Il Vangelo secondo Gesù Cristo

di Jose Saramago

Prezzo online:

€ 5,99

  • Listino€ 5,99EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita18/10/2010
  • Pagine-LinguaEAN9788807942006FormatoEPUB con Adobe DRM
  • Dimensione2.47 MB

Sinossi

Nella sua potente riscrittura della storia evangelica, Saramago narra di un Gesù Cristo in tutto e per tutto umano. Il figlio di Dio incarna così i dubbi e le sofferenze propri della condizione universale dell’uomo. Dalla nascita a Betlemme alla morte sul Golgota, affronta le medesime esperienze descritte nel Vangelo, però secondo una prospettiva terrena, forte di spirito critico, senso logico e pietà. Non c’è fede nei miracoli, bensì coscienza di essere in balìa della volontà di potenza di un Dio padre distante e indifferente al dolore che provoca. La serie di disgrazie, stragi e morti che costellano l’esistenza di Gesù, fino al non cercato e non accettato compimento del destino di vittima sacrificale, diventa così un’occasione per riflettere sulla contrapposizione tra bene e male in terra, l’assurdità di fare il giusto tramite l’ingiusto, l’inesorabilità della colpa, l’imperscrutabile senso della vita e la sconcertante ambiguità della divinità.

Recensioni

Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto!

Scritto da silvia.corti il 29 dicembre 2011

Coraggioso. In un mondo ancora così fortemente influenzato dalla cultura del Vangelo, il coraggio di raccontare gli stessi fatti con un'interpretazione e un approccio diversi è notevole. Ci fa pensare che, perchè no, le cose potrebbero essere andate diversamente. Riporta molti aspetti "divini" su un piano "umano", propone spiegazioni ad eventi finora ritenuti inspiegabili. Un approccio potente e coraggioso, che trova il suo culmine nel completo ribaltamento delle responsabilità..."Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto!". Da leggere, indipendentemente da qualsiasi fede o opinione.

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Profondo, sincero, illuminante

Scritto da efghilmno il 24 dicembre 2011

Una rivisitazione del vangelo che schiude le porte di un mondo, le porte della realtà. Le figure di Gesù e dei personaggi che ruotano attorno a lui vengono riportate sulla terra, mentre quella di Dio, il violento, vendicativo e "umanissimo" Dio dell'Antico Testamento, ne viene allontanata. I personaggi sono scevri da fanatismi o banalismi ma vengono riportati nella contemporaneità del I secolo d.C. dando all'opera un sapore di "realtà" che non fa che esaltarne il contenuto. Saramago si districa ottimamente in un'opera difficilissima: quella di attualizzare e rivalorizzare un argomento già noto a tutti e sul quale non è facile scrivere in modo sapiente, mantenendo alta l'attenzione del lettore per tutta la durata del libro. Assolutamente da leggere.

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Sempre coraggioso

Scritto da penel0pe il 30 luglio 2011

Beh la trama è tutta nel titolo no? E' lo svolgimento dei fatti che riserva delle belle sorprese!Non credo che la chiesa cattolica abbia accolto di buon occhio un libro del genere. Perchè al di la della bellezza del racconto,della sensibilità dell'autore,dell'umanità dei personaggi e della carica emotiva della vicenda,Saramago ci va giù bello duro! E' un grande. -"Dio non perdona i peccati che ordina di commettere." -"Gli atti non totalmente sinceri sono sempre in ritardo." -"Non hai imparato niente,vattene,gli aveva detto Pastore,e chissà,forse aveva voluto die che non aveva imparato a difendere la vita." -"Se gliene diamo il tempo il silenzio possiede la virtù,che apparentemente lo nega,di costringere a parlare." -.."i miei fratelli e mia madre sono coloro che hanno creduto alla mia parola nel momento in cui l'ho pronunciata,(...)mia madre e i miei fratelli sono coloro che non hanno bisogno di aspettare l'ora della mia morte per impietosirsi della mia esistenza." -"Perchè si sa per le parole pronunciate dal cuore non c'è lingua che possa articolarle,le blocca un nodo in gola e solo negli occhi si possono leggere." -"Il firmamento,quell'immenso occhio nero di Dio,punteggiato di quelle luci che sono il riflesso lasciato dagli sguardi degli uomini che hanno contemplato il cielo,generazione dopo generazione,interrogando il silenzio e ascoltando l'unica risposta che esso dà."

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senza retorica nè ipocrisia

Scritto da enricocaramuscio il 15 aprile 2011

Saramago ci offre una rivisitazione laica della vita di Cristo, un vangelo dove la retorica e l’ ipocrisia religiose lasciano il posto ad una più realistica umanità. Qui non ci sono né vergini né santi, Maria e Giuseppe sono una coppia come le altre, che genera uno stuolo di figli concepiti nel modo più classico e normale. Gesù è un uomo in tutto e per tutto e in quanto tale ha le sue debolezze, i suoi dubbi riguardo l’ utilità del suo sacrificio e una grande paura per ciò che lo attende; come tutti gli uomini ama e viene amato, gode dei piaceri della carne ed ha i suoi screzi con la famiglia e con Dio, che qui viene descritto cinico, indifferente al dolore degli uomini, ambizioso e sanguinario, tanto che lo stesso Satana al confronto appare un personaggio mite. Bello lo stile, singolare la forma che l’ autore usa per i dialoghi, la lettura però non è delle più scorrevoli e in alcuni tratti appare un po’ pesante, salvo poi ripagare il lettore con momenti di vera poesia e immagini toccanti.

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Da leggere a tutti i costi

Scritto da degiaggler il 29 dicembre 2010

Saramago sorprende sempre. Ha scelto un tema difficilissimo e e l'ha trattato con una bravura impressionante. Il lettore nel corso del libro non può che restare stupito dalla profondità dei temi trattati e dallo stile originale ed efficace. Il "giocoliere delle parole" si concede libertà lessicali e tematiche che rompono i canoni della letteratura tradizionale, che spesso può risultare noiosa e un pò pesante. Come una nota stonata, c'è l'eccessivo accanimento della Chiesa contro questo libro, che se letto con l'occhio giusto (non quello dell'uomo ateo e materiale, ma nemmeno con la cecità di chi crede in Dio senza calare la sua figura nella vita di tutti i giorni) mostra il lato umano della figura di Gesù, quello più vicino alla realtà dell'uomo comune, mettendone in evidenza le sofferenze, le passioni, e i dubbi che ogni uomo, nel corso della vita, si trova a dover affrontare.

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Profondo

Scritto da celusal il 27 dicembre 2010

Un libro molto profondo e complesso allo stesso tempo. Il linguaggio è caratterizzato da passi biblici e da dialoghi senza pause. Nel complesso è un buon libro da leggere.

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capolavoro!

Scritto da nucciabarbagallo il 23 dicembre 2010

Saramago nel suo romanzo più controverso e spirituale (sì,un laico spirituale) restituisce un Gesù ingannato e uomo,il cui Padre è crudele e vendicativo come da Vecchio testamento. E la storia narrata è di una potenza e profondità sconvolgente,al di là di polemiche religiose.

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Coinvolgente

Scritto da ippocrate il 22 dicembre 2010

Il Vangelo di Saramago è, sì, un Vangelo laico, ovviamente contrastato e aspramente criticato dall’ortodossia cattolica, ma nasconde a ben leggerlo tra le righe un anelito di profonda e commossa umanità, Gasù è un personaggio umano, con i difetti ed i pregi degli uomini, figlio sottomesso, falegname con Giuseppe, abile pescatore : svela nel corso della sua vita predestinata tutte le ansie, le paure, le incertezze degli uomini, percorrendo il cammino terreno presago e consapevole dell’atroce destino finale e nello stesso tempo vittima sacrificale di un Dio potente, furbescamente abile, distante, imperturbabile e indifferente al dolore ed a sentimenti di pietà.

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L'umanità del Divino

Scritto da teti77 il 10 dicembre 2010

E' un Gesu Cristo umano quello di Saramago così umano da essere delle volte irritante nel suo modo di fare ma per questo più vicino a tutti i noi con i suoi dubbi, le sue debolezze, l'amore e il conflitto con suo Padre. Bellissimo! Ti tiene davvero legato e ti fa veramente conoscere come nuovi personaggi che in qualche modo hanno sempre fatto parte della tua vita.

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Un libro fitto di parole e di significati

Scritto da venus81 il 09 dicembre 2010

Chi non conosce il genio di Saramago, farebbe bene a correre ai ripari. Questo libro offre l'opportunità, notevole, di godere totalmente della straordinaria capacità narrativa dell'autore senza preoccuparsi di tenere a mente circostanze, fatti, persone e dettagli utili per seguire la trama della vicenda, già ben nota in partenza (almeno nelle sue linee generali...). Il compito del lettore è solo quello di lasciarsi trasportare dal flusso interminabile del racconto che sembra sgorgare spontanamente dal fluire ininterrotto dei pensieri dei protagonisti, prima che dalle loro parole e dai loro gesti. E' appunto la storia dei pensieri intimi di Gesù, quelli detti a se stesso, dei suoi sentimenti e delle sue paure, e di quelli di Maria, Giuseppe, Maddalena, che i Vangeli non hanno mai potuto raccontare, così focalizzati sulle azioni. E', in definitiva, storia di uomini e di donne, fatti di carne e ossa, e di spirito, sì, ma quello in loro innato: una storia che si può discutere, esecrare ma non negare, nel momento in cui si afferma la loro stessa esistenza.

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il Vangelo, il compromesso, l'uomo

Scritto da carotide il 22 novembre 2010

E' un libro che si divora, come tutti quelli di Saramago.Pero' e' quello che mi e piaciuto di meno. Si nota la difficolta' di accettare la complessita' e la figura di Gesu' Cristo da parte dell'uomo. Gesu' Cristo non come figlio di Dio ma come figlio dell'uomo, ma un po' troppo umanizzato (!): un compromesso per farlo accettare all'uomo non credente. Alla fine questo Gesu', piu' uomo che Dio, finisce per non piacere.

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Splendido!

Scritto da marghe1 il 16 novembre 2010

Ho finito ora di leggerlo. L’ho divorato. Lo ricomincerei subito. Vivo ancora totalmente immersa nell’atmosfera creata da Saramago: Maria e Giuseppe, il piccolo Gesù, il Gesù in fuga, il tempo col Pastore e l’incontro con Dio. Il giovane Gesù confuso e alla ricerca di sé, la figura prepotente di Maria di Magdala ed il loro amore. Gli apostoli che lo amano e non lo capiscono, ma credono in lui fino ad accettare il martirio profetizzato. Prosa densa che non indulge a lunghe descrizioni ma dipinge col pennello a punta fine ogni tratto del brullo territorio della Palestina, ogni tratto di ogni singolo personaggio, ogni stato d’animo, ogni timore, ogni dolore ed ogni speranza. Prosa inconsueta, ricca di umori, cinematografica per l’assenza di pause, di cadute di attenzione. Un romanzo, non una rilettura del Vangelo secondo chiunque. Non piacerà ai cattolici osservanti, ma non credo ci sia da parte di Saramago la volontà di diffondere un Vangelo “riscritto”, quanto il piacere di giocare con la “storia” più famosa dell’umanità riscrivendola a modo proprio.

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"Un'appassionata, folgorante, rivisitazione del Vangelo"

Scritto da LaMelaMarcia il 05 ottobre 2010

Quello che stupisce, è la dimensione tutta umana di Gesù, della sua vita e delle persone che lo accompagnano. “Come tutti i figli degli uomini, il figlio di Giuseppe e Maria nacque sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità e soffrendo in silenzio”. Sicuramente non siamo abituati a pensare che Gesù sia nato da un rapporto carnale tra Maria e Giuseppe e che dopo Gesù nacquero diversi fratelli e sorelle; che Giuseppe sia stato crocifisso dai romani e che abbia, per tutta la sua vita, vissuto con il rimorso di non aver salvato i bambini uccisi da Erode. Ma questi fatti biblici con i quali Saramago sfida la tradizione evangelica non dissacrano la vita del Profeta anzi, a mio modesto parere, le conferiscono ancor di più dimensione umana. Quando Gesù accetta e vive profondamente l’amore sensuale di Maria di Magdala e viene perfino descritto il loro primo incontro d’amore, non si avverte ripugnanza e Gesù in quel momento è un uomo moderno, più vicino a noi. Saramago al suo meglio.

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Il vangelo secondo gli uomini

Scritto da robertamacrì il 30 settembre 2010

Un grande libro, capace di minare ogni fede. Da giudicare solo dopo l'ultima riga. Rilettura interessantissima della storia di Cristo e delle numerose mistificazioni e fraintendimenti presenti (e non) all'interno dei vangeli. Un urlo dell'uomo contro Dio. Molto spesso spunti per domande, più che risposte, in questo libro.

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Umano, troppo umano

Scritto da Pinolombardi il 24 settembre 2010

Saramago e i suoi lettori non conoscono mezze misure: dopo dieci pagine del suo Vangelo, o lo butteresti in fondo a un pozzo o lo faresti Santo. Il Gesù, ma soprattutto il Giuseppe del Nobel portoghese sono personaggi comuni e infelici al limite delle possibilità umane. Le riflessioni sul rapporto con la divinità sono le pagine migliori del racconto, e sublime addirittura il faccia a faccia tra Gesù e Dio. Il finale potrebbe essere un manifesto di martirio laico. Sublime e terribile, Saramago è un autore da consigliare anche, anzi soprattutto, a un buon cristiano lontano dai dogmatismi e dalle contraddizioni della religione rivelata.

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il vangelo

Scritto da belvepatti il 15 settembre 2010

Non avendo mai letto niente di Saramago non sapevo cosa mi potevo aspettare e così, un po' per caso un po' per volontà mi sono messo a leggerlo e sono rimasto stupito...

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Il Vangelo che non c'è

Scritto da zero00 il 08 settembre 2010

Il Vangelo Secondo Gesù Cristo è uno dei più conosciuti e forse il miglior romanzo di Josè Saramago, scrittore portoghese e premio Nobel, pubblicato nel 1991. E' un fittizio vangelo che racconta la storia di Gesù Cristo. Una rilettura dei tradizionali vangeli su basi storiche, critiche e atee, che dipinge un Cristo umano, troppo umano, figlio di un Dio così lontano dalla concezione classica. Scritto con stile ironico ma senza disdegnare punte liriche e grottesche, è uno dei massimi esempi di letteratura contemporanea. La particolarità della scrittura di Saramago non può che incantare e lasciare straniti. Dolcezza e cattiveria si alternano in un'opera che non fa prigionieri e che, proprio per questo, potrebbe (e lo farà sicuramente, come in passato) infastidire i credenti. Non un romanzo per tutti, insomma, ma che sicuramente non può lasciare indifferenti.

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Magnifico e difficile

Scritto da turirubino il 29 agosto 2010

Si è detto, ed è vero, che è un Vangelo narrato dalla prospettiva dell'uomo. Gesù uomo, ma direi anche, prima di lui e per un lungo tratto, Giuseppe (suo padre) uomo. E' un libro magnifico e difficile. Forse un po' ripetitivo, insistito, ossessivo (oserei dire addirittura “stancante”!), ma avrebbe potuto essere altrimenti? E' un libro controverso, si sa anche questo, aspramente criticato dalla Chiesa e ritenuto perfino blasfemo. A parte i diversi specifici dettagli, ad esempio che Gesù avesse fratelli e sorelle e il ruolo e il rilievo dato alla sessualità, il ritratto di Dio che ne emerge è infatti connotato dal cinismo, dall'egocentrismo, dalla crudeltà. Io, volutamente trascurando questo piano di lettura (non foss'altro che per la mia assoluta ignoranza in materia religiosa...) penso che “Il Vangelo” di Josè Saramago sia una straordinaria rappresentazione dell'uomo e della sua tragedia esistenziale. In esso trovo tutta la ricerca, lo sgomento, la ribellione e l'impotenza dell'uomo nei confronti della propria esistenza, della propria angusta “finitezza”, della propria sostanziale “illibertà”.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura internazionaleParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)TraduttoriRita Desti

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