ciò che è in alto è come ciò che è in basso
Scritta il:
11 settembre 2010
non sminuiamo il valore di un testo -anzi due, purtroppo "Alice dietro lo specchio" passa da sempre come un sequel minore- che viene generalmente annoverato solo tra la letteratura per ragazzi: dietro il nonsense di Carroll, frutto di una acuta intelligenza e un rigoroso esercizio della ragione, si nasconde una fitta trama di simbolismi connessioni e parallelismi che spaziano dall’esoterico al folkloristico;
l’assurdo -al motto esoterico di “ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso”- diventa così una duplice porta che si spalanca sul fantastico, il che lo renderà sempre affascinante per i ragazzi, e su una stimolante sfida alla ragione e alla conoscenza, piatto prelibato per il mai sazio lettore più colto e attento;
superfluo il consiglio dell’approccio al testo originale per assaporarne anche le sfaccettature più minute che inevitabilmente scivolano tra le maglie di una sia pur ottima traduzione
QF