
Avatar
Regia di: James Cameron
Con: Sigourney Weaver, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Zoe Saldana, Sam Worthington, Wes Studi, Stephen Lang
€ 7,99
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Descrizione
Entriamo in questo mondo alieno attraverso gli occhi di Jake Sully, un ex Marine costretto a vivere sulla sedia a rotelle. Nonostante il suo corpo martoriato, Jake nel profondo è ancora un combattente. E' stato reclutato per viaggiare anni luce sino all'avamposto umano su Pandora, dove alcune società stanno estraendo un raro minerale che è la chiave per risolvere la crisi energetica sulla Terra. Poiché l'atmosfera di Pandora è tossica, è stato creato il Programma Avatar, in cui i "piloti" umani collegano le loro coscienze ad un avatar, un corpo organico controllato a distanza che può sopravvivere nell'atmosfera letale. Questi avatar sono degli ibridi geneticamente sviluppati dal DNA umano unito al DNA dei nativi di Pandora... i Na'vi. Rinato nel suo corpo di Avatar, Jake può camminare nuovamente. Gli viene affidata la missione di infiltrarsi tra i Na'vi che sono diventati l'ostacolo maggiore per l'estrazione del prezioso minerale. Ma una bellissima donna Na'vi, Neytiri, salva la vita a Jake, e questo cambia tutto.
Altre informazioni
- Genere:fantascienzaParole chiave laFeltrinelli:SceltiPerVoiCinemaSupportoDVD filmDurata162Dati tecnici(Formato schermo Wide Screen)Dolby Digital 5.1- PalArea 2 (Europa/Giappone)Titolo in lingua originaleAvatarLingueInglese, ItalianoSottotitoliInglese, Italiano
- Listino€ 7,99PaeseItalia]Produzione20th Century Fox]N. DVD1
- Data uscita05/05/2010Età cons.TuttiEAN8010312088117
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LF - Livorno - Livorno
Scritto da francesca il 26 febbraio 2013
Trasportati in un mondo sconosciuto dove la mancanza di aria costringe gli uomini a trasformarsi in Avatar,il film rappresenta la metafora della scelta tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.Tra effetti speciali straordinari,creature magnifiche e la storia di un amore che sembra impossibile,James Cameron firma un vero capolavoro.
Recensioni
Spettacolare
Scritto da Andrea1988 il 03 dicembre 2010
Credo che questo sia il termine più adatto per definire un film come "Avatar". Una bella (ma semplice) storia, personaggi anch'essi semplici, ma visivamente è qualcosa di unico. Sembra quasi impossibile che quasi tutto sia stato creato digitalmente... Chissà cosa si inventerà James Cameron per i sequel!
Avatar
Scritto da antoniofabbri il 14 novembre 2010
Film di connessioni e di interfacce, Avatar assume appieno e consapevolmente il suo bagaglio teorico, esplicitato sin dal titolo, per sprofondare lo spettatore nell’iperrealismo della fantasia. La visione aumentata della percezione tridimensionale dello schermo introduce fisicamente nell’illusione di Pandora e la narrazione si apre e si chiude, alla stregua di Lost, con l’immagine di un occhio che si schiude al mondo o alla sua percezione, si espande nel sogno o nella rinascita dopo l’oblio. Entrambi i significati rimangono validi per il protagonista, al risveglio dal prolungato coma indotto del viaggio interplanetario come davanti all'epifania della consapevolezza della malignità della sua specie che lo porta a rinascere Na’vi sul pianeta d’adozione. E tutta l’esperienza di transizione, nell’esocorpo di un nativo, avviene nel sonno, durante una fase Rem indistinguibile dal sogno di una rivoluzione, genetica e generazionale, razziale e planetaria, alla scoperta di una natura diversa, di una flora e di una fauna extraterrestri e della propria sincera umana qualità. Nel chiudersi e nel riaprirsi differente di un occhio o di un corpo, veicoli della percezione e della consapevolezza conseguente, risiede una narrazione che si appropria dell'avatar del cinema per farsi partecipazione. Avatar, nel suo complesso di forma e di contenuto, è un'esperienza di realtà “aumentata”, lisergica e meccanica, è un sogno dall'apparenza cinematografica o un film fatto di materiale oonirico, è la visione approfondita di un universo narrativo, per lo spettatore, percepibile tramite l'ausilio di lenti adeguate alla tridimensionalità e, per il protagonista, la comprensione dell'armonia del pianeta dove sceglie di rimanere. Quell'“avatar” in cui l'umano si proietta, e per il quale infine opta come vero corpo, non è che la metafora dell'immedesimazione necessaria alla percezione di un racconto come emozione, è lo strumento necessario alla comprensione piena che diventa compartecipazione. La realtà tridimensionale di Pandora è il cinema stesso, tramutato in scenografia tangibile che riesce a tradurre un videogioco in visione esperenziale. Pur nella totale irrealtà di umanoidi del colore del cielo e dall'epidermide intarsiata di polvere di stelle, in una natura che si accende di luce al tocco, il semplice ausilio del tridimensionale fa prevalere la fisicità, l'illusione dell'intrusione in un universo fatato che acquista sostanza e la fisicità si tramuta in azione spasmodica, in confronti corpo a corpo ed in battaglie tra interfacce ed esseri viventi, tra ausili meccanici ed organici. Lo stesso scontro tra il colonnello e il marine diventato Na'vi, tra un uomo corretto da un esoscheletro robotico e il fisico potenziato di un pandoriano abitato da un umano, incarna (al di là della semplice citazione di Aliens) il dibattito fondamentale dell'assunto sulla superiorità di un avatar sull'altro, tra la freddezza meccanica e la concretezza corporea, tra l'indifferenza egoistica e la consapevolezza armonica. Cameron fa confluire nel film le assonanze di significati diversi, l’utopia di un pianeta simbiotico e in pace con le razze che lo abitano, tinge di misticismo esoterico l’ipotesi di Gaia e l’animismo attraverso l'interconnessione tra animali, piante ed esseri senzienti. Nella storia d'amore tra la principessa Neytiri e l'invasore redento, il regista ricostruisce uno dei racconti fondanti della civiltà nord-americana, cita Pocahontas per ribadirne l'invariabile portata simbolica. Il mito si aggiorna tecnologicamente e il film lava nell’ecologismo delle origini la struttura d'azione di un blockbuster che si vuole esperienza sensoriale, trasforma il viaggio nel tempo di The New World nel viaggio nel cosmo di Avatar cercando un diverso significato all'immedesimazione indiretta. Nel mondo di Avatar l'interfaccia si fa, così, narrazione, la chimera si trasforma in possibilità, il mito si anima, il corpo si tramuta, la sensazione si vuole emozione, il senso si trasmette e si traduce in cinema che diventa, di nuovo, lo spettacolo delle origini di pura meraviglia.
Il Viaggio di Cameron su Pandora
Scritto da Spielberg il 12 novembre 2010
<<Posso dire che Avatar è un capolavoro. Tecnico, visivo, emotivo. E’ il film di fantascienza più bello dai tempi di Guerre Stellari...>> (Steven Spielberg) Avatar è finalmente uscito in tutto il mondo ed, come è ormai noto a tutti, è diventato in poco tempo il secondo maggior incasso della storia dietro solo ad un altro film del “Re del Mondo”, Titanic. Partiamo intanto dall’uso del 3D ,che viene fatto in questo film; c’è chi pensava all’inizio che fosse una scusa per guadagnare molto di più ma si sbagliava: questo film è stato concepito solo ed esclusivamente per il 3D e durante la sua visione è chiaro capirne il perché. La terza dimensione ci regala un esperienza unica, ci fa credere di essere davvero sul pianeta di Pandora. Durane la visione del film lo spettatore non riesce più a capire se si trova ancora all’interno della sala o in un bellissimo sogno, proprio come Jake Sully, dal quale non vorremmo più uscire... Avatar non è solo un film con tanti effetti speciali, è un mondo all’interno del quale veniamo catapultati, dove ci troviamo ad osservare cose assurde e allo stesso tempo seguiamo con grande passione le vicende dei protagonisti. Il 3d e gli effetti speciali non sono stati fatti per essere i protagonisti della storia ma per essere al servizio solo ed esclusivamente dei personaggi e della storia, una storia che prende spunto dalla favola di Pocahontas (con qualche riferimento al film “Balla coi Lupi”), e nonostante ciò rimane una storia affascinante che non cade mai nel banale e che, nonostante le tre ore, non annoia. Il film tratta temi importanti, quali l’ambiente, il confronto tra uomo e macchina, il rapporto tra uomo e natura e molti altri, che non sono nuovi nella filmografia di Cameron. Questa volta è l’essere umano l’invasore, il cattivo che vuole prendere il possesso di un pianeta abitato, un essere spregevole attratto dalla ricchezza, mentre i Na’Vi rappresentano la parte più buona dell’essere umano. E ora passiamo al cast. Sam Worthington, già visto nell’ultimo capitolo di Terminator, dimostra ancora una volta di essere un attore capace di immedesimarsi in qualsiasi ruolo, fornendo sempre un interpretazione impeccabile e concentrandosi molto sulla dualità presente nell’animo di Jake Sully. Zoe Saldana regge bene il confronto con il personaggio di Jake, lo stesso si dica per la grande Sigourney Weaver, che ritorna dopo tanto tempo alla fantascienza insieme a James Cameron. Nel cast troviamo anche un buon Giovanni Ribisi e uno straordinario Stephen Lang, che riesce a rappresentare perfettamente un uomo spregevole e senza alcun riguardo nei confronti della natura. E che dire di James Cameron? James Cameron ha passato dodici anni a lavorare su questo film e a mio parere è riuscito a regalare al mondo qualcosa di assolutamente eccezionale,gettando inoltre le basi della cinematografia del futuro. E’ riuscito a riportare la gente al cinema e a farla rimanere incantata da quella magia che è tornata ad essere la sala cinematografica. Con Avatar si apre una nuova era per la cinematografia mondiale, e come ha detto Spielberg d’ora in poi chi vorrà fare un film di fantascienza dovrà misurarsi con Avatar...
Poco originale
Scritto da FellerRouge il 09 settembre 2010
indubbiamente gli effetti speciali sono da togliere il fiato, è evidente, ma la sceneggiatura è davvero poco originale. Durante la visione del film mi sono venuti in mente "Balla coi lupi" e "L'ultimo samurai", è stato leggermente noioso e prevedibile. Si puo fare di meglio!!!
un capolavoro
Scritto da marzy87 il 27 agosto 2010
un film assolutamente coinvolgente e avvincente, ricco di sorprese, colmo di forza e amore. un'ottima pellicola e grandiosa l'ambientazione, un'opera degna del grande James Cameron.
Sempre deludente
Scritto da nisha2010 il 09 agosto 2010
Era già successo con Titanic,ma adesso la storia si ripete:Cameron realizza film visivamente strepitosi,ma la cui sceneggiatura lascia sempre a desiderare.Nel caso di Avatar,pare aver saccheggiato a man bassa da almeno altri dieci film,da Soldato Blu a Balla coi Lupi,da Pocahontas a Il Signore Degli Anelli,aggiungendo,come se non bastasse,un campionario di personaggi talmente stereotipati da sembrare macchiette(il militare fanatico,il finanziere senza scrupoli,ecc.ecc.)Perché tanto spreco di denaro ed effetti speciali per una sceneggiatura risibile?Non merita anche la storia cura e attenzione?











