La banda dei brocchi

di Jonathan Coe

Prezzo online:

€ 5,99

  • Listino€ 5,99EditoreFeltrinelliCollanaUniversale economicaData uscita18/10/2010
  • Pagine-LinguaEAN9788807946158FormatoPDF con Adobe DRM
  • Dimensione1.14 MB

Sinossi

Quattro ragazzi nell'Inghilterra degli anni Sessanta tra cambiamenti politici, novità musicali, mutamenti sociali: il ritratto di una società in trasformazione.

Recensioni

Piacevole

Scritto da mauraorlando il 12 novembre 2010

E' un libro scorrevole, piacerà probabilmente a chi ancora sorride nel rivivedere il ricordo delle piccole tragedie dell'adolescenza. Ma probabilmente succede a tutti, essendo quella l'età delle scoperte, delle sperimentazioni e delle esagerazioni. Vorresti saperne di più su Miriam, ma l'autore non ti accontenta!

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Thanks Mr Coe

Scritto da simonabi il 11 novembre 2010

Splendido affresco corale dell'Inghilterra degli anni '70, in piena battaglia sociale, visto soprattutto attraverso gli occhi di 4 adolescenti nelle più sgangherate, tragiche ed umanissime situazioni. Tranne alcuni aspetti sinceramente evitabili (la cornice del racconto principale, ambientata più o meno ai giorni nostri, con i nipoti di alcuni dei protagonisti - il racconto dei fuggiaschi ebrei - il capitolo finale, smaccatamente improntato allo stream of consciousness di joyciana memoria, non a caso vi viene citato giutso l' "Ulisse") questo romanzo si bilancia benissimo tra episodi di puro umorismo e tragedie terrificanti, col tocco incisivo ma leggero da autore capace. Dopo altri incontri con Coe decisamente fallimentari, di questo osannatissimo autore ho finalmente beccato il titolo giusto.

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I ragazzi di J.Coe

Scritto da Cpt.Hook il 08 novembre 2010

Due giovani, apparentemente tanto estranei alla storia, aprono il romanzo raccontandosi l'inghilterra degli anni 70 e le vicende di un gruppo di amici frequentato dai loro genitori. Coe ha così l'occasione di rievocare la sua città natale: Birmingham. Animata da rivolte sindacali e scontri razziali l'autore trova anche lo spazio giusto per parlare dei problemi degli adolescenti. Con ironia sopraffine riuscirà anche a parlare di politica. Romanzo a tratti commovente. Ben intrecciato e articolato, ed un autore mai banale: ogni capitolo è un susseguirsi di novità che troveranno epilogo nell'altro romanzo di successo di Coe: "Circolo Chiuso". Vi assicuro che una volta finito di leggere il primo è veramente difficile resistere al secondo. Una storia davvero appassionante che vale la pena leggere!!

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Basta ingranare

Scritto da eleonora.pinat il 09 settembre 2010

Uno di quei libri di cui ho odiato il prologo: finto, stucchevole e un po' compiacente. Ma poi partono le vicende di Benjamin, dei suoi fratelli in un'ambientazione così reale e convincente da lasciare senza fiato. Il razzismo, le lotte dei sindacati, l'amore e la crescita. Un mondo di piccoli uomini in cui niente va come ti aspetti, e proprio per questo ha un sapore vero. In attesa di leggere il seguito, Coe si merita tutte e quattro le sue stelline!

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Brown times and a brown book

Scritto da Satoko78 il 08 settembre 2010

Ho iniziato questo libro con un'aspettativa da 10 e lode, visto le ottime critiche (quasi) unanimi...ed effettivamente c'è una storia che impostata diversamente poteva essere davvero piacevole, ma in realtà è noiosa come poche.. dei 4 citati protagonisti in realtà solo 2 (1 e mezzo) portano avanti la trama, che procede talvolta in tempi e luoghi diversi dalla vicenda narrativa principale...la vita dell'Inghilterra degli anni 70 che fa da sfondo è un susseguirsi di descrizioni (di scioperi, gruppi musicali, lotte di classe etc), riflessioni, citazioni che francamente non aggiunge niente e toglie parecchio smalto … La realtà dei genitori dei protagonisti è sbiandita tanto quanto la loro età; le descrizioni nelle scene di sesso sono degne della peggior specie di pornografia senza talento, l'ironia ..semplicemente non è ironica.. Le due pecche più gravi di questo libro, a mio parere, sono: 1) il pochissimo coinvolgimento (dove sono i palpiti e i turbamenti dell'adolescenza? dov'è la crescita e la formazione? se non fosse per il povero Benjamin che ogni tanto smuove le acque, la storia sarebbe calma piatta) 2) il finale mancante. Nell'ultima pagina, una laconica nota dell'autore ci informa che il libro avrà un seguito (Il circolo chiuso) ...che io non comprerò!

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Anni '70

Scritto da Federico.lorenzon il 06 settembre 2010

Un po' di nostalgia, sentimenti forti, vicende intriganti; i problemi sociali, generazionali della Gran Bretagna degli anni '70 raccontati e accompagnati dalle note del Rock Progressivo del periodo.

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Gli anni '70 che ritornano

Scritto da antonioiossa il 27 agosto 2010

Sono gli anni settanta che ritornano e ti prende un groppo alla gola perché ti ricordi com'eri e cosa facevi e dove andavi in giro e la musica che ascoltavi... ma non c'é nostalgia a leggere le vicende dei "brocchi", anzi il divertimento è assicurato (Coe è geniale).

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Very Good

Scritto da 7yellow il 25 agosto 2010

Coe è eccezionale, sa intrecciare strorie e pensieri in maniere geniale..devo dire che questo libro è veramente bello. Leggetelo ne vale veramente la pena.

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La banda dei Brocchi

Scritto da Linus5 il 23 agosto 2010

Ancora una volta Coe, con la sua arte, riesce a catapultarti, mente e corpo, in una città ed in un tempo, che ormai sembrano trascorsi da secoli. Si tratta dell'inghilterra (o meglio, di Birmingham) degli anni '70, o, come definiti dallo stesso autore, degli "Anni Marroni". Ed è in quest'epoca di profondi cambiamenti che ci vengono illustrate le storie di Benjamin Trotter e dei suoi amici, che frequentano il prestigioso liceo privato King William e che, almeno in apparenza, sembrano essere stereotipati alla "Birmimgham bene" dell'epoca. Ma ci si accorge presto che non è così. Ogni ragazzo ha la sua storia, che si intreccia saldamente sia a quelle degli altri che agli eventi politici che segnano l'Inghilterra di quegli anni: gli attentati dell'IRA, i movimenti sindacali, le vicende dei partiti laburisti e l'ascesa della Thatcher. Il tutto è perfettamente ed armoniosamente legato anche al mondo della musica: le diverse strade che seguiranno i protagonisti in questa adolescenza non priva di emozioni, belle e brutte che siano, sono segnate da canzoni cult che descrivono meglio di mille parole gli stati d'animo dei "Brocchi di Birmingham":si spazia della musica classica, ai dibattiti sui gruppi musicali dell'epoca, dal rock progressivo al reggae, dai Genesis ai concept albums di Rick Wakeman sino al punk dei Sex Pistols. Insomma un capolavoro che assieme a "La famiglia Winshaw" ed "Il circolo chiuso", ci fornisce uno scorcio di vita di gente comune,che, con tutti i suoi problemi, è riuscita ad affrontare, non senza problemi, l'ultimo trentennio del secolo scorso. _____ Mi permetto infine, di trascrivere la prima mezza pagina del libro. LA BANDA DEI BROCCHI In una notte nera, sotto un cielo sereno e pieno di stelle, nella città di Belino, nell'anno 2003, due giovani stavano cenando insieme. Si chiamavano Sophie e Patrick. Si erano incontrati quel giorno per la prima volta. Sophie stava visitando Berlino con sua madre, Patrick con suo padre. La madre di Sophie e il padre di Patrick si erano frequentati per un po', parecchio tempo prima; niente di speciale, però . Per qualche tempo, quando andavano ancora a scuola, il padre di Patrick era stato addirittura innamorato della madre di Sophie, ma erano passati ventinove anni dall'ultima volta che si erano scambiati qualche parola. "Secondo te dove sono andati?" domandò Sophie. "In giro per locali, probabilmente. Da qualche parte dove suonano techno." "Dici sul serio?" "Certo che no. Mio padre non è mai entrato in un locale in vita sua. E l'ultimo disco che ha comprato era dei Barclay James Harvest." "Di chi?" "Appunto." Sophie e Patrick guardarono l'enorme baraccone di vetro e cemento del nuovo Reichstag, tutto illuminato, che veniva loro incontro. Il ristorante che avevano scelto, quello sulla cima della Fernsehturm proprio sopra Alexanderplatz, girava su se stesso più velocemente di quanto entrambi si fossero aspettati. Si diceva che fosse stato progettato in quel modo negli anni sessanta per dimostrare la superiorità tecnologica della Germania dell'Est. "Come sta tua madre adesso?" domandò Patrick. "Si è rimessa?" "Oh, non era niente. Siamo tornate in albergo, si è sdraiata un attimo e si è sentita subito meglio. Un altro paio d'ore e siamo andate a fare shopping. E io mi sono comprata questa gonna." "Ti sta proprio bene." "Comunque sono contenta che sia successo, perché sennò tuo padre non l'avrebbe riconosciuta." "Penso proprio di no." "E noi non saremmo seduti qui, vero? Mi sa che è destino. O forse qualcos'altro." Quella in cui si erano ritrovati all'improvviso era davvero una situazione strana. Tra i loro genitori era tornata subito un'intimità spontanea, anche se era tanto tempo che non si frequentavano più. Si erano abbandonati a quel loro ritrovarsi con una specie di sollievo pieno di gioia, come se l'essersi incontrati per caso in una sala da tè di Berlino riuscisse in qualche modo a cancellare i decenni che erano trascorsi nel frattempo, e a guarire le ferite che, passando, avevano lasciato. E Sophie e Patrick erano rimasti soli, costretti a un diverso genere di intimità, molto più impacciato. Si rendevano conto di non avere nulla in comune, se non la storia passata dei genitori.

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Stupendo!

Scritto da ____Jacopo il 05 agosto 2010

Da leggere assolutamente! Molto coinvolgente, leggendolo sembra di ritrovarsi direttamente negli anni settanta

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Come chiunque di noi

Scritto da byAx il 24 agosto 2009

Primo romanzo che leggo di Coe, è riuscito a catturarmi senza adottare particolari tecniche di seduzione, lasciando fluire con naturalezza i protagonisti e le loro esperienze, dove la semplicità — grazie al cielo — ha regnato sovrana. Ragazzi come tanti (come chiunque di noi), con le loro speranze e incertezze, che tentano di dare un senso al futuro sapendo di arrancare ancora nel presente. La leggerezza usata dall’autore, anche negli squarci politici, riesce a rendere partecipi in modo vivo e si appropria di un appassionato distacco in grado di acquisire sostanza in ogni situazione. Il protagonista (Ben) della fine, quando si concede un soliloquio da primato per esprimere la gioia che prova, mi ha ricordato, nei modi, l’Holden di Salinger.

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Coinvolgente

Scritto da alcinnoc il 05 novembre 2008

Ironia, arguzia e humour britannico nella mente, nel corpo e nello spirito di 4 ragazzi della provincia inglese degli anni '70. Mi ci sono rivisto molto nelle loro avventure e nei loro amori.

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fantastico

Scritto da contisergio il 13 maggio 2008

questo e il cricolo chiuso raccontano la nostra epopea, da leggere e da meditare.

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gradevole romanzo corale

Scritto da mercurylondon il 28 gennaio 2008

la quotidianità, i sogni, le speranze e gli errori di alcuni amici di Birmingham si uniscono ai grandi e piccoli eventi dell' Inghilterra degli anni '70. Coinvolgente, per nulla banale, scorrevole.

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La banda dei brocchi

Scritto da imthewinner@libero.it il 01 agosto 2006

Benjamin Trotter sono io.

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La mia recensione

Altre informazioni

Genere:letteratura internazionaleParole chiave laFeltrinelli:narrativa inglese, narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)TraduttoriRoberto Serrai

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