Lo stato canaglia
Come la cattiva politica continua a soffocare l'Italia
di Piero Ostellino
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Sinossi
"Viviamo, si dice, in un Paese libero. Nulla di più falso: oggi in Italia tutto è vietato tranne ciò che è esplicitamente consentito. Da Nord a Sud, i cittadini si trovano ostaggio di uno Stato potentissimo, a cui un'infinità di regolamenti e decreti, imposte e balzelli permette di infiltrarsi in ogni recesso della vita quotidiana: dalle leggi sulla procreazione a quelle sulla prostituzione, dai meandri della giustizia all'autovelox. Un'Entità che governa, senza averne delega, la nostra esistenza ma che è nel contempo abbastanza debole da trovarsi nelle mani di una oligarchia incolta e becera, seppure voracissima. Intanto, nell'economia gravata dalla crisi, dilagano le distorsioni del mercato, dal canone televisivo alla vicenda Alitalia, passando per "liberalizzazioni" che sono solo una cortina di fumo di dirigismo e demagogia. A fare le spese di provvedimenti di salvataggio che a stento nascondono le eterne logiche di interesse, al solito, è il cittadino tassato e vessato, inibito nelle sue libere iniziative." In questa spietata analisi del declino culturale, politico ed economico italiano, Piero Ostellino presenta una preoccupante carrellata di nomi, fatti e dati. Denuncia la latitanza del pensiero liberale, asfissiato da collettivismo e corporativismo. Torneranno mai in Italia le idee, e le prassi, dell'autonomia, della responsabilità individuale, della certezza della pena? La risposta è un durissimo j'accuse rivolto alla pessima politica cui permettiamo di governarci.
Altre informazioni
- Genere:politica scienze politicheParole chiave laFeltrinelli:italia contemporanea, struttura e processi politici, Sag13, liberalismo e ideologie democratiche di centro, governo centrale, scienza e teoria politica, italiapolitica, politica e governo, liberalismo
- Listino€ 19,00EditoreRizzoliCollanaSaggi italianiData uscita04/03/2009
- Pagine180LinguaItalianoEAN9788817028219
Recensioni
Non ci resta che piangere.
Scritto da Essential86 il 13 marzo 2009
Oltre a essere un ottimo manuale di liberalismo, questo libro ci dà un quadro impietoso delle condizione della nostra cittadinanza e della nostra libertà. Chi ha già una certa confidenza con il pensiero liberale, troverà cenni dei maggiori autori di riferimento: da Popper ad Hayek, da David Hume a Adam Smith, passando per Toqueville e Locke. Un bel momento per rinsaldare le ragioni dei classici del liberalismo: dalla Scuola Austriaca ai filosofi Scozzesi. Ma non finisce qui: questo libro scopre gli anticorpi dell'Italia corporativista e statalista, nemica della libertà e della società aperta. Alternando ironia e accademia, si analizzano anche i fenomeni moderni (illuminanti le pagine su Tremonti e il fenomeno del "La Casta" di Gian Antonio Stella). Consigliatissimo.



