Delfini
di Banana Yoshimoto
€ 8,99
- Listino€ 8,99EditoreFeltrinelliCollanaI canguriData uscita18/10/2010
- Pagine-LinguaEAN9788807944833FormatoPDF con Adobe DRM
- Dimensione0.48 MB
Sinossi
Kimiko, giovane scrittrice di romanzi rosa, esce con Goro, che convive con Yukiko, una lontana parente molto più grande di lui. Una sera, dopo una visita all’acquario di Tokyo a vedere i delfini, Kimiko fa l’amore con Goro, ma capisce che la loro storia non ha futuro. Temendo di legarsi troppo a lui, decide allora di abbandonare Tokyo. Nel tempio vicino al mare in cui trova rifugio, conosce Mami, una ragazza con doti soprannaturali, e da lei viene a sapere di essere incinta. Kimiko contatta Goro per chiedergli di riconoscere il bambino, senza però pretendere né di essere sposata, né tantomeno che lasci Yukiko. In attesa della nascita della piccola Akake, la gravidanza di Kimiko è scandita da un sogno ricorrente: delfini che nuotano nell’acqua.
Recensioni
Emozionante
Scritto da freddy85 il 05 aprile 2011
"La chiave della mia preghiera per qualche tempo sarebbe stata stretta nelle mani,tra le unghie sottili come carta, sotto le guance vellutate, tra le labbra sottili dellapiccola creatura al mio fianco. Guardando mia figlia, capii che sarebbe diventata ilcentro del mio mondo, e che attraverso lei avrei imparato a scoprirlo di nuovo e avreistretto nuovi legami con le persone"
Empirismo
Scritto da francesca77 il 09 dicembre 2010
Yoshimoto sempre apprezzabile per la scorrevolezza dei suoi romanzi e per la visione empirica che ha della vita ma...aspetto ancora un romanzo che possa eguagliare Amrita e N.P..
Finalmente!
Scritto da Astrea il 01 dicembre 2010
Finalmente la Yoshimoto mi ha convinta! Sarà stato l'argomento, il momento particolare che sto vivendo (anch'io sono in attesa!), il suo modo delicato e incredibilmente preciso di esprimere certe sensazioni, ma ho davvero avvertito a livello epidermico le emozioni della protagonista.
primo libro
Scritto da ritamj84 il 13 settembre 2010
è il primo libro che leggo dell'autrice Banana Yoshimoto però mi è piaciuto molto il fatto che fosse scorrevole sia nella scrittura che nel racconto
Noi esseri umani siamo deboli. E per giustificare la nostra debolezza troviamo 1000 scuse e scendiamo a compromessi
Scritto da SaraBro il 01 settembre 2010
Kimiko è una donna come le altre, o almeno pensava. Non le importava molto degli uomini, aveva sempre avuto scappatelle. Un giorno si ammalò, una semplice febbre, che però la blocco a letto. Allora, anche se a malavoglia chiamò la sorella ad aiutarla. Infatti, orfana di madre, viveva sola, mentre il pare viveva con la sorella. Dopo il periodo di degenza si riprese e uscì con Goro. Quella sera, dopo l’acquario accadde. Ma fu diverso dagli altri. Dopo quella sera decise di prendersi un momento di pausa e andò al tempio ad aiutare la sua amica. Qui si mise a fare la cuoca. La sua vita prese una piega diversa, migliore. Tutto le sembrava più semplice, il senso di solitudine che provava a casa era quasi sparito. Qui conobbe Miki, la volontaria, Mami e il suo terribile passato, e la signora degli aborti, anche lei con un passato pieno di sofferenze e dolore. Poi, però decise di andarsene e partì verso la casa di un suo amico lì vicino. In questa casa aleggiava una sensazione di malinconia. Sembrava vi fosse accaduto qualcosa di strano. La povera Kimiko era sempre più stanca e affaticata, dormiva e soffriva il caldo. Poi, d’un tratto squillò il telefono. Era Mami, che la chiamava chiedendole di vedersi. Kimiko accettò, ignorando il motivo dell’incontro. Quando poi lo scoprì rimase sconvolta. Era incinta e voleva assolutamente tenerla. Ma c’era anche qualcos’altro. Da cosa è provocata quella strana sensazione che si prova in casa? Cosa ci fanno due animali impagliati? Perché i delfini la inseguono nei sogni? Dopo la visita della cara Mami, Kimiko iniziò a stare meglio. Decise di dire quello che era accaduto a Goro, di certo non ne sarebbe stato felice. Ma soprattutto la sua “parente-compagna” non lo sarebbe stato. Goro la prese con filosofia, anzi, meglio di quanto lei potesse immaginare. Andò a trovarla, senza avvisarla. Kimiko lo accompagnò in casa e discussero. Il futuro di quella piccola creatura gravava su Kimiko, che tentava di proteggerla in tutti i modi. Ora la futura neo mamma è in partenza con Goro verso Tokyo. Presto arriva il parto e Kimiko tra paure e incertezze riesce ad avere una bellissima bambina: Akane ( nome che comunemente viene usato per descrivere il rosso dell’alba). E così la vita di Kimiko ora è animata da questa piccola bambina dono del cielo. I rapporti con i suoi famigliari sono fantastici, con Goro per ora va tutto bene e anche Yukiko si è finalmente messa il cuore in pace. Un romanzo davvero toccante, che mostra un nuovo lato della Yoshimoto. Affronta temi come il rapporto tra sorelle, con quella viziata e quella lasciata alla giornata, la malattia, che ti fa riavvicinare alle persone a cui vuoi bene. Il tema della morte. Come una avvenimento in parte liberatorio, in parte pieno di sofferenze e di dolore, che crea cambiamenti eterni. La femminilità nel senso non solo fisico, del corpo di Kimiko che sta invecchiando e che poi dovrà portare la piccola Akane, ma anche psicologicamente, di come le donne venivano trattate in Giappone. La solitudine che assillava le giornate di Kimiko e l’aveva convinta ad andarsene al Tempio per cambiare aria. Le passioni sbiadite dal tempo, tranne il legame che la univa a Goro, il tipico uomo perfetto ritratto negli anime e nei telefilm giapponesi, nonché nella maggior parte dei manga. L’importanza del fatto che : il denaro non compra l’affetto! Credo che molte persone non l’abbiano ancora capito. Le riflessioni sulla persona umana, sul suo carattere, su cosa la renda diversa dagli animali. Il senso di vuoto quando ci si trova da soli ad affrontare la vita. Il tema della lontananza per dimenticare un amore ed accorgersi che è impossibile, perché quel legame è troppo forte e puro. E soprattutto il tema del sogno, che l’avvicinerà inconsciamente alla verità e alla sua condizione.
DELFINI: il nuovo viaggio di Banana Yoshimoto attraverso la sfera delle emozioni umane
Scritto da wero1982 il 30 agosto 2010
“Come quando l’olio penetra piano piano in un ingranaggio cigolante, sentivo che i miei movimenti si facevano sempre più fluidi…La febbre mi aveva purificato. Aveva buttato fuori la ruggine che si era formata negli anni e mi sentivo completamente rigenerata”. La metafora, tratta dall’ultimo romanzo della scrittrice giapponese Banana Yoshimoto descrive efficacemente l’inizio di una nuova fase nella vita poco ordinata di Kimiko, la protagonista della storia. Kimiko, giovane scrittrice di romanzi d’amore, indipendente e senza legami duraturi, veste perfettamente i panni della classica eroina delle opere di Banana: sfida la solitudine per muoversi in un mondo fatto di città enormi e pulsanti come Tokyo, in cui è ambientata gran parte della vicenda. E’ una ragazza fragile, ma mossa, allo stesso tempo, da un istinto sicuro che le permette di affrontare le sfide che la vita le propone, come l’inaspettata gravidanza che la protagonista accetta con estrema tenerezza. Una sera Kimiko esce con Goro, un ragazzo poco più giovane di lei. Goro incarna il nuovo modello di uomo, ereditato dalla tradizione dello “shojo manga” (“il manga per ragazze”): è dolce, sensibile e privo di aggressività, sostanzialmente un uomo in cui sono assenti le convenzionali caratteristiche virili. Dopo aver trascorso la serata all’acquario di Tokyo davanti alla vasca dei delfini, Kimiko fa l’amore con Goro, ma, nonostante l’affinità e la complicità scoppiata tra i due (“…i nostri colori si sposavano a meraviglia, era come se stessimo eseguendo un’incantevole melodia…”), intuisce immediatamente che la loro storia non può avere alcun futuro, in quanto Goro è già impegnato con un’altra donna da tanto tempo. Temendo di potersi innamorare del ragazzo e, soprattutto, di poter soffrire a causa sua, la giovane scrittrice decide di abbandonare la città e rifugiarsi in un luogo sicuro: un tempio vicino al mare, lontano dal caos e dalla moltitudine di persone che affollano le grandi metropoli. Il tempio era in realtà una sorta di asilo per donne che avevano alle spalle delle esperienze drammatiche. Tra le ospiti del tempio c’è Mami, una ragazza con poteri soprannaturali capace di vedere al di là delle persone e delle cose. Proprio da lei, Kimiko viene a sapere di essere rimasta incinta la notte che passò con Goro, e di essere in attesa di una bimba. Nonostante del tutto inaspettata, Kimiko accetta la sua nuova condizione senza indugio, dimostrando una notevole maturità (“…Non avevo mai desiderato rimanere incinta, ma un numero incredibile di coincidenze, insieme al corso degli eventi ineluttabili, mi aveva portata sulla strada della gravidanza…”). Tutta la gravidanza di Kimiko è scandita da un sogno ricorrente popolato da delfini che nuotano e saltano nell’acqua blu in un mix di colori che uniti al rosa, al rosso, all’arancio e al bianco dei coralli, creavano delle tonalità curiose. Non sono solo i delfini i protagonisti dei sogni che accompagnano la gravidanza di Kimiko, ma anche sua madre e il suo gatto Shiro, entrambi morti anni prima. I delfini in Giappone svolgono il ruolo che nella cultura occidentale è proprio delle cicogne. Il delfino è sempre stato associato al rinnovamento e alla conservazione della vita, simbolo di prosperità, caro alle divinità, tanto da essere considerato un sacrilegio la sua uccisione. La vita e la morte si alternano nel sogno, e in tutto il romanzo, come in un’altalena dando un senso estremamente profondo allo stato psico-fisico della protagonista. La vicenda si chiude con la nascita della piccola Akane, che in giapponese significa “rosa di sabbia”, “rosa scuro” e si utilizza per descrivere il colore rosso del cielo all’alba o al tramonto. La venuta al mondo di Akane segna per tutti i personaggi del romanzo “l’alba di un nuovo giorno”: questi, vissuti sino ad allora in universi differenti e lontani, finalmente si incontrano e si incrociano. Come in tutti i romanzi della scrittrice giapponese, emerge la sua capacità di trattare il tema della famiglia con particolare tenerezza, mediante un linguaggio disinvolto e, talvolta, irriverente. Delfini apre una nuova area di esperienza emozionale nel mondo di Banana Yoshimoto trattando delle tematiche estremamente intime, grazie all’elemento soprannaturale, con una delicatezza e una serenità che allontanano il sospetto di una possibile tragedia. Ancora una volta il lettore si troverà davanti a sé il quadro di un Giappone molto lontano dagli schemi e dall’immaginario comune: è una società, quella dipinta da Banana, in cui le persone conservano la propria indipendenza (come Kimiko che decide di tenere il bambino e di non sposare Goro), rifiutano i matrimoni combinati o riparatori scegliendo forme di convivenza alternative. Cercano, insomma, di scavarsi un rifugio in cui poter vivere in conformità ai propri valori personali, senza doversi uniformare al modello sociale prevalente.







