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Pastorale americana

Philip Roth

Pastorale americana

Prezzo online:
€ 11,90-15%

 

Listino
€ 14,00
Editore
Einaudi
Collana
Super tascabili
Data uscita
11/07/2005
Pagine
425
Lingua
Italiano
EAN
9788806174118

Seymour Levov è alto, biondo, atletico: al liceo lo chiamano «lo Svedese». Ebreo benestante e integrato, ciò che pare attenderlo negli anni Cinquanta è una vita di successi professionali e di gioie familiari. Finché le contraddizioni del conflitto in Vietnam, esplose negli Stati Uniti, non coinvolgono anche lui, e nel modo più devastante: attraverso l'adorata figlia Merry, decisa a «portare la guerra in casa». Letteralmente. Ma Pastorale americana non si esaurisce nell'allegoria politica; è un libro sulla vecchiaia, sulla memoria, sull'intollerabilità di certi ricordi. Lo scrittore Nathan Zuckerman, fin dall'adolescenza affascinato dalla vincente solarità dello Svedese, sente la necessità di narrarne la caduta. E ciò che racconta è il rovesciamento della pastorale americana: un grottesco Giudizio Universale in cui i Levov, e i lettori, assistono al crollo dell'utopia dei giusti, al trionfo della rabbia cieca e innata dell'America.

Parole chiave laFeltrinelli
LibroalCinema,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Traduttori
Vincenzo Mantovani
Genere
letteratura internazionale

la Community

La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia

Scritta il: 12 agosto 2011

E' un libro molto bello.Che tocca tasti a cui credo ognuno di noi (in particolar modo se genitore) sia molto sensibile.Certo ognuno ha le proprie chiavi di lettura, e certo questo libro non parla solo del rapporto tra genitori e figli,del susseguirsi delle generazioni,del conflitto e della continuità insiti in esso.Parla dell'abisso tra ciò che vorremmo essere e magari (quasi sempre) non siamo,tra ciò che vorremmo il nostro mondo fosse e magari non è.Parla delle tensioni,delle lacerazioni,delle aspirazioni che ogni essere umano porta in sè, e della lotta che deve compiere per districarsi tra le cose (e le persone,e i sentimenti,che proviamo nonostante noi stessi) che ci spingono avanti e quelle che ci spingono contro un muro. E parla della società,della religione,dell'economia,del razzismo..Insomma Roth come sempre nei suoi libri alla fine ci mette un pò di tutto e ognuno di noi sceglie cosa mettere in primo piano. - La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia:cioè la tragedia di tutti. - Ricordi (...) di quando faceva loro intravedere come sarebbe stata da grande: l'amica adulta che un giorno avrebbero avuto.Ricordi,soprattutto,di quando erano ciò che i genitori sono per la maggior parte del tempo:gli esempi,gli aguzzini,le autorità morali,i cronisti dei doveri e degli impegni quotidiani.Ricordi,piuttosto,di quando tornavano ad incontrarsi,oltre le tensioni tra il dominio dei genitori e l'inconcludente incertezza infantile,ricordi dei momenti di respiro nella vita della loro famiglia in cui potevano,pacificati,tendersi serenamente le braccia.

GIOVANNA
penel0pe

Dream when the day is thru, dream and they might come true, things never are as bad as they seem, so dream, dream, dream

Scritta il: 13 marzo 2011

"...La sua faccia era vuota di tutto tranne che dello sforzo per trattenere le lacrime. Sembrava incapace di impedire persino questo. Non poteva impedire più nulla. Non aveva mai potuto farlo, anche se soltanto adesso sembrava pronto a credere che fabbricare superbi guanti da donna di ogni misura non garantisse la costruzione di una vita tale da andare a pennello a tutti coloro che amava. Tutt'altro. Credi di poter proteggere una famiglia e non riesci a proteggere nemmeno te stesso. Si aveva l'impressione che non fosse rimasto nulla di colui che non poteva essere distolto dal suo compito, che non trascurava nessuno nella sua crociata contro il disordine, contro l'eterno problema dell'errore e dell'insufficienza dell'uomo: non si vedeva più nulla, lì dove si trovava, del portamento rigido e inflessibile di colui che, solo trenta minuti prima, sarebbe stato pronto ad abbassare la testa per caricare anche i suoi alleati. Il combattente aveva subito la più grande delle disfatte. Nulla di solido rimaneva in lui con cui ammazzare di botte la devianza. Ciò che avrebbe dovuto essere non era. La devianza aveva avuto la meglio. Impossibile fermarla. In un modo assolutamente inverosimile, ciò che non avrebbe dovuto accadere era accaduto e ciò che avrebbe dovuto accadere non era accaduto. Il vecchio sistema per mantenere l'ordine non funziona più. Tutto quello che restava erano la sua paura e il suo sbalordimento, non più celati da nessuno schermo" Lettura abbastanza impegnativa e - nonostante il Pulitzer - non è il Roth che preferisco. Parabola discendente di una famiglia le cui illusioni vanno in pezzi, proprio come le loro vite.

raffag
raffag

Bello ma impegnativo

Scritta il: 20 settembre 2010

Solo in questo libro ho assistito ad una descrizione così minuziosa e sinceramente infinita della personalità di un uomo. Sicuramente funzionale al percorso di decadenza del protagonista, risulta però essere a tratti molto molto pesante. La maggior parte del libro fortunatamente si lascia leggere con più leggerezza.

GIORGIO
gcazzer

Roth, un po' di storia e tanta noia

Scritta il: 09 settembre 2010

“PASTORALE AMERICANA” di Philip Roth Recensione : Ok, Seymour aveva la figlia migliore del mondo. Ok, fabbricare guanti in pelle era per lui il lavoro più bello del mondo. Ma perchè ripeterlo in maniera ossessiva per tutte le quattrocentoventicinque pagine? Roth ci illumina su una parte di storia americana a molti sconosciuta: quella della contestazione esplosa tra la fine degli anni sessanta e l'inizio dei settanta. Un'espressione democratica spesso repressa con violenza dalla polizia, vi furono anche numerosi morti, che innescò a sua volta una contro reazione altrettanto sanguinosa da parte di alcune frange di estremisti. Ciò che rende molto pesante la lettura del romanzo è la scelta dell'autore di utilizzare come collante per descrivere questi avvenimenti la storia personale del protagonista che di per se si esaurirebbe in trenta pagine al massimo. Ecco perchè il testo, pur trattando un argomento molto interessante, risulta ripetitivo fino a sfiorare il comico in alcuni passaggi. Personalmente consiglio di leggere con attenzione tutte le pagine relative alla cronaca di quegli anni non soffermandosi più di tanto sulle tediose riflessioni del protagonista.

ALESSANDRO
thay1977

Sopravvalutato

Scritta il: 08 settembre 2010

Libro denso e a tratti oscuro, "Pastorale americana" si sviluppa intorno al personaggio dello Svedese, campione sportivo, immagine della rettitudine e dei buoni sentimenti, che vedrà la sua vita e quei valori societari su cui era stata fondata, sgretolarsi per mano della figlia balbuziente, l'amatissima Merry, che, come è scritto nella quarta di copertina, gli porterà letteralmente "la guerra in casa". L'american dream della generazione degli emigranti lascia il posto alla rabbia della generazione post-Vietnam, una rabbia ben palpabile all'interno del libro, insieme a un certo malessere debitamente voluto dall'autore. Un libro a tratti da 10 e lode, ma molto poco scorrevole per la maggior parte del tempo. Peccato.

BENEDETTA
Satoko78

pastorale americana

Scritta il: 23 giugno 2009

senza fiato per 457 pagg.In apnea continua.Tutto concentrabile solo nel basso addome.Se esiste uno scrivere di pancia, io ho letto di pancia.Infinito e fittissimo.Impossibile distrarsi, improbabile non leggere in 24 ore. Il grido d'allarme è che non per tutti una casa è un rifugio.Tutti ne abbiamo una ed è li che tutto va storto.Ci vogliono le palle per ammettere una verità così potente.La parte oscura che vince su tutto, senza possibilità di redenzione è una verità sconcertante solo per chi non sa accettare la vita per quello che è.Jerry il personaggio più cazzuto, il mio preferito,il fiore all'occhiello, il paladino della giustizia, l'uomo più sano della terra,mi fa pensare al super uomo dinietzsche, e mi fa pensare a me e finalmente mi sento una volta tanto e una volta per tutte meno sbagliata.

energyann
energyann

Lontano ma vicino

Scritta il: 30 dicembre 2008

Con Roth riesci a capire cose così lontane da te che è come andare a lezione, ma non è noioso non è per forza dotto non è per forza radical chic è una passeggiata in una giornata non molto assolata in un posto che ti ricorda qualcosa che già hai visto da qualche parte ma ci sono dettagli che ti ricordano che è la prima volta che scopri quel sentiero e allora perchè ti è familiare?

Edmea
Edmea


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