Scene dalla vita di un villaggio

di Amos Oz

Prezzo online:

€ 12,99

  • Listino€ 12,99EditoreFeltrinelliCollanaI NarratoriData uscita18/10/2010
  • Pagine-LinguaEAN9788807943621FormatoEPUB con Adobe DRM
  • Dimensione2.64 MB

Sinossi

Un uomo capita, quasi per caso, in un pittoresco villaggio d'Israele,Tel Ilan. Tutto sembra immerso in una quiete pastorale, se non fosse che invece, in quell'armonia formicolano segreti, fenomeni inquietanti, tresche amorose, eventi di sangue. Tocca al visitatore cercare di svelare l'enigma, o anche soltanto conciliarsi con tutti questi misteri. Come quello di Benny Avni, capo del consiglio del villaggio, che un giorno riceve un biglietto dalla moglie con solo cinque parole:"Non ti preoccupare di me". Il marito naturalmente si preoccupa, la cerca in casa, in un rifugio antiaereo in rovina, in una sinagoga vuota, in una scuola - e questo è quanto. Non sapremo mai dov'è finita la moglie di Benny Avni. Né sapremo mai l'identità di quella strana donna con pantaloncini kaki e scarpe da passeggiata, che improvvisamente appare davanti all'agente immobiliare Tossi Sasson. O cosa è successo al nipote di Gili Steiner, che doveva venire al villaggio con l'ultimo autobus, ma non si è mai visto. O chi sia lo strambo Wolf Maftzir, che si infiltra nella vita e nella casa di Ariel Zelnick. Qualcosa di terribile è accaduto nel passato dei protagonisti di Tel Ilan. Qualcosa non è stato assorbito dalle loro menti e non è stato preservato nelle loro memorie, eppure esiste da qualche parte, nelle cantine, freme negli oggetti stessi, vissuto ancora e ancora attraverso il dimenticare, il ritorno e il disturbo, in attesa del momento della rivelazione.

Recensioni

bello

Scritto da longo_antonella il 13 agosto 2010

tutto il libro è bello, ma perché finisce a mezz'aria?

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Misteri

Scritto da maraverde il 23 marzo 2010

Grande, grandissimo Amos Oz. Il suo ultimo romanzo, Scene dalla vita di un villaggio, appena uscito in Italia da Feltrinelli con la sapiente traduzione di Elena Loewenthal, ci conduce in un mondo che ti pare assurdo, dalle domande senza risposta. La narrazione si snoda lungo otto magistrali racconti (alcuni narrati in prima persona), dipinti con quella profondità psicologica ben conosciuta dai lettori, dove i protagonisti di una storia talora fanno capolino in un’altra; abile accorgimento dell’Autore per consentirci di approfondire la loro conoscenza, grazie ad un certo particolare fisico o ad un pensiero espresso, magari lasciando una frase a metà. Nell’atmosfera solo in apparenza bucolica diventiamo partecipi di tragici, quanto inspiegabili, episodi, ci confrontiamo con indecifrabili presenze, ci interroghiamo su sparizioni o attese, non soddisfatte, di eventi o di persone. Certo che mai come leggendo queste pagine mi è venuta alla mente la frase che William Shakespeare mette in bocca al suo Amleto: “Ci sono più cose tra cielo e terra, Orazio, che non ne sogni la tua filosofia”. Ogni storia raccontata affonda le proprie radici in una ferita, magari rimossa dalla coscienza, suscettibile però di riprendere a sanguinare all’improvviso, quando meno te lo aspetti. In ogni caso la cicatrice non è mai scomparsa. Il romanzo, adatto anche ad una riduzione teatrale per il suo incentrarsi su caratteri e temperamenti, ci trasmette assai più di quanto il titolo -neutro, ritengo volutamente- lascerebbe supporre. Ringrazio tra me e me l’Autore -pure spesso piuttosto critico nei confronti della politica attuata dal Governo del suo Paese- perché, in un’intervista rilasciata al quotidiano Ha’aretz, ha dichiarato che, nell’ambientazione dell’opera, non è affatto adombrato Israele, come, immagino, sarebbe portato a fare un certo numero di lettori. Oz si riferisce in particolare all’ultimo racconto, i cui è descritto un luogo malsano e paludoso, dominato dalla morte, in cui ogni opportunità positiva è lasciata cadere. Protagonista è piuttosto l’universale fatica del vivere quotidiano, la consapevolezza di come, a causa delle, sovente imprevedibili, vicissitudini che ci sovrastano, la speranza di una vita nuova possa a volte scomparire in un attimo. Non sempre accade ciò, ma è necessario metterlo in conto. E poi c’è il mistero dell’esistenza, spesso impastato con l’assurdo. Amos Oz ci dona un sorprendente affresco di vita vissuta, stupendo proprio perché striato di mille e mille incongruità. D’altronde, come afferma un illustre studioso, la bellezza non è forse un’armonia sull’orlo del caos?

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura internazionaleParole chiave laFeltrinelli:narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)TraduttoriElena Loewenthal