
Ragazzi di vita
di Pasolini Pier Paolo
- EditoreGarzantiCollanaNuova bibliotecaData uscita27/10/2005PagineVII-244
- LinguaItalianoEAN9788811683285
Sinossi
Pasolini è diventato famoso con questo romanzo acre, violento, fortissimo. La miseria italiana, i braccianti, l'odore della sporcizia e dei panni vecchi, le periferie squallide, le estati roventi che ridestano appetiti pressoché bestiali, hanno trovato un descrittore commosso e lirico, tenuto saldamente al terreno (in quegli anni) da una severa fede politica. Il romanzo racconta la giornata di un gruppo di giovanissimi sottoproletari romani, Ricetto (personaggi cui la narrazione dedica maggior spazio), il Caciotta, il Lenzetta, il Regalone, Alduccio e altri. Mossi da esigenze primordiali i 'ragazzi di vita' sciamano dalle borgate della Roma anni Cinquanta verso il centro, in un itinerario picaresco fatto si molteplici incontri, di eventi comici, tragici, grotteschi. La Roma monumentale e quella della speculazione edilizia rappresentano lo spazio contraddittorio in cui avviene questa sorta di rito iniziatico di una giornata dei 'ragazzi di vita'.
Recensioni
Ritorno alla polvere
Scritto da 14kaa il 13 dicembre 2010
E' la seconda volta che apro questo libro. La prima è andata male: un capitolo, forse uno e mezzo e lo richiusi. Troppo difficile ho pensato il dialetto romano, nessun effetto speciale, le storie di ragazzi che si intrecciavano così, senza soluzione di continuità. Lo riapro qualche anno più tardi - 6, forse 7 - e trovo al contrario stupefacente tutto quello che prima consideravo una noia mortale. Il realismo più sfrenato degli ultimi, di coloro che non rientrano manco nella scala sociale. Le storie di questi Ragazzi e le loro cornici ambientali che Pasolini con la sua fantastica descrizione "schizzata" ti fa immaginare in un bianco e nero sporco e sudato ti riportano a quella vita di stenti ma soprattutto a quell'estrema umanità che solo i disprezzati sono capaci di offrire. Perchè non colsi subito il significato di questo libro allora? Questione di età, questione di interessi e di intellettualità matura probabilmente, ho pensato in un primo momento. Riflettendoci meglio penso più che altro che sia una risposta alla pochezza e alla debolezza del quotidianità del mondo iper-tecnologico. Il ritorno alle zozzerie, ai sobborghi (romani, in questo caso), alle taverne di legno, ai pantaloni impolverati delle periferie sono la risposta a questo mondo di televisioni scialbe e rapporti virtuali. Questa credo sia la chiave corretta per leggere Ragazzi di vita alle soglie del 2010. Pasolini lo scrisse cinquantacinque anni fa, terribilmente vero allora, terribilmente crudo oggi. Straziantemente romantico.







