I malcontenti
di Paolo Nori
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- Listino€ 16,00EditoreEinaudiCollanaI coralliData uscita02/03/2010
- Pagine170LinguaItalianoEAN9788806200565
Sinossi
"La storia principale che si racconta nei Malcontenti è la storia della relazione tra due ragazzi poco meno che trentenni, che appena usciti dall'università e dallo spaesamento post universitario provano a entrare, come si dice, nel mondo, e provano a farlo senza far saltare per aria la loro relazione, ed è la storia di come questa relazione poi alla fine salta per aria quando i due si mettono a lavorare insieme a un festival che si chiama Festival dei malcontenti (al quale dovrebbero partecipare quelli che non sono contenti dello status quo). Questa storia viene raccontata da uno che abita sotto di loro, che di quella relazione, di quell'entrata nel mondo e di quell'esplosione, vede in un certo senso solo i riflessi, i raggi che partono da quell'appartamento e che arrivano fino a lui in forma di suoni, rumori, umori, confessioni, reticenze e richieste d'aiuto. Intorno a questa vicenda si muovono, nel libro, diverse altre cose, la principale delle quali, mi sembra, è la messa a fuoco dello stato non tanto di una generazione, come verrebbe da dire, ma di più generazioni, di quelli che vanno in giro, oggi, in Italia, avendo tra i 25 e i 45 anni, e che si potrebbero definire, con approssimazione, i malcontenti" (Paolo Nori).
"Giovanni si ricordava che era occupato a pensare a una cosa alla quale non aveva mai pensato, che camminare con una finestra sottobraccio ti toglie tutto l'imbarazzo che uno ha di solito nel camminare. È come se tu avessi una guida, diceva Giovanni, avendo una finestra sottobraccio, è come se il tuo andare avesse un senso. Del resto, di che cosa ci si potrebbe informare, quando si incontra uno che ha una finestra sottobraccio, magari col vetro spaccato, cosa gli si potrebbe chiedere: Dove vai? È evidente, dove va, uno con una finestra sottobraccio, col vetro spaccato, va a posare la finestra che ha sottobraccio da qualche parte dove a quella finestra che ha sottobraccio gli faranno qualcosa. Come diceva Giovanni, quando hai una finestra sottobraccio è come se il tuo andare avesse un senso, e quando una cosa ha un senso, e va che è un piacere, è meglio lasciarla andare, mi sembra. "







