
Prima di morire addio
di Fred Vargas
€ 14,02
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- Listino€ 16,50EditoreEinaudiCollanaEinaudi. Stile libero bigData uscita30/03/2010
- Pagine200LinguaItalianoEAN9788806182328
Sinossi
Henri Valhubert, editore ed esperto d'arte, viene assassinato mentre è a Roma per indagare sulla provenienza di un misterioso disegno di Michelangelo apparso sul mercato francese. A essere sospettati il ribelle figlio Claude, studente e residente a Roma insieme agli inseparabili amici Tibére e Néron, e la misteriosa e affascinante Laure, giovane seconda moglie di Henri e matrigna di Claude. Ma anche se la pista di un movente legato al disegno di Michelangelo sembra essere la più credibile... Il silente magistrato Valence e il loquace commissario Ruggieri si ritrovano, loro malgrado, a lavorare fianco a fianco per risolvere il caso.
- È riuscito a procurarsi il rapporto preliminare della polizia italiana?
- Mezz'ora fa, signor ministro. È più grave del previsto. Suo fratello Henri Valhubert è deceduto ieri sera alle undici e mezzo. Gli hanno somministrato una dose enorme di cicuta. È crollato a terra nel giro di pochi secondi. Alcuni testimoni lo hanno visto cadere. Ma nessuno ha visto la mano che gli aveva offerto il bicchiere.
- Cicuta?
- Cicuta maggiore, sì. Era un decotto di semi molto artigianale.
- Artigianale ma efficace. La cicuta maggiore, il veleno degli antichi greci, dei condannati ateniesi. È la morte di Socrate, dolce e rapida.
(Fred Vargas, Prima di morire addio)
Recensioni
Ce livre est un flop!
Scritto da Delizia il 23 dicembre 2010
Davvero deludente questo romanzetto della Vargas! Bisogna però premettere che qui in Italia è uscito quest'anno, mentre in Francia è stato pubblicato nel 1994, prima che, con tutta evidenza, la scrittrice mettesse a punto gli strumenti del mestiere. Trama ben poco avvincente, personaggi solo abbozzati, non credibili, calati in una città nella quale stanno come le perle ai porci. I colpi di scena sono annacquati, manca l'ironia con la quale la scrittrice ci ha viziati. Insomma, sarebbe stato meglio che l'Einaudi ci avesse risparmiato questa uscita.
Un romanzo poco riuscito
Scritto da kosmomertel il 10 novembre 2010
Devo subito dire che ho letto questo romanzo in lingua originale, e, per quanto io non sia (neanche lontanamente) un traduttore, non capisco come si possa essere arrivati al titolo italiano. In francese infatti il titolo suona "ceux qui vont mourir te saluent" che è in pratica il latino "morituri te salutant", grido dei gladiatori prima di un combattimento dalle sorti incerte. Detto questo, proprio il titolo si lega ai tre personaggi principali, "i tre imperatori", Claudio, Nerone e Tiberio, giovani francesi che abitano a Roma. Ma se l'idea iniziale, quella cioé di costruire un delitto tra Francia e Roma, con personaggi dalle forti connotazioni personali, poteva risultare interessante, il libro che ne risulta è invece abbastanza banale e i personaggi sono, sotto molti punti di vista, steriotipati. Un finale deludente, fa sì che questo libro si possa annoverare tra quelli peggiori della scrittrice francese. Consiglierei quindi, ai i neofiti di questa scrittrice, di cominciare da altri e più interessanti titoli.
Una Vargas ancora acerba.
Scritto da LaMelaMarcia il 05 ottobre 2010
Chi legge, conosce e apprezza la Vargas non può, certo, rimanere pienamente soddisfatto da questo romanzo. Che, va detto, è solo la sua terza fatica letteraria. Quindi, non siamo affatto davanti "all'ultimo romanzo" della scrittrice francese ma ad una pubblicazione italiana "postuma", come oramai ci ha, purtroppo, abituati la cara (sotto tutti gli aspetti) Einaudi. Cosa ne consegue? Beh, che i personaggi ben delineati e caratterizzati, che sono la forza dell'opera della Vargas qui rimangono solo abbozzati. L'ambientazione è anch'essa scarna, siamo a Roma e non si parla neanche per un attimo dei suoi monumenti, delle sue bellezze. Il finale non è poi così sorprendente. Vale comunque la pena leggerlo per cogliere le analogie tra gli imperatori Nerone, Tiberio e Claudio (protagonisti di questo romanzo) e i Tre Evangelisti che, personalmente, tanto mi piacciono. E come non rivedere in Valence e Laura, Adamsberg e Camille??? Insomma un romanzo che getta le basi, per la Vargas che verrà e che tanto amiamo. Accontentiamoci. Non ci resta che aspettare impazienti l'"ultimo romanzo" di Fred Vargas! Quello vero, però!
deludente
Scritto da libromania il 18 settembre 2010
molto brutto!una vera delusione per gli amanti di Vargas e del suo straordinario commissario Adamsberg!finale scontato e personaggi banali!
raschiano il fondo
Scritto da vgfausto il 05 giugno 2010
...del barile. Pubblicano adesso, 2010, una bozza di romanzo del 1994, probabilmente un canovaccio sul quale si sarebbe ancora dovuto lavorare. Siamo sicuri che in Francia sia stato pubblicato? Se la signora Vargas non ha nulla di nuovo si può anche saltare un anno o ripubblicare (vedi la trilogia recente in un unico volume). E poi: 16,50 per poche pagine scritte male.... qui mi sembra che ci sia anche disonestà o, nella migliore delle ipotesi, voglia di spremere quei pirla degli appassionati, come me, che comprano i libri prima di averne letto la recensione. Con la Vargas vi assicuro che questo non accadrà più.
deludente
Scritto da ziacassie il 27 aprile 2010
E' così brutto, ma così brutto, che c'è da domandarsi se l'abbia scritto lei o un italiano che non abbia mai scritto, mai pensato, mai immaginato. Da evitare come la peste. (e per dirlo io che amo la Vargas...)
che delusione....
Scritto da e.antonetti il 20 aprile 2010
ogni volta che vedo un nuovo romanzo di Fred Vargas in libreria non posso non comprarlo. E di solito la Vargas non delude le mie aspettative, ma non questa volta. Personaggi irritanti e stereotipati (alcuni sembrano il primo e mal riuscito abbozzo degli evangelisti), trama scadente e finale scontato. Se la "follia" di Adamsberg e le peculiarità degli evangelisti sono affascinanti, in questi personaggi (il poliziotto francese indipendente, il poliziotto italiano un po' scontato, la femme fatale, il cardinale con charme, la bibliotecaria zitella, etc) le caratteristiche risultano false e fastidiose e molti dei dialoghi sono inutili. Perciò spero che la Einaudi si decida a pubblicare con più costanza (e rispettando la cronologia delle uscite francesi: questo è del 1994...) i romanzi di Adamsberg e compagnia. Fred Vargas è davvero brava ma non questa volta...






