Parole da dire
Scritta il:
09 settembre 2010
Melinda inizia le scuole superiori armata di sette quaderni nuovi, una gonna che odia, e un nodo alla gola che le impedisce di parlare. E' sola, completamente sola, da quando ha chiamato la polizia durante una festa, all'inizio dell'estate: le sue amiche di un tempo la ignorano, docenti e genitori non sembrano avere tempo per lei, e il resto della scuola le volta le spalle, nel migliore dei casi.
C'è solo il silenzio, e il dolore nascosto dentro, così in fondo da sperare di dimenticarlo, da non pensare nemmeno di poterne parlare: una ferita infetta, che nessuno vede – nessuno è interessato a vedere – e continua a far male, nel silenzio e nella solitudine che Melinda in parte cerca, in parte aborre.
Speak è un romanzo bellissimo. Inizio dicendo questo.
Bullismo, solitudine, violenza, stupro, amicizia, sincerità, dolore, arte, passione: sono tutti ingredienti che amalgamati con un'ironia leggera e una sensibilità estrema (del personaggio Melinda - potrebbe essere una ragazza vera, che si incorcia per strada, che siede in un'aula di scuola – e dell'autrice stessa) lievitano in un romanzo ricco di significato.