Come Dio comanda

di Niccolò Ammaniti

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  • Listino€ 10,50EditoreMondadoriCollanaOscar piccola bibliotecaData uscita27/10/2009
  • Pagine480LinguaItalianoEAN9788804589310

Sinossi

Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio: e sono una famiglia perché la madre se n'è andata e loro vivono da soli. Rino è disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto costantemente sotto controllo dall'assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Rino ama Cristiano e lo educa alla violenza e al culto della forza. Assieme all'amico Danilo progettano di svaligiare un bancomat per risolvere gli assillanti problemi quotidiani ma qualcosa si verifica in quella giornata...

Recensioni

Storie di emarginazione

Scritto da halba il 11 settembre 2010

Ammaniti racconta in questo libro storie di vite vissute al margine, in una realtà di emarginazione e degrado che farà da perenne scenografia a tutto il racconto!La tragedia che poi si consuma sembra la naturale sintesi di un divenire ineluttabile, già scritto, crudele e senza speranza. Il tentativo di riparare o per lo meno occultare la violenza, fallisce miseramente, causando altro dolore. Ma, nonostante tutto, Ammaniti ci lascia alcune scene di affetto filiale, che sembrano svelare un pizzico di umanità tra tanta brutalità!

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Piccolo mondo gretto e moderno

Scritto da simonabi il 04 agosto 2010

Quando s'impegna, Ammaniti è un maestro del pessimismo cosmico e un profeta del dolore senza possibilità di riscatto. Il piccolo mondo suburbano da lui dipinto in questo romanzo è stipato di personaggi più o meno al limite, tutti con i loro problemi di sopravvivenza, tutti avvolti in un filo spinato di dramma che andrà man mano sempre più stringendosi loro addosso, fino all'apoteosi in cui tutto non può che andare male, e lo farà, come nei romanzi di Verga, o molto più spicciolamente, rispettando la legge di Murphy. Ogni volta che pare di scorgere un po' di luce, un barlume di speranza, state tranquilli che Ammaniti correrà a chiudere le imposte. "Come Dio comanda" è una tragedia nuda e cruda, per certi versi molto ottocentesca, in cui c'è negata anche la possibilità di una catarsi, perchè i suoi personaggi sono solo vittime di un dio assente... o spregiudicato, come meglio si vuol vederlo. Il tutto scritto in un linguaggio immediato, giovanile, secco, com'è stile dell'autore, che quando è in stato di grazia sa assolutamente padroneggiare la materia in modo efficace. Unica sua pecca, forse, è che nello sforzo di esplorare il lato oscuro dell'animo umano, esagera certe situazioni e certe figure al limite della macchietta (cosa che, ad esempio, ha esasperato nel suo esecrabile ultimo lavoro), e imbottisce le pagine di ridondanti parentesi sulla meschineria piccolo borghese. E così sia, verrebbe da dire. Si chiudono le pagine di questo libro con un senso di oppressione ed imbarazzo, come se avessimo a lungo spiato dal buco della serratura gli accadimenti di un sordido esperimento scientifico, non troppo sicuri di quanto esso sia lontano dal mondo reale.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:LibroalCinema, narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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