
Il mio nome è rosso
di Orhan Pamuk
€ 11,47
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- Listino€ 13,50EditoreEinaudiCollanaSuper tascabiliData uscita21/11/2005
- Pagine450LinguaItalianoEAN9788806181970
Sinossi
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. Un romanzo corale, ricco di passione e di suspense, che conferma l'eccezionale talento narrativo e la grande sensibilità poetica di Orhan Pamuk.
Recensioni
Stile, arte e maniera.
Scritto da FEDERICAOLIVI il 16 novembre 2011
Preferisco non svelarvi la trama ma vorrei soffermare la mia recensione su un tema insolito per un romanzo thriller/sotirco/d'amore come quello di Pamuk. Nel romanzo Il mio nome è rosso il fulcro delle vicende è lo stile nella miniatura. Se con stile definiamo quelle che sono le caratteristiche riscontrabili nelle opere di un artista o di una corrente di artisti, Pamuk ci ricorda come questo termine fosse bandito dai miniaturisti islamici nei secoli XV e XVI. Il dare importanza e rilevanza alle qualità, alle doti, al modo di dipingere di un miniaturista è per lo scrittore una maggiorazione inutile che ha il solo scopo di sottolineare in modo esagerato il talento. I miniaturisti del suo romanzo, erano noti e riconoscibili non tanto per il loro stile personale ma per quello del laboratorio, della città, della culla artisitca o delle scelte del committente. Il romanzo rimbalza tra Turchia e Europa, Istanbul e Venezia alla ricerca di un'identità culturale sospesa tra due mondi: l'Oriente e l'Occidente.
Non all'altezza delle aspettative
Scritto da fra18 il 21 dicembre 2010
Una via di mezzo tra un giallo, una storia d'amore e un affresco storico e culturale, tutti molto improbabili, soprattutto la storia si sviluppa con immane lentezza e quasi senza dare modo al lettore di individuare il colpevole, che alla fine si rivelerà assolutamente scontato. La passione e il trasporto per la lettura si perdono facilmente per strada....
Io, il lettore
Scritto da giuls84 il 27 ottobre 2010
Mi ero già fatta un'idea di chi fosse l'assassino e durante la lettura non ho fatto altro che concentrarmi sul mio sospetto. Ho interagito con il libro, ho seguito gli indizi, ho partecipato alle disquisizioni intorno alla miniatura e alla domanda che da sempre, in ogni momento storico, caratterizza qualsiasi cultura e tecnica artistica ovvero: aprirsi al nuovo o restare fedeli alla tradizione? La domanda delle domande si complica se alla risposta ne conseguono effetti che contrastano con i dogmi delle religioni, in questo caso quella islamica. Insomma, alla fine, i miei sospetti erano sbagliati, ma l'autore mi ha tenuto incollata e col fiato sospeso fino all'ultima riga. Una storia molto particolare, vibrante e ricca di passioni; alcuni hanno paragonato il libro a "Il nome della rosa", effettivamente ci sono non pochi punti in comune; può essere letto con più chiavi di lettura o dando diverse interpretazioni dal "semplice" giallo, al romanzo storico o al saggio di miniatura orientale, ma quello che secondo me rende questo libro speciale è la sua costruzione assolutamente originale. Leggere questa storia è come guardare uno di quei volumi miniati descritti nel testo, seguire tutte le sotto-storie raffigurate al loro interno contemporaneamente e riuscire ad essere nella testa di tutti i personaggi presenti sulla scena, avendo a disposizione tutti i punti di vista. Semplicemente fantastico.
il nome della rosa e Q in salsa turca
Scritto da millericcioli il 02 settembre 2010
Questa volta Pamuk l'ho letto tutto! Certo, se avesso eliminato almeno centocinquanta pagine, avrei assegnato cinque stelle, e sicuramente la lettura sarebbe stata più scorrevole. Le ripetizioni, i dettagli ridondanti sul mondo della miniatura mettono a dura prova la pazienza dei poveri lettori non addetti ai lavori che vogliono solo sapere se il nostro eroe alla fine quaglia o no e chi è mai l'assassino.(Da me non saprete nulla) Ciononostante il romanzo merita di essere letto fino alla fine e Pamuk è veramente bravo. Come fa a scrivere così bene? Come ha fatto a trasportarmi dall'autobus incasinato diretto all'Eur al mercato delle spezie fino a farmi sentire i profumi, i colori, i suoni? Pochi riescono a emozionarmi descrivento amori lontani perdopiù dipinti in una miniatura, come quello di Cosroe e Shirin; Pamuk ha saputo ritrarre un periodo storico molto interessante e l'eterno dilemma: mantenere le tradizioni, o aprirsi al nuovo che avanza? Molto originale la scelta di non affidarsi ad un unico io narrante. La pagina "io sono la moneta" è spettacolare, peccato che sia troppo lunga, l'avrei messa nelle mie note a margine, e così quella che ha dato il titolo al libro.
splendido romanzo
Scritto da Viana il 06 gennaio 2009
L'incredibile abilità narrativa di Pamuk rende la lettura del romanzo un'esperienza straordinaria. Il continuo mutare della voce narrante permette al lettore di comprendere la complessità dei personaggi e di seguire con maggiore pathos lo svolgersi del romanzo.
Il mio nome è rosso
Scritto da alelamb il 05 settembre 2008
Una recensione superficiale potrebbe definirlo un thriller. Della detective story ha delitti e assassino, nonchè l'espediente che ogni personaggio narratore (ovviamente il colpevole in particolare) nasconde certi particolari che rivelerebbero troppo. Ma parla di filosofia, di arte (la disputa tra pittori occidentali e miniaturisti per il primato della loro arte nel 500), di amore carnale e di morte. Il finale è catartico, senza giudizi nei confronti dell'omicida. Da sottolineare il passo in cui una delle vittime descrive le sensazioni provate al momento della propria morte, da brividi per la sensibilità e la raffinatezza della prosa. Forse bestemmio, ma lo trovo molto simile a "il nome della rosa", anche per la fatica con cui si leggono le prime 100 pagine, una specie di "prova di resistenza", di iniziazione che solo i più tenaci superano, meritandosi il beneficio del capolavoro
Il mio nome è rosso
Scritto da eliasiles il 10 luglio 2008
Pamuk o lo si ama o lo si odia. E penso lo si debba amare da subito, altrimenti può apparire troppo "pesante". Il mio nome è rosso non smentisce affatto la bravura del suo autore che, è doveroso ricordarlo, ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura. Non è facile leggere questo libro, ma allo stesso tempo permette una totale immersione in un mondo affascinante, tanto che sembra di poter camminare per le vie di Istanbul a fianco a Nero. La storia rapisce, i personaggi si ha sempre più voglia di scoprirli man mano che la narrazzione procede. Ma per essere rapiti da queste pagine Pamuk lo si deve amare davvero!
il mio nome è rosso
Scritto da mercurylondon il 02 giugno 2008
l' ho trovato piatto e piuttosto noioso: inizialmente il mondo delle miniature è affascinante ma poi invade tutta la trama, rallenta l' evoluzione della stpria. mi aspettavo di meglio.
bello ma non bellissimo
Scritto da alleyezonme il 10 maggio 2008
La storia prende, ma fino a un certo punto. Non è troppo coinvolgente e un po mi ha annoiato. Non è il suo migliore. Annoiato.
bello!
Scritto da phyllis85 il 07 marzo 2008
bello! bello! bello! due mondi a confronto, due culture. L'arte del disegno miniaturista, i particolari del colore delle forme, il significato delle immagini... bello! e poi, rispetto, tanto rispetto per i valori della cultura orientale. In effetti, il nobel non si vince per caso!
Il mio nome è rosso
Scritto da 2500019442573 il 30 giugno 2007
Un libro che si legge piacevolmente e che dimostra quanta forza dia l'amore! anche quello negato x anni.






