Non ci resta che piangere.
Scritta il: 13 marzo 2009
Oltre a essere un ottimo manuale di liberalismo, questo libro ci dà un quadro impietoso delle condizione della nostra cittadinanza e della nostra libertà. Chi ha già una certa confidenza con il pensiero liberale, troverà cenni dei maggiori autori di riferimento: da Popper ad Hayek, da David Hume a Adam Smith, passando per Toqueville e Locke. Un bel momento per rinsaldare le ragioni dei classici del liberalismo: dalla Scuola Austriaca ai filosofi Scozzesi. Ma non finisce qui: questo libro scopre gli anticorpi dell'Italia corporativista e statalista, nemica della libertà e della società aperta. Alternando ironia e accademia, si analizzano anche i fenomeni moderni (illuminanti le pagine su Tremonti e il fenomeno del "La Casta" di Gian Antonio Stella). Consigliatissimo.


