
The Truman Show
Regia di: Peter Weir
Con: Ed Harris, Jim Carrey, Paul Giamatti, Laura Linney, Noah Emmerich
€ 17,99
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- Listino€ 26,90PaeseItalia]ProduzioneParamount]N. DVD1
- Data uscita01/2011Età cons.TuttiEAN8010773800334
Sinossi
E' la star dello show, ma lui non lo sa. Truman Burbank è un uomo la cui vita è un ininterrotto show in TV. Truman non immagina che la tranquilla cittadina in cui vive è un gigantesco palcoscenico controllato da un visionario produttore/regista/creatore, che le persone che vi vivono e lavorano sono attori di Hollywood e che persino la sua effervescente mogliettina è un'artista a contratto. Gradualmente, Truman se ne renderà conto. E ciò che succederà dopo la sua scoperta vi farà ridere, piangere ed applaudire come pochi film hanno fatto finora.
Contenuti extra
Scene Eliminate, Photogallery, Trailers, Spot, Dietro Le Quinte, Effetti Speciali
Recensioni
"The Truman Show" di Peter Weir
Scritto da luciong il 04 dicembre 2011
Nel 1998 esce nelle sale cinematografiche The Truman Show, diretto dal regista australiano Peter Weir, tratto dalla sceneggiatura di Andrew Niccol, e interpretato da Jim Carrey. Molte sono state le interpretazioni inerenti a questa pellicola, ma essa è senza dubbio, prima di tutto, una critica al sistema televisivo, che sempre più cerca di mescolare realtà e finzione col solo scopo di alzare l’audience, e non per un motivo meramente artistico. La storia di Truman Burbank è quella di un individuo che è stato praticamente adottato dalla televisione e la cui vita viene trasmessa in diretta televisiva ventiquattro ore su ventiquattro. Tutto ciò viene fatto a sua insaputa. Oltre al protagonista, spicca la prova di Ed Harris nel ruolo di Christof, regista del reality show. Il film ha il merito di attuare una precisa e utile, ad un livello simbolico, distinzione tra i vari personaggi, operata già a partire dalla scelta dei nomi: Truman si può scindere facilmente nella dicitura true-man, a sottolineare il fatto che egli sia l’unico personaggio pienamente e incondizionatamente sincero; Christof non può far altro che rimandare a significati religiosi, traducendo così efficacemente le manie di grandezza, di assoluto controllo, proprie dei media, soprattutto di quello televisivo, alla fine del Novecento e all’alba del Duemila. Ma sono, probabilmente, le azioni e le battute degli attori del Truman Show e degli spettatori di quest’ultimo a sottolineare bene il confine labile tra realtà e fiction, dicotomia che in realtà, sempre considerando la funzione dei nomi all’interno della pellicola, sembra essere già interna al personaggio del protagonista, il cui cognome, Burbank, sembra essere la citazione della città californiana che ospita un buon numero di studi cinematografici e televisivi. Davvero pregevole l’episodio che racconta l’incontro tra Truman e suo padre creduto morto, nella quale l’interpretazione di Ed Harris, intento a dirigere quella scena come fosse un’esecuzione musicale, rende benissimo in superficie il ruolo di comando e di influenza sulla vita quotidiana, addirittura sulle emozioni che caratterizzano quest’ultima, assunto dal mezzo televisivo. Nomination agli Oscar per regia, attore non protagonista (Ed Harris) e sceneggiatura, riuscì però a guadagnare “solo” dei Golden Globe per l’interpretazione di Carrey, per quella di Harris e per la colonna sonora di Philip Glass.











