La fine del mondo storto

di Mauro Corona

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Sinossi

“Mettiamo che un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti petrolio, carbone e corrente elettrica. Non occorre immaginarlo, prima o dopo capiterà. Ma facciamo finta che sia già qui. Ha un brutto muso quel giorno. Tempo duro, infame, che scortica il mondo a coltellate. Lo spoglia di tutto. Di quel che serve e di quel che non serve. La gente all'improvviso non sa che fare per riacciuffare il necessario: sta dentro la natura, ma, per averlo, occorre tirarlo fuori, cavarlo con le mani. E la gente, le mani, non le sa più usare”. Che cosa succede agli uomini che non sanno più cavarsela senza energia? Prima, per scaldarsi, bruciano i mobili, poi i soldi. Prima, per nutrirsi, mangiano qualsiasi cosa, poi diventano antropofagi...

L'intervista all'autore di Daria Bignardi:

 

 

Recensioni

Fondamentalismo ecologico

Scritto da enricocaramuscio il 10 maggio 2012

Come reagirebbe l' umanità se un giorno si ritrovasse improvvisamente priva delle più comuni e usate fonti di energia, cioè i carburanti fossili? Come farebbe a funzionare una società ormai totalmente dipendente da macchine e tecnologia senza combustibili e corrente elettrica? Corona prova ad immaginare lo scenario che si verrebbe a creare, quale sarebbe la prima reazione degli uomini, in quale modo la società si potrebbe organizzare per far fronte al problema. Ma soprattutto l' autore sembra chiedersi: gli uomini impareranno finalmente la lezione e capiranno che il pianeta va rispettato, che la semplicità e l' essenzialità sono le chiavi per un mondo migliore, che la ricerca sfrenata dei soldi e del potere portano inevitabilmente alla rovina? Corona parte da un’ idea molto interessante ma non riesce a svilupparla adeguatamente, restando troppo sul vago e non riuscendo ad argomentare per bene le sue pur interessanti idee, facendosi trascinare troppo da un fondamentalismo ecologico che finisce per vanificarne i buoni propositi. L’ idea di fondo infatti è tutto sommato giusta, in quanto l’ autore vuole mettere in guardia l' uomo dai possibili risvolti a cui può portare lo stile di vita che la società attuale conduce, ma lo scenario che crea appare eccessivamente apocalittico e in più infarcisce il libro di retorica e luoghi comuni, spara a zero contro tutto e tutti auspicando un ritorno ad uno stile di vita da età della pietra e torna continuamente sugli stessi concetti rendendo il libro ripetitivo e privo di sostanza. Insomma, un libro ambientalista ma che appare troppo poco scientifico per essere un saggio e lontano dal poter essere definito romanzo per la totale mancanza di personaggi e fatti particolari e troppo pieno di fanatismo ideologico. Sconsigliato, ma se proprio volete leggerlo prendetelo con le pinze, come se si trattasse di una pura e semplice provocazione.

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Buono ma...

Scritto da nicolebagnone il 06 dicembre 2011

Un libro riflessivo che vuole mettere in risalto le cattive abitudini e il comportamento egoistico della società in modo crudo e oggettivo. Ha valide argomentazioni e sono esposte in maniera chiara, ma è più un saggio che un romanzo, non ci sono personaggi ed è un pò troppo ripetitivo.

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buoni consigli se non si può dar cattivo esempio

Scritto da giovannamazza il 29 agosto 2011

caustico e acido come solo Corona sa essere, si legge d'un fiato, come scivolando in un cupo crepaccio di alta montagna, dove una delle cose che fa più paura è la solitudine. un libro insegna ad analizzare e a progettare, ma in questo libro a Mauro Corona manca la certezza di una via d'uscita, manca la speranza. l'autore certo non dimentica che è sempre presente in ogni cellula vivente sulla terra la spinta a vivere, in questo caso a sopravvivere oltre il limite. il pessimismo proverbiale dell'autore nei confronti del genere umano lo porta a vedere un futuro amaro e feroce per questo mondo maltrattato, e per questa umanità miope e ingrata. è l'urlo di sdegno di un amante della natura che vede consumarsi ogni risorsa nel modo più inutile possibile, nell'accumulo dell'inutile a discapito della vita stessa. con il suo solito stile diretto e schietto si legge bene, ma si ha l'impressione di ascoltare un vecchio nonno borbottone, che rimpiange i suoi tempi e non è stato capace di tenere il passo col tempo, ma non lo ammette, e spara a zero.

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Nessuna speranza...

Scritto da francesca77 il 14 marzo 2011

L'uomo non ha speranza, sono d'accordo con Corona. E' autodistruttivo per sua stessa natura. L'argomento trattato è interessante e fortemente attuale ma avrei preferito un protagonista, personaggi e luoghi invece di un monologo decisamente ripetitivo.

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Buon libro da viaggio

Scritto da degiaggler il 29 dicembre 2010

Libro leggero e piacevole da leggere, nonostante l'impegnatività del tema che osa trattare. Ritengo però che manchi di omogeneità, è un pò troppo dispersivo, a volte sembra di rileggere sempre le stesse cose e la trama è un pò povera, in certi punti direi quasi assente. Per fortuna le mancanze strutturali vengono recuperate da riflessioni molto profonde e stimolanti dirette ad un uomo che prima di dominare il mondo dovrebbe imparare a dominare se stesso. Consigliato per gli spunti proposti.

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Un momento di riflessione

Scritto da Miele97 il 10 dicembre 2010

In uno stile duro e semplice, una storia che in tanti abbiamo immaginato potesse accadere, con una fine che un Po tutti ci saremo aspettati. Infondo l'uomo e' davvero un animale strano

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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