Hanno tutti ragione
di Paolo Sorrentino
€ 6,99
- Listino€ 6,99EditoreFeltrinelliCollanaI NarratoriData uscita18/10/2010
- Pagine-LinguaEAN9788807942099FormatoPDF con Adobe DRM
- Dimensione0.84 MB
Sinossi
Tony Pagoda è un cantante melodico con tanto passato alle spalle. La sua è stata la scena di un’Italia florida e sgangheratamente felice, fra Napoli, Capri, e il mondo. È stato tutto molto facile e tutto all’insegna del successo. Ha avuto il talento, i soldi, le donne. E inoltre ha incontrato personaggi straordinari e miserabili, maestri e compagni di strada. Da tutti ha saputo imparare e ora è come se una sfrenata, esuberante saggezza si sprigionasse da lui senza fatica. Ne ha per tutti e, come un Falstaff contemporaneo, svela con comica ebbrezza di cosa è fatta la sostanza degli uomini, di quelli che vincono e di quelli che perdono. Quando la vita comincia a complicarsi, quando la scena muta, Tony Pagoda sa che è venuto il tempo di cambiare. Una sterzata netta. Andarsene. Sparire. Cercare il silenzio. Fa una breve tournée in Brasile e decide di restarci, prima a Rio, poi a Manaus, coronato da una nuova libertà e ossessionato dagli scarafaggi. Ma per Tony Pagoda, picaro senza confini, non è finita. Dopo diciotto anni di umido esilio amazzonico qualcuno è pronto a firmare un assegno stratosferico perché torni in Italia. C’è ancora una vita che lo aspetta. "Paolo Sorrentino ha inventato Tony Pagoda, un eroe del nostro tempo, il più grande personaggio della letteratura italiana contemporanea." (Antonio D'Orrico)
Recensioni
Che sorpresa!
Scritto da gianlucad13 il 29 dicembre 2011
Che sorpresa Sorrentino scrittore! La sua carriera di regista e sceneggiatore lo aiuta nel creare personaggi e situazioni molto cinematografiche e leggendo si ha davvero l’impressione di trovarsi accanto ai protagonisti, seguendone non solo le gesta e la carriera, ma anche e soprattutto l’evoluzione ed i cambiamenti dell’anima. L’analisi sul decadimento morale e culturale del nostro paese verso la fine del libro è lucida e spietata. Un gran libro
fatemi conoscere Tony Pagoda
Scritto da nicolone il 22 novembre 2011
Un must della letteratura metropolitana, contemporanea. Un omaggio allo stile free, ma dal grande tasso contenutistico. Paolo Sorrentino è un amico, perché il suo Tony Pagoda nonostante la tracotanza, il successo e le forti contraddizioni della sua vita riesce a trovare un senso per accompagnare i suoi giorni verso la saggezza ed essere di riferimento per i giovani "scalmanati". Ognuno nella vita deve poter provare un'esperienza di svolta e di riscatto e, sicuramente, la vita avrà un sapore diverso. n.b. il libro è da sottolineare una pagina si e l'altra pure!!!!!
Ogni uomo ha il suo dolore...
Scritto da antsic il 07 novembre 2011
Regista, sceneggiatore, Grand Prix du Jury al festival di Cannes…credevo avesse finito di sorprendermi questo genio napoletano che è Paolo Sorrentino, ed invece…voilà! Facendo arrossire un gran numero di giovani scrittori che ogni anno invano pubblicano racconti e raccontini, inventa uno dei perso ... (continua) Regista, sceneggiatore, Grand Prix du Jury al festival di Cannes…credevo avesse finito di sorprendermi questo genio napoletano che è Paolo Sorrentino, ed invece…voilà! Facendo arrossire un gran numero di giovani scrittori che ogni anno invano pubblicano racconti e raccontini, inventa uno dei personaggi più belli della letteratura contemporanea: Tony Pagoda, personaggio ispirato ad Antonio Pisapia, protagonista di uno dei primi film di Sorrentino, “L’uomo in più”. Tony, cantante neomelodico napoletano, con un passato glorioso alle spalle, cocainomane, seduttore di innumerevoli donne, passa da una piacevole ironia ad una sottile malinconia senza farcene accorgere, trascinandoci, anzi, come un fiume in piena. Sorrentino ha il potere di tenermi incollato al libro per l’intera giornata, dal tempo libero a quello lavorativo. Finito non mi resta che una sola domanda:”Caro Paolo a quando il prossimo?” P.S.: Sconsiglio questo romanzo a chi è abituato durante la lettura a sottolineare le frasi che più colpiscono, in tal caso dovrebbe sottolineare ogni pagina per l’intero libro.
ma...
Scritto da michele.ercole il 06 febbraio 2011
Un tracciato di una vita pretesto per commenti sull'esistenza umana. Commenti inorgogliti dal cinismo, ma poveri di inventiva (almeno così dal mio punto di vista). Incroci di avvenimenti già sentiti. Scritto bene, piacevole da leggere, un poco farraginoso in alcune pagine.
Un po' deludente
Scritto da jila il 02 dicembre 2010
Mi aspettavo molto di più: la prosa è lenta, difficile da capire, si diventa insofferenti. La sostanza c'è, ed è prodigiosa, ma la forma è insostenibile.
Mondiale! da non perdere
Scritto da Felixiann il 01 dicembre 2010
Sorrentino artista della parola, oltre che artista del cinema. Mentre il secondo è stato già premiato a Cannes il primo è meno conosciuto e pur pieno di sorprese. Talento della scrittura rapportabile a D.F.Wallace, Irvine Welsh con tanta ironia partenopea in più. Chi sa quanto siano irriverenti, a tratti grotteschi, i personaggi raccontati al cinema da Sorrentino rimarrà ugualmente sorpreso da quelli narrati con la vivacità della sua scrittura. Lettura godibilissima. Scema forse un pò la vis narrativa all'arrivo di Tony Pagoda in Brasile, ma riprende nel finale descrittivo dell'italietta.
Sorprendente ed irriverente
Scritto da Riten il 13 novembre 2010
Tra le pagine di questo libro si possono vedere gli scenari e gli attori dei film di Sorrentino, in particolare Toni Servillo, il suo attore di punta. Si pensa a lui quando si legge la vita del protagonista, Tony Pagoda, un cantante anni '50. Attraverso di lui, si legge dell'Italia, dei cambiamenti sociali e culturali che ha vissuto da quel momento fino ai giorni nostri, passando da una ricchezza momentanea all'illusione della ricchezza attuale, dove tutti si asseragliano alle proprie finte sicurezze, credendo che niente sia cambiato e dove la superficialità impera in tutti i settori. Tony Pagoda scrive di se stesso, della sua vita e delle sue convinzioni, in maniera colorita e comica, e il suo linguaggio irriverente cattura, trascina e diverte. Tony scrive anche del suo coraggio di mettersi in discussione e di cambiare totalmente vita, lontano dal successo, dalla vita; del coraggio anche di tornare e confrontarsi con un'Italia diversa, con la quale non si ritrova più. Preferisce vivere con gli scarafaggi dell'Amazzonia piuttosto che con i nuovi "personaggi" dell'Italia contemporanea, consumisti, nevrotici, superficiali. Davvero un libro bellissimo, da leggere assolutamente.
Tony Pagoda
Scritto da valemari il 16 ottobre 2010
Lo stile è quasi parlato, a volte veloce, a volte più noioso.Il personaggio di Tony P. oscilla tra grandezza e miseria, tra superficialità e profondità di analisi dei meccanismi in cui lui stesso si infila. Bello il trionfo dell'amicizia e della complicità finale, anche se un pò triste e grottesco. Un libro comunque non male.
Scarso
Scritto da Erricane24 il 17 settembre 2010
Da Sorrentino mi sarei aspettato ben altro....a volte esagerato,grottesco....
Non male
Scritto da Rastaman il 13 settembre 2010
La scrittura ricorda troppo Lanzetta...ma i personaggi sono forti e palpabili, e ad ogni pagina si scoprono il volto e le movenze dell'immenso Toni Servillo.
hanno tutti ragione
Scritto da cippo74 il 09 settembre 2010
Meglio come regita che scrittore, a mio avviso. Libro leggibile: a tratti esilerante e alla volte noiso. Racconto strampalato di un maestro di vita cocainomane...
Che confusione!
Scritto da gmbroggini il 31 agosto 2010
Storia senza nè capo nè coda, accozzaglia di riflessioni senza senso, noioso insomma... da dimenticare!
Tony Pagoda e il ritratto di un artista senza tempo
Scritto da wero1982 il 30 agosto 2010
Dopo il grande successo ottenuto al Festival di Cannes nel 2008 con la presentazione del film Il divo, ispirato alla figura di Giulio Andreotti straordinariamente interpretato da Toni Servillo, Paolo Sorrentino torna a far parlare di sé con la pubblicazione del libro: Hanno tutti ragione, grazie al quale ha ottenuto una candidatura al premio Alabarda d’oro 2010. In realtà il protagonista di Hanno tutti ragione, Tony Pagoda, è una vecchia conoscenza del regista e, ormai, romanziere Sorrentino; infatti Tony è stato anche il protagonista di L’uomo in più (lungometraggio presentato al festival di Venezia nel 2001 e vincitore, tra gli altri, del Nastro d’Argento). Tony è un cantante di musica leggera di successo; sprezzante, apparentemente sicuro di sé e cocainomane. È, come affermato dallo stesso autore in occasione della presentazione ufficiale del romanzo, “uno straordinario Caronte” che guida il lettore attraverso innumerevoli mondi, da quelli più infimi a quelli più elevati. Il regista napoletano ripercorre le vicende di Tony che hanno come scenario la Napoli degli anni ’70: una città livida, degradata, senza riscatto; passando per il Brasile, dove il protagonista decide di rifugiarsi al termine di una tournèe e di passarci vent’anni della sua vita, per far poi ritorno in Italia, nella Roma dei giorni nostri, al seguito di un potente uomo politico e tra le mani un sensazionale contratto. È la storia di un cantante all’apice del successo, circondato da tantissime donne, personaggi illustri, maestri e compagni di strada, che si trova, all’età di 44 anni, a fare i conti con l’abbandono da parte della moglie e il declino della fama. Proprio nel momento in cui tutta la sua vita sembra crollare, Tony decide, con una sterzata netta, di sparire completamente e dare un taglio deciso alla vita precedente. Caratteristiche fondamentali del romanzo e per le quali può essere considerato unico nel suo genere sono, certamente, l’asprezza della forma e il linguaggio: ironico, a tratti grottesco e crudo, sferzante e spericolato; che talvolta prende in prestito culture e sottoculture napoletane. Un linguaggio, sotto tutti i punti di vista, sperimentale.
bella sorpresa
Scritto da Sikky il 30 agosto 2010
Questo libro mi ha incuriosito da subito, dalla prima presentazione in tv, forse per la simpatia dell'autore. E' un quadro colorato dell'Italia del sud a cavallo tra Capri e gli States, Toni Pagoda attraverso le sue avventure fa a tratti sorridere e a tratti riflettere. Meritava il terzo posto al premio Strega, forse anche qualcosina in più!
con sana invidia
Scritto da trigemino il 17 agosto 2010
due cose mi preme dire sul libro: meno male che lo ha scritto, e meno male che l'ho letto.
"MERITOCRAZIA ED EDITOCRAZIA"...
Scritto da francesca77 il 19 luglio 2010
Paolo Sorrentino meritava il premio strega.
Il pomeriggio della domenica
Scritto da desgi il 29 giugno 2010
Nonostante la fede nelle sfumature dichiarata nella premessa, Paolo Sorrentino, senza mezze misure, analizza impietosamente le tendenze e le aporie dello spirito contemporaneo. Questo compito nel romanzo è affidato al “cantante esistenzialista” Tony Pagoda, uno straordinario personaggio che era già comparso nell’universo filmico di Sorrentino in “L’uomo in più” e che qui è riproposto ulteriormente maturato in versione letteraria. Ripercorrendo la carriera di Tony, dai primi anni settanta ad oggi, si assiste impietosamente all’inesorabile decadenza del nostro Paese. Le piccole città di provincia dell’Italia centrale desolatamente rappresentate in tutto il loro vuoto culturale, il mondo pirotecnico e megalomane della Little Italy newyorkese, la fatiscenza delle favelas brasiliane, la Roma incartapecorita nel finto delirio dei reality odierni, sono spietatamente messi a nudo, fin quasi a fare male. La cocaina, che scorre a fiumi dall’inizio alla fine del romanzo, accompagna inesorabilmente un'umanità smarrita e disillusa verso il Nulla. Tutte le categorie sono abolite, tutto è diventato insopportabile, valgono solo le sfumature per sopravvivere. La narrazione ora comica, ora fantastica, ora tragica è essa stessa schizofrenica come il protagonista. Così, tra comodini vuoti e pomeriggi domenicali inesorabili, tra segretarie 'amanti per sempre' e vigliacchi professori universitari senza umorismo, Sorrentino racconta, con estremo acume psicologico - sorprendente considerata la sua giovane età - l'angoscia incombente della vecchiaia che sopraggiunge. Dissolte tutte le illusioni, persi nel mondo dei binomi ossimori e delle categorie obbliganti, anche gli intellettuali si scoprono senza diritti: il pensiero non è più indispensabile.
sospeso
Scritto da ziacassie il 28 maggio 2010
Le prime tre pagine fanno pensare: questo è "il libro". Poi andando avanti, mi sono persa in alcuni tratti, mentre altri li ho trovati lucidissimi. E' come se il protagonista - personaggio terribile sotto ogni punto di vista, sapesse quel che c'è da fare e come doverlo fare - ma preferisse alla fine farlo in un altro modo? Il Hanno tutti ragione è riferito a questo? E questi 18 anni in Brasile buttati un po’ via e questo ritorno a fare e rifare peggio di prima? Non l'ho capito sino in fondo, e cercavo qualcuno che mi illuminasse. Poi ho guardato su suggerimento di una blogger, la presentazione del libro a la Feltrinelli di Milano, e mi sono trovata d’accordo con Vera Cantarella, a ripensare a quelle parti che mi sono piaciute molto, quei racconti nel racconto: la storia dell’amica di Pagoda, Rita qualche cosa, il rapporto tra lui e la moglie, la figura della contessa Fonseca, del cugino avvocato, e del personaggio, tal Ratto (tra gli scarafaggi non sfigura..) che incontra a Manaus e che continua a dire vorrebbe sposare, che assieme alle dichiarazioni del maestro di canto, sono letteratura alta.Ho quindi capito che la mia chiave di lettura è la stessa che anche gli altri (più autorevoli di me) danno del libro. Resto però a questo punto del parere che ci siano pagine felicissime, e una narrazione conclusiva un po’ sospesa. Sul fatto della volgarità, come scrive un'altra lettrice non sono d'accordo: Pagoda credo non potrebbe parlare in altro modo, e certe storie vanno raccontate con toni forti.
Peccato!
Scritto da Simone1! il 09 aprile 2010
Avevo visto il film,da cui, credo, sia stato ricavato il libro (o forse ne era la sceneggiatura?)ed avevo apprezzato enormemente il tratto secco, scarno e diperato del racconto, egregiamente rappresentato dagli attori. Mi aspettavo,dunque, la stessa efficacia e potenza narrativa, ma il sistematico di un linguaggio brutalmente sconcio, con cui Sporrentinop tratteggia, in ogni singola pagina ed occasione, la vita e la disperazione di Pagoda mi ha impedito (dopo un centinaio di pagine) di andare avanti. Peccato! Si può rappresentare l'abisso dell'anima e la solitudine anche senza indulgeree e crogiolarsi nella volgarità, accettabile se estrema, ma insopportabile se gratuita. Paola





