
Prometeo. Testo greco a fronte
di Eschilo
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- Listino€ 8,00EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economica i classiciData uscita15/09/2010
- Pagine224LinguaItaliano-GrecoEAN9788807822209
Sinossi
"La tragedia greca ha saputo articolare, a più riprese e con implicazioni differenti, il linguaggio della sofferenza e la rappresentazione di corpi umani stretti dalla morsa del dolore, feriti e piagati fino agli estremi limiti della sopportazione. Meno consueta è la rappresentazione diretta di un corpo divino che, nell'impossibilità di agire, occupa lo spazio con l'ostensione di una pena indicibile e inaggirabile. Il criminale è Prometeo,riconosciuto colpevole da Zeus, considerato un nemico dagli altri dei che si raccolgono intorno al trono olimpico del figlio di Crono. La partita si gioca crudamente tra pari, tra soggetti che appartengono ad una stessa dimensione. La società divina, nella persona del suo re, espelle e condanna un suo membro che ha rotto gli equilibri, che ha infranto un ordine e un patto di governo. Prometeo ha commesso un torto dispensando onori e privilegi che erano un possesso celeste. Ha rubato il fuoco per darlo agli uomini. Ma la crisi che tale iniziativa innesca non si misura a partire dai soggetti mortali che vengono beneficati: gli uomini restano, essenzialmente, fuori campo e fuori scena. Il dramma si muove in una sfera superiore: il teatro degli dei è un teatro di signori che disputano, fra loro, per il potere e la supremazia, che regolano i loro conti con la ferocia dei gesti e delle maledizioni, che rispondono alla violenza con la violenza per assicurarsi il regno." (dall'introduzione).
Recensioni
Evitare gli eccessi
Scritto da perinilucia il 19 dicembre 2010
Nel "Prometeo Incatenato", Eschilo rivisita l'antico mito di Prometeo, arricchendolo di risvolti morali, politici e religiosi. Tutta l'opera è fondata tra l'opposizione Prometeo - Zeus. I due incarnano realtà diverse e in contrasto fra loro: Prometeo rappresenta le credenze religiosè più antiche mediterranee, Zeus la religiosità indoeuropea. Prometeo rappresenta l'uguaglianza e la libertà, Zeus la tirannide. Prometeo è il ribelle che sfida le leggi e non obbedisce a nessuno, Zeus è il garante dell'ordine civile. Prometeo, infine, è il portatore di novità e progresso (il fuoco), Zeus è l'aristocratico "conservatore". Tutta la tragedia è fondata sul contrasto inconciliabile tra i due; solo alla fine avviene una riconciliazione, quando Prometeo viene liberato. Egli accetta di sottomettersi all'autorità di Zeus, che, dal canto suo, non si oppone più allo sviluppo della civiltà umana. Una tragedia nella quale, secondo me, Eschilo ha voluto dimostrare quanto si proficuo per la società greca evitare ogni eccesso in campo politico e rifuggire sia la tirannide, sia l'oclocrazia.






