Sinossi
Affascinato dal prodigio di Salisburgo, Lorenzo Cherubini si è gettato a capofitto nell’ascolto della sua straordinaria musica, nelle biografie e nei saggi critici e soprattutto nelle centinaia di lettere scritte dallo stesso Mozart, per afferrare il segreto di quella musica che «ci parla della magia dell’universo... della creazione... dell’assoluto e del gioco». Eppure, come scrive Cherubini, piú si entra in contatto con la sua essenza e meno «si riesce a fare chiarezza», anzi si rimane «ancora più confusi e invischiati nel suo mistero». Da tutto questo cercare è nata “La parrucca di Mozart”, un libretto d’opera in tutto e per tutto. Ma non solo. Un racconto appassionato, ironico, gioioso, a tratti melanconico, della sua breve ma intensa esistenza: il rapporto con quel padre Leopold che ha fatto di lui un musicista ammirato da tutte le corti d’Europa e la madre, la sorella-amica Nannerl e la moglie Costanza, i viaggi in giro per il mondo, le fitte relazioni con il potere e con l’aspetto ludico della vita, e ancora la ferrea disciplina e l’impetuosa spensieratezza, l’imperativo categorico dell’impegno creativo e l’infinito desiderio di libertà. Con parole che fanno pensare, con canzoni in rima che fanno ballare, con disegni che fanno immaginare, Lorenzo Cherubini regala a lettori grandi e piccini un incontro insolito e fascinoso con la musica del maestro austriaco, «convinto che nella musica ci sia una chiave per innamorarsi del mondo». “La parrucca di Mozart” è andata in scena per la prima volta nel 2006 al Teatro Signorelli di Cortona con le musiche e la regia di Bruno de Franceschi.
Recensioni
Il bambino prodigio
Scritto da lizzyblack il 06 agosto 2010
Vien voglia di allestire uno spettacolo. Già, e la voglia aumenta leggendo la nota a fondo, che fornisce un indirizzo email per avere le partiture ;) La figura di un Mozart perennemente bambino, scherzoso e impertinente, che lancia la sua parrucca, che cambia di continuo è, per me, semplicemente fantastica. Mozart è il mio mito, colui su cui quasi sempre cade la mia scelta, che sia per ascoltare o per suonare. Perchè ha scritto tanto, nonostante la sua breve vita, ed ha scritto per tutti. Così, in questa versione teatrale, Wolfang si riprende la sua vera natura, di uomo troppo giovane per essere tale, di anima creata grande per ringiovanire a poco a poco. Adorabile la scena dell'incontro con la morte. ps. I disegni sono davvero divertenti ;)







