Dai diamanti non nasce niente

Storie di vita e di giardini

di Serena Dandini

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  • Listino€ 19,00EditoreRizzoliCollanaVariaData uscita04/05/2011
  • Pagine240LinguaItalianoEAN9788817048675

Sinossi

Serena Dandini è fra le autrici che più hanno sperimentato e innovato il linguaggio televisivo degli ultimi anni, in particolare quello comico e satirico. In questo libro intimo e sorprendente rivela al pubblico un nuovo lato di sé, quello di appassionata di botanica: in fondo, "fare del giardinaggio significa sperimentare all'infinito, e questo è il lato divertente" (parola di Vita Sackville-West). Fra suggestioni letterarie, racconti personali e preziose dritte pratiche, emerge una riflessione ironica e appassionata sulla nostra società, sul nostro rapporto con la natura e con noi stessi. Come dice la stessa Serena: "Non voglio insinuare che questo sia un libro politico; ma se il privato lo era, perché non può esserlo anche il giardinaggio?".

Recensioni

Verzure

Scritto da annaregina il 06 marzo 2012

Un’amica ieri –era domenica e il cielo era carico di blu azzurrato- mi ha detto che stava guardando la sua verdure sul terrazzo, precisamente stava togliendo dalla gronda delle piantine di Oxalis e una temeraria Viola del pensiero alta un centimetro che avrebbe interrato alla base di una pianta sempreverde di cui né io né lei sappiamo il nome, con foglie che ricordano l’alloro e che col freddo diventano rosso-viola. Verdure in francese è vegetazione, verde, paesaggio naturale precisa nella prima pagina Serena Dandini nel suo libro Dai diamanti non nasce niente, Storie di vita e di giardini. Dunque anche il muschio nella gronda, il Gelsomino in vaso, la Hoya che ha sedotto almeno cento api e le ha condotte nella mia veranda qualche giorno fa- c’est verdure, encore verdure. Senza le esagerazioni dei fiori appuntati sulle giacche dei signori eleganti, le ricorrenze festeggiate con fasci di rose rosso cardinale, scure e vellutate come tende di teatro [che percorrono migliaia di chilometri nei camion frigo], senza il gesto colpevole (e assolutorio) di André Breton che riempì di tuberose la consorte che stava lasciando o quello in situazioni simili dell’amica di Stefan Zweig –questa volta erano rose rosse- o le manie di Federico Fellini o di Gabriele D’Annunzio –tralasciando gli esagerati, appunto, chi ama la verdure, la verzura, il verde, chi ama la bellezza e vuole esserne artefice [è poi questo il punto] si fa un giardino. Se lo costruisce. Con secchielli, vasi di coccio, vasche e vaschette, si fa un semenzaio, comincia a pensare a un bidone di rifiuti organici per l’humus, si interessa ai cataloghi olandesi di bulbi, si appassiona delle orchidee, poi si appassiona ai pelargoni, poi ai vari tipi di Ficus, quello piccolo, Pumila, con le foglie screziate e delicate, quello Lira, gigante… Poi se questa manìa ci coglie e abbiamo a disposizione un minimo di terreno, le passioni si moltiplicano non per talea ma per desiderio –è molto di più. Il libro della Dandini fa sentire questa passione, la comunica con il linguaggio diretto e sciolto che conosciamo di lei, con rimandi alla letteratura e velatamente alla politica. “Abbiamo bisogno di una cornice che definisca per noi una porzione delimitata di paesaggio su cui posare gli occhi [o] ci sentiamo persi”, abbiamo bisogno di “quinte verdi”, di porzioni piccole, anche se l’occhio riposa nelle distese verdi, l’animo si ritempra passeggiando nel giardino di Castel Trauttmansdorff a un passo da Merano, dodici ettari di ambienti verdi dall’orto di montagna agli agrumeti, dalle salvie alle mente, ai tunnel di rose, a quelli di uva, ai lillà. La porzione del nostro giardino ci sembrerà tropo poco e allora ci faremo arrivare per posta buste di semi e di bulbi, andremo da Sgaravatti a comprare il dragoncello che ancora ci manca nell’angolo delle aromatiche, una Dipladenia rosa confetto e un tulle di Euphorbia Diamond perché c’è ancora mezzo metro di piastrelle sul balconcino… Ma se avessi ancora spazio, ancora piastrelle, metterei una tinozza o meglio una bio-tinozza, creerei un substrato fangoso e proverei a far crescere dei fior di Loto: Serena Dandini dice a pag.33 del suo libro bellissimo che “ciò che sembra uno spettacolo per pochi eletti è invece alla portata di tutti”. Dalla fanghiglia nasce questo spettacolo di fiore dall’aspetto delicato e nobile con foglie rotonde, appena appoggiate sull’acqua. Lei, la Dandini, amerebbe insieme anche le carpe, “le carpe per amiche”, bianche striate di rosso come nei dipinti giapponesi. Io lascerei solo spazio per le casette degli uccelli, i verdoni, le famiglie di merli, il gruccione con la coda azzurra, e spererei di vedere il picchio che ogni giorno sento martellare –invisibile- sul tronco dei bagolari in riva al Po.

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Non solo erbacce

Scritto da supermaggie81 il 20 dicembre 2011

Piante e non solo ! Contenuti non scontati e una Dandini in super forma rendono questo libro una lettura piacevole, da affrontare con la stessa calma con cui la scrittrice ci suggerisce di affrontar la vita ! Ottima idea regalo !

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resistere...resistere

Scritto da robdelreg il 15 agosto 2011

Divertente, rilassante, leggero ma allo stesso tempo ricco di cultura. Serena Dandini trasmette una grande passione per il giardinaggio tale da creare curiosità e voglia di coltivare varie specie floreali. Ci permette di capire che nella ns. vita frenetica dobbiamo imparare a rallentare, attendere e resistere... Roberta D.R.

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flori...cultura

Scritto da p.maz il 03 giugno 2011

Divertente, rilassante e con un efficace approccio letterario: una piacevole lettura che ci immerge in un clima salottiero d'altri tempi. La passione per il girdinaggio guida l'autrice a scoprire come la stessa passione abbia influito su importanti risultati di personaggi famosi (scrittori, poeti, musicisti, pittori, cantanti, poltici, condottieri, .....). Il tutto viene armoniosamente intrecciato in un contesto culturale con una evidente, enunciata finalità politica: se le reidini del comando fossero in mano a esperti "giardinieri" sicuramente vivremmo in un mondo migliore.

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Giardini e non solo

Scritto da Dariab1986 il 26 maggio 2011

E' un libro delizioso, leggero e pieno di poesia. Lungi dall'essere un trattato di botanica, il giardinaggio rappresenta il filo rosso che tiene uniti, come le perle di una collana, gli aneddoti raccontati con il tono allegro e alla mano che ben conosce chi segue Serena Dandini

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La mia recensione

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