La collina del vento
di Carmine Abate
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Sinossi
Un giorno di aprile del 1929 il celebre archeologo trentino Paolo Orsi, accompagnato da un gruppetto di forestieri, sale sulla cosiddetta "Collina del vento", a pochissimi chilometri dallo Ionio, e svela al proprietario l'intenzione di proseguire con gli scavi in tutta l'area per ritrovare il cuore architettonico dell'antica e mitica città di Krimisa. La risposta dell'uomo è violenta: imbraccia il fucile da caccia e intima ai nuovi arrivati di lasciare la Collina immediatamente e per sempre. A osservare impaurito la scena è il figlio bambino del proprietario, che molti anni dopo diventerà il custode della Collina e dei segreti inconfessabili che nasconde. Fino a quando, ai giorni nostri, un archeologo trentino a capo di una nuova spedizione comincia a scavare, svelando nelle sue "notizie degli scavi", strato dopo strato, non solo il mondo sotto la Collina, ma anche quello rigoglioso in superficie, entrambi ricchissimi di storie e di misteri...
Altre informazioni
- Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:Scelti2012Letterature, narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
- Listino€ 17,50EditoreMondadoriCollanaScrittori italiani e stranieriData uscita21/02/2012
- Pagine200FormatobrossuraLinguaItalianoEAN9788804608769
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laFeltrinelli - Cosenza
Scritto da Francesca il 11 maggio 2013
Un archeologo trentino è in cerca di un'antica città su una collina calabrese. Il proprietario della collina è fermamente deciso a non consentirgli di scavare la sua terra. Sullo sfondo di questa lotta ai soprusi la storia d'Italia dal primo conflitto mondiale ai primi anni del fascimo.
Recensioni
Una sorpresa...deludente
Scritto da eirrae il 23 agosto 2012
Avevo già preso "Il barone rampante" e mi apprestavo a pagare, quando vedo il manifesto sulla cassa.. una bella immagine, devo dire che mi ha colpito subito. Quell'albero piegato dal vento ma non spezzato, quel cielo che si scuriva. Insomma, ho poggiato il libro di Calvino e ho chiesto questo qui, tanto più che era appena stato premiato (Campiello). Il libro è molto scorrevole, ma per me è stato davvero deludente. I personaggi sono piatti, praticamente tutti uguali e a malapena caratterizzati, cambia il nome. La storia scorre sin troppo superficialmente, probabilmente ne verrebbe fuori un bel film, e in effetti sembra scritto più come una sceneggiatura che come un libro. E' una sensazione che ho avuto anche di recente con altri autori italiani contemporanei tranne un paio, ma non voglio fare paragoni. Insomma, se dovete spendere questi soldi per leggerlo, mangiatevi una pizza.







