
Il gioco dell'angelo
di Carlos Ruiz Zafon
€ 11,05
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- Listino€ 13,00EditoreMondadoriCollanaOscar grandi bestsellersData uscita22/06/2009
- Pagine468LinguaItalianoEAN9788804592976
Sinossi
Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria. Con uno stile scintillante, Zafón torna a indagare tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, costruendo una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.
Recensioni
Ancor meglio di prima.
Scritto da GiòNapoli il 29 aprile 2012
Dopo aver letto prima "L'ombra del vento" dico con serenità che questo romanzo è l'ennessima conferma della bravura di Zafòn. Intreccio ancora più sentito de "L'ombra del vento", con personaggi che mostrano ancoar di più il loro lato psicologio.Avvicente quanto un thriller poliziesco con le descrizioni di giornate e nottate intenssime di azioni coinvolgenti nella trama. Pecca, però, di un finale troppo surreale che non è degno di una storia presentata sulla concretezza di oggetti e ricordi.
Il pericoloso gioco dell'angelo.
Scritto da giammy988 il 30 dicembre 2011
Carlos Ruiz Zafon conduce ancora una volta il lettore nell'affascinante mondo del Cimitero dei libri dimenticati, sullo sfondo di una tumultuosa Barcellona. David, è un giovane scrittore che ha avuto un'infanzia difficile. Se è riuscito a realizzare il suo sogno deve tutto a pochi amici, quali il ricco Don Pedro Vidal e il libraio Sempere. Quando sembra che le cose comincino a girare nel verso giusto, la decisione di affittare una casa che nasconde un terribile mistero, legato quanto mai alla decisione di accettare la stesura di un libro da un misterioso e inquietante editore, condurranno David in una pericolosa ragnatela che potrebbe avere delle conseguenze mortali.
atmosfera fosca ed inquietante
Scritto da enricocaramuscio il 29 dicembre 2011
Barcellona, primi del novecento. Una città cupa e violenta fa da sfondo alle vicissitudini di David Martìn, giovane con pochi mezzi e grandi ambizioni il cui sogno è diventare uno scrittore affermato. Dopo un buon esordio il protagonista si scontrerà con una dura realtà sia a livello professionale che personale, tra critici spietati, problemi di salute, delusioni amorose e amicizie rotte. L' occasione per riscattarsi gli viene offerta da un misterioso e sinistro editore parigino, Andreas Corelli, che gli commissiona la scrittura di un libro in cambio di di “grandi speranze” e di una grossa somma di denaro. Aiutato dalla sua fedele assistente Isabella, Martìn si butta a capofitto nel lavoro ma ben presto l’ incarico di Corelli si rivela per lui una sorta di maledizione anziché un’ opportunità. David scoprirà allora un mondo torbido e cinico, pieno di mistero, intrighi e delitti. Zafòn è come sempre bravissimo nel tenere il lettore attaccato al libro creando la giusta tensione e un forte interesse per i fatti narrati. L’ intero racconto è permeato da un’ atmosfera fosca ed inquietante, che si rispecchia anche nei caratteri e nei comportamenti dei diversi soggetti e nell’ essenza stessa della città di Barcellona. Ben orchestrata la trama, ricca di suspance e colpi di scena e buona la descrizione che l’ autore fa dei vari personaggi tra cui spiccano Isabella, forse la miglior figura del libro, e Sempere padre, ottimo amico e da sempre una sorta di mentore per David. Un bel romanzo che parla di sangue, amore e amicizia, forse un po’ troppo angosciante e i cui veri protagonisti sono i libri.
insignificante
Scritto da luciapiazza il 15 dicembre 2011
Sarà che "l'ombra del vento" è un capolavoro, ma al confronto questo romanzo fa acqua da tutte le parti. Sebbene sia ben scritto, la trama a mio avviso è un po' traballante. Certamente è una questione di gusto personale, ma l'ho trovato piuttosto scontato e noioso.
Dejavu...dell'ombra del vento, ma bello.
Scritto da BIBIX il 04 dicembre 2011
Non all'altezza del primo grande romanzo di Zafon, anche questo riprende il tema di una Barcellona fuori dal tempo, avvolta da un'aurea di nebbia e mistero, filone portante dello scrittore. Anche in questo romanzo si intravede la personalità dello scrittore e le sue passioni per la città della Catalogna, per i libri e per gli amori idealizzati.
La poesia si scrive con le lacrime, i romanzi con il sangue e la storia con le bolle di sapone.
Scritto da Valeria.w il 03 dicembre 2011
Ci si può innamorare di tante cose al mondo, i libri sono una di queste. Il gioco dell'angelo è mistero, è avventura, è scoprire la verità... è nostalgia e amore. Se avete letto e apprezzato L'ombra del vento di sicuro sarete ben disposti ad avventurarvi tra le pagine di questo appassionante romanzo. L'ho amato, come ho imparato ad amare tutte le opere di Zàfon.
"Entrai nella libreria e aspirai quel profumo di carta e magia che inspiegabilmente a nessuno era ancora venuto in mente di imbottigliare."
Scritto da MartjRiddle il 01 dicembre 2011
Ho appena finito di leggere questo libro, e devo dire che mi è davvero piaciuto. Zafón ha uno stile di scrittura meraviglioso, ed avendo letto prima L'Ombra del Vento conoscevo già questa sua grande dote di far immergere completamente i lettori nella storia, facendoli vivere all'interno di essa. I personaggi sono ben descritti e già ne sento la mancanza. Non saprei dire se questo libro sia più bello o meno del precedente, perchè sono entrambi due storie emozionanti, che vorresti leggere all'infinito. Due storie che parlano di libri maledetti, amicizie perse e ritrovate, amori tormentati e tutto quello che, a mio parere, fanno di un libro un capolavoro.
Storia d'amore e mistero
Scritto da daimon00 il 09 novembre 2011
Torna Zafon, con la sua fervida immaginazione, con il suo amore per una città splendida e sempre affascinante... In questo libro che parla di libri c'è spazio per l'amore, quello di Martin per Christine, difficile e sofferto e per l'amicizia, nei confronti di un'altra figura femminile che sogna di diventare scrittrice , in un momento storico in cui alle donne a malapena è permesso leggere e scrivere. Un racconto intrigante e a tratti visionario, che tiene incollati alle pagine.
Trama debole
Scritto da strufy1980 il 02 agosto 2011
Lo stile di Zafon è in grado di catturarti, anche quando la trama della storia è debole e i personaggi un pò sconnessi. Lontano anni luce dal successo dell'Ombra del Vento, sicuramente si tratta di una lettura piacevole da cui non aspettarsi troppo.
bello........
Scritto da grazianicinzia il 18 luglio 2011
Un buon libro, si legge con avidità.....certo il primo libro è tutta un 'altra storia...... difficile da eguagliare .Cosi come è difficile comprendere questo libro se non si è letto il primo. Cinzia Graziani
Da leggere!
Scritto da pantoufle83 il 19 maggio 2011
Ho letto questo libro dopo aver letto "L'ombra del vento" e devo dire che non mi ha deluso, anzi mi ha coinvolto ed appassionato. Alcuni personaggi sono gli stessi del libro precedente, anche l'ambientazione, la Barcellona un po misteriosa ed aggressiva...tuttavia la trama è un po più "forte" rispetto al precedente romanzo, con personaggi più oscuri ed avvenimenti più inquetanti....ma sempre scorrevole e coinvolgente.
Secondo capolavoro di Zafon
Scritto da samsamsam il 12 aprile 2011
Secondo capolavoro di Zafon, il gioco dell'angelo,letto a breve distanza da l'ombra del vento racchiude in se le particolarità delle ambientazioni,lo sfondo è sempre una Barcellona inaspettata, un pò lontana dall'immaginario collettivo,una Barcellona che assomiglia quasi ad una Londra,piena di nebbie e di intrighi,di puzzle da risolvere e di lugubri scoperte.Un libro che a colpo d'occhio può scoraggiare il lettore con le sue 700 pagine ma che certo non delude le aspettative di chi come me ha letto,amato e vissuto visceralmente il libro che lo ha preceduto.In sostanza questo impegnativo lavoro dell'autore non è un proseguimento ma un testo a se, che chiunque potrebbe aver letto senza conoscere il primo. All'interno troviamo solo alcuni riferimenti all'ombra del vento,il romanzo di svolge ed articola su se stesso con grande maestria e spiccata fantasia.Il lessico è quello di Zafon: semplice, diretto e sopratutto descrittivo al punto che ci si immedesima totalmente nei personaggi...un libro che non stanca e non delude, un buon libro consigliato a chi ama gli intrighi e gli scenari noir.
Sognando Barcellona
Scritto da Nonna_Abelarda il 05 gennaio 2011
Piacevolmente inaspettato. Commento che non vale per i successivi. Atmosfere lugubri e inquietanti. Ritmo serrato.
Appena sufficiente.
Scritto da alby933 il 30 dicembre 2010
Prolisso e senza mordente. Gran buon uso delle parole e belle descrizioni,come sempre in Zafon, ma la trama è, a mio avviso inconsistente. Niente a che vedere con le emozioni de l'ombra del vento e marina. Mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha svelato alcuni momenti del passato della famiglia di Daniel, il protagonista de l'ombra del vento. Ma ho faticato a portare alla fine il romanzo.
Un gioco perverso
Scritto da MirandolinaRos il 18 novembre 2010
E' successo di nuovo. Leggi un libro t'innamori della storia e del suo narratore e preso da un illogico desiderio di continuare a far vivere le stesse emozioni ti getti a capofitto in un'altra avventura dello stesso autore. E cadi. Cadi in un'altra dimensione. Un'altra vicenda. Un'altro mondo. Poco importa se, come in questo caso, il set resta lo stesso - la Barcellona torbida di inizio Novecento. Poco importa se ritornano alcuni nomi o le stesse strade. Ciò che capisci subito e che non sei nella stessa storia e non potrai vivere le stesse emozioni. Questo è il primo impatto che ha "Il gioco dell'angelo" su chi ha già letto la geniale "L'ombra del vento". Quello che senti subito dopo e l'inutile arrancare di una penna dietro fatti che si susseguono rapidi e incalzanti inseguendo la pagina successiva e un altro fatto ancora più sorprendente e sempre più incombente che sembra essere stato scritto unicamente per traghettare il lettore verso la pagina successiva senza noia, solo con una grande delusione al suo arrivo. Un gioco perverso che porta tutti a una fine che potrebbe essere l'inizio di un nuovo gioco intessuto dalle stesse logiche dove si costruiscono fatti senza indagarli e dove il mistero è il perchè dell'assenza di qualunque mistero.
anima sangue e inchiostro
Scritto da QueenFaee il 13 novembre 2010
prosa coinvolgente spennellata di similitudini e parallelismi surreali, quelli che ormai caratterizzano l’autore, e che, abbondanti nella lunga narrazione, stridono a volte come una vecchia porta spinta a forza su cardini arrugginiti, lasciando però, nella descrizione degli scenari, molto spazio alla fantasia del lettore; narrazione incalzante inquietante e dolorosa che spesso perde però i dettagli lungo la strada, tanto da chiedersi dentro quale crepa nel muro siano caduti alcuni particolari interessanti; trama cinica ed oscura disegnata sul mito dello scrittore maledetto e della follia che inevitabilmente pervade chi scrive con l’anima e il sangue misti all’inchiostro; si srotola sui sentimenti torbidi e sui velenosi rancori di chi non crede in nulla, certo solo della propria astiosa presunzione di non avere mai avuto un’occasione nella vita; rimbalza sulle curve spigolose di passioni soffocate nel sottovuoto di feroci menzogne, sferzanti silenzi e livorose ironie; e l’amore resta congelato in una vetrina di libreria o in una parola o una pagina che incontrano il destinatario fuori tempo massimo; la partita qui non si gioca tra il Bene e il Male ma sul bipolarismo del Male stesso che sdoppia la realtà e che uccide il Bene alle origini del Tempo con il solo fatto di esistere: spietato e benevolo, accattivante e suadente, subdolo ed efferato, dolce come 100 zollette di zucchero e greve come l’alito dei fiori morti, nel quale un Dorian Gray instabile e vile vende la propria anima a sé stesso lasciando il lettore con l’amara certezza che il riscatto finale non è la Salvezza ma solo un’altra immagine riflessa nel gioco degli specchi. QF
MERAVIGLIOSO
Scritto da ladyO il 12 novembre 2010
Libro da divorare in una notte! Davvero stupendo. Molto particolare...
Il Gioco dell'Angelo
Scritto da Xaide il 10 novembre 2010
Dopo aver letto "L'ombra del vento" ho iniziato a leggere questo libro piena di aspettative. Subito si capisce che in comune con "L'ombra del vento" c'è solo l'ambientazione, una Barcellona sempre più oscura, e un gruppo di personaggi. Ma non per questo il libro è inferiore all'altro! È completamente diverso, un libro magnetico che non ti permette di staccare gli occhi dalle sue pagine, che è così reale che si ha la sensazione di pendere dalle labbra di questo magnifico affabulatore. È un libro che va compreso, interpretato e semplicemente amato.
Il gioco dell'angelo
Scritto da Mariano_ il 10 novembre 2010
“Il gioco dell’Angelo”, collega de “L’ombra del vento” per la parziale comunione di persoanggi, è un libro scritto con inchiostro e colla, perché capace di incollare gli occhi del lettore alle sue pagine trascinandoti per i numerosissimi intrecci che si accavallano capitolo dopo capitolo sino all’epilogo –se pure il libro non fosse paiciuto- per il semplice gusto, o per la curiosità, di vedere dov’è che l’autore va a parare. Un libro che quindi sa tenere compagnia, sprovvisto di lunghe, sterili e fuori luogo disquisizioni filosofiche, etiche o morali che spesso spezzano il ritmo di parecchi romanzi. Al contrario pullulano dialoghi, citazioni, dibattiti, colpi di scena e chi ha più memoria di me menzioni quello che io ho tralasciato. In definitiva, lo consglio.
Il gioco dell'angelo
Scritto da chia_fan il 08 settembre 2010
E' il primo libro che leggo di Carlos Ruiz Zafòn e non posso che definirmi soddisfatta anche se devo ammettere che il finale,in raffronto al resto del libro,mi ha un po' deluso.La capacità narrativa dell'autore è senza dubbio innegabile visto anche il difficile intreccio di personaggi e vicende che attraversano tutto il libro e che solo uno scrittore di un certo calibro può saper gestire.La storia è avvincente ed è difficile staccarsi dal libro perchè ad ogni pagina la curiosità di sapere cosa avverrà dopo è sempre presente.Nel complesso lo reputo un buonissimo libro e leggerò sicuramente "L'ombra del vento" che,a detta di molti,è senza dubbio il capolavoro di questo scrittore.
Il gioco dell'angelo
Scritto da claudiatosti il 08 settembre 2010
L'inizio troppo lento, è una storia che ti prende, che non riesci ad aspettare perche' vorresti sempre andare avanti e vedere cosa accade. Ma capolavoro di Zafòn è senza dubbio L'ombra del vento.
Zafon non si smentisce mai
Scritto da kaia_5 il 07 settembre 2010
Come molti altri lettori ho deciso di leggere questo romanzo sulla spinta dell enorme apprezzamento per "L'ombra del vento" e devo mettere che è facile giudicarli mettendoli a confronto. Se li paragono devo sicumeramnete ammettere che il primo romanzo di Zafon mi ha impressionato di più, ma questo vuol dire che "Il gioco dell'angelo" sia un romanzo di seconda categoria o dalla storia scarna e banale? Assolutamente no. Chi apprezza la scrittura di Zafon non può non innamorarsi anche di questa storia e dei suoi personaggi, amare la non certo sottile vena ironica e sarcastica che contraddistinguono David, il personaggio principale, e Isabella. Che dire poi della trama? Come nella miglior tradizione di Zafon, non è mai banale, riesce a sorprendere e a tenere alta la curiosità del lettore dalla prima all'ultima pagina. Se posso poi permettermi un apprezzamento particolare, ho provato un grande piacere e una sensazione di familiarità nel trovare nuovamente la presenza dei Sampere, del cimitero dei libri dimenticati e del suo custode Isaac. E devo ammettere che mi sono anche emozionata nel leggere la lettera finale di Isabella ... peccato non poter anticipare nulla ai prossimi lettori. Credo che un libro e un autore riescano davvero nel loro intento comunicativo e narrativo quando sono in grado di catturare l'immaginazione e il cuore di un lettore, e che dire, Zafon con me ci riesce sempre !!!!
LODEVOLE
Scritto da raffa74 il 01 settembre 2010
"Il gioco dell'angelo" è stato il primo - e finora unico - libro di Zafon che ho letto e il mio giudizio è, nel complesso positivo. La narrazione è molto fluida e scorrevole, è un libro che non si fatica a leggere. La trama avrebbe potuto essere sviluppata in maniera un po' più articolata. Avvincente soprattutto in dirittura d'arrivo
Il gioco dell'angelo
Scritto da 46032 il 01 settembre 2010
Libro molto bello,bellissima trama e ambiente!!
A Barcellona con "Il gioco dell'angelo"
Scritto da giulyrav il 31 agosto 2010
Ho letto questo libro quest'estate, durante qualche giorno di relax a Barcellona e devo dire che leggerlo nel posto dov'è ambientato e ritrovarmi a girare per la strade e i quartieri di cui si parla è stato magico!! "Il gioco dell'angelo" è un bellissimo libro, coinvolgente e appassionante. Bellissimo ritrovare i personaggi de "L'ombra del vento" (che nonostante tutto a mio parere rimane il capolavoro di Zafon) e ambientazione perfetta. Unica pecca: il finale, mi ha lasciato un pò perplessa.,.. Però consigliatissimo!
Non c'è paragone
Scritto da ilabesu il 18 agosto 2010
Forse il mio errore è stato leggere prima "L'ombra del vento" e aspettarmi così tanto da questo altro libro solo perchè scritto dallo stesso autore. Mi dispiace dirlo ma è un libro che non mi ha appssionata, sono arrivata alla fine solo spinta dal desiderio di un finale bello e avvincente in modo da farmi cambiare opinione su tutto il libro e invece forse, ancora peggio il finale di tutto il resto. Mi rendo conto che dopo aver letto un libro come "L'ombra del vento", diventi più pignola perchè ti rendi conto che se un autore ha scritto un libro del genere vuol dire che è un genio e poi ti abbatti vedendo che in questo libro non c'è l'emozione che ti fa battere forte il cuore e ti sprona a dimenticare tutte le cose che stai facendo o che devi ancora fare per fermarti a leggere una pagine e poi un'altra ancora. Posso dargli un giudizio sufficiente ma niente a che vedere con la poesia che trapela già dalle prime pagine de "L'Ombra del vento".
l'amaro in bocca
Scritto da emilia84 il 12 agosto 2010
c'è ancora il fascino, l'oscurità e la magia di Barcellona, conosciamo personaggi nuovi che in un certo senso completano il libro precedende di questo bravo scrittore, ma la trama lascia un pò a desiderare in certi punti, troppo frettoloso nell'epilogo finale, eppure è un libro bello lungo.
Inperdibile.
Scritto da ElenaG94 il 02 agosto 2010
Scritto benissimo, Zafon è capace di trasportare il lettore nell'ambiente della Barcellona del novecento. Davvero affascinante. Devo dire che mi ha un pò deluso, perchè la trama non era tanto curata quanto quella de "L'ombra del vento". L'ombra del vento era molto più entusiasmante e di conseguenza interessante. E' un buonissimo libro, che vale la pena di leggere.
Favoloso
Scritto da barbara.travagli il 04 giugno 2010
Mi stupisco di vedere qui di seguito divere recensioni negative...dal mio punto di vista questo libro è stato meraviglioso! Senza contare che Zafon scrive egregiamente ed è anche tradotto egregiamente!
Da dimenticare
Scritto da adalbertolito il 27 aprile 2010
Ho letto questo libro nella sua versione originale (spagnolo), sperando di poterlo apprezzare di più (Cesare Pavese soleva dire che "le traduzioni sono come le donne: belle e infedeli, o brutte e fedeli"). Ma sono rimasto profondamente deluso. Rispetto al suo predecessore, "L'ombra del vento", manca di una storia avvincente. A 150 pagine dalla fine del libro (650 nella versione da me letta) non c'era stata ancora una svolta decisiva nella trama. I personaggi sono tutti statici, nessuno si evolve realmente, il libro è un mattone immobile. All'inizio ci sono alcuni flashback suggestivi, ma in seguito la storia procede con una linearità esasperante. La storia per di più mi è parsa un pò insulsa. Con questo non voglio screditare l'autore, che apprezzo, ma credo che "Il gioco dell'angelo" sia figlio di una strategia di marketing che si fonda sul successo ottenuto precedentemente da "La ombra del vento". La gente che lo ha letto dice che è una storia fantastica, ma credo che la maggior parte sia stata ingannata dal marketing e abbia preso tutto come oro colato. Ho letto successivamente recensioni professionali su alcune testate spagnole, e devo dire che erano molto più impietose della mia. E' un libro che non si rilegge, anzi, sarebbe meglio, per restare in tema con la storia, seppellirlo nel cimitero dei libri dimenticati. Ora sto leggendo "Cent'anni di solitudine", e credetemi, è un altro pianeta.
buono..
Scritto da stefaniaf. il 14 aprile 2010
mi piace particolarmente il suo modo di scrivere e raccontare...l'ombra del vento è sicuramente migliore ma anche questo si fa leggere...carino veramente..
Buono anche questo
Scritto da Sibil.V il 27 dicembre 2009
Zafòn ritorna con un altro emozionante libro. Anche questo consigliato agli amanti del mistero e della suspence. Naturalmente delude un po' se letto dopo l'ombra del vento, tuttavia vale la pena dargli un'occhiata. Si legge in brevissimo tempo, come al solito lo stile di Zafòn è scorrevole e chiaro. Davvero un buon libro.
Il gioco dell'angelo-Ruiz Zafon Carlos-
Scritto da tabata78 il 14 dicembre 2009
Scritto egregiamente, ti rapisce sino all'ultima pagina con un finale inaspettato. Molto diverso da "L'ombra del vento", ma entrambi consigliatissimi.
Che delusione il finale
Scritto da magomartino il 18 ottobre 2009
Salve, sono rimasto deluso dal finale del libro. Libro che ho trovato meraviglioso per i primi 2/3, soprattutto nella "riflessione" religiosa. Ma la parte finale..... credo, che qualsiasi lettore sarebbe stato in grado di scriverlo in modo più interessante. Sembra scritto da una persona diversa dall'autore a cui normalmente è impossibile non riconoscere una grande capacità di coinvolgere e far riflettere. In sostanza un libro che se proprio lo si vuol comperare, meglio aspettare di trovarlo in offerta vantaggiosa. Non vale il prezzo pieno.
Scritto bene...ma
Scritto da halba il 23 settembre 2009
Stranamente ho letto prima questo e poi "L'ombra del vento" e devo dire che le capacità di narratore dello scrittore sono innegabili. Ma l'intreccio, ben orchestrato in entrambi i libri, qui conduce ad un finale un pò forzato e anche 1pò deludente...
mha...
Scritto da cristinamartella il 10 settembre 2009
Non mi ha entusiasmato, sicuramente una buona penne che ti trascina in forti momenti di suspance, ma non essendo un'amante del surreale la comclusione mi ha un po deluso.






