atmosfera fosca ed inquietante
Scritta il:
29 dicembre 2011
Barcellona, primi del novecento. Una città cupa e violenta fa da sfondo alle vicissitudini di David Martìn, giovane con pochi mezzi e grandi ambizioni il cui sogno è diventare uno scrittore affermato. Dopo un buon esordio il protagonista si scontrerà con una dura realtà sia a livello professionale che personale, tra critici spietati, problemi di salute, delusioni amorose e amicizie rotte. L' occasione per riscattarsi gli viene offerta da un misterioso e sinistro editore parigino, Andreas Corelli, che gli commissiona la scrittura di un libro in cambio di di “grandi speranze” e di una grossa somma di denaro. Aiutato dalla sua fedele assistente Isabella, Martìn si butta a capofitto nel lavoro ma ben presto l’ incarico di Corelli si rivela per lui una sorta di maledizione anziché un’ opportunità. David scoprirà allora un mondo torbido e cinico, pieno di mistero, intrighi e delitti. Zafòn è come sempre bravissimo nel tenere il lettore attaccato al libro creando la giusta tensione e un forte interesse per i fatti narrati. L’ intero racconto è permeato da un’ atmosfera fosca ed inquietante, che si rispecchia anche nei caratteri e nei comportamenti dei diversi soggetti e nell’ essenza stessa della città di Barcellona. Ben orchestrata la trama, ricca di suspance e colpi di scena e buona la descrizione che l’ autore fa dei vari personaggi tra cui spiccano Isabella, forse la miglior figura del libro, e Sempere padre, ottimo amico e da sempre una sorta di mentore per David. Un bel romanzo che parla di sangue, amore e amicizia, forse un po’ troppo angosciante e i cui veri protagonisti sono i libri.