Marina

Marina

di Carlos Ruiz Zafon

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  • Listino€ 13,00EditoreMondadoriCollanaOscar grandi bestsellersData uscita25/05/2010
  • Pagine312LinguaItalianoEAN9788804599432

Sinossi

L'innato amore del giovane Oscar per il mistero si intrecciò da quel momento ai segreti inconfessabili del passato della famiglia di Marina e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo avrebbero spinto non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza....

Recensioni

Insomma

Scritto da federikka83 il 13 maggio 2012

Nulla a che vedere con l'ombra del vento!

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deludente

Scritto da alessandrapaolo il 28 marzo 2012

Non l'ho trovato particolarmente avvincente,. La storia è banale e sembra una favola per bambini e poi non mi piace nemmeno lo stile di questo scrittore . Forse se avesse avuto un altro modo di scrivere, la storia sarebbe risultata meno noiosa da leggere. Nulla a che vedere con "L'ombra del vento"!!!!

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Deludente

Scritto da fridavp il 01 gennaio 2012

Rispetto alle sue prime pubblicazioni, questo romanzo mi ha appassionato decisamente meno. Solo dalla metà del libro ho avvertito un certo coinvolgimento fino ad arrivare all'inatteso finale. Continuo tuttavia ad apprezzare lo stile narrativo e l'inventiva letteraria di zafon.

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Un'altra opera fantastica di Zafon

Scritto da chia_fan il 21 dicembre 2011

Marina è il terzo libro che leggo di Zafon e devo riconoscere che, come i precedenti, non mi ha affatto delusa. Un romanzo avvincente, che ti tiene con il fiato sospeso ad ogni pagina. Una narrazione ricca di dettagli che descrivono, con un'incredibile minuziosità, ogni ambiente, ogni personaggio, ogni azione. Per chi, come me, è fan di Zafon è un libro assolutamente da leggere ma credo che questo valga anche per chi non ha mai letto nessuna delle sue opere. E' una lettura piacevole, avvincente e scorrevole, adatta a chiunque ami i libri ricchi di emozioni forti.

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Avvincente!

Scritto da amnesia88 il 12 dicembre 2011

Fa rimanere col fiato sospeso sino alla fine!!!

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La mano di Zafon

Scritto da claudiopiras il 11 dicembre 2011

Riconoscibile la mano di Zafon in questo suo romanzo. Impossibile non innamorarsi di questo libro, senza dubbio uno dei migliori a mio giudizio dell'autore spagnolo. Per il lettore è facile immedesimarsi nei protagonisti e ritrovarsi come per magia per le strade di Barcellona. Chi amato i precedenti lavori di Zafon non potrà che apprezzare questo, mentre per chi non ha ancora avito la fortuna di leggere nulla di suo questo romanzo non potrà che coinvolgere il lettore fino ad obbligarlo ad andare a leggere gli altri ormai conosciutissimi libri.

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meccanismo zafon

Scritto da romantica il 05 dicembre 2011

chi ha letto i 2 romanzi precedenti sa di cosa sto parlando;zafon è un autore che sa come tenere sulla corda i propri lettori,nella dovizia di particolari e nella continua suspanse dovuta ai misteri in cui il protagonista,nel caso specifico Oscar,s'imbatte per caso per le vie di una barcellona fine anni 70.Insieme a Marina la coprotagonista svelerà il passato oscuro che avvolge la vita di Kolvenik, un personaggio alla ricerca della vita eterna ma che irrimediabilmente finirà nell'oblio.Insomma un romanzo da leggere tutto d'un fiato,scorrevole e piacevole che consiglio a tutti.

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Romanzo avvincente dalla trama scontata

Scritto da Didismile il 04 dicembre 2011

Come sempre Zafon dà buona prova di sé: il romanzo, dal gusto un po' noir che tanto piace al suo autore, risulta avvincente e intrigante, mai tedioso né fuori luogo. Sulla scia degli altri libri Zafon integra la narrazione con poetiche descrizioni di Barcellona, di cui il lettore non può fare altro se non innamorarsi. Se il romanzo è nel complesso piacevole, una critica la trama risulta però debole: Zafon ripercorre infatti lo stesso cliché dei suoi lavori precedenti(protagonista che casualmente fa una scoperta straordinaria, in seguito alla quale emergono elementi più o meno fantastici fino ad arrivare allo scioglimento), sembra quasi che non voglia sperimentare, sicuro di avere trovato la formula vincente. Il romanzo è avvincente ma già visto.

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Mediocre

Scritto da Nuhynuhn il 02 dicembre 2011

Premettendo che di Zafòn è stata la mia prima lettura, ma me l'immaginavo più "seria". Invece mi sono ritrovata a leggere una prima parte straordinariamente descritta, nei minimi particolari e con una grande capacità di trasmettere "i profumi", ma nel corso della lettura il libro mi è parso troppo fantascientifico, un po' intricato e dal finale oserei dire sbagliato. Tutto sommato non è male, ma pensavo fosse una trama più terrena.

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magnifico

Scritto da matteosilini il 27 novembre 2011

questo libro è stato il mio "approccio" al mondo di Zafon. devo dire che, insieme a "Il gioco dell'angelo" sono i due libri che rileggerei centinaia di volte. la nebbia, i vicoli tortuosi di Barcellona e le sue case abbandonate sono estremamente affascinanti e la storia, sempre ricca di colpi di scena, sono davvero imbattibili. consiglio molto spesso di leggere questo libro, semplicemente per la sua unicità!

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ancora?!?!

Scritto da chiarapassarella il 22 novembre 2011

I primi libri di Zafon mi sono piaciuti, ma forse è stata la novità... questo libro è uguale agli altri! basta!

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Aspettative iniziali ripagatissime!!!

Scritto da f3dina82 il 27 settembre 2011

Alcuni dei commenti di questo libro non rendono assolutamente giustizia a questo secondo capolavoro. Dapprima può sembrare (ed è cosi) che questi personaggi, diversi da quelli de L'ombra del vento, siano comunque molto similari. E' come leggere una "brutta copia" di Daniel Sempere e compagnia bella...altre avventure, altre storie, ma il filo conduttore e il modo di scrivere si assomiglia. Ovviamente con una trama diversa... A chi piace lo stile di Zafon, questo libro piacerà di sicuro. Sono partita dal pensiero che di L'ombra del vento ce nè solo uno, e quindi ho comprato questo libro con poche aspettative. Una volta arrivata alla fine però, ho apprezzato veramente moltissimo lo stile, i racconti, le emozioni ed i sentimenti. Compresi i colpi di scena! Finale assolutamente non scontato. Toccante. Molto riflessivo. Voto: 8+++++

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Zafón non delude

Scritto da sabina_zonno il 05 settembre 2011

Ancora una storia incredibilmente avvincente e coinvolgente, che a tratti toglie il fiato... L'avventura di Oscar e Marina convince e rapisce il lettore. La lettura scorre veloce e in men che non si dica, si è già arrivati alla fine del libro. Con un sospiro si chiude anche questo racconto. Zafon anche in questo caso è in grado di rendere il lettore partecipe di questa storia intrigante, lo coinvolge e lo rende spettatore partecipe di questo turbinio di eventi. Ritornano alcune idee de "Le luci di settembre" e dei successivi e più celebri romanzi, ma devo dire che "ogni volta, è come se fosse la prima volta". Le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono vivide e precise tanto da creare nella mente un'immagine chiara e lucida di quanto viene raccontato. Con questa storia si ride, si ha paura, si riflette sulla vita e sulla morte, ci si commuove, si piange di dispiacere...

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Marina

Scritto da Stefania2373 il 08 agosto 2011

Dopo aver letto L'ombra del vento non pensavo che Zafon potesse emozionarmi di più... mi sbagliavo... Marina è un mix ben riuscito di suspense, sentimento e avventura che ti tiene incollato fino all'ultima pagina come pochi altri libri riescono a fare e, soprattutto, senza essere mai prevedibile nè banale. Semplicemente da non perdere!

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Stupendo!

Scritto da MoonLove il 28 giugno 2011

L'ho praticamente divorato in un giorno! La storia è bellissima e la scrittura di Zafon è meravigliosa... Ti riesce a trasportare nella storia come pochi sanno farlo!! Davvero un ottimo libro...

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Bellissimo

Scritto da elezioni1 il 22 giugno 2011

Questo libro è stato una scoperta. L'ho preso quasi per caso, non mi aspettavo moltissimo e invece sono rimasta colpita, al punto da metterlo nei miei libri preferiti. I colpi di scena sono tanti e non è per niente scontato. Diventa anche leggermente giallo verso la metà, e ciò lo rende ancora più interessante, facendo diventare il libro una sorta di calamita per il lettore. La lettura è scorrevole. Lo consiglio a tutti.

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Marina -Ruiz Zafon Carlos-

Scritto da tabata78 il 20 giugno 2011

Inquietante angosciante bellissimo!

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Non me l'aspettavo

Scritto da emyjumpy il 19 aprile 2011

Non ho mai letto un libro di questo autore ma appena ho letto la trama l'ho inserito nel mio scaffale. E sinceramente il retro della copertina non riporta nemmeno in minima parte la storia raccontata nelle sue pagine. Sembrava un libro innocente e invece contiene una grande storia, per certi versi un pò macabra, ma che nel finale risulta molto umana

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Marina

Scritto da claudiatosti il 17 gennaio 2011

Bel libro, ti prende dall'inizio fino alla fine, molto descrittivo, avvincente. Migliore sicuramente del gioco dell'angelo, ma non dell'Ombra del vento.

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Acerbo

Scritto da andonio il 29 dicembre 2010

No, non mi ha convinto. Zafon ha dimostrato di saper raccontare storie più affascinanti e magiche. Marina è un bel libro, scorrevole e con dei bei momenti, ma lontano dalla perfezione.

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La delicatezza di un racconto

Scritto da giuliabennati il 28 novembre 2010

Romanzo che racchiude in sè la delicatezza della vita. Una storia affascinante, a tratti forse un racconto per ragazzi più che per aduti, ma fa sempre piacere leggere libri per adolescenti. Semplice e puro, proprio come Marina, la co-protagonista del libro. Un giallo, fitto di misteri, che verranno svelati soltanto alla fine del libro, il quale riserva molte sorprese. Bello, denso di emozioni, assolutamente da leggere.

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NON DELUDE MAI

Scritto da nargilli il 26 novembre 2010

uno se non il primo libro di questo meraviglioso autore che racconta sempre una Barcellona piena di misteri. Immancabile la figura buia e misteriosa di quello che potrebbbe essere il diavolo nelle sue molteplici facce. un consiglio se andate a Barcellona e ripercorrete le tracce dei suoi libri vi ritrovate avvolti nella sua magia e proiettati ai tempi dei suoi romanzi. buona lettura...

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Carlos non si smentisce

Scritto da Roxannes il 22 novembre 2010

Il solito intreccio complicato è la firma di quest'autore!!! Come al solito non si smentisce con questa storia forse più vicina ai nostri giorni (è ambientata negli anni '80) che non manca dei tanti riferimenti al passato che a zafon paice tanto includere nei suoi romanzi... L'immancabile Barcellona fa da sfondo alle vicissitudini del giovane protagonista che in questo romanzo più che in altri convince e commuove per l'innocente amore nei confronti della misteriosa Marina, che svanisce come la nebbia in una giornata soleggiata ma tuttavia triste.

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déjà vu

Scritto da QueenFaee il 20 settembre 2010

Marina si snoda lungo un viale di citazioni e di prestiti letterari e cinematografici calati in una atmosfera rarefatta che conducono il lettore da un déjà vu all’altro, rendendosi così familiare, qualcosa appartenente alla memoria ma nel contempo nuova; risulta inevitabile quindi chiedersi dove si sia già incontrata Marina e dove Òscar, quando siamo già stati al cimitero di Sarrià, quando al collegio e quando al Teatro Real, e così via di luogo in luogo e di personaggio in personaggio scivolando dall’uno all’altro lungo una Barcellona ora viva e reale ora brumosa e sgranata della quale si può dubitarne l’esistenza; la prosa è sciolta e vivace carica di chiaroscuri e spennellata di espressioni e atteggiamenti che di colpo riportano alla dimensione adolescente di Òscar e Marina, facendo sorridere con affetto e nostalgia e salvando una struttura a vasi comunicanti non particolarmente originale; la lettura scorre veloce senza intoppi legando il lettore ai personaggi, proprio per quella familiarità che li accomuna e li caratterizza, e perdonando le diverse sbavature e incongruenze della storia; con il delinearsi di Òscar appare chiara l’immedesimazione dell’autore nel personaggio, non autobiografico ma più per un gioco di specchi che riflettono parte dell’uno nell’altro a rimando; la malinconia del distacco che accorre letta l’ultima parola, fa amare Marina che si fa ricordare pur non sedendo tra i posti d’onore nello scaffale; QF

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Zafon e l'amata Barcellona

Scritto da Valeheart5 il 10 settembre 2010

Ancora una volta Zafon ambienta la storia a Barcellona, in questo caso negli anni '70. La città fa da sfondo alle avventure del giovane Oscar, che per caso fa la conoscenza di una misteriosa ragazza e del padre. Con loro vivrà un'avventura indimenticabile, densa di misteri del passato, che lo porterà ad interrogarsi sulla sua vita, sul suo futuro e sui valori che davvero contano nell'esistenza. Un buon romanzo, ancora migliore de Il gioco dell'angelo e quasi eguagliabile a L'ombra del vento.

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Marina

Scritto da ClarinetteM il 06 settembre 2010

Se vi sono piaciuti L’ombra del vento e Il gioco dell’angelo, allora leggete Marina. Carlos Ruiz Zafòn, autore dei tre romanzi appena citati, è come l’opera lirica: o si ama o si odia. E se lo amate, vi garantisco, la vostra fantasia non ve ne sarà mai abbastanza grata. Nonostante sia stato pubblicato qui in Italia nel maggio 2009, Marina ha visto la luce circa un anno prima de L’ombra del Vento, quando ancora Zafòn non aveva riscosso la sua ondata di fama internazionale. La vicenda di Zafòn, tra l’altro, è emblematica sotto molti punti di vista: nasce come scrittore per ragazzi e raggiunge il successo non tanto per (come purtroppo troppo spesso accade) un’abile mossa di marketing della sua casa editrice, quanto per l’entusiasmo dei suoi lettori che, con un fitto passaparola, portano in breve tempo L’ombra del vento in vetta alla classifica dei Bestsellers. Da lì la strada di Zafòn è una continua discesa: i suoi romanzi vengono tradotti in decine di lingue e si può permettere di tirare fuori dal cassetto opere già pubblicate in Spagna, ma che non hanno avuto la stessa fortuna. Marina è una di queste. “… Fra tutti i libri che ho pubblicato da quando, verso il 1992, ho iniziato questo strano mestiere, Marina è uno dei miei preferiti…” Queste le parole di Zafòn nella prefazione di Marina, un’accorata lettera ai suoi fedeli lettori in cui li esorta ad aiutarlo a comprendere perché proprio questo romanzo e non altri, dopo tanti anni (la prima stesura avviene tra il 1996 e il 1997) continui a toccare la sua anima. La storia, in breve, è questa: Oscar, studente barcellonese, capita quasi per caso all’interno di una villa dall’aria cupa. E’ in questo luogo che incontra per la prima volta Marina, bellissima ragazza che vive con l’anziano padre in un piccolo mondo tutto loro che subito affascina il giovane Oscar e lo spinge a trascorrere quanto più tempo può in compagnia dei due. Presto, Marina e Oscar si troveranno a fare i conti con una realtà più grande di loro, fatta di farfalle nere, donne misteriose e bambole incompiute, in un mistero fitto e angosciante che li porterà a scontrarsi con verità scomode e con un passato inquietante. Il finale, in parte facilmente intuibile dal lettore attento, riesce comunque a non risultare scontato, confermando sì le aspettative, ma dando al contempo la sensazione di aver scoperto una realtà troppo difficile da accettare, amara e triste. E’ facile affezionarsi ai personaggi di Zafòn, così come è semplice, ormai, provare familiarità per l’ambientazione, la gotica Barcellona, protagonista indiscussa dei romanzi dello scrittore spagnolo, che ci dà la sensazione di perderci per un dedalo di strade nuove e conosciute al tempo stesso. E’ un paesaggio dai tratti cupi quello che Zafòn dipinge. E’ un paesaggio che colpisce proprio perché, nell’accuratezza dei particolari con cui viene descritto, è reale, tangibile. E’ difficile capire in che genere debba essere classificato Marina. Il suo autore lo definisce come il suo ultimo romanzo per ragazzi, ma non ci dice di più. Anzi, è lui stesso a sostenere, sempre nella prefazione, che Marina è il più difficile da classificare dei tanti romanzi che ha scritto, forse il più personale di tutti. Zafòn spazia senza difficoltà dal romanzo di formazione, alla commedia, all’horror, non dando mai la sensazione di fare salti nel vuoto, seguendo sempre un sentiero di coerenza che riesce a tenere insieme il tutto. Lo stile è ottimo. Curato, semplice, scorrevole e accattivante al tempo stesso. Zafòn si distingue per l’uso magistrale che fa delle parole riuscendo a inserire frasi “ad effetto” senza far perdere il filo del discorso e dando, anzi, una sensazione di chiaro-scuro tipica del cinema e della pittura. Forse non è una caso, quindi, che il padre di Marina sia un pittore che ha fatto dell’uso della luce la sua tecnica più apprezzata. E’ un po’ quello che fa Zafòn, seppur con mezzi differenti. E forse è proprio per questo che Marina gli è rimasta dentro: è riuscito a dipingerla così come avrebbe fatto suo padre, un pittore, giocando con la luce e coi colori e dando anche al lettore la sensazione di non poterla più dimenticare. Nonostante sia solo fantasia. Nonostante non sia mai esistita. Così, proprio le parole di Marina, a questo punto, acquistano significato: “… Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto…”

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"E' intelligente ma non si applica"

Scritto da Tersy il 05 settembre 2010

Devo ammetterlo: ho scelto questo romanzo per l'ambientazione. Adoro Barcellona e le sue atmosfere particolareggiate. Il nome di Zafon si è diffusa abbastanza rapidamente anche in Italia e quindi la curiosità di leggerlo, di leggere un barcellonese che narra della sua stessa città, mi ha intrigato moltissimo. Non posso dire di essere rimasta troppo delusa: il suo stile, a tratti asciutto e diretto e talvolta incredibilmente poetico e sognante, lo definisce sicuramente come un ottimo scrittore. Capace di sintetizzare quando l'azione corre e di soffermarsi su certi pensieri e riflessioni, creando breve dilatazione temporali. La pecca, non certo da poco, del romanziere catalano (almeno in “Marina”) è la costruzione degli intrecci: gran parte della storia è scontata e prevedibile. Ricalca il paradigma classico dell'orrore (castello antico e lugubre, donna misteriosa, scienziati pazzi) e appare come un Frankstein iberico, con poche novità sul genere. Comunque, è uno dei suoi primi romanzi, essendo datato a dieci fa. Spero vivamente sia maturato con i romanzi successivi. “Gotico” si direbbe, è un aggettivo che ormai non significa più nulla, ma in questo caso è più azzeccato. In conclusione, è una lettura piacevole e non mancano pagine davvero belle.

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Un intreccio piuttosto curioso

Scritto da genau1987 il 28 agosto 2010

La storia narra di un ragazzino che si ritrova ad indagare su un passato che non lo riguarda fino al momento in cui per una serie di coincidenze ci viene catapultato dentro;la vicenda s'intreccia e s'articola con eventi curiosi che a volte ti tengono legato e altre ti fanno dimenticare il precedente capitolo,bello e a tratti interessante,è il primo libro di Zafon che ho letto e non sapevo cosa aspettarmi.

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Bellissimo...

Scritto da EDITHPAOLA il 24 agosto 2010

Zafon unico e autentico, sa scrivere: il suo stile semplice e accurato rende la lettura di questo romanzo scorrevole piacevole e soprattutto avvincente e pieno di suspence, Da leggere tutto d'un fiato! Bellissimooooooooooooooooooooooo!

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Ottimo, come sempre...

Scritto da pakopako il 20 agosto 2010

Altro capolavoro di Zafon! Un gran romanzo che definirei gotico. La storia come al solito ti prende e ti rende partecipe. Ottimo! Zafon non tradisce!

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Bello, ma...

Scritto da juliettedep il 19 agosto 2010

Carlos Ruiz Zafon è una garanzia: scrive in modo suberbo, affascina, rapisce e ipnotizza con le sue parole che sembrano evocate da un mondo magico. Non si può rimanere delusi dalla "sua" Barcellona, misteriosa e sfuggente, sensuale e pericolosa...tuttavia...niente a confronto del suo capolavoro "L'ombra del vento". L'autore si ripete a volte, ripropone personaggi simili a quelli già amati dai suoi lettori, e scivola in episodi talvolta scontati. Peccato.

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Zafon un acquisto sicuro!

Scritto da aless-cut il 18 agosto 2010

Marina 5 stelle! ottimo! comprato quando usci nell'estate 2009, divorato in pochi giorni... Un libro che affascina, avvolge tra i misteri degli animi interiori,tra le vicende dei pesonaggi il tutto condotto da un filo di dramma... Commovente.

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Carlos, te quiero!!

Scritto da Anci il 17 agosto 2010

Sorvolando sul fatto che verso pagina 200 credevo di avere davanti un libro sui lupi mannari, anche con questo libro ho subito l'effetto Zafòn. L'e.Z. è quel fenomeno per cui ogni ad ogni parola letta, ti sembra di mangiare un cucchiaio ricolmo di nutella.. Una senzazione di pastosità e delizia insieme.. Insomma, tutti noi ci siamo rimpinzati di nutella almeno una volta, perciò credo che il succitato effetto sia conosciuto da tutti voi. Un cammino, quello del protagonista, molto simile a quello di Daniel Sempère, ma non per questo meno avvincente; atmosfere più cupe e un finale veramente strappalacrime (ma io non faccio testo, stasera stavo per mettermi a piangere anche guardando una scatenata dozzina, maledetta sindrome!) Che dire di più? Se non avessi già trovato la mia perfetta metà, volerei in Spagna a chiedere la mano a quest'uomo..

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura internazionaleParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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