Cecità
Scritta il: 06 settembre 2011
Originale, impensabile, stimolante
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CecitàLibri
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In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All'inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un "mal bianco" che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l'inizio di un'epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l'intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. Tra la violenza e la lotta per la sopravvivenza si inserirà la figura di una donna che, con un gesto d'amore, ridarà speranza all'umanità.
Scritta il: 06 settembre 2011
Originale, impensabile, stimolante
Scritta il: 25 settembre 2010
La cecità in questo libro è, metaforicamente, quella dell'uomo moderno, incapace di "vedere" gli altri in quanto esseri umani. Gli interessi personali e l'egoismo sempre più esasperato portano l'umanità ad un totale abbrutimento, che scatena situazioni assurde ed atroci, e sempre più ingestibili. Questa condizione di disagio comune genera, piuttosto che solidarietà e collaborazione, uno spirito di sopraffazione e di crudeltà nei confronti dell'altro, che non può che spaventare e far riflettere. L'uomo sembra soggetto ad una continua degenerazione, e, alla luce di quanto avviene oggi nel mondo, tale epilogo assume ogni giorno di più connotati realistici. Un libro che ha il potere di devastare e di sconvolgere. Narrato con durezza, ritrae un mondo che fa inorridire ma che, purtroppo, non è poi tanto lontano dalla realtà.
Scritta il: 29 aprile 2010
Si sa, i buoni libri hanno il potere di trasportarci nella loro "realtà". Benvenuti in un incubo, allora! Affascinante, coinvolgente, raccapricciante, crudele, profondamente umano... "Cecità" è un libro indimenticabile.
Scritta il: 08 agosto 2009
Bellissimo. Se così si può dire di un testo che mette in evidenza i nostri più infimi e intimi comportamenti. Per fare questo Saramago utilizza una scrittura sognante, surrealista, kafkiana, poetica, critica e brutale. Nessun riferimento geografico, nominativo o temporale. Tutto avviene oggi, ieri, domani. Una spirale perfetta come sono perfetti i personaggi principali.
Scritta il: 07 gennaio 2009
Questo è un libro che lascia senza fiato, è di una profondità sconcertante. Ritmo, intreccio avvincente come pochi. Non posso far altro che consigliarne la lettura perchè vi prenderà dall' inizio alla fine senza respiro e non voglio nemmeno farne un sunto perchè non va rovinato.
Scritta il: 13 novembre 2008
Cosa porta un lettore a scegliere un libro? Non ricordo l'evento che ha portato Cecità nelle mie mani, ricordo solo l'impressione che mi fece quando leggendolo non vi trovai alcun segno di interpunzione e per la prima volta sentii che ero io a dare il ritmo alla lettura, anche io protagonista a mio modo. La storia è bella e terribile allo stesso tempo, l'umanità e la sua degenerazione fino agli atti più estremi e nefandi. Un libro imperdibile,in cui disperazione, caducità, incertezza e fragilità rappresentano la nostra umanità intera.
Scritta il: 30 giugno 2008
Non c'è limite alla bassezza degli uomini. Questa potrebbe essere una chiave di lettura per Cecità. Niente è più forte dell'istinto di sopravvivenza, anche questa è una chiave di lettura efficace. Il confine tra le due è assai labile, indefinito. Mors tua, vita mea non è una condotta accettabile tra "esseri civili", nonostante sia la legge di Madre Natura. In Cecità assistiamo alla caduta di ogni convenzione sociale, di qualsiasi filtro, qualsiasi umana compassione, in un crescendo di situazioni paradossali che portano gli sventurati protagonisti a perdere anche l'ultimo briciolo di dignità. Saramago porta il lettore per mano attraverso i vari stadi dell'abbrutimento, rendendo ogni passaggio quasi spontaneo, naturale, per cui ad un certo punto ci si "abitua" a cose che normalmente farebbero orrore. Del resto la storia è andata oltre la finzione, basta leggere i racconti dei reduci dei campi di concentramento.