
Vivere O Niente
di Vasco Rossi
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Altre informazioni
- Genere:pop rock italianoParole chiave laFeltrinelli:SceltiPerVoiMusica SupportoCompact disc
- Listino€ 20,99EtichettaCapitol [Capitol]Data uscita29/03/2011Nr Pezzi1
- EAN5099909530324
Brani
Disco 1
- Vivere Non È Facile
- Manifesto Futurista Della Nuova Umanità
- Starò Meglio Di Così
- Prendi La Strada
- Dici Che
- Eh... Già
- Sei Pazza Di Me
- Vivere O Niente
- L'aquilone
- Non Sei Quello Che Eri
- Stammi Vicino
- Maledetta Ragione
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laFeltrinelli Village - Novate Milanese
Scritto da Marco il 05 novembre 2011
Un album meno elettrico degli altri,dove a volte si sente il piano e qualche ballata intima.E'un Vasco che dialoga con sè stesso,più consapevole.Bene il tormentone " e...già" che ha fatto da apripista all'intero album.
Recensioni
VASCO ROSSI, VIVERE O NIENTE. BASTA CON I SILENZI, E' TEMPO DI VITA!
Scritto da FrancescoCurci il 14 aprile 2011
Un uomo in fuga all'interno di un auto retrò è quello che possiamo ammirare sulla copertina dell'ultima fatica discografica di Vasco Rossi VIVERE O NIENTE. L'artista (l'uomo raffigurato nella copertina, ovvero il cantautore stesso) in fuga dal conservatorismo e dai posti di blocco mentali. L'artista è la figura che parla a 360°, senza scrupoli. E' la figura allontanata dalla tv, dalla società, perchè troppo sincera. Un richiamo forte all'opera di Goethe "I dolori del giovane Werther", o a "Ultime lettere di Jacopo Ortis" di Foscolo, dove l'artista non trova consolazione e degna celebrazione in nessuna classe sociale, trovando liberazione solo nella morte. In modo più moderno e ironico, è questo il senso delle foto nel booklet del disco, che lo stesso Vasco spiega attraverso una serie di video diffusi sul web. Un uomo dapprima in fuga, il quale scende dalla macchina e ricoprendola di benzina la incendia, per non lasciare tracce. Un messaggio forte, una provocazione forte alla società, al governo. Tema principale è l'emancipazione dell'uomo dall'oscurantismo, dalle becere illusioni di una tv, che sembra voler diffondere il vero, finendo sempre per rovinare tutto, per rovinare noi. Un invito a riflettere, a non accontentarsi delle verità passate, soltanto perchè considerate le più autorevoli. Distante da qualsiasi influenza religiosa, come testimonia la seconda traccia del progetto, è questo il Vasco che si presenta ai giornali, un Vasco filosofo, maturo ma moderno, con grande voglia di fare. Aperto da VIVERE NON E' FACILE, traccia in cui evidenzia le dure leggi della vita con le quali troppo spesso dobbiamo fare i conti, si mostra riformista e rivoluzional-moderno in MANIFESTO FUTURISTA DELLA NUOVA UMANITA'. E' quasi una scusa nei confronti della propria coscienza, una richiesta di perdono rivolta a qualsivoglia aggrappo divino. C'è la scienza a sostituire tutto, a scrollare con efficiente dinamismo le inefficienze sociali, civili e etiche che i tg quotidianamente non esitano a diffondere. Segue STARO' MEGLIO DI COSì, una ballad intensa dove il protagonista si capacita della perdita della propria amata, autoconvincendosi di una maggiore felicità, in seguito alla perdita di costei. PRENDI LA STRADA è ancora una volta un invito ai giovani a ponderare le loro scelte, incamminandosi verso la strada giusta, quella che possa conferire loro maggiore stabilità. Influenze musicali anni 70 nel finale musicale della traccia, in cui irrompe un piano all'impazzata che arricchisce la traccia con richiami appunto, al passato. Ancora DICI CHE, dove l'interlocutore ancora una volta di sesso maschile, ascolta le intenzioni dell'altra cercando di farla riflettere sull'amore che rischierebbe di discostarsi dalla posizione di casta che ha assunto tradizionalmente. EH...GIA', ovvero il singolo di lancio del disco, è una ballad molto suonata, piena di rock. La resa dei conti dell'uomo alle porte dei 60, che festeggia il proprio traguardo riflettendo sul passato, per costruire un futuro con i fiocchi. L'uomo libero che a grand voce urla al mondo:" Io sono ancora qua!"Incantevole la chiusura musicale affidata al sax, per un richiamo rockeggiante agli anni 80. SEI PAZZA DI ME, è un brano più ironico, diverso dalle altre tracce. Un Vasco che si mette in gioco, contando sul proprio fascino che incanta la destinataria. VIVERE O NIENTE, che dà il titolo all'album, è la canzone più bella del disco. Malinconica, profonda, a tratti struggente, dimostra la nostalgia di Vasco che mai prima si era dedicato ad una così nobile interpretazione della vita. Fare una scelta, vivere correndo il rischio dei dolori e delle sofferenze tipiche di una qualsiasi esistenza, o niente, rinunciando all'intensità delle emozioni che tuttavia il tempo porta con sè. Un vasco liberatorio, che grida al mondo di star male, di non riuscire a tener dentro tutto. Ha bisogno di parlare, di raccontare. Basta con i silenzi, è tempo di vita! L'AQUILONE è un'altra traccia intensa del disco, brano di spicco. La posizione negativa dell'artista, il quale si mostra contrario alle cose che finiscono. Un allusione al materialismo, al tempo che con il suo invecchiare, rende l'anima più sensibile al "distacco". "Evitiamo la frenesia dei cambiamenti" dice, " godiamoci di più ciò che abbiamo, accontentandoci di ciò che ci è stato dato, senza stare sempre a chiedere." Abbattere l'arrivismo, dunque, che è male dell'uomo. NON SEI QUELLA CHE ERI è l'altra traccia "estranea" al progetto. Anche se al primo ascolto può sembrare ironica e banale, vuole richiamare invece un tema forte. L'incomunicabilità della coppia, passati un po' di anni. Il cambiamento dell'uno e dell'altra che non porta giovamenti, bensì separazioni. STAMMI VICINO è un brano toccante, che mostra un uomo debole, che da solo non ce la fa e che ha bisogno di una spalla forte su cui appoggiarsi. Un testo straordinario, che a tratti parla di destino, di armonia pre-stabilita. Una musica in sottofondo davvero eccezionale, adatta al tema del brano. Chiude una bonus track: MALEDETTA RAGIONE. Un brano storico di Vasco, sempre eseguito dal vivo, che finalmente ha deciso di inserire in questo nuovo progetto. Un orgoglio nazionale e non Vasco, che si conferma ancora una volta come un mito italiano. Un uomo-bambino cresciuto che ha saputo descrivere la vita, l'amore, le gioie e le sconfitte attraverso 12 capitoli di un libro serio, maturo. Influenze musicali inserite perfettamente nel corredo stilistico del disco. Collaborazioni storiche come quella con Tullio Ferro. Un disco encomiabile dunque. Un progetto così ben scritto non veniva fuori dai tempi di Stupido Hotel, e siamo contenti che Vasco sia riuscito nuovamente a rscrivere quel mood musicale e poetico che lo ha caratterizzato fin dagli esordi. Aspettiamo impazienti di ascoltare questi brani dal vivo, nel tour che l'artista terrà in estate. Intanto, ci godiamo questo capolavoro, che rimarrà certamente nella storia.






