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La solitudine dei numeri primi

Paolo Giordano

La solitudine dei numeri primi

Prezzo online:
€ 11,05-15%

 

Listino
€ 13,00
Editore
Mondadori
Collana
Oscar grandi bestsellers
Data uscita
29/06/2010
Pagine
312, brossura
Lingua
Italiano
EAN
9788804589655

Il trailer del film tratto dal romanzo:

 

 

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. La lasciamo sulla neve credendo che morirà assiderata. Invece si salva, ma resterà zoppa e, soprattutto, segnata per sempre. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi compagni e, per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che lei lo aspetterà. Mattia non ritroverà più Michela. In quel parco, Michela si perde per sempre. Le vite di Alice e di Mattia, due esistenze segnate, si incroceranno. Diventeranno, Alice e Mattia, adolescenti, giovani, adulti.

Parole chiave laFeltrinelli
LibroalCinema,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura italiana

la Community

La Rarità e La Solitudine

Scritta il: 26 dicembre 2011

Quello che mi ha colpito inizialmente di questo libro è la genialità che emerge già dal titolo in cui viene sottolineata non solo la particolarità e la rarità dei “numeri primi”, quei numeri divisibili solo per 1 e per se stessi, ma anche questa sorta di “solitudine”. E secondo me la “solitudine” è proprio la parola chiave di tutto il romanzo. I numeri primi sono rappresentati simbolicamente dalle storie di Alice e di Matteo, due storie difficili che spesso si incrociano per poi dividersi di nuovo. Alice e Matteo provengono da famiglie benestanti, i loro genitori li trascurano continuamente perché non vedono in loro il “figlio o la figlia ideale”. Alice, che non riesce ad avere l’affetto dai genitori cerca di farsi accettare dalle ragazze più “in” della scuola, Mattia, ragazzo intelligentissimo, fugge da qualsiasi rapporto sociale con gli altri, rendendo la sua vita sociale pari a zero. Tuttavia questo non è uno di quei romanzi ormai diffusissimi in cui si racconta semplicemente una storia di vita segnata da un infanzia difficile. A parer mio è molto di più; Mattia ed Alice non rappresentano solo dei numeri primi, ma quelli che i matematici chiamano “numeri primi gemelli”: sono quei particolare numeri primi separati solamente da un altro numero… come il 17 e il 19 ad esempio.. Mano a mano che si procede con il conto però queste coppie si diradano, sono sempre più lontane tra loro; e proprio quando sei stanco di cercare e ti stai arrendendo ecco che ci sono altre due coppie… Secondo i matematici, anche se non si può sapere con precisione dove, ci saranno sempre altre due coppie di numeri primi gemelli. Mattia ed Alice sono così, sono estremamente vicini perché sono legati da qualcosa di speciale, sono attratti l’uno dall’altra e sono consapevoli di poter costruire un futuro insieme, un futuro che non li farebbe sentire più soli, tuttavia sono separati sempre da un ostacolo, da qualcosa che inevitabilmente li blocca e li divide… Sono “così vicini, ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”… Non è un libro banale, in quanto non presenta il solito “happy ending” che spesso serve solo ad accontentare i lettori. L’autore vuole far luce su delle realtà che non si vogliono vedere, eppure queste realtà ci sono… E’ un libro, secondo me,decisamente da leggere…

Elisabio
Elisabio

Toccante

Scritta il: 12 dicembre 2011

Bel libro anche se molto triste

ANNA
amnesia88

La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano.

Scritta il: 04 dicembre 2011

“La solitudine dei numeri primi” è l’opera prima di un giovane scrittore torinese, Paolo Giordano, laureato in fisica teorica. Il libro è edito da Mondadori. E’ la storia di Mattia ed Alice, entrambi segnati irreversibilmente da due avvenimenti che ne hanno sconvolto l’infanzia e il resto della loro esistenza: Alice da piccola, a causa dell’insistenza del padre nel volerle farle seguire dei corsi di sci, si rompe una gamba restando zoppa per tutta la vita; Mattia, per paura di essere deriso dai compagni di classe ad una festa di compleanno, abbandona la sorella gemella affetta da un handicap in un parco e al ritorno non la ritrova più. Mattia, per tutta la lunghezza del romanzo, sarà sempre alle prese con il senso di colpa, tanto che verso la fine l’autore ci dice che il pensiero della sorella in lui si era ormai trasformato in qualcosa di quotidiano, “come pensare di addormentarsi o di respirare”. I due casualmente iniziano a conoscersi durante gli anni del liceo, per entrambi sarà un incontro nuovo, si accorgono di essere uguali, senza però mai dirselo apertamente: entrambi, come detto, sono stati segnati nella loro infanzia da avvenimenti negativi, entrambi hanno un rapporto chiuso con i proprio genitori, fatto soprattutto di silenzi. A questo punto arriva il passaggio chiave di tutto il romanzo: “Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e sperduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”. Si capisce come le loro esistenze, col passare del tempo, siano destinate a dividersi, tenute comunque sempre insieme da qualcosa di invisibile. Solo alla fine del libro ci sarà un fugace riavvicinamento: Alice, convinta di aver riconosciuto in una ragazza la sorella scomparsa di Mattia, si adopera affinché lui torni da lei per rivelarle questa scoperta, ma durante il loro ultimo incontro lei non si decide mai a farlo, capendo ben presto che il suo era stato, inconsciamente, un pretesto per riavere accanto, almeno per qualche ora, l’unica persona che nella sua vita, pur attraverso grandi silenzi, l’aveva compresa per davvero. L’impronta dell’autore in questo romanzo è notevole e si snoda soprattutto all’interno della figura di Mattia: il ragazzo è quasi ossessionato dal carattere matematico e fisico di tutto ciò che lo circonda, anche su cose banali, come due sguardi che si incrociano, egli riesce a elaborare dei concetti precisi di natura aritmetica o geometrica. In questo caso l’autore sicuramente fa valere il suo percorso di studi. Giordano dimostra di essere abilissimo nelle descrizioni di momenti forti, come gli episodi che riguardano l’ossessione di Mattia nei confronti di qualunque tipo di oggetto affilato o appuntito, alla cui vista non resiste alla tentazione di graffiarsi o lacerarsi le mani, probabilmente a causa sempre del senso di colpa per la scomparsa della sorella gemella. Alice è descritta anche lei come una personalità complessa: se Mattia sconta in qualche modo la sua pena infierendo fisicamente su se stesso, Alice nutre una forte ostilità nei confronti del cibo e il suo corpo, già indebolito dall’incidente avuto da bambina, non può che peggiorare le sue condizioni. C’è qualcosa però che la differenzia da Mattia: il ragazzo è sempre rinunciatario nei confronti della vita, e in nulla scorge uno spiraglio positivo, invece Alice tenta in qualche modo di “sopravvivere” e, anche se raramente, sembra decisa a dare una svolta alla sua esistenza. Se non fosse per la sua volontà di prendere per mano le situazioni, ad esempio, non ci sarebbero gli unici due momenti in cui le labbra dei due ragazzi si uniscono in un bacio. Nell’arco della narrazione entrano in gioco altri personaggi, come i genitori di Mattia e quelli di Alice, che tanto si somigliano nell’atteggiamento che hanno nei confronti dei figli. Ma le figure più interessanti sembrano essere quelle di Viola e Denis. La prima, compagna di liceo di Alice, molto esuberante e spigliata, che nasconde in realtà una personalità debole e bisognosa di un amore delicato e protettivo. E’ lei a capire prima di tutti, anche prima dei due protagonisti, come Mattia ed Alice siano uniti da qualcosa di autentico e invisibile, ed è proprio per il fatto che è sicura che l’amica abbia trovato ciò che lei non è riuscita mai ad avere, quindi per invidia, che decide di rompere l’amicizia con Alice. Anche la vita e il carattere di Viola sono conseguenze di un avvenimento precedente, in cui, dopo aver fatto sesso con un ragazzo che poco dopo la rifiuta apertamente, capisce che il suo vero desiderio è quello di un amore molto più dolce e protettivo. La reazione di Viola nei confronti della vita è però diversa da quella di Mattia ed Alice, ma non per questo meno distruttiva. La figura di Denis è invece quella di un ragazzo che scopre presto di essere omosessuale. Si innamora di Mattia e sarà costretto a rinunciare a questo sentimento, vivendo momenti di sesso fugaci e inconsistenti. Il libro si legge in modo molto scorrevole. Leggendo questo primo lavoro di Paolo Giordano, che può essere definito sostanzialmente un romanzo di formazione, si ha, a prima vista, l’impressione della mancanza di un vero e proprio finale. Il vero finale più che altro sembra essere la scena del penultimo capitolo in cui Mattia rivolge lo sguardo alla stupenda alba che si affaccia sul mare del paese nordeuropeo nel quale lavora. Qui forse si scorge, nei suoi pensieri, molto implicitamente, la voglia di cambiare qualcosa, di provare almeno a capire quel mondo che lo circonda e che non lo ha mai accettato pienamente, ma il tutto viene quasi smentito subito dall’ultimo passaggio del capitolo: “si avviò a piedi verso casa. […] Poco più in là lo aspettavano una doccia, una tazza di tè caldo e una giornata come tante e a lui non serviva nient’altro”.

Rocco
luciong

Aspettative troppo alte, mi ha un po' deluso

Scritta il: 01 dicembre 2011

Emozioni trasmesse durante la lettura: tristezza (sono storie che accadono nella realtà, e quindi fanno pensare), delusione (vedere che non si riesce a reagire di fronte ad una difficoltà), rabbia (l'indifferenza delle famiglie ai problemi dei figli), depressione (pensare che c'è qualcuno che preferisce il buio piuttosto che vedere uno spiraglio di luce), solitudine (è un po' contagiosa...), pessimismo (disseminato in tutte le pagine, gli avvenimenti, i luoghi, le persone), noia (ho passato gran parte del tempo a pensare: datevi una svegliata, reagite!). Cosa positiva: fa pensare. Comprato perché ne avevo sentito parlare bene, ed è sicuramente molto meglio del film.

GIOVANNA
giove_07

fastidioso

Scritta il: 01 dicembre 2011

Mi ha infastidito perecchio, forse non era il mio genere, forse non avrei mai voluto vivere questa storia..ma comunque, ogni storia merita di essere letta per essere commentata!!

davide
elenaringhiobecksdavide

ORRIBILE

Scritta il: 19 novembre 2011

Non mi è piaciuto PER NULLA. E' il libro che meno ho sopportato. L'ho comprato perché tutti ne parlavano così bene ed appena ho letto le prime pagine sono rimasta totalmente scioccata e mi veniva da domandare "ma dove?". Ho provato a continuare a leggerlo e l'ho fatto fino alla fine, ma non ci ho capito mai veramente nulla. Vera e propria delusione, non me lo sarei mai aspettato. Non lo consiglio veramente a NESSUNO.

Sheila_
Sheila_

La solitudine dei pessimisti

Scritta il: 09 novembre 2011

Il libro si fa leggere, è sicuramente migliore del film. Quel che infastidisce e lascia l'amaro in bocca è la totale assenza di redenzione dei due protagonisti dai rispettivi traumi infantili. E rimangono così: due monadi "senza porte e senza finestre". Nemmeno la relazione tra i due scalfisce minimamente le loro rispettive masturbazioni mentali. Un esempio su come vivere infelici e scontenti.

Elisabetta
eli_du

Neanche me lo ricordo!!

Scritta il: 07 novembre 2011

L' ho finito di leggere con fatica, e passato qualche giorno non me lo ricordavo già più. Alcune frasi sono profonde e sicuramente toccanti, ma per il resto sono convinta che questo libro sia stato davvero sopravvalutato!

ALESSANDRA
muscolina

PESSIMISTA

Scritta il: 28 giugno 2011

Pessimismo cosmico! non lascia un filo di speranza...bello ma in giro c'è di meglio.

celeste33
celeste33

Toccante

Scritta il: 02 giugno 2011

Un esempio di come ciò che ci accade durante l’ infanzia può segnarci per sempre. Alice e Mattia hanno subito dei traumi quando erano ancora bambini e si sono trasformati in persone diffidenti, solitarie, egoiste. Si conoscono e instaurano tra loro una specie di amicizia che li porterà a percorrere insieme fasi importanti della loro esistenza. Tuttavia la consapevolezza di essere dei diversi, dei “numeri primi”, gli imporrà comunque di mantenere un certo distacco anche tra loro. Con freddezza e cinismo Giordano usa due personaggi difficili per toccare temi delicati come l’ anoressia, il senso di colpa e la solitudine: il risultato è un libro triste e a tratti angosciante, ma che entra nell’ anima del lettore incollandolo alle pagine e facendolo immedesimare nei protagonisti. Il linguaggio all’ inizio è molto semplice ma tende a variare facendosi via via più complicato man mano che i due protagonisti crescono. Una storia che può anche non piacere per via dell’ aria cupa e pessimista che sprigiona, ma chi l’ ha detto che per essere bello un romanzo debba necessariamente trasmettere sensazioni positive? Come si può non considerare bello un libro così toccante e che ti lascia dentro emozioni che durano per giorni anche dopo la fine della lettura?

Enrico
enricocaramuscio

DISCRETO MA CON QUALCHE DUBBIO...

Scritta il: 12 aprile 2011

L'esordio che ha consacrato Paolo Giordano ed investito dell'ambitissimo Premio Strega. Personalmente ho letto questo libro con un poco di fatica dovuta all'impostazione inconsueta di tracciare 2 storie in modo parallelo,alternando i capitoli,e già questo mi ha portata un pò "fuori rotta",entrambe le storie sono di grande attualità e figlie di un consumismo che ci rende unici e soli come "i numeri primi". In tutta onestà ho trovato Paolo Giordano al quanto "stantio" e lento nella narrazione, mancava di quella plasticità che solitamente occorre per percepire i personaggi "a tutto tondo",d'altra parte però trovo i contenuti molto profondi ed interessanti, ed assolutamente perfetto il neologismo con i numeri primi.Per un certo periodo della narrazione mi sono incuriosita alla storia di Alice bambina,toccata dalla diversità a causa di un incidente, poi adolescente anoressica ed infine fragile donna,così come non nego la curiosità nel conoscere la storia di Mattia e del rimorso di avere perso x sempre la sorella handicappata nel bosco...una storia decisamente triste che ti lascia nel cuore una profonda depressione...assolutamente un libro che definirei "pesante" per non parlare del finale,che mi ha lasciato con un forte dubbio...mi è piaciuto o no?...certo non è il genere di libro che consiglierei ad 1 amica!

SAMANTHA
samsamsam

Non un Granchè...

Scritta il: 24 febbraio 2011

Di questo libro mi sono rimaste impresse frasi profonde, bellissime riflessioni. Tuttavia lo considero abbastanza depressivo e non credo sia un genere adatto a tutti.

ELISA
ely101

Da leggere

Scritta il: 19 gennaio 2011

Un romanzo commovente dal finale non scontato.

Silviacavani
Silviacavani

Triste ma bello

Scritta il: 17 gennaio 2011

Un libro molto bello e molto triste,ti lascia una malinconia addosso per un paio d'ore dopo averlo finito,un finale un po' particolare ma se fosse finito in modo diverso molto probabilmente non avrebbe avuto successo....

SARA
QueenSara

una favola

Scritta il: 30 dicembre 2010

si potrebbe parlare di una favola dei giorni d'oggi, scritto semplicemente e mai monotono che evidenzia un mondo giovanile attuale e lo rende reale. una lettura per tutti.

ROBERTA
robertina6

Inizio...

Scritta il: 06 dicembre 2010

Primo libro per l'autore Paolo Giordano che all'esordio è riuscito in poco tempo a coinvolgere ed emozionare il cuore di numerosi lettori.Il libro narra di due storie parallele, due realtà venute al mondo in modo assolutamente differente, che seguono giorni fino a toccarsi,accarezzarsi,quasi intrecciarsi tra loro in un'alone di mistero,complicità,speranze,solitudini e a tratti acida tristezza. Due storie; Mattia Balossino, un ragazzino riflessivo dotato di una acuta intelligenza,tanto da compensare l'handicap della sua sorella gemella Michela, e Alice Della Rocca, vittima di un incidente in montagna all'età di 7 anni,costretta contro la sua volontà a sciare dal padre; incidente che determinerà cambiamenti in lei non solo dal punto di vista fisico. Due ragazzi, due numeri primi gemelli. Come una storia sognata ma vissuta,come un scena tratta da un copione scritto da qualcuno, da leggere e recitare fino in fondo.Una mano che calca i problemi che hanno questi giovani di oggi, così fragili...poco sicuri di sè, così poco comunicativi. Un romanzo scritto reltativamente bene, scorrevole e di facile lettura. Seguito da pareri discordanti,leggermente sopravvalutato secondo alcuni,posto sulla scia di un'onda marketing del momento.A mio avviso vi sono diversi punti che lasciano spazio alla riflessione, alle emozioni e che lasciano un segno. Non è di certo un libro eccezionale che ha la pretesa di lasciare grande aspettative, ma comunque un libro da leggere rivolto a tutti.

VINCENZO
VinsDL

Si legge tutto di un fiato ma...

Scritta il: 03 dicembre 2010

Nonostante il libro nel complesso non mi sia piaciuto un granchè, devo ammettere di averlo letto in soli 3 giorni perchè è un libro dalla sorprendente scorrevolezza con una linearità straordinaria che solo un uomo per me riesce ad avere; proprio per questo risulta freddo, apatico senza moti d'animo...tra Alice e Mattia c'è qualcosa che per me non può essere chiamato amore, c'è solo una enorme solitudine condivisa. Mi rimarrà sempre ben in mente una descrizione fatta con maestria su come Alice sia costretta a mangiare una caramella offerta dalla sua nemica/amica di classe dopo che sia stata strusciata negli angoli più polverosi della palestra. Ma una ragazzina quattordicenne può arrivare a tanto?! Di certo è un libro che non consiglio a ragazzi in età adolescenziale per via di temi importanti trattati con leggerezza come l'anoressia e l'autolesionismo. Quando termini il libro fai quasi un sospiro di sollievo ritornando alla tua vita, che seppure non perfetta, non si avvicinerà mai a tale decadenza. Viva l'amore, viva la serenità e viva la spensieratezza che dovrebbe accompagnare tutti i giovani e che in questo libro non c'è traccia.

FEDERICA
monofede

Deludente

Scritta il: 01 dicembre 2010

“Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante”. Nonostante questa frase molto bella tratta dal libro, dove l’autore raccoglie in poche semplici parole quanto una scelta possa pesare sull’esistenza d'ogni individuo, il libro tuttavia risulta piuttosto deludente. Racconta infatti la storia di due ragazzi, Alice e Mattia, la cui esistenza risulterà per entrambi segnata da quanto avvenuto nella loro infanzia. Il libro risulta scorrevole nella prima parte, dove i due protagonisti sono ancora bambini, scritto con un linguaggio semplice, ma non appena i due protagonisti cominciano a crescere, il libro si perde, affrontando temi importanti come l’anoressia e l’autolesionismo con molta leggerezza, senza dare loro il giusto peso, per poi smarrirsi completamente e non ritrovarsi più una volta che i due protagonisti entrano nella vita adulta, concludendo con un finale piuttosto piatto che non lascia niente al lettore. Libro sicuramente sopravvalutato.

mosquito
mosquito

fastidioso

Scritta il: 01 dicembre 2010

Ho trovato molto intrigante l'idea del "numeri primi gemelli" e purtroppo messo a fuoco questo concetto... il resto del libro era totalmente prevedibile. Il che non e' un problema in se', il problema e' che e' mancato tutto il resto che rendesse interessante la lettura. Descrizioni frammentarie, e inconcludenti... capisco la peculiarita' derivante dal fatto che l'autore sia stato uno studente di fisica, ma credo che ci siano libri migliori. E il finale... fastidioso. Non trovo altre parole.

ELISABETTA
eli79london

Numeri primi

Scritta il: 28 novembre 2010

«Siamo tutti soli. Più che mai gli adolescenti e i geni. Ma spesso gli adulti non se ne rendono conto. Tutti gli adolescenti dovrebbero leggerlo, magari a scuola. »

sofia.lg
sofia.lg

non scherziamo

Scritta il: 23 novembre 2010

No, per favore non scherziamo. Questo libro è d’un noioso che ti fa dimenticare che nella vita esistono cose che fanno ridere. Anche un po' irreale oltre tutto. È un miracolo che alla fine i personaggi non si siano suicidati. È assurdo come la banalissima storia, stradeprimente, di due disadattati sociali, nonché i protagonisti di questa sviolinata italiana, sia riuscita a suscitare tanto clamore. Lungi da me. Due stelle solo per la scrittura fluida impeccabile. Forse troppo impeccabile. Al limite dello sterile. Identica a quella di un narratore qualsiasi che ha frequentato con diligenza un corso di scrittura. Non c'è stile.

luca_138
luca_138

un pò deludente

Scritta il: 23 novembre 2010

sicuramente tratta temi e paure comuni a molte persone al giorno d'oggi. non capisco però tutto questo coinvolgimento nel libro che è scritto in maniera troppo superficiale e dispersiva. mi aspettavo qualcosa di più

DianaBelvedere
DianaBelvedere

La solitudine dei numeri primi

Scritta il: 21 novembre 2010

Questo libro dal mio punto di vista è stato sopravvalutato. La storia potrebbe essere anche interessante, ma non capisco la scelta dello scrittore di non approfondire i problemi dei due ragazzi e di terminare il libro proprio dove poteva iniziare la vera storia tra i due. Positiva l'impostazione. Molto scorrevole.

F.G.
F.G.

Una bella storia

Scritta il: 20 novembre 2010

Concordo con chi sostiene che sia "leggero", fin troppo scorrevole, però è senza dubbio un bel romanzo. E poi chi l'ha detto che un buon libro debba per forza essere super impegnato e impegnativo? Racconta in fondo le paure, le nevrosi, la diffidenza e la solitudine di ogni persona su questa terra. E quando il messaggio è universalizzante allora significa che è riuscito. Anche le storie semplici, come una semplice paura, aiuta a riflettere e capirsi ancora un pò.

MARCO
mbertucci

La solitudine non è solo tra numeri primi.

Scritta il: 20 novembre 2010

Numeri primi o no, la solitudine appartiene a tutti. Ciascuno di noi, con la sua storia personalissima e irripetibile, può sperimentarla o averla sperimentata. Vuoi per un litigio, per un lutto, per una delusione, per un'insoddisfazione...Certo alcune vicende incancellabili, se mal "digerite" o non elaborate, possono condurre a stati devastanti di depressione e incomunicabilità. Allora si rischia di vivere una vita solitaria, tutta concentrata in un'azione difensiva nei confronti del mondo, che può apparire minaccioso anche nelle sue vesti più leggere. Ho letto molte recensioni negative rispetto a questo romanzo, soprattutto in riferimento ai temi troppo tristi e malinconici che per molte persone, appunto, risulterebbero artificiosi e auto-commiserativi. Forse perché oggi ci dimentichiamo che le persone che non ce la fanno esistono. Per mille motivi esistono. E nessuno dovrebbe giudicarli come perdenti o immaginarli come eterni sconfitti che si gongolano nella loro miseria. Non dovremmo giudicarli perché la loro sofferenza, esibita o no,va accettata per quella che è. Trovo che le storie di Alice e Mattia possano essere condivise da chi sta sperimentando un momento di solitudine, nello stesso modo possono essere una spinta a vivere con pienezza ogni istante di vita per chi, al contrario, non si riconosce in questi temi malinconici.Due episodi forti hanno segnato i protagonisti nell'infanzia,lasciando loro tutto il tempo di venire poi plasmati dal ricordo e dai rimorsi.Ognuno dei due saprà poi accontentarsi o dovrà accontentarsi di quello che ha costruito. Senza chiedere a nessuno di essere compreso o commiserato. Il libro mi è piaciuto molto, si capisce, forse proprio perché presenta personaggi fragili che, scatenando nei vari momenti della storia rezioni anche molto diverse nel lettore,riescono alla fine a farsi accettare come emblemi di un'umanità nascosta che sopravvive ai margini.Lontani dal mondo in cui,nonostante tutto, vivono. Lui insegnante e grande matematico. Lei fotografa con una ricca famiglia alle spalle. Soli nonostante la laurea, i soldi, il lavoro.Soli e basta. Soli perché non ce l'hanno fatta. O perché hanno scelto che andava bene così.Soli ma forse meno ipocriti rispetto all'imperante richiamo del successo, del "fare rumore", dell'essere in primo piano che fin troppo ci bombarda la testa.

Athelas
Athelas

Bello

Scritta il: 14 novembre 2010

Non posso che parlare bene di questo libro, a cominciare dall'inaspettata poesia dischiusa nel titolo. Bellissima descrizione di due storie così diverse eppure così legate tra loro, due storie che hanno inizio nell'infanzia, s'intrecciano nell'adolescenza e finiscono per allontanarsi (cosa positiva, a mio parere) alle soglie dell'età adulta come i numeri primi gemelli, vicini ma destinati ad essere sempre separati da altri numeri. Tra la viziata Alice e il nevrotico Mattia ho decisamente preferito il secondo, per quanto entrambi i personaggi abbiano alle spalle due storie di sofferenza e di mancanza di dialogo in famiglia. Fino alle ultime pagine ho sperato che i due iniziassero un percorso comune di vita.

MONICA
lilacwhisper

Toccante e coinvolgente

Scritta il: 14 novembre 2010

E' un romanzo che suscita un turbinio di emozioni contrastanti: scorrevole nella lettura ma discreto e intimo nell'affrontare gli stati d'animo dei personaggi. Una storia intensa e coinvolgente, dalla quale affiorano le sensazioni e la sofferenza della solitudine, che si dissolve poi in un finale quasi sospeso, irreale in cui i due protagonisti non arriveranno mai ad incontrarsi veramente.

Maria Raffaella
Raffy76

Un pò di solitudine.

Scritta il: 14 novembre 2010

Un bel libro, anche se a tratti un pò pesante, ma non potrebbe non esserlo, visti gli argomenti trattati. Crudo, ma molto vero, specchio di una società che rinnega la diversità, anche se essa si dimostra come genialità. Ma soprattutto molto sensibile e vicino ai traumi e le debolezze dei due protagonisti. Due caratteri difficili, problematici, che crescono, insieme, e con il lettore.

M.GIULIA
a.giuls24

Bellissimo!

Scritta il: 12 novembre 2010

Solo due parole... ho praticamente finito di leggere il libro in un solo giorno! Davvero molto bello ... sono stata praticamente trasportata dalle vite dei protagonisti ... la curiosità di giungere alla fine aumentava di pagina in pagina e quindi l'ho praticamente divorato .... Mi sono ripromessa di vedere anche il film, spero sia altrettanto bello.. anche se credo che l'emozione suscitata da un libro raramente la si può provare guardando un film...

rossana.denigris
rossana.denigris

la solitudine dei numeri primi

Scritta il: 11 novembre 2010

ho sentito molti pareri contrastanti circa questo libro..a me è piaciuto,soprattutto perchè rappresenta molto la realtà dei giorni nostri. è triste è pure deprimente..ma credo che le tematiche che affronta siano molto vicine,più di quanto crediamo,ai giovani di oggi..

SILVIA
silviafasc

La Solitudine di chi vive un Disagio....

Scritta il: 11 novembre 2010

Le storie dei protagonisti, Mattia ed Alice, sono come due binari, corrono lungo la loro vita seguendo percorsi simili, sin dall'infanzia fino ad arrivare all'età adulta...Mattia ed Alice si avvicinano, sembra che le loro vite, i loro destini si intreccino ma non arrivano mai a toccarsi. Sono come due rette parallele, "non si incontrano mai" perchè non riusciranno mai a condividere fino in fondo le loro emozioni, COME DUE NUMERI PRIMI, singolari, unici ma, tristemente isolati da tutti e tutto. Di sicuro il libro si legge facilmente, anche se il tutto è pervaso da una sfortuna che caratterizza la vita ma il pregio dell'autore è quello di riuscire a parlare di cose a cui nessuno vuole pensare; il libro richiama l'attenzione sul disagio delle persone, anche geniali ma sole, e su come la loro vita corra sempre in solitudine.

MARIANO
marein75

la solitudine della società moderna

Scritta il: 10 novembre 2010

Ho letto questo libro dopo aver visto il film perchè alcune scene dello stesso non erano esaustive e avevano lasciato in me alcuni interrogativi che in parte ho risolto nella lettura del libro.Come giudico il libro?Direi un pugno nello stomaco che suscita sentimenti contrastanti dalla commozione al fastidio, dalla pietà alla rabbia, che però in un certo qual modo rappresenta bene la vita di oggi in cui spesso non basta esser circondati da persone per non sentirsi soli.Si spera nello svolgimento del libro che quei due numeri primi possano in un qualche modo colmare le distanze,magari riempiendo la loro reciproca solitudine ma la matematica segue le sue leggi ineluttabili e nulla riuscirà a rendere coppia chi non è nato per esserlo.

guidant
guidant

La solitudine dei...

Scritta il: 09 novembre 2010

Dopo la lettura del libro e la visione del film... l'unica cosa che ti viene da fare è vivere a 360°. E' un libro molto soggettivo,ognuno ha una reazione c'è chi lo vive angosciamente e c'è chi come me gli viene ancor di più la voglia di vivere!!!

Patrizia
WitchFashion

una piacevole rivelazione

Scritta il: 03 ottobre 2010

Devo ammettere che il successo è meritato. Letto attentamente ed in poche ore....ben scritto, una storia avviccente che ha molto di verosimile. Apprezzabile la capacità di racchiudere in poche pagine il vissuto di due anime, andando dritti al punto. Lo consiglio.

ghiottissimi
ghiottissimi

Un bel messaggio

Scritta il: 28 settembre 2010

E' un capolavoro, proprio per il tatto con cui l'autore affronta temi così delicati, quali il profondo senso della solitudine che angoscia i due protagonisti, seppur vissuto con diverse percezioni, diverse gravità e diversi risvolti. Si presenta all'attenzione di chi legge una storia di quelle che l'odierna società (basata sull'apparenza fatua e aggressiva), vorrebbe nascondere, negare. Il messaggio del libro è difatti uno spunto di riflessione per tutti: coloro che condividono le paure di Alice e Matteo, ma anche coloro che vorrebbero etichettare le debolezze, quali segno di insuccesso e per questo motivo eliminarle. Per fortuna, questo è impossibile, ci ricorda l'autore: i Numeri Primi ci sono, esistono di per sé, senza alcun bisogno di legittimazioni scientifiche. La loro sola esistenza, a dispetto di tutte le domande irrisolte che ancora generano, regge le sorti del mondo. E alla fine, essi trovano in se stessi la forza per reagire.

juliette_ripley@yahoo.it
juliette_ripley@yahoo.it

carino ma non eccezionale

Scritta il: 27 settembre 2010

E' sicuramente un libro ben scritto ma non mi ha così coinvolto come avrei voluto.La storia è complessa,soprattutto a livello emotivo,e sinceramente più che coinvolgermi mi ha un po' rattristato.Nel complesso è un libro più che sufficiente ma,a mio parere,è stato sopravvalutato. Dalla lettura comunque emergono le buone capacità narrative dell'autore,innegabili,a prescindere dalla trama del libro.

chia_fan
chia_fan

libro da leggere tutto in un fiato

Scritta il: 27 settembre 2010

personalmente posso dire di aver letto questo libro voracemente, mi ha "presa" e mi ha lasciato delle sensazioni...non mi capiatava da tanto.

FRANCESCO
fspadera

Per fortuna ho aspettato la versione economica!!!

Scritta il: 27 settembre 2010

Ho aspettato a leggere questo libro, perchè sono sempre titubante quando leggo commenti sui giornali tipo "caso letterario"!! La trama può essere interessante, anche l'analogia tra la vita dei protagonisti e il significato dei numeri primi, ma tutto viene scritto in maniera troppo superficiale e veloce rispetto ai temi trattati che sono invece complessi. Solo i primi due capitoli arrivano a conivolgere, ma l'interesse rimane appeso in quelle poche pagine e alla curiosità di capire se arrivando alla fine si trova un senso, che io non sono riuscita a trovare.

ELEONORA
eleonorarosio

Complimenti a Giordano

Scritta il: 26 settembre 2010

Questo libro lascia nella pelle una sottile percezione di incomunicabilità della solitudine che colpisce ogni essere umano cosciente del muro che ci separa dalla realtà esterna. Questo libro, scritto con un linguaggio semplice, si impreziosisce di particolari da cui traspare la descrizione quasi maniacale delle leggi fisiche (tutti i ragionamenti di Mattia non sono certamente un caso, e Giordano è laureato in fisica teorica, particolare che mi ha colpito tantissimo. Mattia è immerso in questo modo di aggrapparsi alla realtà e fa del raziocinio matematico l'unico vero strumento per sostenere la propria esistenza. Alice vorrebbe invece incarnare lo spirito libero che più volte, viene a disgregarsi su se stessa, per una malattia sempre presente ma mai vermanete affermata. Due numeri primi che si incontrano, si sfiorano ma che non potranno mai unirsi veramente.

LUIGI GIUSEPPE
JamFunk

mah!!

Scritta il: 21 settembre 2010

Scritto sicuramente bene, è un libro che sembra prendere tantissimo all'inizio poi piano piano scopri che non c'è curiosità e non ti lacia niente..non capisco come abbiano fatto a farci un film!!..per niente affascinate!!

SERENA
serenena

delusione

Scritta il: 21 settembre 2010

Sarò impopolare ma proprio non mi è piaciuto. Premio Strega, adesso anche il film, certo hanno creato un bel caso letterario ma ritengo che non soddisfi affatto le aspettative create. Non particolarmente coinvolgente, a volte noioso. Stile di scrittura elementare, trama basilare.

isottaisotta
isottaisotta

Numeri divisibili solo per 1 o se stessi...

Scritta il: 21 settembre 2010

La solitudine dei numeri primi è la profonda solitudine di tutte quelle persone sovrastate eternamente da un immenso dolore interiore, a tal punto, da non trovare mai l'amore, tanto agognato. Tormentate dalle loro profonde angosce, restano logorati..silenti..SOLI..con il loro eterno dissidio, senza riuscire a condividere..sentimenti..l'amore..la vita. Si realizza così, amaramente, l'incapacità di amare..di chi non riesce ad amare se stesso. Bellissima la metefora dei numeri primi.

Paquitina
Paquitina

Alice e Mattia

Scritta il: 17 settembre 2010

Giordano, nel suo esordio, ci immerge in un mondo oscuro e problematico, al limite con il patologico. Mattia e Alice, due personalità problematiche e complesse, fragili. Due adolescenze segnate che li accompagna verso un futuro da numeri primi, in solitudine. Il bisogno ambivalente di amare e separarsi, cercarsi e fuggire, fare e farsi male.

Francesco
cicciok

BUONO

Scritta il: 13 settembre 2010

Bel romanzo d'esordio per Paolo Giordano. E' la storia di due ragazzi,uniti da un triste destino,maturato durante l'infanzia.Per Alice è un incidente sciistico,reso possibile dalla stupida forzatura del padre,che la renderà zoppa e vittima di complessi che la perseguiteranno tutta la vita e la costringeranno nella morsa del'anoressia. Per Mattia è fatale un atto di superficialità;lasciare la sorellina ,forse abbandonata troppo dai genitori alla tutela del fratello maggiore,sola in un parco,per andare ad una festa senza di lei e sentirsi un bambino normale,cambierà le loro vite:la sorella scompare e lui sarà roso dal rimorso ,diventando autolesionista. Vite solitarie,appunto come i numeri primi,e segnate crudelmente,irreparibilmente,ingiustamente,per un errore,una dimenticanza,un incidente.Vite che ci mostrano come a volta la crudeltà della vita non ci lasci scampo.

ALESSANDRO111111
ALESSANDRO111111

La solitudine dei numeri primi

Scritta il: 12 settembre 2010

E' un libro diverso da quelli che leggo di solito, per questo sono stata molto scettica nel comprarlo. Lo stile di scrittura è scorrevole e lineare, con delle espressioni tipiche del gergo giovanile che colpiscono molto il lettore. Trovo che sia molto originale il modo in cui Giordano riesce a raccontare la storie dei protagonisti. E' un libro che colpisce e che descrive molto duramente ansie, timori e problemi di due persone, durante le varie fasi della loro vita. Due persone con dei problemi, molto sensibili e instabili, destinati a stare insieme. Un ragazzo e una ragazza sempre così vicini, ma non abbastanza da potersi toccare.

Krisbell
Krisbell

41 e 43 per esempio. . .

Scritta il: 12 settembre 2010

Si sa che all’infinito i Primi Gemelli sono sempre più rari… rari come la bellezza di questo libro. Enigmatico,a volte difficile da decifrare il pensiero di Alice e Mattia,ma un romanzo avvincente e con una lettura in chiave psicologica che rende la storia mai banale,scontata.

DANIELA
danielamas

Non convince

Scritta il: 12 settembre 2010

Titolo interessante, apri questo libro e lo leggi in un attimo. Lettura scorrevole, gradevole, senza intoppi. E quando poi lo richiudi, quello che conservi è una straordinaria idea della vita di due "numeri primi gemelli" (a mio parere una fantastica intuizione) ma purtroppo una storia alquanto banale che fa acqua da più parti. Non annoia, ma non stupisce. Bellissima idea, ma la trama è deludente.

ANNA
Narè

Banale

Scritta il: 11 settembre 2010

Dopo che hai letto le prime 10 pagine, hai letto tutto il libro . Non di livello neanche la forma ; non si capisce da dove derivi tanto successo ! Chissà, forse perché viviamo in un mondo di banalità ? ....

Drh0
Drh0

Straordinario!

Scritta il: 09 settembre 2010

Già dal titolo si può capire la straordinarietà di questo romanzo. Un'opera prima da togliere il fiato;Giordano racconta le vite dei due protagonisti,Alice e Mattia, scavando nell'interiorità delle loro figure ed evidenziando fortemente le loro personalità, lasciando sempre un alone di mistero in ogni descrizione.Insomma, Un Capolavoro!

luca.bezzi92
luca.bezzi92

Pessimo

Scritta il: 07 settembre 2010

E' scorrevole è vero, come lo è un tema di una bambina delle medie. I capolavori sono altri.

Daniela449
Daniela449

Deludente

Scritta il: 07 settembre 2010

Mi permetto di esprimere un'opinione diversa da quella dei più. Questo libro mi ha molto deluso; si è senz'altro rivelato l'ennesimo "caso letterario" che di letterario ha, ahimè, ben poco. Costruito con un lessico semplice e lineare, non colpisce particolarmente per l'originalità dell'intreccio che si snoda piattamente, senza mai raggiungere un' acmè, senza mai colpire il lettore facendogli desiderare di seguire intensamente le vicende dei due protagonisti. Alla resa dei conti ho trovato questo scritto quasi scontato, chiaramente e banalmente illuminato qua e là da un lessico imperniato sulle conoscenze fisico - scientifiche derivanti dalla formazione dello scrittore. Finale deludente.

M.CONCETTA
mareta

ottimo

Scritta il: 06 settembre 2010

Per quanto mi riguarda posso dire che questo libro è un capolavoro!! Mai, in nessun libro, ho trovato un così forte riscontro tra il titolo e la storia. Quando lo si legge si ha un senso di solitudine che a volte può essere anche inquietante...è un libro che si legge con facilità che ti porta a voler leggere sempre la pagina successiva. L' unica pecca che ho riscontrato è stato il finale, mi aspettavo qualcosa di diverso.

AleEkiko
AleEkiko

Primi gemelli

Scritta il: 04 settembre 2010

Ho trovato veramente interessante l’idea di costruire un libro su una definizione. Alice e Mattia, così come i numeri primi gemelli, sono rari e incompresi. Si conoscono, si cercano per tutto il romanzo, ma non si incontreranno mai, così come sulla retta numerica i numeri primi gemelli sono sempre separati da un numero pari. Si assapora tra le pagine la frustrazione di arrivare sempre alla distanza minima possibile e il senso di impotenza legato alla consapevolezza di non poterla mai colmare. Eppure, i due non possono fare a meno di cercarsi e di soffrire. Il linguaggio è semplice e diretto, senza inutili virtuosismi. Veramente da leggere!

ANNA MARIA
Anna...Maria

intimo, intenso

Scritta il: 04 settembre 2010

Alice è una farfalla che si posa leggera sul bordo della sua vita, facendo appena ondeggiare il pelo dell’acqua col suo respiro, ma senza mai tuffarsi. Bagnandosi a piccole gocce e piccoli schizzi, ma senza mai nuotare contro la corrente degli eventi per poter poi riemergere, fradicia ma più forte. Mattia è un mostro innocente, un numero dentro un mondo fatto di numeri, leggi matematiche ed eventi fisici tanto spiegabili, quanto incomprensibili sono le relazioni umane. Specchio di una gemella che vive solo nello spazio di poche pagine, per poi scomparire nel buco nero del nulla, del senso di colpa e di una punizione costante che lui decide di infliggersi, arriverà lontano con la mente e con il corpo, ma senza mai sorridere e riuscire a scaldarsi il cuore con il tepore dei sentimenti. Come i primi gemelli, così vicini nella serie dei numeri ma non abbastanza per potersi sfiorare, Alice e Mattia sono adolescenti e poi giovani adulti per sempre segnati da due eventi vissuti nel corso dell’infanzia, circondati da tante altre persone e personaggi dai tratti diversi, ma sempre intimamente soli. Soli, ma non perduti: tutto scorre, e come i ciottoli sul greto del fiume, limati dalle vicissitudini ma lucidati e lisciati dall’acqua, anche Alice e Mattia riusciranno alla fine a trovare il proprio posto nel mondo. Da non perdere perché: lo sguardo sensibile dell’autore, lo stile pulito che gioca con i salti temporali, le descrizioni vibranti degli stati d’animo dei personaggi dipingono, con toccante lucidità, le zone d’ombra della vita.

Girasole81
Girasole81

inutile..

Scritta il: 30 agosto 2010

Che delusione! Un tema di scuola superiore ... non ci si affeziona neanche ai personaggi (cosa che, per fortuna, a me capita spesso!)

ALESSANDRA
alexalex99

Bello

Scritta il: 30 agosto 2010

Bello e triste nello stesso tempo.... Pensavo in una fine diversa ma va bene uguale....

eugenio
gegge01

bello

Scritta il: 25 agosto 2010

Molto bello..Certo mi aspettavo una fine diversa..ma è stato davvero un bel libro..ricco di sentimenti, emozioni, paure, inquietudine che appartengono ad ognuno di noi!

VALERIA
xvalix

strano

Scritta il: 24 agosto 2010

una storia strana e irrequieta con una fine che mi aspettavo diversa...buono lo stile..odiosa ed egoista la protagonista!

ANNA
anna76

Una bella storia

Scritta il: 19 agosto 2010

La storia di due ragazzi infelici. Piace perché ognuno in qualche modo riesce a rispecchiarsi nelle inquietudini interiori, nel senso di inadeguatezza e nella paura della vita e della realtà. E' scritto bene, la storia è avvincente e triste, peccato per il finale leggermente prevedibile. Ugualmente una bella scoperta!

juliettedep
juliettedep

TRISTE

Scritta il: 18 agosto 2010

E' semplicemente la storia infelice di due disadattati. L'ho letto in un giorno per capire se avesse uno scopo. E quando finalmente stavo iniziando a sorridere perchè cominciava ad essere un po' avvincente mi sono dovuto ricredere!! Come ha detto un altro lettore: "Si legge, anche in poco tempo, non per entusiasmo, ma per inedia, giusto per sapere l'autore dove vuole andare a parare."

WalterG
WalterG

Non molto gradito

Scritta il: 18 agosto 2010

Mi spiace ma non l'ho gradito affatto... è federico Moccia travestito da intellettuale! Un libro di facile comprensione, dal lessico semplice e dagli avvenimenti scorrevoli. Le vicende, tuttavia, sono alquanto inconsistenti per non dire irreali. L'ennesimo libro poco riuscito che l'industria culturale cerca di trasformare in un caso letterario!

MATILDE
Hylde

OTTIMO

Scritta il: 17 agosto 2010

Semplicemente meraviglioso, letto in 1 giorno!!! contemporaneo nel linguaggio, nella forma, nelle espressioni! un libro che coninvolge fino a farti vivere in prima persona le vicende. Semplicemente COMPLIMENTI!

aless-cut
aless-cut

bello e leggero

Scritta il: 15 agosto 2010

è un bel libro e non è pesante da leggere. Piuttosto toccante e adatto a tutti.

SUSANNA
susannamg

inconsistente

Scritta il: 13 agosto 2010

Un racconto minimalista senza alcuno sbocco narrativo. Si legge, anche in poco tempo, non per entusiasmo, ma per inedia, giusto per sapere l'autore dove vuole andare a parare. Assolutamente inconsistente. Se questo è il meglio della letteratura italiana attuale....

giommio
giommio

dissento

Scritta il: 11 agosto 2010

..mi permetterei di essere una voce fuori dal coro...il romanzo si legge in poche ore certo, ma non è questo il criterio per definire un buon romanzo! Quante immagini pronte ad essere messe in una fiction del domenicalunedì, e quante altre espressamente provenienti da una involontaria cultura televisiva che ci accomuna e ci fa sentire a casa, certo, ma che non si vorrebbe vedere riproposta anche nell'ennesimo premio Strega..il linguaggio poi, è semplicissimo: l'autore interviene ogni tanto con qualche parola proveniente dalla sua formazione scientifico/universitaria nel tentativo di ravvivarlo, ma nel complesso, che banalità! Non una metafora, un volo d'ali libere, un frullo che sposti un po' d'aria nel cuore. Insomma, una scrittura e una vicenda che ti traghetta dall'inizio alla fine del libro senza dare ne togliere certezze: siamo ancora tutti capaci di leggere un romanzo!

giorgiamosna
giorgiamosna

Da leggere

Scritta il: 10 agosto 2010

Bello, ricco di trasporto. Veloce da leggere, la storia pecca solo per il finale un pò scontato. Alla fine del libro ci si ritrova strettamente legati ai protagonisti, che impari ad amare pagina per pagina. Ottima scrittura, i miei complimenti al fisico Giordano.

ZARA
eva90

assolutamente da leggere

Scritta il: 10 agosto 2010

Visto che tutte le volte che entro in libreria me lo ritrovo davanti ho pensato "Perchè non prenderlo?" Due o Tre ore e l'ho finito. Non ho potuto smettere di sfogliare una ad una le pagine. Consiglio comunque a tutti la lettura.

RAFFAELLA
raffylove

DA LEGGERE

Scritta il: 06 agosto 2010

mi e' piaciuto tanto! letto sull'autobus in meno di una settimana.. Il finale un po' me l'aspettavo, e forse era il + plausibile, anche se fosse stata una storia vera!!

ANTONELLA
SPINKY77

La solitudine dei numeri primi

Scritta il: 05 agosto 2010

Libro ben scritto, e storia originale. Lo consiglio vivamente. Spero scriva ancora.

CLAUDIA
clanto

La solitudine dei numeri primi

Scritta il: 01 luglio 2010

Bello bello, non c’è che dire. È già stato detto di tutto e di più su questo libro e non voglio aggiungere commenti che sarebbero simili ad altri già pronunciati. L’unico dubbio che rimane è questo: come sarebbe questo romanzo senza la sfiga totale dei protagonisti? Cioè, ha senso basare tutta una storia, anzi due, su una tragedia infinita? Non ho la risposta, comunque ciò non cambia il mio giudizio positivo. Voglio solo sottolineare come questo romanzo sfati definitivamente il falso mito dello scienziato (Paolo Giordano ha da poco finito il dottorato in fisica) come individuo estremamente razionale e privo di senso letterario. Del resto, basta pensare a Galileo, ad Isaac Asimov, come esempi di scrittori-scienziati, ed al recente romanzo scientifico di Max Wells, che, con la sua “Freccia oscura del tempo”, ha dato prova di essere un avvincente narratore, oltre che uno scienziato coi fiocchi.

Lorella
lorella77


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