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La porta

Magda Szabo

La porta

Prezzo online:
€ 9,35-15%

 

Listino
€ 11,00
Editore
Einaudi
Collana
Tascabili scrittori
Data uscita
22/01/2007
Pagine
247
Lingua
Italiano
EAN
9788806186173

Un intenso romanzo che racconta la relazione tra due donne – Magda, la scrittrice, ed Emerenc, la sua donna di servizio – sullo sfondo dell’Ungheria degli anni ’60 e ’70 del Novecento.

Parole chiave laFeltrinelli
Ungheria,narrativa ungherese,narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Traduttori
Bruno Ventavoli
Titolo originale
Az ajtò
Genere
letteratura internazionale

la Community

"...non vale la pena vivere se non hai nessuno felice d'aspettarti quando rincasi..."

Scritta il: 27 dicembre 2011

E' come essere seduti a fianco di Magda, l'autrice/protagonista, ed ascoltare, magari in piovoso pomeriggio d'autunno, magari di fronte ad una tazza di the fumante, il racconto della straordinaria Emerenc. Pagina dopo pagina il ritratto diventa sempre più vivido e profondo. Procede con cadenzata lentezza ma, proprio per questo, diventa ammaliante. Non una folgorazione per quanto mi riguarda. Credo invece sia uno di quei libri che riscoprirò dopo giorni, settimane, mesi, quando le immagini da esso evocate si riaffacceranno, inesorabili, nella mia mente...

JOSEPH
Vicomte_de_Valmont

Tocca il cuore...

Scritta il: 24 settembre 2010

Tempo fa ero in libreria ho incontrato una donna che mi ha consigliato questo libro chiedendomi prima di che umore fossi. Io le ho risposto "Adirata" e lei mi ha detto "Prendi questo: ti farà compagnia e placherà la tua rabbia". Ho letto quel libro come un regalo prezioso. Mi spiace non aver avuto la presenza di spirito di chiedere alla donna come potessi rintracciarla in seguito, perché davvero avrei una tal voglia di ringraziarla! Il libro è bellissimo, ed adesso vi tocca la mia recensione! Il libro racconta del rapporto conflittuale fra la narratrice e la sua donna di servizio, Emerenc. Mentre il racconto si dipana, si cominciano a conoscere diversi personaggi, ognuno dei quali ha un valore intrinseco forte. Le due donne sono al centro di una legame talmente unico che è inspiegabile. Ciò che le divide culturalmente le unisce umanamente. Ogni personaggio, ogni situazione sono descritte con una raffinatezza, una acutezza che penetrano nell'anima. La storia è malinconica, ma non arriva mai ad essere claustrofobica, anzi lascia un retrogusto dolce, la dolcezza propria di quando si ricorda qualcosa che è passato per sempre e che non si è riuscito a vivere come si sarebbe voluto. I rapporti fra tutte le persone sono indagati con riservatezza, ma mediante descrizioni puntuali, in modo che il lettore conosco i legami, ne capisca l'entità, individui ancora più chiaramente il carattere delle protagoniste, ma non perda il filo del racconto. Insomma: uno di quei libri che appassionano, che fremono quando li riponi nel comodino, e ti urlano "LEGGIMI" e appena li hai finiti, ti senti orfana di qualcosa, o meglio è come se la vita dentro il libro continuasse ma non ti venisse dato modo di parteciparvi oltre... La citazione che ho scelto ha due funzioni: la prima dimostrarvi il genere di scrittura che ho trovato eccellente, la seconda di darvi un assaggio del caratterino di Emerenc e del rapporto fra le due donne. La discussione è incentrata su un cane di terracotta che Emerenc regala alla padrona: una statua sbeccata, sproporzionata, brutta! Citazione: "[...]-Emerenc- le dissi con tono insolitamente serio -[...]Quella non è un'opera d'arte, è kitsch-. I suoi occhi luminosi, blu, si voltarono verso di me. Per la prima volta notai in lei interesse, simpatia, attenzione, invece di un manifesto disprezzo. -Che cos'è il kitsch?-. Mi scervellai per spiegare le colpe di quel cane innocente, fabbricato in modo dozzinale con un corpo sproporzionato. Kitsch è un oggetto che ha qualcosa di non vero, che le persone hanno inventato solo per soddisfare un piacere superficiale e modesto, il kitsch è finto, falso, posticcio. -Questo cane è falso?- chiese indignata - è una cosa che inganna? Non possiede forse tutto quello che dovrebbe avere, orecchie, zampe, coda?"

Samantha
Elisewin72

Straordinario

Scritta il: 07 settembre 2010

Ne sono rimasto folgorato. Un libro bellissimo e indimenticabile. Emerenc è una donna che non può lasciare indifferenti. E'eccessiva in tutte le sue manifestazioni umane. Ma si soffre con lei, si ride con lei, si invidia la sua saggezza. Ha un che di magico, per la dicotomia tra il grande senso pratico e la assoluta segretezza in cui vive, la pervicacia con cui difende l'inaccessibilità del proprio mondo. Tutto il libro è attraversato da una meravigliosa malinconia. Struggente nei ricordi delle due protagoniste. Il peso delle parole pensate e non dette. Di quelle emozioni che il cuore sente ma che la testa non sa esprimere. Il vuoto emozionale cui ci si confina quando la vita ci mette alla prova più e più volte. Nel libro trova ampio spazio il conflitto che è in ciascun essere umano; ovvero l'incoerenza tra il pensiero e l'azione; rimorso e solitudine ne sono diretta conseguenza.

MASSIMILIANO
massimilianopolito

IL LIBRO CHE REGALO

Scritta il: 28 agosto 2010

Con maggior frequenza da quando ho incontrato questa autrice ungherese scomparsa nel 2007 . Il romanzo narra la storia del rapporto fra una scrittrice (in cui si possono ritrovare episodi delle vita della Szabo ed in particolare il suo rapporto conflittuale con il regime ungherese prima della caduta del muro) e la sua donna di servizio, Emerenc. Emerenc, è il personaggio chiave, emerge, prende consistenza, esce dall'ombra, si staglia nella sua grandezza tragica grazie all'instaurarsi di un legame d'amore, d'amicizia, di complicità, ma anche di grande scontro e conflitto, con la scrittrice Magda, l'io narrante. non ho amato questa figura di donna egocentrica, estremamente colta ma superficiale e “leggera” nell’agire, perennemente concentrata sulla proprie difficoltà, bisognosa di assidua attenzione ed ammirazione. Il rapporto tra le due donne ci viene narrato ripercorrendo il suo svolgersi nel corso degli anni, coinvolgendo una serie di figure decisamente particolari che contornano, quasi come un coro da tragedia, la vicenda. Emerenc, chiusa, gelosa della propria vita, delle sue cose, dei suoi affetti non permette a nessuno di varcare la porta della sua casa, Il senso di questo mistero si chiarirà nell'avanzare della narrazione, con lo svelarsi della storia e con l’avvicinarsi delle due donne, fino all'inevitabile tragico epilogo.. LEGGETELO

DEBORA
deborelli

intenso

Scritta il: 18 agosto 2010

un libro difficile, essenziale, duro, ma intenso come la sua protagonista..una grande scrittrice che spero sia sempre più amata.

LUISA
Noce

Sorprendente

Scritta il: 10 maggio 2009

Libro commovente: storia di due donne, diversissime per background e carattere che pur si affezionano l’una all’altra, diventando amiche, inevitabilmente, inspiegabilmente e quasi a malincuore! Memorabile in particolare la figura di Emerenc, animo scontroso, buono ed insondabile, che viene carpito alla riservatezza a piccole dosi, ma in modo davvero intenso. Davvero pregevoli i conflitti introspettivi della voce narrante, padrona di casa e scrittrice. Impossibile dimenticare, poi, Viola, che rispecchia in pieno i suoi simili, capaci solo di amare ma che sono spesso vittime, purtroppo, di crudeltà ed indifferenza. Praticamente un libro Sorprendente, con la esse volutamente maiuscola.

GIULIA
gyulya

Casualità e buone letture

Scritta il: 17 novembre 2008

Tempo fa ero in libreria ho incontrato una donna che mi ha consigliato questo libro chiedendomi prima di che umore fossi. Io le ho risposto "Adirata" e lei mi ha detto "Prendi questo: ti farà compagnia e placherà la tua rabbia". Ho letto quel libro come un regalo prezioso. Mi spiace non aver avuto la presenza di spirito di chiedere alla donna come potessi rintracciarla in seguito, perché davvero avrei una tal voglia di ringraziarla! Il libro è bellissimo, ed adesso vi tocca la mia recensione! Il libro racconta del rapporto conflittuale fra la narratrice e la sua donna di servizio, Emerenc. Mentre il racconto si dipana, si cominciano a canoscere diversi personaggi, ognuno dei quali ha un valore intrinseco forte. Le due donne sono al centro di una legame talmente unico che è inspiegabile. Ciò che le divide culturalmente le unisce umanamente. Ogni personaggio, ogni situazione sono descritte con una raffinatezza, una acutezza che penetrano nell'anima. La storia è malinconica, ma non arriva mai ad essere claustrofobica, anzi lascia un retrogusto dolce, la dolcezza propria di quando si ricorda qualcosa che è passato per sempre e che non si è riuscito a vivere come si sarebbe voluto. I rapporti fra tutte le persone sono indagati con riservatezza, ma mediante descrizioni puntuali, in modo che il lettore conosco i legami, ne capisca l'entità, individui ancora più chiaramente il carattere delle protagoniste, ma non perda il filo del racconto. Insomma: uno di quei libri che appassionano, che fremono quando li riponi nel comodino, e ti urlano "LEGGIMI" e appena li hai finiti, ti senti orfana di qualcosa, o meglio è come se la vita dentro il libro continuasse ma non ti venisse dato modo di parteciparvi oltre... La citazione che ho scelto ha due funzioni: la prima dimostrarvi il genere di scrittura che ho trovato eccellente, la seconda di darvi un assaggio del caratterino di Emerenc e del rapporto fra le due donne. La discussione è incentrata su un cane di terracotta che Emerenc regala alla padrona: una statua sbeccata, sproporzionata, brutta! Citazione: "[...]-Emerenc- le dissi con tono insolitamente serio -[...]Quella non è un'opera d'arte, è kitsch-. I suoi occhi luminosi, blu, si voltarono verso di me. Per la prima volta notai in lei interesse, simpatia, attenzione, invece di un manifesto disprezzo. -Che cos'è il kitsch?-. Mi scervellai per spiegare le colpe di quel cane innocente, fabbricato in modo dozzinale con un corpo sproporzionato. Kitsch è un oggetto che ha qualcosa di non vero, che le persone hanno inventato solo per soddisfare un piacere superficiale e modesto, il kitsch è finto, falso, posticcio. -Questo cane è falso?- chiese indignata - è una cosa che inganna? Non possiede forse tutto quello che dovrebbe avere, orecchie, zampe, coda?"

Semplicemente stupendo

Scritta il: 25 marzo 2008

Romanzo toccante e scritto egregiamente. impossibile dimenticare il personaggio di Emerenc, ancora oggi mi soffermo a pensarci con un pizzico di nostalgia. Consigliatissimo

ANTONELLA
antonella77

la porta

Scritta il: 05 marzo 2008

'La porta' è un romanzo notevole, bello, toccante. E' una storia di amicizia sofferta ma felice tra una scrittrice e un' anziana ma vitale domestica, Emerenc, amata in tutto il quartiere. Due mondi diversi, differenti modi di vivere e di pensare, che infine si incontrano in un legame fortissimo, indissolubile, non ostante gli errori e le incomprensioni. Di più non dico, perchè il romanzo merita di esser letto.

PASQUALE
mercurylondon


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