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Espiazione

Ian McEwan

Espiazione

Prezzo online:
€ 11,05-15%

 

Listino
€ 13,00
Editore
Einaudi
Collana
Super tascabili
Data uscita
09/05/2005
Pagine
388
Lingua
Italiano
EAN
9788806174989

All'età di tredici anni, in un caldo giorno d'estate del 1935, Briony Tallis sente di essere diventata una scrittrice. La sera stessa, accusando di un crimine odioso un innocente, commette l'errore che la segnerà per tutta la vita. Eppure la giornata era iniziata sotto i migliori auspici. C'era una commedia da mettere in scena, la prima che Briony avesse mai scritto, e le disavventure matrimoniali della zia Hermione le avevano fornito tre attori quasi perfetti, i cugini arrivati dal nord per trascorrere qualche tempo in casa Tallis. Da Londra invece sarebbe arrivato per il weekend l'amatissimo fratello maggiore Leon con un amico, nientemeno che un industriale della cioccolata. Soltanto la sorella maggiore Cecilia impensieriva Briony per il misterioso rapporto che la legava a Robbie Turner, figlio della loro donna di servizio. Tutti i personaggi entrano in scena, nella commedia della vita non ci sono prove prima della recita, ogni gesto, ogni parola assume un carattere definitivo, e le responsabilità non si possono cancellare. Ci sono pregiudizi più forti della generosità magnanima con cui i Tallis avevano sempre pagato gli studi a Robbie. C'è un'immaginazione, quella di Briony, più forte di qualunque dubbio. Ed è importante per lei precisarlo: perché forse non ha davvero visto il colpevole del crimine, ma comunque sa chi è. Poi sarà troppo tardi per fermare la macchina dell'ingiustizia. La guerra arriva a spazzare via il vecchio mondo con le sue rassicuranti ipocrisie, e durante la ritirata verso Dunkerque Robbie Turner deve fare i conti con gli orrori della violenza, e con una voglia di vivere sconcertante, la voglia di realizzare il sogno d'amore che gli è stato rubato. Nel frattempo Briony è cresciuta e, sulle orme della sorella, ha iniziato il tirocinio da infermiera in un ospedale di Londra, in prima fila nell'accoglienza dei feriti del fronte francese. Ha anche scritto un romanzo. Ma può un racconto cancellare una colpa?

Parole chiave laFeltrinelli
narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Genere
letteratura internazionale

la Community

La vita in un romanzo

Scritta il: 27 dicembre 2011

Come una bugia può cambiare la vita delle persone. Briony è una bambina a cui piace scrivere e raccontare storie. Sarà l’artefice della storia di sua sorella Cecilia e Robbie, amico d’infanzia e grande amore di Cecilia. Con la sua voglia di abbellire e trasformare la realtà stessa in una grande e avvincente storia, insinuerà le sue verità nelle loro vite stravolgendole. La guerra farà il resto. Scrittura elegante e gran bel finale.

ANTIMO
enty85

Quando vorresti cambiare il finale, ma sai che così è più bello

Scritta il: 29 dicembre 2010

Bellissimo romanzo, in cui il titolo preannuncia il tema attorno a cui ruota tutta la narrazione, anche se il lettore ne capirà il senso solo alla fine, quando la finzione narrativa del libro nel libro lascerà il posto ad una reltà ben più triste di quella che sia lui, semplice spettatore, sia la protagonista-narratrice del libro nel libro avrebbero desiderato per il finale della storia. Ma nella realtà il finale in genere non lo si può scegliere come si fa nelle storie. è ciò che capisce,a sue spese, la protagonista, incapace di rimediare, come vorrebbe, ad un errore commesso in giovane età, dovrà invece scontrarsi con la consapevolezza che il nostro agire, a prescindere dalla nostra volontà, può spesso determinare gli eventi futuri in maniera poi non più evitabile nè controllabile. Il peso della colpa che accompagnerà il resto della sua vita nell'impossibilità di venir espiata, potrà alleviarsi e offrirle una via di riscatto solo attraverso la dimensione narrativa, dove la realtà può ancora venire corretta e modificata per lasciare spazio all'eventualità di un pentimento e di un perdono. Molto ben riuscita la narrazione delle vicende attraverso i punti di vista dei diversi personaggi, nella prima parte. Come pure riuscitissima la descrizione psicologica di ognuno di essi, dove l'autore dimostra una volta di più la propria capacità di delineare i caratteri con pochi tratti essenziali. Infine che dire della storia d'amore? Difficile parlare d'amore senza cadere nel banale, dopo più di duemila anni di scrittura sull'argomento. McEwan qui ci riesce senza bisogno di calcare troppo la mano, presentandoci una storia semplice di affetto e passione tra due giovani che si scoprono innamorati una sera d'estate in seguito ad un equivoco, che sarà anche la causa scatenante della loro rovina. Non si può non partecipare emotivamente alle loro vicende fin dall'inizio. E poi si soffre un po' con loro fino alla fine.

SUSANNA
susannadellungo

Atonement

Scritta il: 14 novembre 2010

Ho osservato, a partire da me stesso da piccolo, che i bambini spesso sono crudeli perché non hanno esperienza delle emozioni e non hanno chiara la relazione fra le proprie parole e azioni e le conseguenze. Il senso della morte si acquisisce quando capisci che è del tutto e per sempre, il senso dell’amore quando ti innamori. La protagonista tredicenne segna il destino di due adulti a lei cari come fossero due figurine dei romanzetti che scrive e non le basta la vita per pentirsene, perché non si può riparare. Si può osservare che una sentenza del genere forse non potrebbe essere emessa sulla base delle parole poco convincenti di una ragazzetta dalla fantasia notoriamente sbrigliata. La storia mi sembra degna della tragedia greca (con rispetto a Euripide) e raccontata in modo composto e implacabile, secondo lo stile dell’autore. La portata della tragedia si allarga a osservare le conseguenze dell’umana follia quando si segue il destino amaro di Robbie durante la disfatta di Dunkerque, l’uomo che si trascinava per decine di chilometri dimentico anche del nome più importante della sua vita, sulle rime di una sua canzoncina - si deve marciàr per arrivare al màr-, perché molti anni prima gli era stato detto –torna da me, ti aspetterò-.. L’inizio del romanzo contiene lunghe descrizioni del giardino della casa dove vive la famiglia della protagonista, con luci e ombre, prati e ghiaia, non mi sembrano tuttavia ridondanti perché è tutto il mondo per lei, ingrandito da ricordi e fantasticherie e contiene la sensazione che finché ci si trattiene fra siepi e acqua che scorre il tempo non va avanti e il danno non si compie. Inoltre i giorni d’estate per un bambino possono essere infiniti. Ho molto apprezzato l’aperto omaggio a Bowen e soprattutto a Woolf, che ai suoi tempi ha aperto nuovi orizzonti alla letteratura. Ammiro di McEwan la grande capacità di rinnovarsi da un libro all’altro, cambiando totalmente ambienti e soggetti.

SERGIO
sergio.corti

Nessuna redenzione per lo scrittore

Scritta il: 21 settembre 2010

"Espiazione", apparentemente, si colloca nella tradizione del classico romanzo inglese: un dramma familiare, un amore contrastato, la guerra che arriva a separare ulteriormente ciò che già è diviso. Fino a trenta pagine dalla fine il lettore si trova davanti un libro estremamente ben scritto, per certi tratti appassionante, ma di natura molto piana... E poi, la rivelazione. Un coup de théâtre da togliere il fiato, ma anche, e soprattutto, una riflessione ardita e impietosa sul conflitto tra realtà e fantasia creativa, sull'immoralità intrinseca della scrittura, sulla grandiosa vocazione Faustiana del romanziere. Prostituire la verità a proprio vantaggio. Obliterare la storia per creare un mondo migliore. Senza farsi illusioni sulla propria inevitabile dannazione.

LORENZO
Ulrich12

straordinario

Scritta il: 27 agosto 2010

ho appena chiuso questo libro meraviglioso..inizialmente mi ero spaventata perchè leggendo le recensioni sembrava che il libro per tutta la prima parte fosse molto lento!invece devo dire che secono me Ian McEwan scrive in un modo al quale è in possibile astenersi..mi era impossibile chiudere il libro a meno che ormai i miei occhi si facessero abbattere dalla stanchezza.. non so come spiegarmi.. è un pò come quando si mangiano le ciliege..è impossibile fermarsi. Consiglio a tutti coloro che non hanno ancora letto questo libro di lasciarsi trascinare dalle parole così forti, cosi vere di questo autore meraviglioso. Ma sopratutto di farsi travolgere da questa storia piena di rimorso, di pentimento e di lacerazione di una bambina.. ma dopo tutto questo lasciatevi trasportare dalla bellezza di un'amore puro come solo McEwan ha saputo raccontare.

GLORIA
Glococcinella

Una vita intera a pagare per un errore commesso... ma da chi...?

Scritta il: 22 agosto 2010

Chiudere il libro dopo l'ultima pagina e provare la soddisfazione per aver letto qualcosa che meritava veramente di esser letto è un piacere che solo pochi romanzi mi hanno dato e proprio questo mi ha saputo appagare a questo punto. Ne ho apprezzato sia la scrittura, sia la trama, dalla prima all'ultima pagina. Una lettura consigliatissima!

LAURA
laucec

Tutto può cambiare

Scritta il: 06 gennaio 2009

Espiazione è un libro particolare. Racconta come una bugia può distruggere e cambiare radicalmente il corso della vita di un uomo. La prima parte del libro racconta un intera giornata, la giornata più importante dell'esistenza di tutti i protagonisti che cambia il corso degli eventi. La seconda parte invece racconta la guerra. E' quindi la parte più pesante del romanzo ma è anche la parte in cui il protagonista racconta i suoi dolori. La terza invece racconta la vita della protagonista e il suo percorso verso l'espiazione delle colpe,che la porterà a scrivere un romanzo per discolparsi dal grave errore commesso, immaginando un finale non reale per dare una possibilità di vita alle due persone a cui ha rovinato e cambiato per sempre la vita!

LUANA LUCIA
Luana.M

Manzoni postmoderno e nichilista

Scritta il: 18 aprile 2008

"Espiazione" è un romanzo storico che parla di un amore contrastato. Non c'è la peste, come nei "Promessi sposi", degnamente sostituita dalla guerra (A morbo, a fame et a bello libera nos Domine, si pregava); l'antagonista è femminile, non maschile. Nel complesso, il parallelo con il grande romanzo manzoniano è pieno. Se non fosse per il finale, in cui McEwan ci dice in buona sostanza che la vita è brutta, e che le speranze di dare compimento positivo all'amore dei protagonisti sono solo illusioni da romanzo, finzioni letterarie per regalarci emozioni positive. Ma se anche l'autore pensa questo, perché svelare il trucco nel finale? Perché togliere il velo è spezzare la bellezza di un amore compiuto, che redime - forse - anche la malvagia (altro che innocenza dei bambini...) Briony? Briony-McEwan dichiara che la letteratura può riscrivere le storie, dare vita anche là dove la realtà la toglie; ma se è così, dichiarare il trucco significa svuotare il romanzo (come genere letterario, non "questo" romanzo) di ogni significato; il prestigiatore che rivela il suo trucco non incanta più. McEwan è postmoderno, perché non resiste alla tentazione di rivelare il proprio inganno; ed è nichilista, perchè così facendo ci toglie la possibilità di credere che, come nel romanzo, anche la vita possa essere bella e avere un senso positivo. Senza le ultime venti pagine, "Espiazione" sarebbe stato perfetto; così com'è, conserva la sua grandezza stilistica e letteraria (in particolare ponendosi accanto ai più grandi di sempre nel descrivere contrasti, gelosie e rivalità delle relazioni umane), ma dichiara apertamente il proprio suicidio.

MARIO
marioconti


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