Sarà il vero rivale di Call Of Duty?
Scritta il: 15 dicembre 2010
All'appello manca solo la serie di Medal Of Honor. Infatti tutti gli altri grandi giochi 'di guerra' erano passato tempo addietro dalle classiche ambientazioni storiche della II Guerra Mondiale ai conflitti dei giorni nostri (senza valenze e ricorsi storici). Il gioco si presenta in una doppia veste, una per il lato singleplayer, e l'altra per quello multiplayer. Infatti i due giochi (perchè è doveroso parlare di due giohi differenti sotto lo stesso titolo) sono stati sviluppati da software house differenti: Danger Close, neonata software house americana, e DICE, i 'navigati' svedesi, già autori tra l'altro dell'ottimo Battlefield: Bad Company 2 e del quale hanno curato sia il singolo che il multiplayer. Il singleplayer è caratterizzato da una buona ambientazione, che varia spesso (si passa dal deserto afghano alle cime innevate), da una buona sceneggiatura, che è abitudine dei titoli di questa serie, da personaggi il più delle volte ispirati, ma anche da difficoltà relativamente bassa (i checkpoint sono veramente posizionati troppo vicini), da una durata improponibile (solo 4 ore), da un arsenale troppo povero. Insomma, un mezzo passo falso. Il multiplayer invece ha una veste grafica sicuramente più colorata, anche se la qualità ultima rimane pressochè similare; ma stecca totalmente nelle modalità di gioco: da DICE ci si sarebbe dovuto aspettare di più, le mappe sono tutte troppo piccolo, non c'è la strategia necessaria invece nel loro precedente titolo, è un multi troppo frenetico, spesso confusionario, che ricorda alcune mappe di Call Of Duty 4. Anche qui quindi purtroppo il gioco non esce dalla mediocrità.

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