Rossovermiglio
di Benedetta Cibrario
€ 6,37
( -15%)Consegna gratis nei nostri negozi
- Listino€ 7,50EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita07/05/2009
- Pagine218LinguaItalianoEAN9788807721212
Sinossi
La protagonista del romanzo è una giovane donna appassionata e ribelle, ma è cresciuta in una famiglia - e in un ambiente - dove l'eleganza, la compostezza, la sobrietà e il rigore sono più che dei valori, sono l'unica forma di vita concepibile. Appena ventenne, accetta dunque un matrimonio combinato per lei dal padre. Non sarà una scelta felice, probabilmente anche perché il destino ha messo sulla sua strada l'affascinante ed enigmatico Trott, che nell'arco di un decennio, con tre impreviste apparizioni, comprometterà definitivamente il precario equilibrio del suo matrimonio. La protagonista incarna infatti un momento di trasformazione di un'intera società: troppo moderna per adattarsi docilmente a proseguire nel solco tracciato dalle altre donne di famiglia e al tempo stesso ancora troppo fragile, e soprattutto troppo poco abituata a dare ascolto ai sentimenti e alle emozioni, per vivere la propria ribellione sino alle estreme conseguenze. Ma è come se Trott l'avesse risvegliata da un incantesimo e fin dal primo incontro avesse innescato in lei un processo di cambiamento che non può più essere arrestato. Da qui la scelta di trasferirsi da sola nella campagna senese, a San Biagio, abbandonando una città, Torino, che sta rapidamente cambiando sotto l'impulso della nascente industria, e un marito che ha sempre sentito estraneo e che la tradisce sfacciatamente.
Recensioni
Bello
Scritto da Pila89 il 21 novembre 2011
Le prime pagine non mi hanno preso, poi invece quando è iniziata la storia non sono più riuscita e smettere di leggere, la storia di vita di una donna che ha visto due guerre, ha visto la "rivoluzione" del mondo, la storia di un amore nato in clandestinità, la vita di una donna che forse alla fine ha capito di aver fatto scelte giuste ma anche sbagliate, la verità si scopre solo al termine di tutto, con un finale, a parer mio, a sorpresa...assolutamente consigliato!
una storia da leggere
Scritto da ghiottissimi il 27 novembre 2010
Una prosa scorrevole, ma ricercata. Le prime pagine si leggono a fatica,non catturano il lettore, ma ben presto l'interesse riaffiora e la storia convince, ti prende. Un plauso all'autrice, certamente un premio meritato.
non mi ha convinta
Scritto da penel0pe il 19 novembre 2010
1-"Non ci sono nata,non mi ci hanno portata.la vita avrebbe potuto condurmi altrove.E invece è qui che mi sono fermata." 2-"Mi rendo conto che la realtà,dopo tanto fantasticare,è un macigno pesantissimo che mi schiaccia al terreno" 3-"Se sono stata pigra,forse lo sono stata di sentimenti:ho faticato a esprimere un'emozione, a rivelare un'inclinazione o un turbamento.Sono stata semmai una lunediante del cuore." 4-"Penso che non conosciamo mai veramente le persone.O forse dobbiamo ammettere che le persone cambiano, che le loro qualità nascoste emergono alla superficie o s'inabissano definitivamente quando la vita entra in rotta di collisione con loro." No, questo libro non mi ha convinta.Ho letto la storia,ho cercato di esserne la protagonista,di vivere il contesto storico e sociale cui si riferisce:una Torino regia e prefascista e la famiglia nobile e rigida,aliena all'etica del lavoro e all'esternazione dei sentimenti.Ma no,non vengo trascinata nella storia. Vi è questa donna,Manuela Cuadrado detta Minù,prima bimba poi ragazza,che cresce in questa famiglia torinese fredda e convenzionale,cui viene imposta la scelta di un marito della sua stessa estrazione sociale in una rosa di cinque candidati.Fra questi lei sceglie quello che crede sia il male minore e inizia una vita matrimoniale senza amore nella quale da subito, invece di incolpare se stessa per aver subito l'imposizione del matrimonio senza reagire, incolpa il marito della sua perduta libertà.Nella realtà non cerca in alcun modo di conoscere veramente lo sposo,che davanti ad un muro di disprezzo e freddezza reagisce orgogliosamente facendola soffrire e tradendola pubblicamente.Purtroppo sono entrambi prigionieri di un'inadeguatezza sentimentale retaggio della rigida ed antiquata educazione ricevuta in famiglia. Dopo 10 anni di matrimonio Minù si decide a lasciare il marito per andare a vivere nella proprietà toscana ereditata dal fratello morto,la Bandita.Anche questa decisione avviene però in conformità con il comportamento dell'epoca, cioè senza dare scandalo, e , ancora una volta in modo vigliacco, cioè senza che ella cerchi un confronto diretto col marito.Solo dopo moltissimi anni essi si riincontrano e finalmente avviene la spiegazione tra i due:ma nemmeno questa volta in maniera diretta:ancora una volta Minù scopre dalla lettura di un carteggio del marito, i veri sentimenti che lui aveva sempre provato nei suoi confronti: la speranza che lei potesse vederlo per ciò che era veramente al dilà della sua apparente frivolezza e l'orgoglio che gli impediva di svelarsi a lei nella sua fragilità sentimentale. Durante gli anni passati separati, entrambi trovano qualcuno col quale esprimere il proprio lato sentimentale, ma solo alla fine del loro percorso si ritrovano insieme ormai fragili e anziani ma per la prima volta disarmati uno di fronte all'altra.Forse finiranno la loro vita insieme.
Interessante
Scritto da lisagre il 13 ottobre 2010
Libro molto delicato, la narrativa sembra scivolare sulla vita della protagonista che si snoda durante i decenni nodali della storia italiana contemporanea.Il desiderio di autoaffermazione ed indipendenza di una donna, che dopo il crollo del proprio matrimonio cerca la possibilità di creare qualcosa di duraturo nella vita (in questo caso il vitigno del Rossovermiglio). Una donna ricca di esperienza ma apparentemente sfortunata negli affetti, anche se il finale dolceamaro rivelerà delle sorprese. Finale che fa riflettere.
Sorprendente
Scritto da Michy_81 il 30 settembre 2009
Libro lungo ma piacevole nelle descrizioni con una dialettica abbastanza scorrevole, con un finale sorprendete ovvero che il lettore non aspetta...unico neo per me, qua e là, la mancanza del soggetto, o meglio il sottointendimento dei soggetti non o molto chiari.
Delicato
Scritto da Nausica il 11 settembre 2009
Libro d'esordio della Cibrario, prosa elegante e scorrevole. Il romanzo abbraccia decenni decisivi nella storia d'Italia, la seconda guerra mondiale, la Repubblica e la fine di una classe sociale e delle sue regole. La protagonista, giovane aristocratica cresciuta in una Torino ingessata nella sua eleganza snob, decide di stabilirsi, dopo il fallimento del suo matrimonio combinato, in una tenuta ereditata nella campagna senese. Lì vivrà i terribile anni della guerra, e sarà la terra, che seppure non la riconcilierà con se stessa, a dare un senso compiuto alla sua vita. La storia è narrata su più piani temporali, la prima e l'ultima parte sono a mio avviso le migliori, anche se a salvare la parte centrale c'è una bellissima lettera del marito della protagonista. Tutto sommato mi è piaciuto, bello il personaggio femminile, stupende le descrizioni della campagna.







