Il messaggero-Messenger
Messenger
di Lowry Lois
€ 12,32
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- Listino€ 14,50EditoreGiuntiData uscita08/02/2012Pagine208
- LinguaItalianoEAN9788809751736
Sinossi
Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi "la Belva fra le Belve". Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l'assegnazione del suo vero nome: "Messaggero". Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere.
Recensioni
Il messaggero
Scritto da girasonia76 il 02 marzo 2012
Cosa mi avrebbe riservato Il messaggero - Messenger? Che tipo di società mi sarei ritrovata ad osservare? E' stupendo il modo in cui la Lowry abbia saputo ricongiungere le due storie, creandone una nuova. Il modo in cui abbia ripreso i protagonisti dei primi due volumi e abbia conferito loro un ruolo fondamentale: quello di creare un nuovo ordine, un ordine necessariamente umano. E' straordinario come l'autrice abbia messo a punto un progetto ad ampio respiro, che partendo dall'analisi dei diversi tipi di società, arrivi a formulare l'idea della necessità della collaborazione, del sacrificio, dell'impegno di ogni cittadino, della distinzione di ruoli. Jonas è cresciuto ed è riuscito a creare una società migliore, aperta, accogliente, disponibile. Kira anche è cresciuta ed è riuscita a portare il cambiamento nella sua società, rinunciando alla possibilità di riconciliarsi col padre per poter dedicarsi a migliorare le cose. Il legame tra i due sarà il piccolo Matty, già presente nel secondo volume, il piccolo messaggero che può portare velocemente messaggi da una comunità all'altra. Non vi dirò di più, per non togliervi assolutamente il gusto di sapere come questa storia si evolverà. La Lowry non fa scelte di comodo: non scrive per accontentare i lettori, non improvvisa facili emozioni o l'immediato immotivato sbocciare di un amore. No, la sua visione del romanzo, e probabilmente del mondo intero, è più saggia, più matura. Non prende in giro chi legge: lo aiuta, lo spinge alla riflessione, fa sì che il cervello e il cuore si mettano in moto insieme. Vuole aprire gli occhi del lettore e mostrargli il marcio che c'è intorno e dentro di lui, e vuole allo stesso tempo fargli capire che la chiave per cambiare le cose c'è: bisogna solo alzarsi e cercarla. I suoi romanzi sono brevi, circa duecento pagine, eppure in quelle poche pagine riesce a raccontare la storia del mondo. E a far sì che quella storia sia la storia di ognuno di noi. Credo che la Lowry sia una scrittrice universale, e sono convinta che i suoi romanzi saranno attuali ancora per molti, moltissimi anni.
Il vero nome delle cose
Scritto da Tintaglia il 29 febbraio 2012
Finito in un sol boccone. The give è uno dei romanzi più inquietanti che abbia mai letto, e avevo apprezzato anche Gathering blue, nonostante la società barbarica in cui si muoveva Kira non avesse su di me lo stesso effetto di gelido turbamento del villaggio perfetto di Jonas. Aspettavo quindi il terzo capitolo della saga come un punto di svolta, in cui tutti i fili si unissero in un arazzo completo, simile a quelli che tesse Kira. Invece sono rimasta delusa: il romanzo scorre con piacere e facilità, ed è stato un piacere ritrovare anni dopo i personaggi che avevo incontrato, ma credo che l’autrice volesse fare domande, e non dare risposte, ma sono rimasti troppo punti oscuri per me; o forse lo vedo così solo perchè le aspettative erano molto alte, e tutte concentrate su una risoluzione, un compattamento di vicende e personaggi, non un’ulteriore problematizzazione.
Serie "The Giver" vol. 3
Scritto da eccentrika il 20 febbraio 2012
Inizialmente pensavo che questa saga della Lowry, fosse stata così definita solo per il fatto della tematica distopica in comune e che i libri potessero essere letti singolarmente perché non avevano tra loro nessun legame. Per "The Giver" e "Gathering Blue" è infatti così, nessun elemento in comune, né ambientazione, né personaggi, niente di niente. Sono due libri che mi sono piaciuti entrambi moltissimo e che ho letto comunque in ordine temporale di uscita, anche se credevo che non fosse necessario farlo, perché mi aspettavo che la formula si ripetesse ancora nel terzo libro. E invece sono rimasta stupita di constatare che ne "Il Messaggero" le due storie precedenti e apparentemente senza alcun legame si uniscono. L'ambientazione è diversa, un altro nuovo mondo distopico, questa volta un piccolo villaggio dove regna l'altruismo e la generosità, dove si viene accolti senza discriminazioni, dove il sapere e l'istruzione è alla portata di tutti, dove quindi, sembra vigere la piena armonia e serenità. Il protagonista di questo terzo libro è Matty, vive felice, in maniera modesta, senza che gli manchi nulla ma senza eccessi. All'improvviso però nota che qualcosa sta cambiando, che le persone del villaggio, una volta così cordiali e gentili, stanno diventando diverse. Nascono episodi di astio e intolleranza. Ma perché tutto questo? Come fare per rimediare? Ancora una volta la Lowry stupisce il lettore con una storia apparentemente semplice, lineare, ma che porta al suo interno significati reconditi, dove la natura selvaggia e ostile che circonda il villaggio si trasforma in una metafora di vita. Ancora una volta l'autrice ci mostra come non esista un vero e proprio modello da seguire per costruire un mondo migliore. Dopo la perfezione asettica e senza sentimenti del mondo di The Giver" e l'imperfezione lampante del mondo ingiusto e violento di "Gathering Blue"; il mondo di "Il Messaggero" dovrebbe rappresentare la vita di mezzo, la formula giusta e ponderata tra il troppo perfetto e il troppo imperfetto, ma anche così sembra non funzionare. Il messaggio che vuole dare l'autrice è che ci sono sempre sfumature di ogni grado e intensità, e che solo le persone nella loro unicità possono fare la differenza. Un libro splendido, che devono assolutamente leggere tutti coloro che hanno già letto e apprezzato i due precedenti libri, e che solo in questo modo si riuscirà davvero ad entrare in sintonia con questo terzo tassello della saga. Teoricamente la trama del libro è abbastanza semplice e non sembrerebbe che i legami con i libri precedenti siano così tanto vincolanti da non capire il senso del terzo, e infatti è così! Perché, sempre teoricamente, è possibile leggere e capire il libro anche partendo da questo. Ma io consiglio di non farlo, consiglio di leggere tutti e tre i libri in ordine, perché solo così avrete i giusti legami emotivi con la storia e con i personaggi. Voglio inoltre fare una menzione di merito al finale, che questa volta, oltre ad essere come al solito un po' vacuo e a donare un senso di speranza senza avere alcuna certezza, è un vero e proprio pugno nello stomaco. Un pugno nello stomaco che riesce comunque a dare speranza... strano vero? Non vi resta che leggerlo! PS= ho saputo che questo terzo libro, non sarà più l'ultimo della serie, come sembrava, ma che l'autrice ne sta scrivendo un quarto, ancora inedito. Inutile dire che non vedo l'ora che venga pubblicato!!!!
Il Messaggero
Scritto da cla86 il 17 febbraio 2012
In “Il Messaggero” ritroviamo Matt, ora Matty, e colui che in questo volume viene chiamato “il Veggente”, entrambi incontrati in “La rivincita”. I due ora vivono al Villaggio, dove tutte le persone, sia quelle sane, che quelle con qualche difetto, deficit o imperfezione, vengono accolte e vivono in pace, aiutandosi l' un l' altro. Qui Matty e il Veggente hanno instaurato uno stile di vita tranquillo e pacifico da ormai sei anni. Ma c'è qualcosa che sta cambiando il Villaggio ed i suoi abitanti. Infatti in questo romanzo avviene una sorta di processo inverso, in quanto le società incontrate nei due volumi precedenti sembrano cambiare e modificarsi in meglio, diventando meno rigide, mentre in quella qui presente, che inizialmente sembrava quasi utopica, iniziano ad insinuarsi egoismo ed intolleranza. Inoltre, come Jonas e Kira, protagonisti rispettivamente di “The Giver” e di “La rivincita”, anche Matty ha una particolare capacità, un dono speciale che lo spaventa e che scoprirà poco a poco. Proprio Jonas, ora diventato il Capo del Villaggio, e Kira, ricompaiono in questo romanzo, che fa anche da unione tra i due libri precedenti e fa assumere ad essi nuovi significati. Per me è stato bellissimo ritrovare questi personaggi, alcuni anche in modi che non mi aspettavo, mi ha coinvolto molto di più nella storia, proprio per il fatto che sono personaggi già conosciuti. È bello vedere gli sviluppi delle loro vicende ed i cambiamenti che hanno subito. L' atmosfera è simile a quella dei primi due volumi, c'è sempre qualcosa di misterioso, segreto, nascosto e strano, si sa e si capisce che c'è, ma non si comprende immediatamente o con chiarezza di cosa si tratti. Questo dà un senso di incertezza ed aumenta la curiosità di capire cosa stia effettivamente succedendo, in questo caso, al Villaggio. Ho trovato quel qualcosa in più per essere definitivamente coinvolta nella storia e per comprenderla quasi completamente. Anche se ancora non c'è un senso di conclusione, in generale, pensando ai tre libri insieme, grazie in particolare a questo, c'è un senso di completezza e di una storia unica. Inoltre, cosa che nei volumi precedenti mancava, c'è anche un po' di amore, che non fa mai male. La parte finale è abbastanza angosciante e sono felice di aver letto questo libro sapendo che ce ne sarà un altro e che quindi non è questa la conclusione della serie. Penso che ci sia ancora molto da poter dire su questa vicenda.







