L'amante di Lady Chatterley
di David H. Lawrence
€ 6,67
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- Listino€ 8,90EditoreRizzoliCollanaBur Grandi RomanziData uscita12/09/2007
- Pagine448LinguaItalianoEAN9788817017985
Sinossi
Una dimora nobiliare, una capanna nel bosco, una donna giovane e bella, un marito aristocratico ma invalido, un guardiacaccia solitario e introverso: sono questi gli ingredienti essenziali di quella miscela esplosiva che fu, per il pubblico di lettori degli anni Trenta, l'ultimo romanzo di D.H Lawrence. Mai, forse, romanzo fu tanto discusso. Perché con Lawrence l'istinto primordiale del sesso, visto e descritto nella sua più piena fisicità e con parole mai usate in libri "seri", entrò per la prima volta nella grande letteratura ad opera di uno dei più raffinati "maestri di stile" del secolo scorso.
Recensioni
L'amnte di Lady Chatterley
Scritto da sara88_p il 17 dicembre 2011
Appena finito di leggere e, concedetemelo, finalmente. Non so perchè, forse il momento sbagliato o l'umore, ma l'ho trovato di una noia terribile. Quando Lawrence si dilungava nella descrizione del lavoro nelle miniere, del bosco o del villaggio, avrei voluto gettarlo fuori dalla finestra. Sono delusa sia dal libro che dalla mia reazione finale. Amo la letteratura classica, ho una bella collezione di volumi del genere e mi sarebbe piaciuto includervi anche questo. Non metto in dubbio che l'idea centrale del libro fosse innovativa, anche perchè altrimenti non avrebbe creato tutto quello scalpore all'epoca, ma lo sviluppo della trama estremamente pedante lo ha reso di difficile lettura. Quegli interminabili intervalli sulle riflessioni sul bolscevismo, sulle differenze tra classi sociali... allontanano il lettore su quello che dovrebbe essere il tema centrale del libro, l'amore tra Lady Chatterley e il guaracaccia. Concordo col fatto che contribuiscono a descrivere le difficoltà che i due incontrano, ma non significa che si debbano subire convegni gratuiti sui problemi sociali dell'epoca. Alla fine ho come avuto l'impressione che l'intera storia fosse stata scritta da Sir Clifford... ah, per chi non l'avesse capita, non era esattamente un complimento...







