Per caso sa dove vanno d’inverno le anitre del Central Park?
Scritta il:
18 dicembre 2010
E’ uno di quei libri che dopo averlo preso alla biblioteca comunale ti viene voglia di comprarlo, di possederlo perché Holden Caulfield è ormai diventato un amico inseparabile. Si può definire un racconto soggettivo. Dove l’adolescente Holden ci narra le sue avventure. Dagli insuccessi al college e i strani compagni di stanza, alla fuga a New York e i racconti sulle ragazze. Il vecchio giovane Holden è forte, sicuro di se, anticonformista, possiede il senso dell’humor, è romantico ma quando ti sembra di conoscerlo si rivela fragile e pieno di insicurezze. E queste caratteristiche fanno di lui una persona incredibile ma reale, un vero amico. L’unica cosa che mi ha fatto storcere un po’ il naso, in alcune situazioni, è che è fottutamente benestante e ricco.(“Cristo santo”. Avrebbe aggiunto il vecchio Salinger). Alloggia in un hotel, passa da spettacoli costosi a viaggi interminabili in taxi. Ma forse, man mano che leggevo il libro, sono volato troppo con la fantasia e me lo sono immaginato diversamente. Comunque, al di fuori delle impressioni personali, resta un libro impedibile, da leggere! Fantastico il dialogo col taxista Horwitz. Sono scoppiato a ridere nel silenzio della biblioteca.