Il peso della farfalla

di Erri De Luca

Prezzo online:

€ 5,99

  • Listino€ 5,99EditoreFeltrinelliCollanaI NarratoriData uscita18/10/2010
  • Pagine-LinguaEAN9788807940880FormatoEPUB con Adobe DRM
  • Dimensione2.54 MB

Sinossi

II re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l'odore dell'uomo, dell'assassino di sua madre. Anche l'uomo, quell'uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell'uomo porta, impropriamente, il nome di "re dei camosci" - per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l'abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l'imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l'immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l'attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. "In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove," dice De Luca. E qui si racconta, per l'appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

Recensioni

Tutti scalatori

Scritto da GiaTir il 17 dicembre 2011

Lettura che scorre agevolmente e si inerpica di pagina in pagina,come il re dei camosci, verso un finale che sorprende.Erri De Luca riesce a farci sentire tutti scalatori, usando parole e frasi che lasciano comunque il segno per intime riflessioni.

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Gran Libro!

Scritto da alecappai il 09 dicembre 2011

Quanto fa riflettere questo libro rendendoci partecipi e consci di un legame tra ogni creatura lo si capisce solo leggendolo! De Luca ti affascina con la sua scrittura, che fa intendere oltre le parole!

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Erri De Luca

Scritto da DanyTBJ92 il 01 novembre 2011

Ben scritto, uno dei suoi migliori La sua poetica è sensazionale, il racconto meraviglioso. Lo si legge in un giorno, ma poi lo si tiene in mano ancora e ancora

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che sconforto!

Scritto da giovanni1974 il 02 gennaio 2011

mi dispiace constatare la pochezza di personaggi che si spacciano per intellettuali mentre invece sono degli scopiazzatori con un folto seguito radical-chic e ignorante! W E. Flaiano, W E.Lussu, W L. Stecchetti, non questi inetti incapaci di pensieri originali... il tempo vi dimenticherà!

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Il peso della farfalla

Scritto da lylla il 28 dicembre 2010

Un racconto breve. Gli antagonisti: il camoscio e l’uomo. L’uno il re del branco, l’altro quello che ne ha ucciso la madre, il cacciatore. Due volontà che aspettano lo scontro, l’esistenza di entrambi si è dipanata aspettando il momento cruciale, quello che dovrà decretare il vincitore. Alter ego l’uno dell’altro, hanno capito che quel momento è arrivato, è novembre, la vigilia dell’inverno, il cacciatore è stanco e non gli è mai capitato prima; il camoscio sa che la prossima primavera non riuscirà a battere uno dei suoi figli nel duello per la supremazia sul branco, e non può permette che questo accada. E’ novembre, deve accadere adesso, non si può aspettare la prossima primavera, lo scontro deve avvenire. Chi avrà la supremazia? Sarà il “peso della farfalla” a decretare il vincitore.

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.....

Scritto da danielamas il 05 dicembre 2010

che peso veramente...un libro di pochissime pagine,ma di una pesantezza assurda...lo sconsiglio.

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capriole letterarie

Scritto da VaLe2010 il 01 dicembre 2010

E' il primo libro di De Luca che leggo, il giudizio è quindi esclusivamente legato a questo testo. La mia sensazione è che l'autore sia eccessivamente compiaciuto delle immagini e delle situazioni poetiche che riporta sulla carta, delle capriole che riesce a compiere, ciò andando a discapito del racconto che dà l'impressione di essere un puro esercizio letterario. Questo doveva essere?

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Prosa o poesia?

Scritto da mleonelli il 08 novembre 2010

La risposta a questa domanda sembrerebbe scontata e prevedibile se non fosse che il libretto di De Luca nelle 70 pagine scarse narra una vicenda semplice e delicata con un ritmo e delle immagini che toccano le corde interiori del lettore come accade più spesso con il linguaggio poetico. Asciutto, essenziale, immaginifico, trasognante. In superficie il racconto narra della lotta tra un bracconiere ed un camoscio capobranco dove il confine tra l'uomo e l'animale si affievoliscono data da un lato l'intelligenza dell'animale e dall'altro l'istinto del bracconiere ed il suo "rispetto" della natura. Non conoscevo la polemica Miotto, non so quindi quantificare l'eventuale plagio: escluso questo ne consiglio caldamente la lettura.

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Il valore di ogni istante...

Scritto da Paquitina il 21 settembre 2010

Una scrittura "tagliente" che ti ferisce mentre la leggi, ma nello stesso tempo ti riempie i polmoni di sensazioni uniche... ti senti camoscio, montagna, aria, cielo! Libro che esalta il "qua e ora", una filosofia che da valore ad ogni istante della vita, assaporandone il gusto e il profumo. Una scrittura asciutta ed efficacie, per gente che ama le sensazioni forte e genuine.

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Il peso della farfalla

Scritto da DYD89 il 30 agosto 2010

Solo i grandi autori possono contentrare grandi temi in poche pagine. Con il suo stile asciutto,essenziale,in una parola, laconico Erri De Luca ci racconta una storia di uomo e di natura. Uomo(nella fattispecie un cacciatore ma potrebbe essere l'intero genere umano) che nonostante il suo intelletto è in difficoltà dinanzi alla natura più selvaggia la quale, come un genitore spietato e severo, ci offre continue lezioni su come vivere sul nostro mondo. Queste lezioni non vanno ricercate solo nei grandi e terribili eventi della natura,ma anche in situazioni a prima vista trascurabili, leggere, evanescenti...e solo una farfalla può sostenere un "peso" simile. Buona lettura!

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Profumo di montagna

Scritto da Mariano_ il 06 agosto 2010

Leggi le sue parole, ed altro non puoi fare che percepire gli odori della montagna. Natura incontaminata che fa da sfondo alla trama che vede i due protagonisti andare incontro al proprio epilogo: silenzioso ed al tempo stesso memorabile. Davvero un bel libro. Sa tenere compagnia.

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Erro, Erri?

Scritto da plessus il 04 agosto 2010

Un bracconiere ex alpinista “incapace dell'intesa dei camosci con l'altezza. Loro ci vivono dentro, lui è un ladro di passaggio” è alla caccia del re dei camosci. Entrambi solitari, entrambi “sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si richiude”. Il bracconiere è un uomo ruvido e riservato, che sceglie l'esilio volontario in quota, in “una sola stanza, fuoco e acqua” sistemata in cima a un bosco, come contrappeso ad una “gioventù passata tra i rivoluzionari, fino allo sbando” (ndr: qualcosa dell’autore, ex lotta continua?). Scende in paese solo e ogni tanto per vendere le pelli e per comprare pane e formaggio. “Un giorno di nitido confine tra un tempo scaduto e uno sconosciuto” cacciatore e camoscio, ormai anziani, stanchi e svuotati, vengono avvolti dalla percezione di aver ancora poco da fare, di essere vicini all’arrivo. Si incontrano in un agguato a parti invertite. “In quel punto finì anche per lui la caccia, non avrebbe sparato ad altre bestie. Il presente è la sola conoscenza che serve. L’uomo non ci sa stare, nel presente”. Sarà il peso di una farfalla a congelare in un istante la storia del bracconiere e del re dei camosci. Sono rimasto sorpreso dalla scrittura del mio primo De Luca, a forte impronta suggestiva dai contorni netti, asciutti, priva di barocchismi. Dilatatrice di sensazioni all’insegna di una sintassi essenziale, tuttavia non sempre rispetta le giuste proporzioni: sconfina talora nelle magie degli effetti liftati, in un empatico/cattedratico tentativo di unire cielo terra e percezioni. Cuori fragili, sensibili, eticamente ed ecologicamente corretti rimarranno affascinati da questa inclinazione gnomico-didascalica, non rilevando alcuna significativa forzatura nel mantenere la postura ai banchi per ascoltare il maestro dell’anima. Altri, dotati di una scorza emotiva abusata, impenetrabile da fragranze new-age e più portata a percorrere sentieri inquieti che a contemplare collegamenti celesti, ne rimarranno spiazzati o infastiditi, tesi ad un irritato sìchebbellomatestaiadallargà. Tra le varie recensioni lette in Rete, spunta l’ipotesi che De Luca abbia tratto ispirazione per il suo testo dal libro di Luisa Mandrino intitolato La forza della natura, che racconta le gesta dell’alpinista cacciatore Franco Miotto. Guarda caso, ho letto ultimamente un altro racconto della Du Maurier sull’incontro/scontro fra un cacciatore e un camoscio: meno poesia e più sostanza retrò. Ma presenziano e agiscono anche lì la donna, la capanna, il limitare del bosco, le solitudini, le forze della natura, l’obbiettivo centrato e la caduta. In finale, nonostante non sia il mio genere di letture preferito, ho apprezzato il lavoro di cucitura tra parole ed emozioni di Erri De Luca. Preso a piccole dosi, è un buon omeopatico. Ma il solo, vago sospetto della scopiazzatura - o, per meglio dire, dell’ispirazione tratta da un autore “minore” - abbassa il valore al testo. E ciò vale per tutti i testi. Soprattutto per uno etically correct come questo. Erro, Erri?

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Giudizione negativo

Scritto da Temporala il 03 agosto 2010

La prima parte del libro mi semrba abbastanza vuota di contenuti, uno sbrodo di parole che scivolano come un ingranaggio non ingrassato, e pure con un gran frastuono. Il nucleo della storia del camoscio e del cacciatore è abbastanza bello, e poetico. Soltanto che sa di scopiazzato. Ma è solo la mia opinione. Non credo che rileggerò mai più questo autore.

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... come Miotto ma diverso

Scritto da LFASOLO il 15 giugno 2010

Ho letto il libro di De Luca senza conoscere le polemiche sorte attorno ad esso. Già dalle prime pagine mi sono accorto delle somiglianze con la biografia di Miotto, oggi ho cercato in rete e ho visto che non sono stato il solo a notarle. Al di là del riconoscimento dell'ispirazione da parte di De Luca non credo ci sia necessità di polemiche... Da un lato c'e' un episodio della biografia di un bellunese, col quale condivido la terra natale, dall'altro un bellissimo racconto scritto da un intellettuale per trasmettere emozioni al suo pubblico intellettuale. La biografia di Miotto non è solo il camoscio ucciso, sono le camminate per i viàz (che non ho mai percorso) e la salita al Burèl, che ho visto risalendo dalla Val di Piero innevata un bel giorno di giovanile incoscienza. Leggetela per quello, non solo per il camoscio. Miotto le montagne le ha vissute davvero.

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poesia in prosa

Scritto da gyulya il 21 marzo 2010

Come si può descrivere un libro affermando che è qualcosa ma anche il suo esatto opposto? Leggiadro ed imponente , sensibile e spietato, limpido e metaforico? Queste pagine, poetiche e raffinate, elargiscono metafore ed affinano i nostri sensi sino a stordirci: materializzano l’eco delle montagne, il profumo della natura, la fierezza di un capobranco, l’impulso di un cacciatore, la sfida uomo-animale, la consapevolezza dell’ineluttabile ma anche l’orgoglio di sconfiggerlo. Non privatevi del piacere di immergervi in questa atmosfera

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recensione alpinia

Scritto da virginio61 il 01 marzo 2010

ciao. io non sono né un detrattore né un difensore a spada tratta di nessuno. sono solo iscritto ad Alpinia che é il più frequentato portale per gli appassionati di montagna. siamo veramente tantissimi e devo dire molto sconcertati dalla vicenda "Il peso della farfalla-La forza della natura" p.s.: ho letto entrambi i libri recensiti da Zolezzi ciao. Virginio

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cara itgia

Scritto da gigi86 il 22 gennaio 2010

Cara itgia, la discussione non verte sul fatto che De Luca abbia copiato o meno dal libro su Miotto e nemmeno tentare di diffamare qualcuno. il nocciolo sta nel fatto che chiunque abbia letto i due libri (cosa che secondo me lei non ha fatto) nota il fatto che de luca si é ispirato tantissimo a quel libro senza citarlo come fonte e questo risulta scorretto!é il gioco del forte col debole...comprende? ognuno esprime il suo parere ed io accetto il suo, mentre lei offende me dicendo che non sono in grado di giudicare uno scritto! mi ricorda un famigerato ventennio italico...cambiano i colori ma la sostanza... dato che sono laureato in lettere esprimo la mia critica sui due testi: Luisa Mandrino é un'ottima scrittrice senza alcun appoggio. di De Luca penso esattamente il contrario. aspetto la sua.

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"appoggi"...a cosa???

Scritto da Itgia il 21 gennaio 2010

...e chi appoggerebbe De Luca? E' pronto a fare ancora altre diffamazioni? le sembra impossibile che qualcuno diventi famoso solo perche' scrive bene? e non e' triste vedere che si sta facendo pubblicita' a un altro libro, sicuramente interessante, ma non un una perla di letteratura come quella di De Luca, in questa maniera? sono convinto che non farebbe piacere neanche alla sua amica scrittrice vendere un mucchio di copie in piu', buttando fango su uno scrittore che come unico "appoggio" ha il suo cervello. Dovrebbe provare con la televisione...li' si diventa famosi proprio con il suo metodo. Chi legge, sul serio, non va cosi' in basso. Grazie Erri, per la poesia che ci regali con le tue parole.

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un fan deluso!

Scritto da roby81rimini il 14 gennaio 2010

ciao, Oltre che sul web sono usciti diversi articoli su quotidiani nazionali sulla vicenda De Luca- Mandrino. Franco Miotto, protagonista del libro della Mandrino, lancia un'accusa ben precisa: De Luca ha usato (senza citarla) la sua biografia "La Forza della Natura" e dice pure che il nostro di montagna pare non ne capisca gran che in realtà! ho letto i due libri ed effettivamente devo dare ragione al Miotto! vorrei sentire un'opinione da De Luca, ma mi sa tanto che non ne rilascerà... Lui é "superiore" a certe diatribette sull'onestà intellettuale. un suo fan deluso! Roby81

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dibattito in rete

Scritto da Miriamlorni il 05 gennaio 2010

Vorrei segnalare il fatto che sulla rete si é già scatenato un interessante dibattito sul caso De Luca-Luisa Mandrino. Speriamo che la verità venga a galla! ciao a tutti!

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ahi ahi signor De Luca!

Scritto da marcello61 il 30 dicembre 2009

Buongiorno, sono un appassionato di montagna e forte lettore della letteratura che la riguarda. voglio segnalare un interessante articolo a firma di Luca Rinaldi che ho trovato in rete e che riguarda delle notevoli "similitudini" tra "Il peso della farfalla" e "La forza della natura" di Luisa MAndrino.Avendo letto entrambi i libri devo ammettere che effettivamente tali "similitudini" saltano proprio all'occhio! buona giornata a tutti. mMrcello

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meglio tardi che mai

Scritto da basroma il 22 dicembre 2009

Erri De Luca è - al momento - il solo scrittore italiano in grado di offrire emozioni.Nello squallore (anche lessicale e grammaticale) di tanti sedicenti romanzieri in auge,De Luca riesce a coinvolgere il lettore nelle sue poetiche visioni e/o nella concretezza del vissuto quotidiano.Io - purtroppo - ho avuto modo di conoscere tardi i suoi scritti, ma sto letteralmente divorando ogni sua esperienza letteraria anche quelle ritenute difficili ( Penultime notizie circa Gesù )Interessantissima la versione francede di Montedidio.Imperdibile la lettura del racconto " Il Pannello " della raccolta "In alto a sinistra" Meno male che Erri c'è.

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Molto bello...

Scritto da Peepo il 16 dicembre 2009

...devo dire che De Luca non si è smentito. Bravo Erri, un altro ottimo lavoro.

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mancanza di creatività!

Scritto da viaz il 16 dicembre 2009

mi fa molto piacere (per onore della verità)che altri si siano accorti di ciò che avevo segnalato alcuni giorni fa a proposito dell'ottimo libro della Mandrino "la forza della natura" da cui ha indubbiamente attinto De Luca per il suo "Il peso della farfalla". ciao ciao

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Caro Erri

Scritto da aristidecampisani il 12 dicembre 2009

Caro Erri De Luca, nessuno (al mondo) scrive meglio 'e te. Aristide

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Il peso della farfalla

Scritto da Mezzanotte il 08 dicembre 2009

Un racconto breve scritto in un linguaggio estremamente poetico ma a tratti forse poco scorevole. La sintassi della poesia è diversa da quella della prosa e, con il disordine - lecito in poesia - degli elementi che compongono le frasi, la lettura delle pagine di quest'opera viene davvero troppo spesso rallentata... La trama è costituita da una bella storia, con più momenti di grande profondità riflessiva a testimonianza dello spessore intellettuale e spirituale dell'animo dell'autore. Un libro carino ma niente di imperdibile.

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"Il peso della farfalla"

Scritto da alba_z il 23 novembre 2009

Nella scrittura di Erri De Luca, netta, rigorosa, definitiva, che non lascia spazio ad ambiguità, ci si imbatte in frammenti di splendore, sintagmi illuminanti le zone d'ombra della comunicazione. La parola si reinventa, purificata, tratta fuori, con opera di scalpello, da ingrommature asfissianti di stupidità, e mortifere. Il linguaggio si disvela, diventa essenziale, cristallino, attinto alle altezze, sempre più rare, della poesia, alimentato dal respiro, semplice, naturale, delle "cose". Leggendo le sue pagine, si procede come in una scalata: ad ogni passo si scopre un nuovo orizzonte, un panorama inaspettato ci riempie gli occhi e l'anima. Le metafore e le altre strategie linguistiche non sono uno sfoggio di arte retorica, ma strumenti utili all'impresa, e, come chiodi piantati nei punti giusti, dove la roccia sembra aver trascurato la compattezza, ci aiutano a raggiungere la vetta. Allora la rivelazione è completa, e la nostra sensibilità si è talmente affinata che possiamo anche avvertire il peso della farfalla.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura italianaParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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