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Mine Vaganti

Regia di: Ferzan Ozpetek

Con: Lunetta Savino, Nicole Grimaudo, Ennio Fantastichini, Ilaria Occhini, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Alessandro Preziosi, Carolina Crescentini

Mine Vaganti

Prezzo online:
€ 7,99promo



€ 0,20Che cos'è?


Listino
€ 9,99
Paese
Italia
Produzione
01 Distribution
N. DVD
1
Data uscita
27/08/2010
Età cons.
Tutti
EAN
8032807033129

Disponibile in circa:
6 giorni lavorativi

Stefania e Vincenzo aspettano con ansia il ritorno del figlio Tommaso. Anche zia Luciana, la nonna, sua sorella Elena e Alba, l'amica di sempre, non vedono l'ora di rivederlo. E tutti coltivano in segreto la speranza che Tommaso accetti di affiancare suo fratello Antonio nella gestione del pastificio di famiglia. Nessuno, però, ha fatto i conti con il destino e anche per questo Tommaso si troverà a rimanere a casa dei suoi genitori più a lungo di quanto aveva previsto...

Supporto
DVD film
Durata
108
Dati tecnici
(Formato schermo Wide Screen)Dolby Digital 5.1- PalArea 2 (Europa/Giappone)
Titolo in lingua originale
Mine Vaganti
Lingue
Italiano
Sottotitoli
Inglese , Italiano Per I Non Udenti
Genere
comico\commedia
Prodotto e trasmesso da FilmUp.com S.r.l. sotto la propria esclusiva responsabilità

la Community

Il bel cinema corale di Ozpetek e delle sue MINE VAGANTI

Scritta il: 27 dicembre 2010

Giunto all’ottavo film Ferzan Ozpetek dimostra di essere senza dubbio una delle realtà autoriali più originali del panorama cinematografico italiano. L’eredità della storica commedia all’italiana dei grandi maestri con lui assume toni poeticamente malinconici; l’ironia con cui disegna le personalità dei personaggi rasenta in alcuni casi il realismo grottesco di molte figure che affollano la quotidianità del nostro paese. Eppure le storie che racconta non impongono giudizi morali, anche lì dove pare evidente la sofferenza provocata dai comportamenti altrui riesce ad esaltare principalmente i sentimenti rendendoli protagonisti. Mine vaganti è un’ottima prova corale di cinema che merita elogi per ognuno dei componenti la squadra di lavoro tecnico e interpretativo, a partire dal regista che grazie al supporto creativo dello sceneggiatore Ivan Cotroneo ha scritto una storia emozionante e divertente. Siamo nella Puglia salentina, nella splendida Lecce: i Cantone sono una ricca famiglia storica famosa per il pastificio che mandano avanti da generazioni e che ora è diretto da Antonio, uno dei due giovani rampolli. Il fratello minore Tommaso vive da molti anni a Roma dove ha conseguito la laurea in Lettere e non in Economia e Commercio come crede il padre Vincenzo, perché vuole fare lo scrittore e non lavorare nell’azienda di famiglia come convenzione vorrebbe; per uscire allo scoperto, a livello professionale e personale, e dichiarare finalmente le sue volontà alla famiglia, Tommaso torna a Lecce intenzionato a dire la verità. Ma il suo progetto non ha fatto i conti con le numerose “mine vaganti” che compongono il nucleo familiare dei Cantone, a partire dalla nonna ribelle e malinconica per il ricordo di un amore che non ha potuto vivere fino in fondo, la zia Luciana zitella fin troppo allegra e stravagante, la sorella Elena apparentemente tranquilla ma incatenata per devozione a un destino da casalinga in seguito al matrimonio col partenopeo Salvatore, per finire al fratello Antonio, la mina vagante che Tommaso non avrebbe mai immaginato di scoprire così simile a se stesso. Il tutto sotto gli occhi e le orecchie ingenuamente (falsamente?) ignare di Vincenzo e Stefania, i genitori. Proprio questi ultimi due personaggi danno lo spunto per esaltare Ferzan Ozpetek come straordinario regista di attori, abile nel creare sul set, e ancor prima di arrivarci, un’armonia e un’energia tale da estrapolare ciò che di più intenso ognuno degli interpreti trova nel ruolo da mettere in scena: i coniugi Cantone sono magistralmente interpretati da Ennio Fantastichini e da una sempre più brava Lunetta Savino che grazie a commedie come queste si sta liberando dalla scomoda armatura imposta dalle serie televisive. Stesso discorso potrebbe valere per Elena Sofia Ricci se non fosse che per questa attrice ci sono state parecchie fasi in una carriera che le sta regalando negli ultimi anni le giuste soddisfazioni per performances spumeggianti come quelle dell’eccentrica zia Luciana della pellicola in questione. Nicole Grimaudo premia la fiducia di Ozpetek vestendo con intensità emotiva e spregiudicatezza fisica i panni di Alba, una giovane imprenditrice che entra in affari con i Cantone e che si rivela agli occhi di Tommaso come ulteriore mina vagante dell’ambiente che lo circonda. Passando in rassegna l’esaltante cast vanno menzionati Carmine Recano e Gea Martire, Paola Minaccioni e Daniele Pecci, Bianca Nappi e uno straordinario Massimiliano Gallo in una macchietta napoletana da attore di altri tempi che ha fatto appassionare a tal punto Ozpetek da fargli dire che difficilmente riuscirà nei prossimi lavori a non chiamarlo anche solo per piccole particine. Ruolo fondamentale nel film è quello della nonna recitato con eleganza da Ilaria Occhini, imperiosa nei momenti leggeri e comici come in quelli più amari e tragici, e per portare sullo schermo le sue sembianze giovanili nella storia è stata scelta Carolina Crescentini che mostra con malinconica grazia un personaggio il cui stato d’animo e le cui scelte verranno condizionate dall’evento che nelle immagini viene mostrato alla stregua di un film muto. Nonostante la già elogiata capacità del regista di portare gli attori al loro meglio non si dava preventivamente per indovinata la scelta degli interpreti per i protagonisti principali di Mine vaganti: e invece anche stavolta Ozpetek ha fatto centro mettendo alla prova due sex symbol come Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi a cui va un plauso per la bravura nel mostrare ma anche nel nascondere la condizione emotiva dei personaggi, in un difficile lavoro di amplificazione e sottrazione continua di toni comportamentali conseguenti all’evoluzione della storia. Il contesto che ha reso simbolici i film di Ozpetek è quello del collettivo, di un insieme di persone che hanno bisogno di stare insieme anche nei contrasti e nelle difficoltà; quasi sempre si è trattato di un gruppo di amici, mentre in Mine vaganti il contesto diventa familiare e le problematiche si acuiscono così come le pretese perché ci sono cose che in famiglia non vanno dette anche se sono risapute, c’è un’apparenza da dover salvare agli occhi degli altri, un quieto vivere che porta ad accettare condizioni imposte per poter continuare a far parte del nucleo avendo paura delle conseguenze di scelte impopolari. Mine vaganti è un bel film che offre molte scene di vita familiare, comprese le tavolate tanto bistrattate dalla critica che, invece, rendono magnificamente la forza delle storie che Ozpetek racconta e che permettono più che in altri momenti di comprendere le atmosfere narrative attraverso botta e risposta nelle conversazioni, frasi sussurrate, rivelazioni e confessioni pubbliche e pensieri e desideri esternati solo da sguardi incrociati. Se si vuole trovare significato e indirizzo morale al film di Ozpetek va ricercato in alcune frasi emblematiche (“ma tu sei felice?”) che, lontane da pretese filosofiche e ideologiche, descrivono appieno l’intenzione di partenza della sceneggiatura (“sbaglia per conto tuo, sempre!”). Il tocco magico del regista sta nel firmare l’opera, evitando un finale risolutivo, con immagini tra l’onirico e il surreale unendo tutti i personaggi della storia, anche di epoche diverse, in un ballo che entrerà di diritto tra le scene che fanno Cinema

PASQUALE
pacoderenzis

Film brillante e molto piacevole

Scritta il: 06 dicembre 2010

"Mine vaganti" è un film davvero brillante e molto piacevole, che con i toni della commedia e della leggerezza affronta temi delicati come l'omosessualità, le difficoltà di vivere in provincia per chiunque sia "diverso" non solo per quanto riguarda l'orientamento sessuale. Ozpetek sbeffeggia alcuni cliché che accompagnano da sempre l'idea di omosessuale, li trasforma in una fonte di divertimento, senza mai essere volgare od offensivo. Un elogio anche ale ottime interpretazioni di tutti gli attori, dai personaggi principali a quelli di contorno.

SARA
saripiggy

Buono

Scritta il: 16 novembre 2010

Avendo letto gli altri commenti ed avendo visto il film direi che qualunque altra parola potrebbe risultare scontata...è stato detto abbastanza ma personalmente suggerisco di vederlo e valutare in prima persona. Il film lancia un messaggio profondo ma ognuno lo recepisce e percepisce sulla base dello stato d'animo in cui si trova.

ANNAMARIA
curiosa

siamo sicuri che parla solo di gay?

Scritta il: 10 novembre 2010

volevo scrivere un commento a questo film, ma credo che dovrà essere un arringa viste le altre critiche piuttosto pesanti pubblicate in precedenza. Il film è molto piacevole e parla di un tema che in Italia tutti dicono che è ormai superato ed invece non lo è. Perché la gente si sente proprio come il padre di questa commedia alla notizia di avere un figlio Gay. Cioè la gente si sente male! Le persone non ne parlano. Fanno tutti finta di poterci vivere bene assieme e non è vero. E' uno specchio reale della società italiana che è "lei" ad essere piatta senza spessore e volgare. Non il film. E per chi si sente di dire che il nostro è un paese totalmente integrato con la realtà omosessuale lo invito ad uscire dalla loro bolla di sapone e rendersi conto che in Italia è ancora difficile nascere "rosci" (come si dice a Roma), figurarsi gay! Se poi questo spettacolo a pochi ben pensanti non piace amen. E' vero che forse si poteva anche andare oltre, ma a mio parere è meglio esprime un concetto alla volta. Ed il concetto in questo film è che il nostro è un paese arretrato mentalmente, chiuso nella sua paura del buio e che non si vuole assolutamente sforzare di andare avanti perché in realtà stanno tutti benissimo nella loro ignoranza. La frase: era tutto per bene... tutto!

Federica.Risoluti
Federica.Risoluti

Mine Vaganti (Ozpetk)

Scritta il: 28 settembre 2010

Ozpetek è uno di quei registi che apprezzavo quando mi ero appena addentrata nel mondo del cinema. Racconta storie semplici, talvolta curiose, e descrive bene i suoi personaggi. "Le fate ignoranti" e "La finestra di fronte" sono i suoi lavori migliori, "Saturno contro" e "Cuore sacro" quelli peggiori. "Mine vaganti" si situa nel mezzo: di quest'ultimo ho goduto la coralità dei personaggi, il tocco colorato che lo contraddistingue e un bravo Scamarcio. Non ho per niente gradito, d'altro canto, le riprese a tutto tondo che mi creavano fastidio, anche se ho ne ho percepito la motivazione. Prutroppo il cliché della famiglia del sud, legata alle tradizioni e alla reputazione, unito all'outing omosessuale non ha scatenato ciò che desideravo.

unatazzasenzamanico
unatazzasenzamanico

illuminante

Scritta il: 06 settembre 2010

non a caso premiato al Tribeca Film Festival e non solo a quello: è da vedere perché restituisce in pieno tutti quei valori (ma anche disvalori) del sud Italia nella cornice salentina "bene". Uscendo dal cinema senti quasi di essere contagiato in qualche modo dalle emozioni che ti ha trasmesso. Senz'altro il film più bello visto quest'anno nel quale spiccano un capofamiglia (Fantastichini) e una nonna (Ilaria Occhini) interpretati magistralmente. Da dire che la sceneggiatura ha dimenticato delle piccole cose...

DAVIDE
homerlandia

Emozionante

Scritta il: 29 agosto 2010

Come tutti i film di Ozpetek, anche questo offre momenti di grande comicità insieme a momenti di riflessione e commozione, un occhio attento e garbato sui tabù e sulle paure della nostra società... Il tutto condito con un cast molto azzeccato, una colonna sonora accurata e la meravigliosa cornice Salentina con il suo mare e il suo paesaggio suggestivo, un patrimonio naturale e culturale italiano. Da non perdere!

CHIARA
chiaragalli

mine vaganti

Scritta il: 15 agosto 2010

Come sempre i film di Ozpetek sono molto curati sia nella scelta degli attori, sie nei dettagli, commedia estremamente gradevole, giocata su l'equivoco sessuale (come frequentemente gli capita), con un'ironia garbata e mai volgare,riesce a strappare + di un sorriso e diversi spunti di riflessione,lo sfondo dell'estate pugliese è molto suggestivo.

mau27
mau27


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