scritta il: 28 luglio 2008
E' un libro che si fa leggere, portandoti a riflettere sulle apparenze , su ciò che vediamo realmente e su ciò che siamo. Come i preconcetti limitano la nostra mente , il nostro modo di considerare gli altri. In un'era in cui tutto si basa sulle apparenze , su come vogliamo apparire, questo libro ci fa riflettere .Bello da leggere e da commentare con gli amici. Cinzia graziani
Scritta il: 23 luglio 2008
Irreali tutti i personaggi: la portiera troppo boriosa ostenta tanta di quella cultura da far pensare che ne conosca davvero poca; la ragazzina è una finta psicopatica borghese, che scrive solo stupidaggini (che l'autore spaccia per perle di saggezza); non credo che nessun lettore abbia davvero creduto all'epilogo suicida-omicida;. Infine, il giapponese è davvero il personaggio più improbabile e inconsistene del romanzo. Per non parlare poi del finale: che senso ha? Non mi spiego il passaparola. Per me è un romanzo davvero scarso.
Scritta il: 25 giugno 2008
UN RACCONTO CHE INVITO A LEGGERE. SERIOSO E CONTRADDITTORIO CON UN FINALE CHE STRONCA IN MODO TRAUMATICO LE SENSAZIONI DIVORATE DURANTE LA LETTURA.
Scritta il: 23 giugno 2008
A parte il capitolo in cui Paloma parla della nonna nella casa di riposo, molto profondo, per il resto il libro è brutto, noioso e banale. Le due protagoniste così finte, così forzatamente intellligenti e con un'opinone così bassa di tutte le persone che le circondano mi fanno pensare che sia l'autrice stessa a parlare di sè e che voglia dimostare a tutti la sua preparazione. Ma il finale.. Vi siete accorti dell'errore?? Il libro è composto dai diari delle protagoniste o sbaglio???
Scritta il: 13 giugno 2008
tutto sommato buono, ma mi fermo quì, anche io lo ritengo un po snob e troppo forzatamente filosofico. Non capisco come possa essere avere avuto una eco così grande
Scritta il: 18 maggio 2008
ottimo libro. di interesse generale e di molte sfumature. si legge tutto d'un fiato...
Scritta il: 27 aprile 2008
All'inizio un po' lento, e le parti filosofiche un po' forzate, ma quando arriva il giapponese cambia tutto! Molto bella la storia dell'intesa. Alla fine vale la pena leggerlo
Scritta il: 25 marzo 2008
Davvero piacevole la lettura. Consigliato
Scritta il: 11 marzo 2008
Un romanzo semplice e scorrevole, impreziosito da buoni spunti per riflessioni su tematiche, però, già ampiamente conosciute. La storia è piacevole, le descrizioni dei personaggi sono nitide sia nell'aspetto che ancor più nei pensieri. E' l'affresco della vita interiore di due persone. Convolgente la trama, ma talvota con la pretesa di trattare argomenti filosofici troppo distanti dallo stile del romanzo.
Scritta il: 25 febbraio 2008
mi ha lasciato terribilmente interdetta... e' un libro ben costruito, con un suo ritmo ed un intreccio interessante. eppure, mi ha infastidita per la sua eccessiva e stereotipata immagine della realtà e delle divisioni sociali. Ad ogni pagina, sembra volerti (finalmente!) educare su come va il mondo, ogni riga ha la pretesa di nascondere in sè intuizioni geniali. tremendamente snob, nel senso letterale del termine, sine-nobilitate. appunto!
Scritta il: 21 febbraio 2008
molto bello...si legge tutto d'un fiato
Scritta il: 17 febbraio 2008
"Madame Michel ha l'eleganza del riccio : fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti " Paloma Josse
Scritta il: 15 febbraio 2008
Molto bello, bello il linguaggio, i temi affrontati (sociali, culturali, amorosi.... Sorprendente il finale.
Scritta il: 13 febbraio 2008
Bellissimo romanzo, che dispensa perle di saggezza fra momenti di ironia e profonda riflessione interiore. Consigliato a chi vuole farsi stupire dall'eleganza celata dietro le cose semplici.
Scritta il: 12 febbraio 2008
Ma come hanno fatto a considerarlo un caso letterario? Forse nel senso che non si spiegano come sia possibile che qualcuno abbia accettato di stamparlo! Da dopo questo libro, tutti scrittori!
Scritta il: 11 gennaio 2008
Inusuale. Buon mix tra ironia e filosofia. Numerosi spunti di riflessione, senza però appesantire la narrazione. Personaggi originali e, probabilmente irreali, ma piacevoli. Da consigliare a pubblico femminile... ma non solo
Scritta il: 11 gennaio 2008
incomprensibili i giudizi positivi spesi per questo volumetto, che critica una divisione sociale francamente piuttosto anacronistica attraverso due caratteri femminili che non potrebbero essere più falsi. La portinaia snob che senza maestri ha acquisito una cultura sconfinata, la ragazzina di 12 anni superintelligente i cui meccanismi di costruzione del pensiero sono quelli di una donna di 30. Ma possibile che nessuno abbia notato che una bambina, intelligente e acculturata quanto volete, non può pensare quelle cose? intelligenza, cultura, educazione e buone letture non possono accelerare la crescita, l'esperienza, il bagaglio emozionale! E nessuno si è accorto che la portinaia e la bambina parlano allo stesso modo, che se non fosse per il carattere diverso non si capirebbe nemmeno quando parla una e quando parla l'altra? Questo è un libro mal scritto, snob, pretenzioso, privo di emozioni e sopratutto immensamente inutile.
Scritta il: 13 dicembre 2007
Un piccolo gioiello della letteratura...assolutamente da leggere e da assaporare
Scritta il: 29 novembre 2007
Romanzo particolare, a tratti geniale e frizzante. Fa commuovere il lettore, bisogna leggerlo.
Scritta il: 20 novembre 2007
A tratti eccessivamente filosofico, riesce però a dare una visione della reltà illuminante fin quasi geniale mentre scorge il più piccolo dettaglio umano. Scritto molto bene, ben ritmato e mai noioso.
Scritta il: 10 novembre 2007
Il vero miracolo dell'anno.Una meraviglia di libro. Secondo me uno tra i più straordinari romanzi degli ultimi anni.Indispensabile per continuare ad amare, a vivere.