La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia
Scritta il: 12 agosto 2011
E' un libro molto bello.Che tocca tasti a cui credo ognuno di noi (in particolar modo se genitore) sia molto sensibile.Certo ognuno ha le proprie chiavi di lettura, e certo questo libro non parla solo del rapporto tra genitori e figli,del susseguirsi delle generazioni,del conflitto e della continuità insiti in esso.Parla dell'abisso tra ciò che vorremmo essere e magari (quasi sempre) non siamo,tra ciò che vorremmo il nostro mondo fosse e magari non è.Parla delle tensioni,delle lacerazioni,delle aspirazioni che ogni essere umano porta in sè, e della lotta che deve compiere per districarsi tra le cose (e le persone,e i sentimenti,che proviamo nonostante noi stessi) che ci spingono avanti e quelle che ci spingono contro un muro. E parla della società,della religione,dell'economia,del razzismo..Insomma Roth come sempre nei suoi libri alla fine ci mette un pò di tutto e ognuno di noi sceglie cosa mettere in primo piano. - La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia:cioè la tragedia di tutti. - Ricordi (...) di quando faceva loro intravedere come sarebbe stata da grande: l'amica adulta che un giorno avrebbero avuto.Ricordi,soprattutto,di quando erano ciò che i genitori sono per la maggior parte del tempo:gli esempi,gli aguzzini,le autorità morali,i cronisti dei doveri e degli impegni quotidiani.Ricordi,piuttosto,di quando tornavano ad incontrarsi,oltre le tensioni tra il dominio dei genitori e l'inconcludente incertezza infantile,ricordi dei momenti di respiro nella vita della loro famiglia in cui potevano,pacificati,tendersi serenamente le braccia.



