
Gli effetti secondari dei sogni
di Delphine de Vigan
€ 8,07
( -15%)Consegna gratis nei nostri negozi
- Listino€ 9,50EditoreMondadoriCollanaOscar contemporaneaData uscita27/10/2009
- Pagine210LinguaItalianoEAN9788804589426
Sinossi
Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, dalla depressione della madre, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola le sue grandi capacità l'hanno portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Nolwen, diciannovenne, ha un passato che non può essere raccontato, e vive ora alla stazione di Austerlitz, evitando il contatto con chiunque. Due ragazze totalmente sole, completamente diverse ma destinate, in qualche modo, a riconoscersi fra la folla parigina. Un'amicizia che nascerà lentamente ma che arriverà a cambiare il mondo delle due protagoniste. La vicenda, drammatica, di due vite destinate a intrecciarsi e, se non a salvarsi, almeno a trovare nuove speranze.
Recensioni
dire il disagio
Scritto da INFANTI.ANNA il 01 dicembre 2011
Un disagio dapprima sottile, poi acuto e molesto, e poi persistente, che ti arriva addosso pian piano, pagina dopo pagina, e ti ci trovi davvero dentro, alla fine, che si, ci riesce, a portarti lì, dove vuole. Un effetto sulla lunga distanza, oltre le ingenuità di una prosa non così accattivante, forse per pecche di traduzione, chissà.
Mi limito a rispondere alle domande che mi fanno, tenendo per me l'eccedenza, l'abbondanza, le parole che moltiplico in silenzio per avvicinarmi alla verità.
Scritto da Rondinebianca il 15 novembre 2011
Lou Bertignac ha tredici anni e possiede un quoziente intellettivo di 160, per questo motivo frequenta una classe in cui i ragazzi sono più grandi di lei, persone con cui è solita sentirsi a disagio. In famiglia si respira tristezza, quella portata dal ricordo di una tragedia del passato, quindi è come se vivesse in un mondo tutto suo, fatto di silenzi opprimenti e di incapacità di relazionarsi con il mondo. Lou passa il tempo libero a respirare le emozioni degli altri e, nelle stazioni Parigine ama osservare, cerca di percepire e di leggere le espressioni e gli stati d'animo altrui, quei volti che dipingono immagini di chi si lascia, di chi si ritrova e di chi si perde, ed ogni volta è come se lasciasse un po' di sè. Nelle stazioni è un’altra cosa, l’emozione s’intuisce dagli sguardi, dai gesti, dai movimenti, ci sono innamorati che si lasciano, nonne che ripartono, donne dagli ampi cappotti che abbandonano uomini dal colletto rialzato, o viceversa, osservo persone che partono non si sa per dove né perché né per quanto tempo, che si dicono arrivederci attraverso il finestrino con un cenno oppure si sgolano quando nessuno può sentirle. Con un po’ di fortuna assisti a vere e proprie separazioni, voglio dire che si capisce che durerà a lungo o che sembrerà eterna ( il che è lo stesso ), allora l’emozione si fa densa, come se l’aria s’ispessisse, come se fossero soli, senza nessun ritorno. E' così che avviene l'incontro con Nolween, una senzatetto con un passato difficile, una madre assente, vissuta con i nonni che l'hanno cresciuta fin quando potevano e alla morte della nonna purtroppo ha dovuto abbandonare tutto e ricominciare da zero, vivendo male, non è mai stata realmente felice, ha vissuto una vita tra alti e bassi. No ha aiutato Lou nella relazione orale che doveva affrontare per la scuola e, grazie al suo aiuto è riuscita ad abbattere la paura e ha trovato il coraggio necessario per parlare. E' la storia di due ragazze con una vita apparentemente diversa, due solitudini che si uniscono, il loro rapporto gli stravolgerà la vita e ci saranno cambiamenti radicali nel loro mondo. Si percepisce una grande solidarietà, sensibilità, perché delle volte anche un minimo aiuto può fare realmente tanto, basta anche un sorriso, una mano, qualcuno a cui aggrapparsi, qualcuno che ci dia sicurezza con un semplice sguardo. La speranza che è l'unica cosa che ci rende vivi. Prima d’incontrare No, credevo che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue. Adesso so che la violenza è anche nel silenzio, e qualche volta è invisibile a occhio nudo. La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l’impossibile ritorno indietro. La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre.
Gli effetti secondari dei sogni
Scritto da Sophia75 il 02 dicembre 2010
Lou, voce narrante, è una ragazzina di dodici anni. Il suo elevato Q.I le ha fatto saltare due classi facendo sì che si ritrovasse in classe con compagni più grandi con i quali non sente di avere niente in comune e in mezzo ai quali si esaspera il suo senso di isolamento. A casa un'atmosfera opprimente, permeata dalla depressione da cui la mamma non riesce ad uscire. Una ragazzina incredibilmente intelligente e che proprio per questo patisce ancora di più la propria carenza di "intelligenza sociale", la propria incapacità di stabilire rapporti e provare (e vivere in maniera sana e libera) emozioni. Nolwenn, una giovanissima senzatetto alcolizzata, nel cui passato si annidano violenze che ha "scontato" in prima persona fin da piccolissima. Due solitudini. Due incapacità. Due inadeguatezze. Ne nascerà un'amicizia. O, forse, una reciproca dipendenza. Un reciproco bisogno l'una dell'altra per sperare, per attuare attraverso l'altra quel cambiamento cui entrambe anelano ma che non riescono a pianificare per sè stesse. Più che una storia di speranza è una storia che parla della difficoltà di crescere, della difficoltà di relazionarsi in modo sano, della difficoltà di accettare quello che non si può cambiare o che non si ha la forza di cambiare. E' il tentativo difficoltoso di uscire dal muro che le protagoniste si sono costruite attorno per proteggersi, tendendo l'una la mano all'altra, aiutando se stesse attraverso l'aiuto porto all'altra. La prosa delicata e scorrevole sembra solo accennare a tutto questo tormento, facendolo affiorare in maniera delicata e mai "forte", a volte coprendolo quasi con un velo di tenerezza, lasciando alla sensibilità di ognuno la quantità di dolore da scoprire. Non è una favola buona, nè buonista e arriva velocemente il finale a ricordarci che la speranza, il "crederci" non sempre sono garanzia di lieto fine.
Delusione
Scritto da Marisol83 il 22 novembre 2010
Purtroppo questo libro è stato una delusione. Avevo sentito parlarne bene ma io non l'ho trovato cosi interessante. L'argomento è carino ma alla fine non succede niente...
Gli effetti secondari dei sogni
Scritto da echo91 il 08 novembre 2010
Mi è piaciuto molto questo libro, era da molto che volevo leggerlo. Parla di silenzi, parole, sentimenti... di tristezza, di vuoto, solitudine, paure, di amicizia, amore. La lettura scorre velocemente, fino alla fine (che ho trovato non del tutto inaspettata, ma comunque ben scritta, che si fa ricordare).
bruttino!
Scritto da alessandro.fabrizi il 26 settembre 2010
Ho trovato questo libro banale in parecchi punti e nemmeno scritto tanto bene... mi ha dato fastidio perfino l'impaginazione!
la speranza e la salvezza
Scritto da rroberta78 il 14 settembre 2010
Una storia di solitudine e disperazione. Lou, una ragazzina di 13 anni, incontra Nolwenn e da quel giorno non può più fare a meno di lei. La sete di amore e conoscenza, porta Lou a scavare nella vita della nuova amica e a trovare un passato ed un presente devastato e doloroso. Un'amicizia ambivalente, a tratti oscura, descritta dalla De Vigan con un linguaggio che, con la sua semplicità, entra nei pensieri e nel cuore del lettore.






