E' davvero il paese delle meraviglie
Scritta il:
18 agosto 2010
Ho comprato questo libro influenzata dal ritorno che il film di Tim Burton ha suscitato.
C'è da dire che Carroll è un logico e si nota in ogni pagina del suo libro. Ma così come quando ero bambina e vedevo il cartone Disney, anche oggi questa storia non fa altro che lasciarmi interdetta. Perchè è strana, è fuori dalle righe...surreale. C'è questo mondo astratto, asettico, adimensionale, in cui Alice non fa altro che crescere e rimpicciolire ben 12 volte (così dicono le note al libro), dove tutti dicono tutto e niente. La storia difatti non vuole trasmette un messaggio particolare, ma cerca davvero solo di suscitare meraviglia. La bellezza del libro per me sta nell'abilità di scrittore di Carroll, che non è mai banale, e fa scelte linguistiche veramente azzeccate e volutamente ambigue, che contribuiscono a rendere questo racconto ancor più ambiguo e surreale. Di sicuro non è una storia per bambini, i quali perderebbero molte delle sfaccettature "nascoste" che sono svelate solo da una lettura più attenta.
Purtroppo la nota negativa sta nella traduzione di Aldo Busi. Non mi è piaciuta proprio perchè delle volte la traduzione cambia proprio il senso del discorso originale. Capisco che non è facile tradurre Carroll, e capisco anche l'intento di Busi di rendere più fiabesco il tono del racconto...ma purtroppo non ho apprezzato il risultato finale. Ad ogni modo, è un libro che va letto in lingua originale, o col testo a fronte. La sola traduzione non riuscirebbe a rendere le sfumature particolari che si incontrano via via.