
L'infinito istante
Saggio sulla fotografia
di Geoff Dyer
€ 22,10
( -15%)Spedizione - Italia 1-2 giorni lavorativi
Spedizione gratis in Italia
Sinossi
Geoff Dyer è considerato in patria tra gli autori piú originali degli ultimi anni ed è noto in Italia soprattutto per il suo Natura morta con custodia di sax. Oltre che di musica è anche da sempre appassionato di fotografia. Eppure, confessa in questo nuovo libro, non possiede nemmeno una macchina fotografica: «le sole volte che scatto delle foto è quando i turisti mi chiedono di fargliene una, con la loro macchina. (Queste rare opere sono adesso disperse in giro per il mondo in collezioni private, soprattutto in Giappone)». Ma cosí come il non conoscere la musica non gli ha impedito di scrivere un libro in piena empatia con l’universo del jazz, Dyer ha ora bilanciato questo apparente svantaggio con tutta l’originalità che i lettori gli riconoscono, e ha scritto una particolarissima storia della fotografia. Cercando di identificarne gli stili specifici, Dyer guarda al modo in cui figure di riferimento come Alfred Stieglitz, Paul Strand,Walker Evans, André Kertész, Dorothea Lange, Diane Arbus e Wiliam Eggleston hanno fotografato gli stessi oggetti (cappelli, scale, panchine, negozi di barbiere, cartelli, strade): «volevo capire se lo stile può essere identificato nel e dal contenuto, se è inerente a esso. L’unico modo per farlo era vedere come persone diverse fotografavano la stessa cosa». Ne risulta un racconto originale e divertente in cui questi fotografi – molti dei quali non si incontrarono mai – vengono continuamente a contatto gli uni con gli altri.
Altre informazioni
- Genere:fotografiaParole chiave laFeltrinelli:fotografia e fotografi, fotografiastoria, saggi letterari, fotografiatemi, arte dal 1900 in poiTraduttoriMaria Virdis
- Listino€ 26,00EditoreEinaudiCollanaSaggiData uscita10/09/2007
- PagineXIII-263FormatobrossuraLinguaItalianoEAN9788806185336
Recensioni
Sorprendente
Scritto da giddia il 25 novembre 2011
Ho comprato questo libro su consiglio di un'amico. Ammetto che lo scetticismo verso un saggio fotografico scritto da uno che ammette di non avere mai posseduto una macchina fotografica era forte. Errore. Il libro è sorprendente, forse proprio perchè scritto e vissuto da occhi esterni alla fotografia. Una grande panoramica dalle origine della foto fino all'era attuale, un raffronto continuo di diversi autori e la consapevolezza che tutto è stato già visto, raccontato e fotograto ma che, nonostante ciò, è sempre possibile ancora dare un'impronta personale al soggetto, anche il più banale. Un libro altamente consigliato.



