
Coraline
di Neil Gaiman
€ 7,65
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- Listino€ 9,00EditoreMondadoriCollanaOscar bestsellersData uscita23/02/2004
- Pagine184LinguaItalianoEAN9788804530237
Sinossi
Coraline è una bambina intelligente ma solitaria. Mentre sta esplorando la sua nuova casa nota che delle quattordici porte presenti, tredici sono normali, mentre l'ultima sembra finta. Una volta che Coraline la varcherà, scoprirà che si cela un mondo misterioso e speculare al suo...
Recensioni
Quattordici porte
Scritto da lu1993 il 02 dicembre 2011
Coraline, una ragazzina di undici anni, si trasferisce con la sua famiglia in una nuova casa del Michigan. I suoi genitori le vogliono molto bene, ma a causa del loro lavoro la trascurano molto e sembrano non tener conto delle sue passioni e dei suoi gusti; così lei esplora i dintorni della nuova casa, che è antica e ampia, e conosce i singolari personaggi che abitano gli altri appartamenti: ci sono Miss Spink e Miss Forcible, due attrici in pensione, e un vecchio pazzo di nome Mr B che dice di essere un domatore di topi. Coraline fa anche la conoscenza di un vecchio gatto nero che abita l'ampio giardino attorno alla casa. Un giorno Coraline trova, nel salotto di casa sua, una porta che teoricamente dovrebbe essere murata e sbarrare l'accesso ad un altro appartamento; in realtà la bambina scopre che oltre quella porta c'è un buio corridoio che conduce ad una casa identica alla sua, abitata però da una persona identica a sua madre, ma che ha due bottoni cuciti al posto degli occhi.
Un piccolo mondo domestico salvato da una ragazzina
Scritto da lugi59 il 04 gennaio 2011
Un piccolo mondo domestico salvato da una ragazzina “Il mondo che stava attraversando era un pallido nulla, come un foglio di carta bianco o un’enorme stanza bianca e vuota. Non c’era temperatura, né consistenza, né sapore.” Neil Gaiman, Coraline Se sembra piuttosto facile associare Coraline, l’eroina nata dalla penna di Neil Gaiman, all’Alice di Lewis Carroll, è senz’altro più complicato trovare ascendenze al contesto e allo scenario in cui si svolgono le vicende di questa fiaba nera. Già il nome della protagonista, nato da un errore di battitura, è un evidente indizio d’originalità. Si dice, infatti, che Neil Gaiman, il suo creatore, intendeva scrivere Caroline, ma gli è scivolato il dito sulla tastiera e le lettere si sono scambiate di posto. Lo scrittore Larry Niven ha poi consigliato a Gaiman di conservare il refuso. Così Coraline è entrata a far parte della nutrita schiera dei personaggi che popolano la fervida fantasia dei bambini. A undici anni, Coraline Jones si trasferisce con la famiglia dal Michigan al Pink Palace, una nuova abitazione nell’Oregon. I genitori sono troppo occupati con il lavoro per fornirle le attenzioni che ella richiede e merita, così la piccola deve accontentarsi di pasti sbrigativi e insipidi e, a una settimana dalla riapertura delle scuole, viene spesso mandata a giocare in giardino, dove trova uno strano micio nero; nel contempo si dedica all’esplorazione del territorio e alla conoscenza degli altri inquilini della casa. Nel seminterrato fa visita a Miss Forcible e Miss Spink, due vecchie signore, un tempo attrici, le quali, le offrono il tè e le donano un piccolo amuleto; poi vede l’eccentrico e acrobatico Mr. Bobinsky, un uomo di mezz’età dal passato circense, che sostiene di allenare topi per comporre show musicali e numeri di abilità. Ma un giorno, innervosita dalla noia, Coraline s’impegna nell’accurata perlustrazione della casa, incuriosita da mobili d’epoca, suppellettili e anticaglie varie. Finché non s’imbatte in una porticina che conduce a un tunnel polveroso che porta a un altro appartamento, praticamente uguale al suo, dove vivono le copie esatte (oggi diremmo i cloni) dei propri genitori. Ma che differenza! Lui è gentile, brillante, e suona il pianoforte; lei con sobria eleganza sciorina succulenti manicaretti e la copre di attenzioni e affetto spacciandosi per “l’Altra Madre”. Poi l’accompagna nella sua stanza ricca di accessori e giocattoli animati. Una meraviglia. Tutto in quell’abitazione pare bello e allettante, se non fosse per quei bottoni cuciti sugli occhi di quella strana coppia. Le volte successive Coraline uscirà nel giardino degli altri genitori, ricco di fiori variopinti e popolato da creature fantastiche, dove l’erba è più verde, e dove incontrerà tutte le repliche dei personaggi conosciuti al di qua della porta. Tutti muniti di bottoni oculari, eccezion fatta per il gatto nero, che nel mondo parallelo ha, però, la facoltà della parola. Così, l’andirivieni tra le due dimensioni finisce per diventare il passatempo più praticato dalla ragazzina, almeno fino a quando non comprende le reali intenzioni dell’Altra Madre: cucire anche a lei una coppia di bottoni sugli occhi e… divorarle l’anima. Quando scopre i poteri stregoneschi di quel demonio al femminile, i fantasmi di tre bambini vittime della megera, e la scomparsa dei propri - veri - genitori, Coraline non avrà più scelta: l’affronterà con il sostegno del fedele gatto nero, e dell’amuleto, in una drammatica sfida ricca di suspense e colpi di scena. Così il racconto riesce a suscitare immedesimazione e partecipazione emotiva tanto nel lettore infantile che negli adulti. Magari, questi ultimi si sentiranno tirati in ballo perché responsabili indiretti delle peripezie affrontate da Coraline. Difatti, l’indifferenza e le nevrosi dei genitori conducono la ragazzina, malata di solitudine, alla fuga nella dimensione fantastica, che regala meraviglie (e il proprio nome finalmente pronunciato come si deve), ma anche gravi pericoli. In secondo luogo, i parenti di Coraline subiscono passivamente - quantunque ignari - il rapimento e l’incantesimo della strega, e devono completamente affidarsi al carattere e alle qualità morali di quella bambina straordinaria, che finirà per preferire le problematiche della grigia realtà giornaliera invece delle patinate ed effimere lusinghe dei sogni. È altrettanto chiaro che il recettore adulto rifiuterà, a priori, ogni identificazione con gli “altri genitori”, sì crudeli, ma certamente più interessanti dal punto di vista narrativo, come sempre accade ai “cattivi”. Seppur caratterizzata da un climax di tensione amplificato dallo scenario cupo della rappresentazione, il breve romanzo di Gaiman si accorda appieno alla tipologia della fiaba classica - magica e popolare - con la situazione iniziale ben rilevata, un’eroina che matura la propria consapevolezza durante il corso delle vicende, la predizione di un futuro prossimo negativo contestualmente alla fornitura di un amuleto magico a supporto, la presenza, accanto alla protagonista, di uno o più aiutanti (tra cui il gatto nero), che in tempi diversi forniranno l’apporto decisivo affinché la bambina non soccomba… E in questa visione, in cui l’avventura tinta d’orrore si nutre parimenti dell’apparenza idilliaca del male quanto dell’alienazione quotidiana, trova spazio un incredibile lavoro di scandaglio sulla psicologia dei personaggi secondari, descritti da Gaiman in modo così realistico e coinvolgente da farci desiderare di tornare bambini almeno per i momenti di sana paura e fantasia che regala questo raro gioiellino. CLAUDIO LUGI
pauroso e bellissimo
Scritto da Federica_C il 05 dicembre 2010
Questo è sicuramente uno dei libri più paurosi che abbia mai letto...e nonostante questo è stato fantastico. Più avevo paura e più volevo continuare a leggerlo. lo consiglio vivamente a tutti
Tornare piccoli e riscoprire la paura del buio!
Scritto da Athelas il 18 novembre 2010
Un libro che mi è stato regalato e che non conoscevo per niente. Una piacevole sorpresa nel ritrovare, pagina dopo pagina, alcune piccole o grandi paure dell'infanzia.Un storia per ragazzi che certo piace anche agli adulti. Un bimbetta curiosa ed anche un po' incosciente che si tuffa nell'avventura macabra di un mondo parallelo e speculare a quello che vive ogni giorno. Tremende alcune immagini come i bottoni al posto degli occhi dei genitori "altri"...la mano ossuta della madre alternativa che,correndo velocissima sulle punte delle dita, cerca di riprendersi la chiave che apre la porta del mondo sconosciuto e pauroso in cui è finita Coraline. Una storia scorrevole che si fa leggere volentieri, facendo sorridere per alcune macchiette che compaiono nella narrazione: il vecchio pazzo dell'ultimo piano,le signore per bene che offrono tè e raccontano il loro passato di attrici. Delizioso.
Un mondo tutto da esplorare...
Scritto da CLA23 il 09 settembre 2010
...quello di Coraline. Coraline e' una bambina sveglia, troppo per la sua eta'. E con una vorace curiosita' che molto spesso la mettera' nei guai. E' una fiaba dark, molto intrigante, avvolta nel mistero. Il libro e' scritto benissimo e la storia si legge velocemente. Neil Gaiman e' un autore che apprezzo sempre di piu'.
Ai confini della realtà
Scritto da agiuss il 31 agosto 2010
E’ un romanzo per ragazzi, ma anche una piacevole fiaba per adulti. Coraline è una ragazzina annoiata che, esplorando la casa nella quale i genitori hanno deciso di trasferirsi, scopre una porticina singolare, che guarda su un muro di mattoni. Nella vita di tutti i giorni per una qualsiasi bambina questa scoperta porterebbe alla conclusione dei giochi, ma Coraline è una personcina fuori dal comune e vuol vederci chiaro. Si troverà in questo modo coinvolta in un mistero ben più fitto di quanto si aspettava e, suo malgrado, riceverà una lezione di vita. La voglia di scoprire, l’importanza degli affetti familiari, il potere della fantasia e dell’immaginazione, il coraggio e l’amicizia sono le tematiche portanti di questa narrazione, che si mantiene avvincente e scorrevole dall’inizio alla fine.
Non aprire quella porta!
Scritto da Kartika il 28 giugno 2009
Esplorando la sua nuova casa, Coraline, scopre che oltre le tredici normalissime porte da cui si può entrare e uscire, la quattordicesima non è come le altre poichè dà su un muro di mattoni. Da qui comincerà un'avventura tra il fantastico e il reale e Coraline scoprirà che tutto quello che ha nella vita reale è migliore di tutti i sogni che potrebbe realizzare in quell'altra casa oltre il muro di mattoni. Attenzione ai bottoni! AHAHAHAH
Bottoni
Scritto da anitablake78 il 03 giugno 2009
Se alcune porte sono chiuse e la loro piuttosto antica chiave non è tranquillamente nella serratura, forse dovrebbero rimanerlo per sempre. Coraline lo imparerà sulla sua pelle mentre, trasferitasi in una nuova grande casa, durante l'ennesima giornata di noia, tra vicini di casa che continuano a sbagliare il suo nome (Caroline...) e i sempre distanti e indaffarati genitori, viene indirizzata a contare quante porte ci sono all'interno della sua abitazione. Scopre quindi per caso che tredici si apriranno, ma la quattordicesima è da sempre chiusa a chiave perché segna solamente un confine che separa da un altro appartamento sfitto, aprendola presenta solamente un muro di mattoni. Questo il pretesto per una storia dal pathos in continuo crescendo, aumentando di qualità e valore a ogni pagina. Se per la prima metà del romanzo si potrebbe giudicare come una buona opera che deve praticamente tutto ad "Alice nel paese delle meraviglie" (animali parlanti, gente attraverso lo specchio...), continuando a leggere la storia prende sempre più vita, divenendo del tutto originale e creando delle atmosfere che si fanno sempre più cupe, arrivando anche a livelli piuttosto disturbanti e angoscianti. Non è quindi solamente una Alice gotica, perché il romanzo si basa su presupposti totalmente differenti e tutto questo è rappresentato dall'universo in cui è svolta la trama. Una sorta di universo parallelo, tanto per facilitare il concetto: "l'altra casa". L'universo di Coraline non è un mondo nuovo e fantastico da esplorare, ma rispecchia tutto ciò che una bambina (ormai ragazzina) conosce perfettamente e cioè: la sua casa e tutto il circondario che, essendo lei un'esploratrice per diletto come ogni bambino che si rispetti, conosce a menadito. Quindi Neil Gaiman imposta tutto su questo aspetto, sfruttando ogni singolo elemento come in un puzzle, un gioco di incastri tipico dei sogni. Qualsiasi cosa che Coraline vedrà, conoscerà o sentirà (tutto insieme al lettore, che quindi capirà perfettamente il "congegno" dietro il romanzo), sarà sfruttato a dovere nell'"altra casa" diventando qualcosa di utile, oppure di fantastico, oppure di orribilmente spaventoso. Il personaggio di Coraline non è di certo quello di una povera bambina piagnucolosa che si dispera in continuazione sperando in aiuti esterni (altra grande differenza con Alice), la sua figura è invece quella di una bambina piuttosto taciturna e molto intelligente. Altra grandiosità del romanzo è che non c'è da aspettarsi la genietta risolvitutto, assolutamente no. In questo breve romanzo, si riesce addirittura a seguire l'evoluzione della protagonista che passa dall'essere in balia degli eventi a padrona della situazione. All'inizio Coraline è addirittura un po' tonta, non riesce a collegare gli strani segnali che si stanno verificando, si dimentica perfino di cose molto ovvie. Gaiman in questo caso esagera a renderla un'oca perché non è possibile che, essendo per esempio la porta il centro degli eventi di quella giornata, quando riceve un messaggio del tipo "Non aprire quella porta!" lei si dice: "Quale porta?". Oppure sogna le parole "Usa la protezione!" e lei si chiede "Quale protezione?"... insomma, Coraline! Quella che due pagine prima hai ricevuto con proprio il nome di protezione, ecco quale! Sì, un po' irritante all'inizio, ma come già detto, tutto migliora. Si nota infatti in modo palpabile la maturazione di Coraline durante il corso dell'avventura e, dall'inizio della "caccia al tesoro" il romanzo raggiunge il massimo splendore, le atmosfere si fanno più nere del nero e Coraline diventa sempre più smaliziata nell'interagire all'interno di questo disperato incubo, in gara contro un essere maligno che in caso Coraline perdesse... bottoni! Non è certamente un horror nella più pura espressione del termine, non fa "paura" (sempre che siate abituati al genere... altrimenti...), ma è decisamente inquietante. Possiede però le atmosfere dell'horror che la stragrande maggioranza dei romanzi che si etichettano così invidierebbero. Neil Gaiman è una sorta di Tim Burton che però a un certo punto, invece di limitarsi e sdrammatizzare, fa vivere un vero e proprio incubo a occhi aperti a una bambina e lascia a lei tutto l'onere degli eventi, se riuscirà a uscire oppure no... C'è da restare davvero traumatizzati a leggerlo in tenerà età. Tutto ciò poteva bastare per essere un romanzo bellissimo, ma in realtà c'è praticamente un doppio finale. Quindi non si fa in tempo a riprendere fiato che si ricomincia ed è tutto ancora più bello, meno gotico ma molto più raffinato e basato sulle astuzie di una Coraline in forma più che mai. Il romanzo è scritto in terza persona, ma la protagonista totale, indiscussa e sempre presente è la cara Coraline. Inoltre il romanzo praticamente non presenta personaggi maschili -solitamente noiosi e fastidiosi- e se lo fa sono assolutamente personaggi di pochissimo rilievo. Il tutto utilizzando uno stile di scrittura assolutamente normale, quindi sbaglia chi lo definisce una fiaba nera, perché gli stilemi per chiamarlo "fiaba" in realtà non ci sono, nessun richiamo alla letteratura infantile o al classico "c'era una volta". Il tutto è grottescamente realistico. Forse non c'è nemmeno il lieto fine, chissà... Un esempio del grande coinvolgimento dato dalla scrittura di Gaiman, può essere quando a un certo punto Coraline, mentre si trova al cospetto di uno degli spettri dei bambini morti (e già... romanzo per bambini?) prima di lei nella casa, questi descriva alcuni suoi ricordi usando delle certe metafore. In un qualsiasi altro romanzo sarebbe solo una descrizione come un'altra, bella o brutta che sia, ma in Coraline no: quando Coraline si troverà al cospetto con un qualcosa che avrà a che fare con tale spettro, Gaiman inizierà a descriverlo con rimandi ai ricordi dello spettro, facendo subito accendere una lampadina al lettore più accorto che saprà cogliere tale chicca. Dopo aver letto Coraline, si guarderà a porte chiuse, bottoni, biglie, gatti, topi e vicini di casa con un altro occhio. Si imparerà anche che dare per forza un nome a qualcuno o qualcosa, magari non serve. Un romanzo meraviglioso che mentre lo si legge, a un certo punto si capisce che ci si trova di fronte a una storia il quale immaginario grottesco rimarrà nella mente del lettore per sempre.






