Casualità e buone letture
Scritta il:
17 novembre 2008
Tempo fa ero in libreria ho incontrato una donna che mi ha consigliato questo libro chiedendomi prima di che umore fossi. Io le ho risposto "Adirata" e lei mi ha detto "Prendi questo: ti farà compagnia e placherà la tua rabbia". Ho letto quel libro come un regalo prezioso. Mi spiace non aver avuto la presenza di spirito di chiedere alla donna come potessi rintracciarla in seguito, perché davvero avrei una tal voglia di ringraziarla! Il libro è bellissimo, ed adesso vi tocca la mia recensione!
Il libro racconta del rapporto conflittuale fra la narratrice e la sua donna di servizio, Emerenc. Mentre il racconto si dipana, si cominciano a canoscere diversi personaggi, ognuno dei quali ha un valore intrinseco forte. Le due donne sono al centro di una legame talmente unico che è inspiegabile. Ciò che le divide culturalmente le unisce umanamente. Ogni personaggio, ogni situazione sono descritte con una raffinatezza, una acutezza che penetrano nell'anima. La storia è malinconica, ma non arriva mai ad essere claustrofobica, anzi lascia un retrogusto dolce, la dolcezza propria di quando si ricorda qualcosa che è passato per sempre e che non si è riuscito a vivere come si sarebbe voluto. I rapporti fra tutte le persone sono indagati con riservatezza, ma mediante descrizioni puntuali, in modo che il lettore conosco i legami, ne capisca l'entità, individui ancora più chiaramente il carattere delle protagoniste, ma non perda il filo del racconto. Insomma: uno di quei libri che appassionano, che fremono quando li riponi nel comodino, e ti urlano "LEGGIMI" e appena li hai finiti, ti senti orfana di qualcosa, o meglio è come se la vita dentro il libro continuasse ma non ti venisse dato modo di parteciparvi oltre...
La citazione che ho scelto ha due funzioni: la prima dimostrarvi il genere di scrittura che ho trovato eccellente, la seconda di darvi un assaggio del caratterino di Emerenc e del rapporto fra le due donne. La discussione è incentrata su un cane di terracotta che Emerenc regala alla padrona: una statua sbeccata, sproporzionata, brutta!
Citazione: "[...]-Emerenc- le dissi con tono insolitamente serio -[...]Quella non è un'opera d'arte, è kitsch-. I suoi occhi luminosi, blu, si voltarono verso di me. Per la prima volta notai in lei interesse, simpatia, attenzione, invece di un manifesto disprezzo. -Che cos'è il kitsch?-. Mi scervellai per spiegare le colpe di quel cane innocente, fabbricato in modo dozzinale con un corpo sproporzionato. Kitsch è un oggetto che ha qualcosa di non vero, che le persone hanno inventato solo per soddisfare un piacere superficiale e modesto, il kitsch è finto, falso, posticcio. -Questo cane è falso?- chiese indignata - è una cosa che inganna? Non possiede forse tutto quello che dovrebbe avere, orecchie, zampe, coda?"