L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin
Una riflessione su musica colta e modernità
di Alessandro Baricco
€ 5,52
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- Listino€ 6,50EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita09/09/2009
- Pagine96LinguaItalianoEAN9788807721373
Sinossi
Secondo Hegel, la musica deve elevare l'anima al di sopra di se stessa. I ricercatori dell'Università del Wisconsin si sono invece fatti un'idea più prosaica della funzione della musica: hanno scoperto che la produzione di latte nelle mucche che ascoltano musica sinfonica aumenta del 7,5 per cento. Alessandro Baricco esplora l'universo che va da Beethoven a Sting alla ricerca di indizi per ritrovare il senso della musica nella società contemporanea: polemizzando contro le rigidità formalistiche dell'avanguardia, con l'assolutezza della sua ricerca linguistica, e con il supermarket delle hit parade. Per recuperare invece un piacere che può essere innescato dalla spettacolarità sonora di un Mahler o di un Puccini e dalle infinite sottigliezze dell'interpretazione.
Recensioni
L'interpretazione e la figura imprescindibile del musicista
Scritto da teoilmagnifico il 03 novembre 2010
Credo che questa sia in assoluto la mia prima recensione ufficiale di un libro, quindi nn me ne vogliano gli addetti più specializzati nel settore se probabilmente ( anzi sicuramente ) la mia sarà una scarna e modesta critica; ciononostante di fronte a questo saggio sulla musica colta e modernità di Baricco non potevo certamente esimermi dal farla. Ho letto questo breve saggio di recente e suggerisco a tutti gli amanti della musica impegnata ( classica, jazz, blues etc. ) di leggerlo assolutamente perchè contiene alcune riflessioni interessanti e suggestive sull'origine della musica colta, sulle relative modalità di fruizione del pubblico, la sua interpretazione ed in modo particolare il rapporto che con il tempo si è instaurato tra la musica colta e la modernità. Le sequenze che mi sono interessate maggiormente sono le seguenti due: l'esperienza innovativa sperimentale e rivoluzionaria del teatro musicale pucciniano ( in particolare l'intuizione di Puccini di creare un connubio indissolubile tra arte figurativa teatrale e musica leggera ) ; il secondo capitolo sull'interpretazione e sulla figura fondamentale dell'interprete: difatti è proprio quest'ultimo che assume il compito di intermediario/messaggero tra l'opera originale e la contemporaneità - vale a dire la società in cui vive. Detto in poche e semplici parole, il musicista deve far sì che l'esecuzione del pezzo sia allo stesso tempo attinente all'originale e conforme ai gusti del pubblico. Logicamente Baricco fa un' importante osservazione che io condivido: non si può pretendere che un qualsiasi brano del repertorio classico di Chopin o Beethoven suonato oggi, sia tale e quale a come lo suonavano i due autori nella loro epoca. Anzi, ogni volta che lo si esegue e lo si ascolta, esso può assumere ulteriori significati a seconda delle percezioni e sensibilità dell'interprete. Perciò la morale della favola che ne consegue è la seguente: non arricciamo il naso ogni volta che ascoltiamo un pezzo che ci sembra lontano o non conforme all'originale - spesso nelle sale in cui si svolgono i concerti si sente spesso esclamare " Ma questo non è Chopin "- anzi apprezziamo il modo originale,innovativo e personale con il quale il pianista ha interpretato quel pezzo di Chopin che stiamo ascoltando. Cari amanti della Musica, vi esorto ad acquistare questo saggio perchè a mio modesto parere ne vale la pena e Baricco come critico musicista non mi è affatto dispiaciuto.







