
Sabato
di Ian McEwan
€ 10,20
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- Listino€ 12,00EditoreEinaudiCollanaSuper tascabiliData uscita30/10/2006
- Pagine292LinguaItalianoEAN9788806184865
Sinossi
Quello che doveva essere un sabato libero dal lavoro, dopo una settimana massacrante, diventa per Henry una strada in salita, irta di ostacoli. In programma c’era una partita di squash, una visita all’anziana madre, le prove di un concerto di Theo, il figlio chitarrista, e poi la cena a base di zuppa di pesce – la specialità culinaria di Henry – una cena in cui si doveva celebrare il ritorno a casa di Daisy, la figlia che vive a Parigi, dopo sei mesi di assenza. Ma sulla levigata superficie della giornata da dedicare a tempo libero e famiglia parte un’incrinatura. Un banale incidente d’auto si trasforma nella minaccia che può distruggere tutto ciò che Henry ha di piú caro.
Recensioni
Un libro che non ho saputo aprezzare
Scritto da Py87 il 22 dicembre 2011
Non è il primo romanzo dell'autore che ho letto (Ho adorato espiazione!), anzi... che ho cercato di leggere. Non l'ho portato a termine. Sono arrivata, con estrema fatica, a pagina 40 circa e poi l'ho abbandonato. Stancanti e noiose le lunghe e minuziose descrizioni. Soprattutto quelle relative alle operazioni chirurgiche che hanno urtato la mia sensibilità: mi sono ritrovata a saltare paragrafi (cosa che non mi era mai successa!) pur di non leggere certe cose, poi ho detto basta.
Il Sabato che ti cambia la vita
Scritto da luciocelot il 19 dicembre 2011
Che giornata, quella del neurochirurgo Henry Perowne, che sabato, quello che cade il 15 febbraio 2003 a Londra, tra paure di attentati, squilli di guerra e una grande manifestazione pacifista come non se ne sono mai viste…Si è svegliato presto, il dottore, e alla finestra ha visto una scia di fuoco, un aereo in fiamme che riesce ad atterrare a Heathrow non senza suscitare nello spaventato spettatore il timore che si tratti proprio dell’attentato che a Londra tutti attendono come un evento ineluttabile. Inizia così Sabato di Ian McEwan, un romanzo che racconta dell’11 settembre non parlando dell’11 settembre ma piuttosto delle paure e dell’insicurezza che da quell’evento non ci hanno più lasciato. Stimato professionista, benestante, felicemente sposato, con un figlio che a 18 anni è già una promessa del blues e una figlia poco più che ventenne che sta per pubblicare il primo libro di poesie presso una prestigiosa casa editrice, il protagonista del libro di McEwan passerà 24 ore durante le quali incontrerà il Male: e non in forma di un aereo che si abbatte sulla città o di un attentato in una strada frequentata all’ora di punta ma sotto le spoglie di Baxter, un teppista di strada che incrocerà per due volte (in verità sarebbero tre, ma…) la strada di Henry. Romanzo pensabile come un’ellisse, un percorso esistenziale e topografico per le vie londinesi attraversate dal protagonista a bordo della sua lussuosa auto, i cui fuochi sono i due incontri con Baxter, entrambi all’insegna di una violenza che trova nello stato psicopatologico del delinquente la sua ragione prima. Le certezze borghesi, la famiglia, due figli di cui essere fieri e orgogliosi, una moglie di successo con cui c’è ancora amore vero, una vita professionale brillante: tutto questo si trova, ad un certo punto del racconto, su un pericoloso crinale, pronto a dissolversi per mano di un malato non per questo meno pericoloso. Saranno la bellezza della poesia e il rigore morale del protagonista a salvare il mondo prezioso di Henry, che si troverà comunque a dover rivedere la propria gerarchia di priorità. Un linguaggio precisissimo, analitico, a volte tecnico in modo estenuante: ma così deve essere per scandagliare senza remore e ipocrisie le nuove paure con cui dobbiamo fare i conti.
un sabato
Scritto da rcdv il 29 aprile 2011
Un racconto stupendo che ti prende, ti avvolge, ti incalza a continuare in un crescendo di avvenimenti. Uno stile di scrittura perfetto, raffinato ed elegante. La storia di una giornata vissuta nella sua completezza, densa di avvenimenti, di reminiscenze e di collegamenti al passato familiare e all'11 settembre. Il ritratto di una famiglia meravigliosa, dove niente potrebbe essere più perfetto. Il sabato di un uomo speciale, marito amatissimo e ancora innamoratissimo, padre amorevole e molto presente, professionista di rilievo e di immensa umanità. Una splendida lettura.
Il momento di una vita
Scritto da rosscentorrino il 02 marzo 2011
La stanchezza di una settimana d'intenso lavoro, gioca un brutto scherzo al riposo del dottor Henry. Un tranquillo, quanto usuale, sabato si trasforma in un giorno pieno di eventi che scateneranno nel protagonista un flusso di ricordi , atti a far apprezzare ancor più, ove possibile, la sua fantastica famiglia. Un romanzo in cui l'introspezione del protagonista la fa da padreone, prendendo il sopravvento sui fatti in se della storia. Ricercato nei particolari, si corre il rischio di perdere il contatto con la logicità e naturalezza della scena, faticando a trovare il corso della trama.
yes week-end!
Scritto da il_cala il 21 dicembre 2010
Di per sé l'idea è ottima. Il sabato, dal precoce risveglio al tardo momento del sonno, come struttura intorno al quale costruire un romanzo, dando libero sfogo a riflessioni a mente libera, nel giorno della settimana che più da la possibilità di fare ciò. E la cosa mi è piaciuta, il protagonista che si sveglia, vede accadere qualcosa, gli parte il pippone mentale su cosa sia realmente successo, e da lì via per tutta la giornata. Però in certi punti è davvero troppo troppo lungo, voglio dire, ok, io non sono uno sportivo, ok, io mi dilungo sempre e comunque, ma 18 pagine per una partita di squash sono troppe, sempre e comunque, senza sé e senza ma (cit.). E spesso l'autore da l'impressione di autocompiacersi un po' troppo nelle digressioni scientifiche-filosofiche-filoreligiose del protagonista, che diventano quasi esercizi di stile più che parti fondamentali di un romanzo. Ed il finale, dove tutto accelera all'improvviso, forse è un po' forzato. Però l'idea è valida e confesso che ho bastardamente invidiato l'abitudine del dott. Perowne di gestirsi una giornata in modo da regalarsi parecchie gratificazioni, dallo sport, alla musica, al cucinare con calma. E altrettanto confesso che spesso anche io, quando ne ho il tempo, mi perdo tra i miei complicatissimi pensieri. E nei propositi per il 2010 c'è di imparare a cucinare il pesce. Libro valido, ma macchinoso.
da leggere
Scritto da garofano il 21 agosto 2008
Bello. I pensieri del protagonista seguono un andamento sconnesso , come accade a tutti noi nel corso di una giornata teoricamente rilassata. Sono splendidamente riportate le riflessioni e danno voce a tanti tuoi pensieri e preoccupazioni.






