Hrabal, Kafka esploso?
Scritta il: 29 settembre 2010
Come parlare di uno dei più grandi autori della seconda metà del secolo scorso, una delle classiche esplosioni d'arte, sintomo e sottolineatura del nulla crescente tutto attorno? vetta di montagna, o punta di spillo, appuntita e definitiva? ...Hrabal come esplosione di Kafka? Che le sue radici siano queste è risaputo ed evidente. Che lo sviluppo ha portato a tutt'altro, altrettanto. Sì, Hrabal esplosione di Kafka. L'onirismo chiuso, tendente a implodere, a fare immagine simbolo, inaccessibile alla ragione eppure perfettamente rappresentativa con tutta la sua carica di inquietudine ed oscurità, della scrittura del secondo, vengono portati dal nostro successore all'estremo, fino ad esplodere e a precipitarlo, tramite la parola, e tramite un vitalismo e un desiderio di vita fuori dall'ordinario, in seno alla realtà. La più nuda realtà, alla quale, violentemente lacerati i classici "veli, di Maya", solo la vivacità della creazione oppone ormai rimedio e difesa, in una estenuante rincorsa alla vita affinché l'una e l'altra non si separino. Un autore magico per una "città magica", di cui assimila la linfa stessa, nera linfa eppure ossigenatissima di vita. E in questo libro quasi iperreale, quasi documentaristico, che tramite una piccola quasi scontata invenzione diventa pura arte, forse più che in ogni altro e al pari solo con la "solitudine", mette a nudo con vivacità e ironia tutti i proprio turbamenti, le ossessioni, le manie, e parte essenziale della propria vita. Poi, se ha mai valore l'affermazione "o lo si odia o lo si ama", è certo valida per Hrabal, così facile, ma esplose ed esplosivo nel suo flusso di scrittura, da risultare a qualcuno impossibile. Ma per chi lo ama, "le nozze" è imperdibile proprio per il suo contenuto rivelatorio.


