Senza pietà
Scritta il:
30 giugno 2008
Non c'è limite alla bassezza degli uomini. Questa potrebbe essere una chiave di lettura per Cecità. Niente è più forte dell'istinto di sopravvivenza, anche questa è una chiave di lettura efficace.
Il confine tra le due è assai labile, indefinito.
Mors tua, vita mea non è una condotta accettabile tra "esseri civili", nonostante sia la legge di Madre Natura.
In Cecità assistiamo alla caduta di ogni convenzione sociale, di qualsiasi filtro, qualsiasi umana compassione, in un crescendo di situazioni paradossali che portano gli sventurati protagonisti a perdere anche l'ultimo briciolo di dignità.
Saramago porta il lettore per mano attraverso i vari stadi dell'abbrutimento, rendendo ogni passaggio quasi spontaneo, naturale, per cui ad un certo punto ci si "abitua" a cose che normalmente farebbero orrore.
Del resto la storia è andata oltre la finzione, basta leggere i racconti dei reduci dei campi di concentramento.