
I Guardiani Del Destino
Regia di: George Nolfi
Con: Terence Stamp, Emily Blunt, Matt Damon, Michael Kelly
€ 6,99
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- Listino€ 9,99PaeseItalia]ProduzioneUniversal Pictures]N. DVD1
- Data uscita19/10/2011Età cons.TuttiEAN5050582784619
Sinossi
Controlliamo il nostro destino, o ci sono delle forze invisibili che ci manipolano? Sul punto di ottenere un seggio al Senato degli Stati Uniti, il carismatico David Norris incontra la splendida ballerina Elise Sellas di cui si innamora perdutamente. Ma uomini misteriosi cospirano per separarli e David dovrà combattere contro il Fato "in persona" - cioè contro i Guardiani - per difendere la possibilità di scegliere il proprio destino.
Contenuti extra
Scene Eliminate, Documentario, Commento
Recensioni
Free will
Scritto da piefor12 il 23 dicembre 2011
Tratto da "Adjustment Team" di Philip Dick, racconto del geniale e visionario autore-cult di fantascienza, è un film che attinge da idee talvolta già pesantemente utilizzate in altre pellicole. L'idea della manipolazione della realtà, ad esempio, è alla base della celebre trilogia di Matrix. Il concetto del libero arbitrio è ancora mutuato dai Neo e Morpheus dei capolavori dei fratelli Wachowski. Comunque il film è spettacolare quanto basta e romantico in misura che non guasta. Affidato a Matt Damon e Emily Blunt non tradisce certo i fan, per la carica non indifferente di adrenalina e per la trama molto tesa che lo caratterizza. Opera prima di George Nolfi merita sicuramente di essere visto e, possibilmente, rivisto, per comprendere anche ciò che sfugge alla prima visione. Film che fa riflettere!
L’impressione del libero arbitrio
Scritto da alexbrown il 06 dicembre 2011
Tratto dal racconto breve di Philip K. Dick “Adjustment Team”,da cui deriva il titolo originale,il film vede l’esordio alla regia di George Nolfi,già sceneggiatore tra gli altri di The Bourne Ultimatum. E in effetti ritroviamo Matt Damon sempre abile nello sfuggire a un sistema che lo perseguita. Interpreta il ruolo di un giovane promettente politico in corsa per il senato degli USA. La sua vita cambia a causa di un autobus che non doveva prendere,e all’incontro con la splendida Emily Blunt,un imprevisto secondo quello che è il piano di alcuni strani tipi con cappello che sembrano poter controllare tutto. “Ci accertiamo che tutto si compia secondo il piano”:è questa la spiegazione che uno di loro dà a un incredulo Damon. Un ottimo fanta-thriller che svolta anche sul sentimentale (dove riserva i momenti migliori),con una trama abbastanza lineare nonostante a mio parere qualche buco nella sceneggiatura risolto un po’ forzatamente quanto banalmente. Il libero arbitrio (o l’impressione di esso),il destino,il peso delle scelte che effettuiamo lungo il nostro cammino,sono temi a noi cari che ci portano a riflettere. E l’idea di una corporation che tiene le redini del destino del mondo è quanto mai attuale.
La Rivincita del Cinema
Scritto da CotoToki il 07 novembre 2011
Un film che merita davvero di essere visto!!! Finalmente una pelliccola che ti fà dire di non aver buttato via i tuoi soldi nel comprarlo!!! Dopo vari flop nelle sale, ecco arrivata una boccata di aria fresca. Un film che ti tiene attaccato allo schermo fino alla fine e che fà credere ancora che il proprio destino ce lo scriviamo noi, basta volerlo.
L'amore come accesso alla Porta kafkiana
Scritto da Mauro@Lanari il 17 ottobre 2011
(In collaborazione con Orietta Anibaldi e Fabio Lanari) "The Adjustment Bureau", l'esordio registico di George Nolfi, è una continua "transizione attraverso porte", idea non presente nella ventina di pagine del racconto di Dick ("Adjustment Team", "Squadra riparazioni", del 1954), e che invece pone a proprio rimando basilare, ancora una volta, l'apologo "Davanti alla [porta della] legge" contenuto ne "Il processo" di Kafka (scritto nel 1914 e pubblicato postumo). Per fortuna Nolfi derubrica l'angelologia sull'esempio di "The Mothman Prophecies": enti cosmici non così diversi da noi. E il nucleo del racconto è di rilievo assoluto: l'auspicio che il predeterministico destino della realtà fisica non sia antiprovvidenziale, bensì stia selezionando l'evento decisivo con cui il libero arbitrio diventi un falso problema poiché ci troveremmo auto/etero-vincolati a godere della massima felicità. È un argomento che trova ben poca trattazione e divulgazione nonostante andrebbe considerato d'importanza suprema. L'intreccio fra (pseudo)sci-fi, action movie e love story è accuratissimo: nessun effetto speciale in stile Scott senior, Verhoeven, Spielberg, Woo, Tamahori e altri hitech-maniaci (qui basta e avanza l'avere un cappello o il proteggersi vicino all'acqua, simboli del limite alla conoscenza predittiva e dell'eracliteo "panta rei" contrapposto al Piano nell'accezione di fatalistica immutabilità), la trama è movimentata quel tanto da non ridurre l'esistenza a psicologismo, l'amore è vissuto di coppia come scommessa sul valore aggiunto dell'interazione romantica ed erotica: rapporto sentimental/sessuale con risonanza superadditiva. Nello specifico, il film è tripartito secondo il modello utopico della sizigia (cf. voce e grafico su it.Wp): 1) amore complementare in cui le identità sessuali sono distinte e separate, diverse e "altre" fra di loro; dentro due toilette, prima lei insegna a lui il legame erotico con un bacio, poi lui insegna a lei l'aggressività come (presunta?) legittima difesa dei loro valori; nell'intermezzo, un brulicare di gonne più-che-mini, allusioni alla lap dance, rivalità e guerra fra i sessi con tanto di colpi bassi come nella gara della corsa a piedi; 2) amore gemellare dove le affinità elettive sono tali da consentire l'interscambiabilità dei ruoli; dinanzi alla porta del Bureau, e sovrastati dalla statua della Libertà, i due protagonisti si comportano all'unisono condividendo sia la porta vulvo-vaginal-uterina sia la statua fallica: insieme decidono di penetrare quell'Ingresso (e questa è la differenza determinante rispetto all'approccio kafkiano, fosse pure per motivi solo biografici); 3) amore superadditivo che oltrepassa, scardina, trascende vincoli e limiti dell'approccio precedente; la sessualità fin qui vissuta come amplesso dell'ascesa dello scalone sino al cielo dell'orgasmo, a tutt'oggi non produce alcuna novità effettiva; i due si sentono persi, si baciano e si dichiarano il loro reciproco amore da disperati condannati a morte, però ciò che manca a livello profilmico viene aggiunto a livello filmico da Nolfi con una carrellata avvolgente, circolare, fusionale, al cui termine nulla sarà più come prima. La coppia si troverà trasmutata in un'unità ulteriore rispetto alla somma delle singole parti. Non si dispone d'esperimenti reali o mentali che possano avvalorare simile tesi, che dunque rimane ancora da verificare. Fastidiosa l'assenza d'ogni allusione al problema parallelo, l'eventualità che un preciso e determinante fenomeno locale possa avere conseguenze globali, il mic-mac dall'antropologico al cosmologico, il blochiano "experimentum hominis" come luogo critico dell'"experimentum mundi". Inoltre il cast difetta a causa d'un Matt Damon inquartatosi al punto che il film ironizza sul suo collo e per una Emily Blunt col physique du rôle adatto solo a personaggi negativi tipo in "Il diavolo veste Prada". Altrettanto difettoso è il tono narrativo scelto, troppo spesso da commedia leggera quasi per smorzare la drammaticità del tema affrontato. Comunque un'opera prima quantomai sottovalutata.








